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Libia ordine di evacuazione immediata per gli americani. Il paese sull’orlo del baratro

Libia ordine di evacuazione immediata per gli americani. Il paese sull’orlo del baratro

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Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un ordine di evacuazione immediata per tutti i cittadini americani presenti in Libia, ammonendo viaggiatori e residenti che se permarranno nel paese africano rischiano di essere rapiti, feriti o uccisi, in episodi di violenza.
L’annuncio del Dipartimento di Stato arriva dopo che il nuovo governo libico ha perso il controllo sulla grande maggioranza del territorio della Libia. Ieri sera è stata addirittura attaccata l’abitazione del nuovo Primo Ministro libico, Ahmed Mitig, senza che le forze di sicurezza fossero in grado di intervenire efficacemente.
Gli Stati Uniti mantengono in Sicilia due compagnie Marines, forti di circa 200 effettivi, pronte ad intervenire nel caso venisse minacciata la sicurezza della rappresentanza diplomatica americana a Tripoli. Tali forze sono equipaggiate con i convertiplani M-22 Osprey per consentire loro massima flessibilità e rapidità di impiego.
Fonti del Dipartimento della Difesa riferiscono inoltre che il dispositivo militare americano al largo della Libia potrebbe essere presto rafforzato per garantire la sicurezza, non solo della rappresentanza diplomatica, ma anche dei cittadini americnai che volessero evacuare il paese.
Le medesime fonti fanno riferimento al dispiegamento di un gruppo di assalto anfibio dei Marines al largo della Libia.
Per contiguità territoriale, interessi economici e numero di residenti presenti in Libia anche l’Italia, a nostro avviso, dovrebbe allertare la propria componente anfibia al fine di garantire, non solo la sicurezza dei nostri concittadini che vivono e lavorano in Libia, ma anche l’integrità delle infrastrutture energetiche di proprietà di ENI e delle sue controllate.
Le forze armate servono a questi scopi, nel caso in cui invece non si voglia mai ricorrere alla risorse di esercito marina ed aviazione per difendere i cittadini e gli interessi nazionali ad un ora di volo dal nostro territorio meglio ripensare profondamente la struttura del nostro apparato difensivo.
Che sia chiaro nessuno vuole far tornare la Libia una colonia ma un mancato intervento europeo oggi potrebbe significare tentare una avventura molto più rischiosa in terra libica tra alcuni anni quando la Libia potrebbe assomigliare molto alla Somalia e Tripoli sembrare una Mogadisco a due passi dall’Italia.

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Comment(4)

  1. Concordo su tutta la linea con il vostro pensiero sull’uso delle nostre forze armate.
    Resta da capire se abbiamo soldi per gestire una eventuale operazione di sicurezza senza incorrere in figuraccie con la logistica e dispiegamento di uomini ed equipaggiamento. Perchè intendiamoci che mandare un manipolo di uomini con il Lince a tenere a bada da soli un intero villaggio pieno di milizie armate fino ai denti come succedeva nei primi mesi dell’invasione in Afghanistan equivale a mandarli al macello…

  2. Concordo in pieno con la vostra posizione (simile a quella di tanti altri analisti) ma dovremmo avere ben altri politici e una diversa politica di addestramento e armamento delle nostre forze armate.

  3. è sempre la solita storia per 2 popoli ci vogliono 2 stati , per 3 popoli 3 stati e non uno che prevalga sull’altro. Ci sono state potenze straniere (in primis Italiani) Re della minchia che non dovrebbero neanche esistere (capito inglesi svedesi ecc..ecc..) .. figuriamoci un Dittatore assassino …
    sarà la storia gli eventi che decideranno ….la Tripolitania e la Cirenaica sono 2 popoli due entità culturali diverse e in mezzo..?: i guerrafondai, gli imperialisti,i capitalisti, gli idealisti,i religiosi,gli stati esteri ecc ecc ecc…sarà dura sopratutto per i libici e gli immigrati che stazionano sul posto.

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