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Il Virus MERS, una minaccia per i campi profughi della Siria

Il Virus MERS, una minaccia per i campi profughi della Siria

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Le pandemie adorano la guerra, la fame, le condizioni igieniche precarie, di più, i virus e i batteri necessitano della guerra e della desolazione che essa causa per dare origine alle pandemie, la guerra in Siria potrebbe essere la grande e terribile occesione del virus denominato MERS.
Ma che cosa è la MERS? MERS (Middle East Respiratory Syndrome) è causata da un virus che appartiene alla famiglia dei Coronaviridae, la stessa famiglia dei virus che causano i normali e banali raffreddori, ma anche della stessa famiglia del virus SARS di altri virus che possono causare disordini intestinali e alcune forme di infezione del Sistema Nervoso Centrale. I Coronaviridae sono virus a RNA per i quali non esiste ne un vaccino, ne terapia specifica. MERS in particolare ha evidenziato la capacità di dare luogo a gravi infezioni polmonari con interessamento di altri organi interni, come rene e fegato. Non esistono al momento dati attendibili sul tasso di mortalità, essendo solo le forme più gravi giunte all’osservazione dei sanitari.
MERS si sta sviluppando, sta mutando, si sta adattando in medio oriente, tra l’Arabia Saudita, lo Yemen,gli Emirati Arabi e la Giordania.
Immaginate ora proprio la Giordania, dove sorgono alcuni tra i più affollati campi profughi generati dalla guerra in Siria. Luoghi che il governo giordano, con il supporto della cooperazione internazionale, tenta di mantenere nei migliori standard sanitari possibili per la situazione di emergenza e la disperazione delle decine di migliaia di profughi fuggiti in fretta e furia dalla Siria. In questo caso i migliori standard possibili sono comunque rappresentati da una latente denutrizione, in particolare proteica, l’assenza di fogne propriamente dette, l’assenza di strutture sanitarie capaci di rispondere prontamente alle esigenze cliniche di chi è fuggito, e l’impossibilità per chi vive nelle tende di provvedere ad una adeguata igene personale. Immaginate in questa situazione l’arrivo di un paziente affetto da MERS in questo campo profughi, nella promiscuità e nella fame. L’epidemia scoppierebbe rapida e senza possibilità di controllo, e se il virus si mostrasse veramente aggressivo e con un’alta percentuale di mortalità, nel campo scoppierebbe il panico, i profughi cercherebbero di allontanarsi dalla fonte dell’infezione e diffonderebbero il virus MERS in Giordania, in Siria e nel Libano.
Ma perché abbiamo parlato della guerra e dei campi profughi, perché i virus e i batteri diventano devastanti durante un conflitto o una carestia?
L’esempio più calzante è stato il Virus influenzale H1N1 che ha causato una pandemia nel 2010/2011. C’era grande timore nel mondo per la pandemia del virus H1N1, sapete perché? Perché H1N1 aveva già dato luogo ad una pandemia in passato nel lontano 1918/19 alla fine della Grande Guerra, ma allora non veniva chiamato con il nome scientifico derivato dalle proteine di superficie (H1N1) aveva un nome più semplice e che ancor oggi mette paura, H1N1 infatti è la Spagnola, la terribile influenza che nel triennio 1918/1920 fece circa 20 milioni di morti. I decessi causati da H1N1 nel 2010/2011 sono stati nell’ordine delle decine di migliaia e non dei milioni, come per ogni virus influenzale, forse solo lievemente maggiori. Perché? La risposta sta nelle condizioni che H1N1, o la Spagnola se volete, trovò nel 1918.
La guerra era appena finita, la fame e la promiscuità regnavano nella città europee, la guerra avaeva fatto trascurare la costruzione di fogne e lo sviluppo del sistema sanitario di base. H1N1 colpì duramente e lo fece senza preavviso.
Pensate oggi alla situazione in Siria, ai campi profughi, alla fame, al caos e alla totale carenza di infrastrutture di base, non solo dentro la Siria, ma nei campi profughi in Giordania, in Libano, in Turchia. Aggiungete a questo quadro un virus respiratorio che si diffonde facilmente per via aerea come MERS e avrete davanti a voi uno scenario terribile; non tanto durante i mesi estivi ma quando durante l’inverno le piogge e la diminuzione delle temperature favoriranno la diffusione di MERS, sia per la maggior facilità di infezione che i Coronaviridae manifestano alle basse temperature, sia perché per ripararsi dal freddo le persone tendono a riunirsi tutte insieme ovunque ci sia un focolare.
MERS, se la situazione in Siria non troverà soluzione prima dell’inverno, potrebbe diventare un flagello per i profughi siriani e per tutta la regione mediorientale.

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