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L’esercitazione delle forze armate russe al confine con l’Ucraina e non solo

L’esercitazione delle forze armate russe al confine con l’Ucraina e non solo

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Nella mattina di ieri, mercoledì 26 febbraio alle ore 12 ora di Roma, ci giungeva la notizia che il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin in qualità di comandante supremo delle forze armate della Russia aveva ordinato una “esercitazione di emergenza” di tutte le forze di pronto impiego presenti nel settore Ovest.
Il nostro sito appena avuto conferma della notizia l’ha rilanciata cercando di comprendere l’estensione di queste manovre, le caratteristiche delle stesse e l’entità reale delle forze impiegate. Già il giorno precedente avevamo dato notizia di movimenti su piccola scala della fanteria leggera russa, movimenti che però avvenivano con i soldati completamente equipaggiati, come in assetto di combattimento.
Oggi cerchiamo di fare il punto della situazione descrivendo per quanto sia possibile usando fonti Open Source la situazione sul campo.
Alle esercitazioni partecipano oggi circa 160000 uomini, 200 mezzi aerei tra aerei (circa 100) ed elicotteri, i veicoli militari (non esclusivamente blindati) coinvolti sono più di 800 mentre si prevede che 70 vascelli prendano parte a questa esercitazione.
Alla fine della giornata di ieri abbiamo inoltre appreso che anche due regioni militari del settore centrale partecipano a questa operazione e che da lunedì prenderà il mare sia la flotta del Nord sia la flotta del Baltico, mentre nel mediterraneo si trova la portaerei Admiral Kuznestov l’incrociatore Moskva e altre 8 unità da combattimento di tutte le flotte della marina russa.
Non abbiamo notizie dettagliate sui movimenti delle colonne militari di terra della Federazione Russa, mentre la flotta e in parte le forze aeree sono per noi più semplici da seguire. Da dichiarazioni ufficiali del Cremlino possiamo però dedurre che almeno una intera divisione aviotrasportata è stata mobilitata e che la fanteria di marina di stanza a Sebastopoli è impegnata a mettere in sicurezza la base della marina russa e pronta a prendere il controllo dell’intera città di Sebastopoli.
Russia AviazioneL’aviazione ha invece iniziato operazioni di pattugliamento dello spazio aereo occidentale della Federazione Russa e dello spazio aereo prossimo ai confini tra Russia e Ucraina. I caccia di Mosca pattugliano lo spazio aereo 24 ore su 24 con il supporto della difesa aerea e degli aerei radar, missioni continue (CAP Combat Air Patrol) come in stato di guerra.
Un elemento di novità è l’ampio coinvolgimento delle flotte, non solo quelle del Baltico e del mar Nero ma anche la flotta del Nord la meglio armata e la più vasta in termini numerici. Alcune dichiarazioni del ministero della difesa di Mosca lasciano intendere che dal prossimo lunedì il grosso della flotta del nord prenderà il mare per pattugliare le aree dell’oceano artico e dell’accenno atlantico settentrionale, una mossa che non sembra avere un razionale nell’ottica di una esercitazione a scala locale. Il coinvolgimento della flotta del Nord cambia la dimensione di questa esercitazione che diventa nella realtà una esercitazione a scala sovra regionale, che potrebbe suscitare la reazione della marina militare americana. Tuttavia, nell’ottica del “Pivot to Pacific” la flotta atlantica della marina americana è stata ridimensionata e potrebbe non essere in grado di rispondere agevolmente ad una dimostrazione di forza della marina russa. Non intendiamo dire che la Marina Usa non abbia la capacità di organizzare esercitazioni in risposta a quella effettuate dai russi, ma che se così facessero gli americani potrebbero non essere in grado di garantire le normali capacità operative in Atlantico, in Mediterraneo e nella regione del Golfo Persico.
La mobilitazione di questi giorni delle forze armate russe potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase di tensione Washington e Mosca una nuova fase che non sarà possibile chiamare guerra fredda, ma che sarà necessario definire in maniera più specifica.
Per quanto riguarda l’Ucraina il governo di Kiev ha ammonito Mosca a non far uscire dai confini della città di Sebastopoli le truppe russe di stanza in quell’area e che riterrà ogni violazione ai trattati che regolano la presenza militare russa in Crimea un atto di guerra, atto al quale l’Ucriana risponderà, senza però elaborare in che modo.
In questa fase, e anche grazie a questa esercitazione che nei fatti è una mobilitazione, il presidente Putin tiene pronte tutte le opzioni disponibili per gestire la crisi in Ucraina, compresa quella militare anche se siamo dell’idea che Putin preferisca giungere ad un compromesso per via diplomatica piuttosto che cercare uno scontro armato. Siamo però anche dell’idea che se verrà messa in discussione la sicurezza dei cittadini russi in Ucraina e in Crimea, o se verrà messa in discussione la presenza militare russa a Sebastopoli, egli agirà per via miliare e con tutta la potenza di cui potrà disporre.

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Comment(3)

  1. pare che l’esercito russo abbia gia’ messo in sicurezza gli aeroporti e le zone cruciali della Crimea, e’ vera sta cosa?

  2. La Crimea è russa. Metà Ucraina ha maggioranza di etnia russa. L’unica soluzione è una divisione del Paese. Ma guarda caso tale divisione sembrano non volerla proprio gli USA e l’Europa.
    Speriamo che gli americani non vogliano proprio la Crimea.

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