Home Attualità Militari occidentali in Libia: crociati o liberatori? Dipenderà da noi.
Militari occidentali in Libia: crociati o liberatori? Dipenderà da noi.

Militari occidentali in Libia: crociati o liberatori? Dipenderà da noi.

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Il popolo libico come si comporterà dinnanzi ad una operazione militare straniera sul suolo di Tripoli, di Misurata, di Bengasi? La settimana scorsa abbiamo avuto il modo di partecipare ad una conferenza del NATO Defence College Foundation e abbiamo potuto parlare con alcuni protagonisti della politica libica. Abbiamo compreso chiaramente alcuni elementi che vi riportiamo in questo nostro post. Abbiamo capito, e in effetti i libici ce lo hanno detto fuori dai denti, che se l’occidente interverrà con raid aerei bombardamenti e poche forze speciali sul terreno, il popolo libico vedrà sicuramente le forze straniere come forze di invasione, come nuovi crociati pronti a rubare le risorse della Libia. Noi quindi, noi occidentali, saremo identificati come invasori. Non importa ai libici se arriveranno 100 o 10000 o 100000 uomini delle forze occidentali, saranno sempre e comunque identificati come forza di invasione.
Noi però la pensiamo diversamente, e da due anni ormai scriviamo che un intervento in Libia potrà funzionare unicamente nel caso in cui al fianco di ogni soldato venga inviato un medico, un ingegnere, un infermiere, un tecnico; insomma quelle figure in grado di migliorare rapidamente la qualità di vita della popolazione libica che deve diventare il nostro primo alleato in questo tipo di missione.
Convinti della bontà della nostra idea abbiamo sottoposto questa teoria agli esponenti libici con cui abbiamo avuto la possibilità di parlare di persona a Roma.
Le medesima persona che poco prima avevano detto che qualunque forze militare in Libia sarebbe stata identificata come una forza di invasione, se non proprio una forza di “crociati”, dinnanzi all’idea di una task force umanitaria da affiancare alla forza militare hanno risposto in maniera sorprendente: “sarete i benvenuti in Libia”.
La soluzione è a portata di mano, serve il coraggio di afferrala, mettendo in campo non solo i nostri militari, ma al loro fianco l’apparato della protezione civile nazionale, i tecnici e gli ingegneri delle nostre imprese, i medici della croce rossa italiana e del nostro sistema sanitario nazionale.
È una operazione non convenzionale lo sappiamo, ma sappiamo anche che ogni operazione convenzionale, fatta solo di Forze Speciali, Droni e bombe è destinata a fallire.

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