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Geopolitica alla Radio: La Russia una Minaccia per l’Europa?

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Durante la seconda puntata della nostra rubrica di Geopolitica alla Radio abbiamo affrontato la questione della possibile minaccia russa all’Europa. I primi 7 minuti di audio sono purtroppo viziati da una bassa qualità audio.
Ascolta Russia: minaccia per l'Occidente? – Rubrica n.2 di Equilibrium Network con Geopoliticalcenter.com – Stagione 2 – 2016/17″ su Spreaker.

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Comment(1)

  1. è vero che i bombardieri strategici sono degli anni 70 ma sono ancora in grado di garantire la deterrenza per cui furono progettati, parlando poi di anni 70 potremmo parlare dei b-52 che sono tutt’ora in utilizzo dalla usaf e che dovevano essere radiati già dieci anni fa, ma che invece è stata estesa la vita operativa fino al 2030.
    Per quanto riguarda il discorso dei progetti datati, mi sembra che gli stati uniti, con gli ultimi progetti di 4 e 5 generazione per i caccia di superiorità aerea e multiruolo, abbiano trovato degli enormi problemi sia per la progettazione e la costruzione sia per l’impiego operativo i cui costi sono onerosissimi e di cui stanno pagando le conseguenze nel momento di decidere se dispiegarli in teatri operativi in cui sono inviati. Per non parlare poi degli innumerevoli fronti in cui sono impegnati gli states, le cui portaerei si stanno concentrando nel pacifico. CI sono troppe variabili in gioco. Ma sopratutto la tesi più scontata, cioè che di fronte alla NATO la Russia sia in palese svantaggio a livello sia strategico che operativo, è una tesi ch potrebbe riservare clamorose confutazioni dai fatti.
    L’ intervento congiunto a seguito del ricorso all’articolo 5 della NATO da parte di uno dei paesi membri dell’alleanza a fronte di un attacco, riserverebbe la sorpresa di trovare una serie di risposte asimmetriche dei singoli paesi membri rispetto a quanto atteso. Questa insicurezza è secondo me uno dei motivi principali per cui negli ambienti del pentagono e della casa bianca, c’è un conflitto sulle decisioni da prendere tra falchi e colombe.
    In conclusione non è tanto il potenziale strategico in sé che determina la via da seguire, se attaccare o no, ma la serie di bilanciamenti su più livelli che, come dettagliato bene dall’esposizione, concorrono ad optare per l’attendismo, di cui sia chiaro, stanno beneficiando ambo le parti in causa. E non si può parlare di Marina, Aeronautica e Fanterie come reparti di una squadra di calcio. Abbiamo ben visto in questi 15 anni come il valore “sulla carta” di certe strategie militari abbia palesemente rivelato una realtà smentita dai fatti.

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