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Armi russe per l’Egitto l’accordo è pronto

Armi russe per l’Egitto l’accordo è pronto

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È pronto l’accordo tra Egitto e Federazione Russa per la fornitura di sistemi d’arma all’esercito del Cairo.
Dopo il viaggio degli scorsi giorni a Mosca del Ministro della Difesa e Comandante delle forze armate gen. Sisi, e dopo che l’Arabia Saudita ha fornito a Mosca le necessarie garanzie economiche, in Egitto dalla prossima estate inizieranno ad affluire armamenti Made in Russia. L’entità economica di questo primo contratto tra Mosca e il Cairo nel settore difesa sarà di 3 milliardi di dollari.
Ed in questo caso non parliamo di armi leggere e di qualche blindato, ma armi avanzate in possesso della Federazione Russa.
Un primo punto fermo riguarda la fornitura ai militari egiziani di quella che è oggi una delle più temute armi esportate dalla Russia. Parliamo del missile antinave 3M55 Oniks, meglio conosciuto con il nome di Yakhont. I nostri lettori conoscono bene questo missile al quale abbiamo dedicato questa monografia, esso è un’arma antinave supersonica dalla gittata massima
a compresa tra i 120 e i 300 Km a seconda del profilo di volo, un missile estremamente mobile trasportabile facilmente su mezzi ruotati, capace di volare redente alle onde ad circa tre volte la velocità del suono, estremamente difficile sia da localizzare che da distruggere, una vera arma letale.
Bene, sembra che l’Egitto riceverà una fornitura di questi missili antinave, che saranno impiegati a difesa del Canale di Suez e del porto di Alessandria d’Egitto.
L’Egitto riceverà inoltre un numero ancora non noto di Mig-29 di ultima costruzione, aggiornati al miglior standard avionico disponibile.
Saranno consegnati anche elicotteri d’attacco Mi-35 e sistemi per la difesa aerea.
Quello dei sistemi per la difesa aerea è uno dei punti meno chiari di questo accordo. Sulle fonti Open Source che abitualmente utilizziamo non abbiamo reperito informazioni affidabili su che tipo di sistemi difensivi Mosca possa vendere all’Egitto.
Giudicando la tipologia delle armi che con certezza giungeranno in Egitto è ragionevole pensare che la Russia veda nell’Egitto un alleato fondamentale nel mediterraneo, un alleato che potrebbe ospitare la flotta russa nella base navale di Alessandria, dopo che la Russia ha perso la base nave libica di Bengasi, base che fino alla caduta di Gheddafi era la più importante base navale della Flotta Russa nel Mare Nostrum.
La Russia ha visto le sue basi nel mediterraneo spazzate via delle primavere arabe e dai raid della NATO, se la Russia dovesse investire su Alessandria è ragionevole pensare che voglia dotare gli egiziani dei mezzi utili a difendersi da un eventuale confronto aeronavale che minacciasse la sua base.
In questa ottica diventa possibile pensare che la Federazione Russa possa fornire agli egiziani il sistema antiaereo e antimissile S-300 PMU2, sistema in grado di garantire un sufficiente grado di protezione alle infrastrutture nodali dell’apparato difensivo egiziano, in primis il Canale di Suez e il porto militare di Alessandria d’Egitto.
L’Egitto interrompe così la propria dipendenza univoca nei confronti delle armi americane, che avevano equipaggiato in esclusiva le forze armate egiziane nelle ultime due decadi.

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