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Il possibile uso delle armi atomiche della Russia nel conflitto in Ucraina

Il possibile uso delle armi atomiche della Russia nel conflitto in Ucraina

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Questo editoriale vuole proporre un possibile scenario che riguarda l’utilizzo delle armi atomiche della Federazione Russa nel conflitto in Ucraina. 

Tale scenario ha come presupposti i seguenti punti:

  1. Le forze convenzionali ucraine sostenute dall’Occidente posseggono una superiorità tecnologica sulle forze russe. 
  2. Tale superiorità si manifesta sul campo di battaglia con una maggiore consapevolezza della situazione tattica, la riduzione dell’efficacia delle tre armi delle forze armate russe (Aviazione, Esercito, Marina).
  3. Le forze ucraine proseguono la loro avanzata sia verso la Crimea sia verso il Donbass.
  4. La fornitura di armi avanzate occidentali prosegue e si intensifica.
  5. La mobilitazione delle forze russe non è in grado di arrestare l’avanzata delle forze ucraine.
  6. La percezione di Mosca che la sopravvivenza stessa della Federazione Russa sia in pericolo.
  7. Il fatto che il presidente russo abbia avvisato la leadership politico-militare occidentale della sua volontà di impiegare anche armi nucleari. 

Detto questo serve analizzare la dottrina militare della Federazione Russa, ed il suo aggiornamento del 2020, che afferma 

“L’uso di armi atomiche è contemplato se esiste una aggressione alla Federazione Russa con armi convenzionali che sia in grado di mettere in pericolo l’esistenza dello Stato. (Art 19, comma d.) 

“Il presidente della Federazione Russa può se necessario informare la leadership politico-militare di altri stati o di organizzazioni internazionali riguardo alla possibilità e alla volontà che la Federazione Russa possa usare armi atomiche” (Art. 20)

Per questo scenario prenderà in considerazione l’utilizzo di armi atomiche tattiche (tattiche non significa di bassissima potenza) nel teatro ucraino. La Federazione Russa possiede alcune centinaia di testate tattiche, ma quelle di nostro interesse sono rappresentate dalle testate installate sui missili balistici 9K720 Iskander-M (SS-26 Stone) nella misura di 144 testate, sui missili da crociera installati a terra 9M729 (SSC-8 Screwdriver) nella misura di 20 testate e le circa 300 testate utilizzabili dall’aviazione sui velivoli Tu-22M3, Su-24M, Su-34, MiG-31K, mediante missili da crociera AS-15, AS-23 (fonte russian nuclear forces, 2022 Bullletin of Atomic Scientists)

Preso atto di queste premesse riteniamo che se tutti questi punti dovessero essere contemporaneamente esauditi il presidente russo possa ordinare un attacco atomico. Tale attacco nella nostra simulazione impiegherebbe più di una testata nucleare e non a scopo dimostrativo. 

Il giorno ideale per tale tipo di azione potrebbe essere la notte o le primissime luci dell’alba di un giorno festivo o della notte tra la domenica ed il lunedì al fine di minimizzare la presenza di popolazione sui luoghi di lavoro, nelle scuole o impegnate in attività sociali. Se venisse usata un’arma atomica, avere un alto numero di cittadini non presso le proprie abitazioni potrebbe creare una condizione di caos urbano di notevole entità. 

L’attacco sarebbe probabilmente anticipato da un ultimatum non pubblico o una comunicazione alla controparte americana-NATO nell’imminenza dell’evento. 

I bersagli di un eventuale utilizzo di armi atomiche sarebbero principalmente di due tipi. Il primo tipo sarebbe rappresentato da obiettivi cruciali per la macchina bellica ucraina (depositi di carburanti, poli industriali, centri principali di comando e controllo, centri principali delle comunicazioni e della logistica). Il secondo sarebbero le concentrazioni di forza ucraine nei settori chiave di Kherson, Karkiv, Zaporizhia. 

Riteniamo possibile l’impiego di circa 35-45 testate nucleari di cui circa dieci di potenza non inferiore ai 20-25 Kt da impiegare sulle concentrazioni di truppe avanzate (gli ucraini non hanno mai concentrato forze in maniera sistematica e questo fa sì che le armi atomiche a bassissima potenza risultino non utili ai fini bellici nelle zone avanzate del fronte) e circa quindici-venti testate a bassa resa (bassa potenza) tra gli 0,5 e 1 Kt per distruggere gli obiettivi relativi alla catena di comando, depositi, infrastrutture. 
Riteniamo altresì che l’utilizzo eventuale di armi atomiche da parte della Federazione Russa possa essere un impiego a “due fasi”, con la prima fase riservata agli obiettivi “fissi” prima menzionati, più un singolo colpo con un’arma da 20-30 Kt indirizzata alle forze ucraine presenti tra Kherson, Mykolaiv e Zaporizhzhya. Se questa fase non dovesse innescare trattative diplomatiche favorevoli alla Russia, Mosca potrebbe concentrarsi sulle zone di combattimento. 
Bombardamenti atomici di grandi città sono, nella nostra analisi, non contemplati. 
Un elemento riteniamo indiscutibile: se le armi atomiche dovessero essere impiegate, ed il Tabù atomico dovesse cadere, non sarà per una singola detonazione dimostrativa. Una singola bomba atomica detonata sul mar Nero o su aree spopolate ad alta quota innescherebbe una risposta occidentale, senza aver compromesso alcunché delle capacità belliche di Kiev e per questo motivo non è contemplata dal nostro scenario. 
L’unico vantaggio possibile di armi atomiche tattiche risiede nel compromettere capacità belliche e morale degli ucraini, questo risultato si potrebbe ottenere unicamente con un attacco coordinato e multiplo. 
Questo lo stato dei fatti. Ora non ci resta che attendere le decisioni di chi ha in mano le sorti dell’Europa e del Mondo. 

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