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Iran gli Stati Uniti non ostacoleranno l’esportazione di petrolio

Iran gli Stati Uniti non ostacoleranno l’esportazione di petrolio

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Prosegue la Road Map tracciata nel novembre 2013 a Ginevra per tentare una soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana. Secondo quello che è stato definito dalle parti il “Piano Congiunto di Azione”, tra il gruppo del 5+1 e l’Iran, da febbraio ad oggi si sarebbero susseguiti una serie di passi concreti e tangibili per allentare la tensione tra Iran e Stati Uniti, passi che vi andiamo a riassumere.
In una prima fase si è assistito alla sospensione da parte iraniana dell’arricchimento del minerale di Uranio oltre il limite del 5% in purezza dell’isotopo 235, contemporaneamente gli Stati Uniti hanno iniziato a rendere disponibili riserve valutarie in valuta pregiata di proprietà iraniana ma costudite in istituzioni bancarie occidentali, in prevalenza statunitensi.
Il medesimo schema, e cioè: l’Iran compie un passo di “buona volontà” sulla questione nucleare, gli Stati Uniti concedono l’utilizzo di fondi in valuta pregiata depositati in occidente, si è ripetuto più volte da febbraio, mese di implementazione degli accordi di Ginevra, fino ad oggi.
L’Iran dopo aver sospeso l’arricchimento dell’uranio oltre il 5% ha iniziato a diluire, o trasformare in combustibile per i reattori sperimentali, il proprio uranio al 20%, ad ogni step concordato gli Stati Uniti hanno liberato fondi in valuta occidentale, fondi determinanti per sostenere le importazioni di beni e materiali che l’Iran non produce autonomamente, e la cui carenza aveva minato l’economia nazionale (parlino ad esempio di metalli speciali, pezzi di ricambio per gli aerei cargo e passeggeri, macchinari per l’industria).
Pochi giorni fa l’Agenzia Atomica Internazionale IAEA ha certificato che l’Iran ha diluito o trasformato la quasi totalità del propio uranio al 20%, in cambio di questo passaggio, ed in vista di un possibile accordo di lungo termine, l’America ha annunciato di aver messo termine a tutte le azioni volte a limitare l’esportazione di greggio iraniano, determinando nei fatti la fine delle sanzioni contro l’industria petrolifera iraniana prima di aver raggiunto quell’accordo definitivo sul nucleare iraniano che, da quelli che sono gli accordi di Ginevra, dovrebbe essere siglato entro il giorno 20 del prossimo mese di luglio.
Vogliamo ricordare che l’Iran, ed in particolare la sua Giuda Suprema, ha dichiarato più volte che la Repubblica Islamica si sarebbe rifiutata di dialogare apertamente con gli americani sotto la minaccia delle sanzioni, dopo questi sei mesi di accordo temporaneo sembra che il presidente americano Obama lo abbia accontentato perché, dopo l’annuncio di ieri della Casa Bianca riguardante la fine delle restrizioni alla vendita di petrolio iraniano, le sanzioni contro Teheran possono considerarsi, per ora, solamente un ricordo.
Vedremo se questo consentirà di raggiungere entro poco più di un mese quell’accordo tanto desiderato dalla Casa Bianca o se, ancora una volta, senza più la minaccia delle sanzioni, il governo di Teheran ricomincerà quel gioco diplomatico che fino ad oggi ha consentito all’Iran di essere ad un passo dall’ottenere la capacità di costruire un’arma atomica.

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