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L’ Outsider : Newt Gingrich

L’ Outsider : Newt Gingrich

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Con Newt Gingrich concludiamo la nostra rassegna domenicale dei possibili candidati Repubblicani per la corsa alla Casa Bianca

Newt Gingrich è un politico di lungo corso,ai vertici del partito repubblicano dalla metà degli anni novanta, quando ha rivestito l’importante carica di speaker della camera dei rappresentanti. In questa veste acquistò molta notorietà, anche estera e in molti lo ricordano al fianco del vice presidente Al Gore durante i discorsi sullo stato dell’ Unione del presidente Clinton.

Nella corsa per le elezioni presidenziali del 2012 Gingrich si è caratterizzato nella prima parte della compagna elettorale per il forte appoggio dato alla corrente dei Tea Party, corrente che durante il proseguo della campagna ha perso vigore e oggi rimane un movimento di opinione non più centrale nemmeno per il partito repubblicano. Insieme al declino dei Tea Party abbiamo assistito anche al declino in termini di popolarità di Gingrich che non ha saputo caratterizzarsi in modo specifico rispetto agli altri due candidati di punta del partito repubblicano: Mitt Romney e Rick Santorum. Gingrich infatti è rimasto legato ad una politica di opposizione a molti dei provvedimenti di Obama, senza d’altra parte fornire alternative, se non migliori, almeno ben spendibili durante una campagna elettorale.

Stessa cosa abbiamo osservato nei temi inerenti la politica estera, una scarsa preparazione sulle questioni Asiatiche e dell’ Oceano Pacifico, abbinate a generici appelli all’uso della forza nei confronti dell’Iran lo hanno reso poco credibile anche sul piano internazionale. Sulla questione palestinese ha inoltre definito il popolo palestinese un popolo ” inventato “. Non certamente un a buona presentazione per un futuro presidente che, pur mantenendo Israele come alleato principale nell’area, dovrà scendere a compromessi con i leader dei palestinesi i quali, con tutte le differenze tra di loro e la difficile localizzazione geografica degli esatti confini della loro terra, rimangono comunque un popolo molto reale e poco inventato.

Con queste premesse e gli ultimi risultati dei sondaggi riteniamo che Newt Gingrich sia ormai escluso dalla corsa presidenziale e dopo il martedì elettorale americano potrebbe appoggiare uno dei due candidati di punta del partito repubblicano, anche se questa ipotesi è oggi lontana dall’essere realizzata.

Con il Super-Martedì elettorale alle porte il tempo delle teorie si esaurisce lasciando spazio a colui che sarà probabilmente il candidato repubblicano per le elezioni presidenziali, e la partita sarà sicuramente tra Santorum e Romney, a Gingrich il compito non marginale di togliere voti ai due canditati. A chi sfilerà più voti Newt Gingrich? Anche da questo fattore verrà determinato il candidato repubblicano che sfiderà Barack Obama nel novembre di quest’anno per la presidenza degli Stati Uniti d’America.

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