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Il sesto test atomico della Corea del Nord: una Red Line per Trump?

Il sesto test atomico della Corea del Nord: una Red Line per Trump?

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Esiste una “Red Line” che, se superata, è in grado di far scattare una ritorsione militare americana contro la Corea del Nord? Per molti questa linea non esiste, e non esisterà mai. Il nostro gruppo in merito possiede un’idea differente: a nostro avviso una Linea Rossa esiste ed il Presidente Trump l’ha già tracciata, sia con gli alleati dell’Estremo Oriente, sia con i vertici politici e militari degli Stati Uniti.
Questa linea invalicabile potrebbe esssere rappresentata dal sesto test atomico della Corea del Nord. La Corea ha già dimostrato in passato di poter colpire agevolmente gli avversari regionali con i propri missili balistici, di poter lanciare satelliti nello spazio (e quindi di possedere la capacità di sviluppare un ICBM, missile balistico intercontinentale) ed ha dimostrato di padroneggiare la tecnologia necessaria per far detonare un dispositivo atomico di relativa bassa potenza.
Queste capacità sono ormai consolidate. Il lancio del missile balistico di pochi giorni fa, in grado di raggiungere l’Alaska, ha confermato quanto già noto a chi segue le vicende nord-coreane. Il missile in oggetto è dotato di motori a combustible liquido, e quindi sebbene sia molto più rapido nell’approntamento rispetto al vettore “civile” Uhna-3, necessita comunque di alcune ore per la preparazione al lancio, rendendolo un bersaglio, se non facile, comunque gestibile per l’apparato militare americano.
Ma gli Stati Uniti non si possono permettere il fatto che la Corea del Nord si doti di un arsenale atomico costituito da ordigni di media ed elevata potenza, in grado di compensare, con la loro enorme capacità distruttiva, la scarsa accuratezza che sembrano possedere gli attuali vettori missilistici di Pyongyang.
Per questo motivo gli Stati Uniti potrebbero mettere in atto un’azione militare di ampio respiro nel caso in cui Kim ordinasse la detonazione del sesto dispositivo atomico della Corea del Nord, dispositivo che potrebbe essere già stato assemblato nel poligono nucleare nord-coreano.
Esiste a nostro avviso anche una seconda “Linea Rossa” relativa allo sviluppo del programma missilistico nord-coreano. Questa linea rossa è rappresentata dalla produzione in serie di vettori a medio raggio e a raggio intermedio (non è una ripetizione, sono due tipi diversi di vettori), basati su motori a combustibile solido.
I missili a combustibile solido non necessitano di lunghi tempi di preparazione e possono decollare pochi minuti dopo l’ordine di attacco impartito dal comando centrale, sono quindi bersagli molto più complessi da neutralizzare a terra da parte delle forze armate alleate.
Non a caso, dopo il lancio del missile nord-coreano di pochi giorni fa, gli Stati Uniti hanno enfatizzato il fatto che i satelliti spia di Washington sono riusciti a tracciare la fase di rifornimento del vettore, avvenuta in un grande hangar poco distante dal sito di lancio. Questa dichiarazione ricorda alla Corea del Nord, ed agli alleati americani, che questo vettore in caso di conflitto potrebbe essere distrutto addirittura durante la fase di rifornimento, e non essere quindi utilizzabile durante una ipotetica guerra.
Tra pochi giorni alle Nazioni Unite gli Stati Uniti presenteranno una risoluzione contro la Corea del Nord, se la Cina e la Russia porranno il loro veto, gli USA potrebbero annunciare pubblicamente la loro “linea rossa”, anche se la politica del Presidente Trump sembra essere quella di agire e non di minacciare…

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