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L’addestramento militare dei Fratelli Mussulmani

L’addestramento militare dei Fratelli Mussulmani

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Ponte 6 ottobreOrmai è chiaro che chi ha determinato la caduta del regime di Mubarak in Egitto sono stati i fratelli mussulmani: non per il loro numero, non per aver conquistato la leadership della protesta, ma per il loro addestramento di tipo militare, per la capacità di sfidare le armi spianate della polizia e per il loro totale ed immediato rispetto degli ordini.
La dimostrazione di quello,che affermiamo l’abbiamo avuta ieri, venerdì 6 luglio, giorno del “Rifiuto”.
Dopo la preghiera del venerdì la fratellanza ha organizzato i propri attivisti in squadre con compiti ben precisi: chi doveva protestare pacificamente, chi infiltrarsi nelle manifestazioni dell’opposta fazione, chi cercare di attaccare fisicamente gli oppositori o le forze armate.
Questa organizzazione si affida principalmente ad un elemento, un elemento chiave: la fiducia e l’obbedienza della base verso i vertici del movimento.
Un esempio su tutti : gli scontri sul ponte 6 ottobre al Cairo.
Questa zona della città fu teatro di scontri cruenti anche all’epoca della rivoluzione che destituì Mubarak. Anche ieri i manifestanti dei farteli mussulmani hanno individuato il ponte 6 ottobre come un punto strategico per il loro “venerdì del Rifiuto”. Giunti in prossimità del ponte i militanti si sono fermati insieme ed in modo coordinato. Nulla faceva pensare che dopo pochi minuti sarebbe stato il caos.
L’esercito presidiava il ponte ma non ha ritenuto necessario rinforzare le posizioni. Poco oltre il ponte si trova piazza Tahrir, dove centinaia di migliaia di manifestanti, contrari alla Fratellanza, da giorni svolgono le loro proteste.
Improvvisamente, insieme, i manifestanti sono avanzati verso la Tv di Stato e piazza Tahrir, l’esercito, con i mezzi e gli uomini presenti è intervenuto cercando di evitare il contatto tra le folle.
Sono partiti colpi di arma da fuoco, prima in aria poi ad altezza d’uomo, almeno un manifestante è morto sul colpo e diversi sono rimasti feriti, ma questi accadimenti non hanno fatto indietreggiare i militanti della Fratellanza. Essi hanno continuato ad obbedire agli ordini.
Poco dopo sono giunti sul ponte i rinforzi dell’esercito e in quel momento tutti i militanti dei Fratelli Mussulmani si sono ritirati con ordine verso la moschea di Rabia al-Adawiyya, in un chiaro esempio di rispetto militare degli ordini impartiti.
È per questo motivo che i prossimi giorni in Egitto non saranno tranquilli e gli scontri proseguiranno, seppur con un’intensità che non è facile prevedere.
La Fratellanza è uno stato nello stato, una forza religiosa con una estensione politica, il partito “giustizia e libertà”, e una estensione paramilitare più oscura, ma che agisce in coordinamento con gli altri nuclei dell’organizzazione per raggiungere gli obiettivi indicati dai vertici.
Questa estensione paramilitare della fratellanza avrà sempre più spazio negli scontri in Egitto, dopo il palese fallimento del partito “giustizia e libertà” estromesso facilmente dal potere dall’intervento dei miliari.

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