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La battaglia di Aleppo una blitz krieg o una Stalingrado della guerra di Siria?

La battaglia di Aleppo una blitz krieg o una Stalingrado della guerra di Siria?

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È iniziata alle prime luci dell’alba di ieri, venerdì 16 ottobre 2015, la battaglia di Aleppo, l’offensiva delle forze armate siriane governative atta a riconquistare la seconda città del paese, e crocevia per il rifornimento di armi e generi di prima necessità per le aree non sotto il controllo del governo di Damasco.
L’offensiva vede impiegati i reparti più efficienti a disposizione di Bashar Al Assad, reparti che compongono il grosso del dispositivo di terra impiegato in questa offensiva. Al fianco delle truppe regolari di Damasco sono schierati battaglioni dell’Hezbollah libanese e delle Guardie della Rivoluzione iraniane. Le forze in campo sono stimate dal nostro gruppo, in base alle poche informazioni Open disponibili, nell’ordine delle 15000 unità, delle quali 2500 dell’Hezbollah e 1500 dell’Iran. Le truppe di terra sono supportate da un dispositivo aereo predisposto dalla Federazione Russa che impegna quotidianamente per questa offensiva il 70% della capacità aerea presente in Siria, inclusi aerei SU-34 e Droni per ricognizione continua.
Il dispositivo aereo russo impiega anche velivoli ad ala fissa SU-25 e ad ala rotante MI-24 e MI-28 per il supporto ravvicinato alla fanteria e ai reparti corazzati (CAS), che si è rivelato cruciale nel primo giorno di offensiva per eliminare i team dei ribelli che impiegano, spesso con successo, i missili anticarro di produzione americana TOW, responsabili della distruzione di decine di veicoli blindati dei governativi negli ultimi 18 mesi.
Eliminare le squadre TOW appare l’obiettivo principale del dispositivo aereo russo. Il TOW è un’arma anticarro di vecchia concezione estremamente affidabile ma che possiede un grosso difetto, è pesante, ingombrante e la preparazione al fuoco, e la stessa acquisizione del bersaglio, richiedono tempo; tempo prezioso se nell’area di operazioni droni sorvegliano costantemente ed accuratamente le vicinanze delle Task Force di fanteria impiegate sul terreno, ed aerei sono pronti ad intervenire nel giro di pochi minuti con azioni di bombardamento.
Gli ufficiali siriani e russi che hanno la responsabilità della protezione aerea delle truppe al suolo hanno imparato ad identificare i team che utilizzano i TOW e in questa prima fase dell’offensiva sono riusciti spesso a neutralizzare questa minaccia.
Neutralizzare le squadre TOW è il primo passo verso una guerra lampo per strappare Aleppo ai ribelli antigovernativi. Tuttavia questa tattica può essere utilizzata solo nelle campagne che circondano la città e non in ambiente urbano dove gli IED (i dispositivi esplosivi improvvisati) e il preposizionamento dei lanciatori TOW vanifica il vantaggio offerto dall’appoggio aereo ravvicinato.
La Blitz Krieg sperata da Al Assad potrà quindi concretizzarsi solo se i ribelli presenti all’interno della città subiranno un tracollo psicologico. Solo se chi ora controlla Aleppo si sentirà non supportato dai propri sponsor esteri, se vedrà che al primo accenno di battaglia la propria postazione verrà annichilita da un bombardamento, se non riceverà le armi moderne indispensabili per confrontarsi con la coalizione che supporta Al Assad, quella di Aleppo sarà una battaglia che durerà solo poche settimane, se non pochi giorni. Se al contrario i ribelli avranno un flusso constante di armi e attrezzature e verranno riforniti con moderne armi anticarro, e missili antiaerei portatili (MANPADS) per confrontarsi con gli elicotteri russi, Aleppo diventerà la Stalingrado della guerra di Siria.
Per questo motivo riteniamo possibili frizioni, se non veri e propri incidenti, tra la difesa aerea siriana e velivoli che tentassero di rifornire per via aerea i ribelli che difendono Aleppo.
Chi vincerà ad Aleppo probabilmente vincerà la Siria e per questo motivo seguiremo minuto per minuto la battaglia per al città.

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Comment(10)

  1. Insomma o la va o la spacca e forse non solo per la Siria.

    Speriamo nell’intelligenza degli americani e dei turchi di non rifornire troppo platealmente le truppe di occupazione perchè altrimenti l’unica possibilità sarebbe creare una no-fly-zone che impedisca agli aerei turchi e nato di entrare.

  2. Non credo che americani e turchi potranno continuare a lungo con la storiella romanzata dei “ribelli moderati” anche ricorrendo alla manipolazione mediatica più becera, con le buone o le cattive i tagliagole resteranno senza supporto, è questione di tempo.
    A quel punto sarà relativamente facile liberarsene per l’Esercito siriano che ormai è abituato a combattere, il tutto senza scomodare le truppe di terra russe (che alla peggio non impiegherebbe i regolari, ma solo mercenari freschi di Ucraina o vecchi con la gavetta fatta in Cecenia e Daghestan)
    Secondo me i russi hanno imparato la lezione tra Afghanistan e quel disatro di incompetenza accaduto in Cecenia, difficilmente finiranno impantanati ancora in quel tipo di guerra.

    1. Se per questo neanche i siriani, gli iraniani e i russi possono continuare con questa finta storiella che sono lì per combattere ISIS. Certo ogni tanto una piccola bombetta la lanciano anche a loro, ma il motivo principale per cui combattono è per sconfiggere la rivoluzione. Che non rappresenta una rivoluzione qualsiasi ma una lotta settaria ben precisa tra sciiti e sunniti e quindi va oltre le nazioni. Ecco perché partecipa ormai ogni nazione del mediooriente, Arabi, Giordani, Libanesi, Turchi, Iraniani, Iraqeni, Curdi.
      Trovo ridicolo chi ancora ogni si pone con un atteggiamento rigido del tipo “chi li ha invitati”, “solo i russi sono legittimati ad agire” etc….

      1. hahahha scherzi? Vedo che quella storiella funziona benissimo con te…
        Per la serie “viva la rivoluzione dei coraggiosi i tagliagole, inviate un sms al numero 800xxxxxx per donare 1€”!

        1. Non scherzo affatto. ISIS è nata proprio perché ci sono sunniti e sciiti che litigano e nessuno dei due comanda in maniera forte e preponderante tale da schiacciare l’altro parte. E’ una lotta che ha origini lontanissime. E’ questo scenario di lotta che determina la nascita di ISIS e nessuno oggi la sta combattendo in modo serio e adeguato. Ci si occuperò di ISIS solo dopo che la lotta tra sunniti e sciiti volgerà al termine e si vedranno i nuovi assetti del medio oriente. Se vuole una prova basta leggere la dichiarazione di Putin quando afferma che non vuole che la Russia sia impelagata in una guerra settaria (tratto da http://www.independent.co.uk/news/world/europe/vladimir-putin-rules-out-ground-operations-in-syria-russian-presidents-rossiya-tv-interview-in-full-a6691331.html)
          Vladimir Putin: This is a false message and wrong argument. We make no difference between Shias and Sunnis. A sizeable part of Russia’s population – 10 percent – is Muslim. I have said many times that they are every bit as much citizens of Russia as Christians or Jews, and we make no difference between people.

          We have absolutely no desire to get entangled in inter-religious conflicts of any sort in Syria. Our only goal is to support the lawful government and create conditions for a political settlement. This was our original aim, and this remains the guideline for our actions now.

          We are fortunate to have very good relations with the Muslim countries where a majority of the population are Shias, and we also have very good relations with the Sunnis. We value these relations and want to develop them further.

          Ci sono le storielle e poi ci sono i fatti.
          Io ho scelto di credere ai fatti.

  3. Inoltre da alcune foto sembra che dalla Russia via Caspio stia per arrivare un bastimento carico di T-72 e BMP vari in rinforzo ai siriani.

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