Home Attualità L’ Iran minaccia: fermeremo le esportazioni di greggio ( e chiuderemo Hormuz )
L’ Iran minaccia: fermeremo le esportazioni di greggio ( e chiuderemo Hormuz )

L’ Iran minaccia: fermeremo le esportazioni di greggio ( e chiuderemo Hormuz )

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In questi ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli in occidente per un’ulteriore rafforzamento delle sanzioni internazionali nei confronti dell’Iran. Richieste in tal senso sono state avanzate da tutti e due i candidati alla Presidenza americana e dai paesi dell’Unione Europea. Sanzioni che potrebbero colpire non solo il settore petrolifero ma anche quello del gas naturale, istituzioni bancarie e organizzazioni specifiche. Questa prospettiva è per l’Iran una minaccia molto grave, quasi paragonabile a quella di un attacco aereo alle proprie installazioni nucleari. Ed il regime iraniano ha reagito duramente e anche in modo scoordinato a questa prospettiva. Il governo iraniano ha minacciato infatti di interrompere completamente le proprie esportazioni di greggio che sono scese a causa delle sanzioni da 1,4 milioni di barili di 18 mesi fa al giorno ad 1 milione di barili al giorno di oggi.
Le nuove sanzioni potrebbero ridurre ulteriormente le esportazioni di greggio; ma perchè l’Iran dovrebbe interrompere l’export di petrolio, perchè favorire il progetto delle potenze occidentali di bloccare i ricavi derivanti dalla vendita del petrolio, che vantaggi avrebbe l’ Iran?
Per capire la logica che potrebbe star dietro alla decisione iraniana di sospendere le esportazioni bisogna ricordarsi le dichiarazioni della dirigenza iraniana di quasi un anno fa, proprio un anno fa quando le sanzioni diventarono veramente efficaci.

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Mappa del Golfo Persico
In quel periodo, sia alti dirigenti del regime sia parlamentari dichiararono che che se all’Iran fosse stato impedito, mediante le sanzioni internazionali, di esportare il petrolio iraniano la repubblica islamica avrebbe impedito anche alle altre nazioni che utilizzano lo Stretto di Hormuz per trasportare il proprio greggio di continuare i commerci come se nulla fosse mai successo. Ecco quindi che le dichiarazioni iraniane di sospendere le proprie esportazioni di petrolio si fanno più chiare ed assumono non più i caratteri di una resa bensì i le forme di una durissima risposta alle sanzioni che stanno diffondendo il malcontento in particolare nei grandi centri urbani come Tehran.
La semplice minaccia volta ad aumentare il prezzo del barile a causa dello stop alle esportazioni iraniane non ha una logica coerente in quanto gli altri paesi produttori hanno le capacità per vicariare alla carenza iraniana e Tehran si troverebbe privato di una fondamentale fonte di valuta pregiata indispensabile per importare beni primari indispensabili per la popolazione.
Bisognerà quindi guardare allo Stretto di Hormuz nel giorno in cui la Guida Suprema della repubblica islamica dell’Iran decidesse di interrompere le esportazioni, perchè l’unico modo per causare un riverbero su scala mondiale di tale atto sarà la chiusura dello Stretto di Hormuz, scenario che innescherebbe in maniera quasi automatica la risposta durissima e massiccia degli Stati Uniti e delle monarchie sunnite del Golfo.
Qui l’articolo di Al Arabiya

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