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Corea del Nord: vuote minacce o guerra imminente?

Corea del Nord: vuote minacce o guerra imminente?

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Cosa sta accadendo in Corea del Nord? Le minacce sempre più estreme dello stato comunista sono reali oppure rappresentano solamente una sofisticata operazione di guerra psicologica utile, sia ad uso interno, sia nella partita diplomatica con il mondo esterno ai confini della repubblica popolare di Corea?
Da giorni stiamo cercando di dare risposte a queste domande per cercare di anticipare l’evolversi della questione.
Da settimane la retorica della Corea del Nord cerca di infiammare gli animi dei soldati e dei semplici cittadini, continue esercitazioni, proclami della televisione di stato, richiamo in servizio di personale della riserva, ed esercitazioni con munizioni reali scandiscono le giornate in Corea del Nord dal giorno successivo al test dell’ultimo dispositivo atomico di Pyongyang.
Al fianco di questi proclami ed esercitazioni gli organi ufficiali del partito comunista, e anche alti ufficiali del nord, hanno fatto dichiarazioni in lingua inglese estremamente minacciose, come forse mai in passato, mettendo chiaramente gli Stati Uniti d’America al primo posto della lista dei nemici, e conseguentemente degli obiettivi in caso di conflitto.
Il giovane Kim Jong Un quasi quotidianamente ispeziona unità di tutte le forze armate, in ogni angolo del paese.
La linea di comunicazione diretta tra le due Coree rimane interrotta da oltre 14 giorni e l’ultima volta è stata utilizzata dal responsabile nord coreano della zona demilitarizzata per inviare minacce dirette al comandante americano in Corea del Sud.
Dall’altra parte Stati Uniti e Corea del sud proseguono le più complesse esercitazioni congiunte degli ultimi venti anni, esercitazioni che vedono coinvolte anche le forze strategiche degli Stati Uniti, seppur in maniera limitata.
Ieri dalla Corea del Nord è arrivato il messaggio che le forze strategiche si trovano al livello N.1 della preparazione al combattimento, quel famoso “Quasi-State of War” che rappresenta l’ultimo gradino della prontezza operativa, il gradino successivo è la guerra aperta.
Dal punto di vista politico si segnala che entro fine mese si terrà in Corea del Nord una riunione plenaria del comitato centrale del partito dei lavoratori, per discutere di una “decisione cruciale”. Il comitato centrale del partito dei lavoratori è il massimo organo decisionale in Corea del Nord.
In queste fasi è difficile stabilire se siamo dinnanzi ad una sofisticata guerra psicologica o se la Corea del Nord userà realmente la sua capacità militare.
I nostri analisti sono conviti che la Corea del nord non lancerà un attacco su larga scala e nemmeno un attacco nucleare preventivo, come lo definiscono a Pyongyang, contro le basi americane della regione. Tuttavia vista la grande esposizione mediatica, l’impatto dei lunghi giorni di esercitazioni sulla traballante economia nord coreana, e la necessità di ottenere molto, dal punto di vista diplomatico (generi alimentari e materie prime), in poco tempo, la possibilità di incidenti militari tra Corea del Nord e Corea del Sud, è più che probabile, è concreta.
La zona più a rischio permane il confine marittimo occidentale, unico luogo che permetterebbe alla Corea del Nord di organizzare uno scontro che si possa limitare ad una precisa area geografica. L’attività delle basi americane in Giappone, (Okinawa e Yokosuka in particolare) potrebbe fornirci indicazioni preziose nel caso in cui gli Stati Uniti d’America avessero il sentore di una minaccia imminente proveniente dalla Corea del Nord.

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