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Espellere gli immigrati irregolari senza documenti? Una via esiste

Espellere gli immigrati irregolari senza documenti? Una via esiste

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Chi ha diritto all’asilo resti, chi non ha diritto al sistema di protezione internazionale deve essere espulso.
Badate bene alle parole, non abbiamo detto che deve essere rimandato in patria, abbiamo scritto che deve essere espulso.
E come si può fare ad espellere un irregolare che non dichiara la sua nazionalità, oppure che dopo averla dichiarata non viene accolto dal paese di origine?
La soluzione è semplice, ma ha un difetto: è politicamente scorretta.
La soluzione è individuare un paese che si faccia carico di accogliere gli irregolari espulsi dall’Italia. Un paese che abbia necessità di fondi e dal quale l’irregolare potrà, a spese nostre, tornare nel proprio paese volontariamente.
Ci sono diversi paesi africani che potrebbero essere disposti ad accettare aiuti economici in cambio dell’obbligo di accogliere queste persone.
Uno potrebbe essere il Ruanda, un altro potrebbe essere il Burkina Faso o il Mali.
Il sistema è possibile sia gestito secondo standard che possono garantire l’integrità fisica e psicologica delle persone espulse con costi inferiori per l’Italia, rispetto a dover fornire vitto, alloggio e copertura sanitaria qui da noi.
Il razionale di questa scelta risiede inoltre nel fatto che l’immigrato irregolare, persa ogni possibilità di permanere in Europa potrebbe richiedere il rimpatrio volontario verso il suo paese.
Al fine di favorire tale scelta si potrebbe prevedere un “incentivo” economico di 1500/2000 che l’immigrato riceverà una volta scelto di tornare a casa.
Va da sé che simultaneamente vanno interrotti in maniera definitiva i flussi irregolari dalla Libia, altrimenti il meccanismo proposto non potrà essere risolutivo.
Valutando l’espulsione di circa 300000 irregolari in tre anni, il budget annuale previsto dovrebbe essere di 700 milioni di euro all’anno per tre anni, una cifra inferiore di circa 500 milioni di euro, rispetto a quanto oggi si spende per il mantenimento degli immigrati nelle strutture di accoglienza, cifra che non considera l’assistenza sanitaria straordinaria.
Come vedete non è impossibile espellere gli irregolari senza documenti, serve una buona diplomazia con i paesi africani potenziali nostri partner, la rinuncia al politicamente corretto, il tempo e i controlli per garantire dignità a queste persone una volta espulse e la fine definitiva rotte illegali dalla Libia.

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Comment(1)

  1. Iniziamo da questa notizia
    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/02/11/news/riuvolta_nell_hotspot_di_trapani_sessanta_tunisini_tentano_la_fiuga-188618411/
    Fino a quando si continuerà a recuperare per mare accattoni, galeotti, spacciatori, assassini specializzati in riti voodoo e sottosviluppati vari, non si potrà attuare una seria politica di rimpatrio. La soluzione è fin troppo semplice, chi salva deve portarli subito nei porti di partenza, anche con la forza. Se poi le autorità dei luoghi di partenza dovessero fare storie, allora si occupano i luoghi di partenza. Sequestro delle navi ONG e affondamento immediato dei barconi. Sono anni che questa pagliacciata è stata gestita con parole misericordiose e gli effetti sono fin troppo evidenti. Ora occorre l’azione.
    Per quelli che non hanno diritto, li lasciamo liberi di andare in Europa verso quegli stati artefici di questo scempio, in primis la Germania. Così la finiamo pure con la selezione dei clandestini.

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