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In Libano finisce la “Pax Sciita”: l’incubo della guerra civile

In Libano finisce la “Pax Sciita”: l’incubo della guerra civile

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Beirut tramontoIl rumore inconfondibile di una esplosione a Beirut sud, nel quartiere di Beir el-Abed roccaforte del movimento sciita Hezbollah, ha riportato il Libano nell’incubo degli scontri settari, delle vendette sempre più efferate, degli attacchi ai civili, in due parole il Libano teme di essere ancora una volta alla vigilia di un incubo che ha già conosciuto: la guerra civile.
Fino al degenerare del conflitto siriano e al massiccio coinvolgimento di Hezbollah nella guerra di Siria, il Libano ha vissuto una specie di “Pax Sciita”, una condizione di equilibrio segnata dall’egemonia culturale, economica e politica del “Partito di Dio”. Un partito che ha da sempre basato il proprio potere su tre pilastri fondamentali.

  1. L’appoggio e il costante finanziamento  di due paesi stranieri: la Siria e l’Iran
  2. Una capacità organizzativa e una struttura militare paragonabile, se non superiore alle forze armate regolari libanese, la cui distinzione dalle truppe di Hezbollah è sempre più difficile da definire
  3. Un’organizzazione indipendente da quella statale per il supporto ai propri affiliati: scuole, uffici di collocamento, sussidi di disoccupazione, pensioni per i familiari dei caduti in combattimento, ospedali.

Questa è la forza di Hezbollah in Libano, una forza che è cresciuta moltissimo dopo la guerra del 2006. Dopo la sanguinosa guerra con Israele Siria ed Iran hanno visto una volta di più Hezbollah come l’arma migliore per contrastare militarmente Israele senza esporsi direttamente in un conflitto e lo hanno finanziato al massimo delle loro possibilità.
Ma la guerra in Siria ha cambiato gli equilibri, i finanziamenti e le armi che giungevano costantemente da Damasco si sono interrotti ed è venuta meno la copertura politica e militare della Siria, la quale non avrebbe esitato ad intervenire in forze nel caso in cui l’egemonia di Hezbollah in libano fosse stata messa in discussione.
Oggi non è più così. Per una incredibile nemesi oggi è la Siria di Al Assad che necessita dell’assistenza di Hezbollah per sopravvivere alla guerra che si combatte sul proprio territorio.
Ma questo impegno in terra di Siria ha indebolito la milizia sciita nel Libano. I fondi per il welfare state di Hezbollah scarseggiano e sono centinaia le famiglie del Libano del sud e della valle della Bekaa, che piangono un caduto in Siria. Così come sono migliaia le famiglie libanesi che non sentono come propria la guerra in Siria e contestano, anche se non apertamente, Hezbollah.
Parallelamente alle crepe che si stanno aprendo nella struttura della milizia sciita, la volontà di rivalsa dei sunniti questa volta sostenuta da ingenti finanziamenti provenienti dal Qatar, sta favorendo la creazione di milizie paramilitari sunnite, il cui leader più influente (anche se sarebbe meglio dire l’unico leader) è la sceicco Al Assir, ora latitante dopo che un’operazione dell’esercito libanese ha tentato di decapitare a sua milizia ed arrestare lui stesso.
Questo episodio ha evidenziato, una volta per tutte, la non imparzialità delle forze armate regolari libanesi che negli ultimi 7 anni non hanno mai alzato un solo dito per ostacolare il riarmo di Hezbollah. La presa di coscienza da parte di migliaia di giovani sunniti della loro condizione di inferiorità nelle istituzioni del Libano, l’aver compreso le oggettive e crescenti difficoltà di Hezbollah in questo particolare momento storico, ed il sostegno aperto da parte delle monarchie del Golfo potrebbe spingere molti di essi ad intraprendere la lotta armata contro gli sciiti e cercare di cambiare, i rapporti di forza all’interno del Libano.
In questa situazione, sebbene oggi una guerra civile in Libano non appare probabile a causa della saldatura tra esercito ed Hezbollah, il crescere delle tensioni potrebbe portare ad un moltiplicarsi di attentati e vendette. Solo nel momento in cui il regime di Al Assad dovesse collassare o il giorno in cui l’esercito libanese, o una parte di esso, dovesse rinnegare Hezbollah potremmo invece assistere ad uno scenario di conflitto molto simile a ciò che stiamo osservando da due anni in terra di Siria.

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photo by: rabiem22