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L’arsenale nucleare della Corea del Nord

L’arsenale nucleare della Corea del Nord

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Con questo post vogliamo fornirvi una nostra analisi riguardante l’arsenale atomico della Corea del Nord.

La Corea del Nord possiede un programma atomico di tipo moderno, dotato di infrastrutture efficienti che comprendono centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, reattori sperimentali per la produzione di plutonio, laboratori radiochimici per l’estrazione del plutonio stesso e un centro specializzato per la produzione dei dispositivi nucleari.

Le centrifughe per l’arricchimento del minerale di uranio.

arsenale atomico Corea del Nord

La Corea ha una lunga tradizione di arricchimento del minerale di uranio iniziato già negli anni 60, seppur con scarsi risultati. Oggi la Corea del Nord possiede impianti efficienti e non ne ha fatto mistero con il mondo dal 2011 quando invitò a Pyongyang lo scienziato americano Siegfried S. Hecker, nientemeno che ex direttore del Los Alamos National Laboratory, il più importante centro di ricerca nucleare americano.
Hecker ha potuto visitare gran parte delle strutture nucleari della Corea del Nord e riguardo alle centrifughe ha affermato che egli è rimasto stupefatto dall’alto grado di tecnologia presente nella struttura di arricchimento nord coreana e che 2000 centrifughe operavano sotto la supervisione di una sala controllo “ultra moderna”, e sottolineiamo “ultra moderna”
Le centrifughe sono le fondamenta di ogni programma atomico, possono fornire uranio altamente arricchito (95%) per produrre armi atomiche ma possono anche produrre la miscela di uranio arricchito e non, per alimentare i reattori nucleari sperimentali, dai quali si ottiene i Plutonio.

I reattori sperimentali a Yongbyon

Yongbyon è il luogo dove la Corea del Nord produce il plutonio indispensabile ad un programma atomico militare che possa essere funzionale all’impiego con i missili balistici.
A Yongbyon è presente un vecchio reattore sperimentale da 5 MWe, ed un nuovo rettore ad acqua leggera da 28 MWe. Il primo reattore da 5 MWe era stato disattivato nel 2007 in base ad un accordo mediato dalla Cina, tuttavia la Corea del Nord non distrusse mai il reattore bensì demolì solo la torre di raffreddamento del circuito secondario, lasciando intatto il reattore. Nel 2013 è stata ricostruita, in altra location, il sistema di raffreddamento del circuito secondario e poco dopo il reattore sperimentale è stato riavviato. Questo rettore può produrre facilmente Uranio e nella sua vita operativa si stima abbia generato circa 20000 barre di combustibile irradiato dal quale si può estrarre il plutonio e per questa operazione si utilizzano di laboratori radiochimici presenti a poca distanza dal rettore sperimentale.

I laboratori radiochimici

I laboratori radiochimcici estraggono il plutonio presente nella barre di combustibile irradiato, si trovano a poca distanza dal reattore sperimentale e sono serviti da un serie di piccole strade ferrate che permettono la movimentazione delle barre di combustibile. Le rotaie, e i carrelli che le percorrono, sono molto importanti perché osservando i loro movimenti nei pressi dei laboratori radiochimici, ed associando le emissioni di vapore collegate ai processi di estrazione del Plutonio, possiamo quantificare in tre le campagne di estrazione del Plutonio dal 2000 ad oggi l’ultima terminata nel novembre 2016.
La Corea del Nord sembra accumulare alcune migliaia di barre di combustibile irradiato prima di procedere all’estrazione del Plutonio. Riteniamo che i laboratori radiochimici possano estrarre circa 45 Kg di plutonio ogni 10000 barre di combustibile esausto. Dalle 20000 barre di combustile si ritiene quindi che abbiamo estratto 90 Kg di plutonio e che ogni anno possano esser prodotte circa 8000 barre di combustile, se il reattore viene impiegato alla massima potenza utilizzabile.
La stima della capacità produttiva è stata possibile grazie ad un campionamento della grafite del reattore da 5 MWe durante le trattative del 2008/2009.

La stima delle riserve di plutonio della Corea del Nord

La Corea del nord ha dichiarato le quantità di plutonio utilizzate per i primi test mentre non ha comunicato la quantità di materiali fissile degli ultimi cinque test. I primi due test hanno utilizzato circa 8 Kg di uranio, mentre, secondo la nostra stima, i successivi cinque test hanno richiesto l’utilizzo di 35 Kg di uranio.
La Corea del nord ha una residuo di circa 50 Kg di Plutonio, sufficienti per 7 testate nucleari tattiche. La produzione di plutonio potrebbe incrementare con la messa in linea del reattore ad acqua leggera, mentre non abbiamo certezza riguardo al numero di barre di combustibile irraggiato ancora nella disponibilità della Corea del Nord che dal 1986 utilizza il reattore sperimentale da 5MWe. La stima può essere in questo cosa solo indotta dalle considerazioni di massima capacità di stoccaggio dei magazzini di Yongbyon che noi stimiamo in circa 16000 e quindi di altri 40/45 Kg di potenziale Plutonio.
Ai ritmi attuali di impiego del reattore sperimentale la Corea del nord può produrre circa 21 Kg di Plutonio all’anno sufficienti per tre testate tattiche.
La riserva di Plutonio della Corea del Nord è quindi da noi stimata in una forbice che va da 71 A 116 chilogrammi sufficienti quindi per circa 15 testate.
La Corea del Nord è quindi accreditata secondo le nostre stime del possesso di 7 testate operative e 18 potenziali

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