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L’Uccisione di Kim Jong Un -SCENARIO-

L’Uccisione di Kim Jong Un -SCENARIO-

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Questo post rappresenta uno scenario di una possibile risposta americana ai continui test missilistici (ed atomici) della Corea del Nord. Questi test avvicinano ogni giorno di più Pyongyang, ed il suo Leader Kim Jong Un, alla capacità di attaccare con un ordigno nucleare gli Stati Uniti continentali.

Più volte abbiamo ascoltato, negli ultimi mesi, l’amministrazione americana minacciare una risposta “militare” alle azioni della Corea del Nord, ma quale può essere questa azione?
Una delle possibilità è uccidere il vertice della nazione nord-coreana, uccidere Kim Jong Un.

Scenario

Penisola coreana ore 06:01 ora di Seoul

Il presidente sud-coreano Moon viene svegliato da una telefonata della sua linea di emergenza. Dall’altra parte del telefono il generale di turno alla sala di comando delle forze armate di Seoul, che informa il presidente Moon del fatto che Pyongyang ha appena detonato il suo sesto dispositivo nucleare, un’arma dalla potenza stimata di 55 Kt. Il presidente Sud coreano sa già che l’America agirà militarmente e chiama immediatamente il presidente Trump.

Casa Bianca ore 17:10 (15 minuti dopo il test atomico nord-coreano)

Il presidente Trump è già stato informato del Test atomico di Kim Jong Un ed entro un’ora si riunirà il consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Lo staff avvisa Trump che il presidente Moon vuole conferire con lui al telefono. Moon sa bene che il presidente americano è deciso ad agire, e Moon sa perfettamente che in questo caso la capitale della Corea del Sud sarà il primo obiettivo della rappresaglia della Corea del Nord. Moon esterna a Trump la sua preoccupazione per le sorti della capitale sud-coreana, e dei suoi abitanti.
Trump, ribadisce che il tempo delle parole é finiti e comunica quindi il piano che egli ha scelto per l’attacco alla Corea del Nord. Il presidente americano rende partecipe Moon sul fatto che ha scelto l’opzione che meglio tutelerà la capitale della Corea del Sud, ma che Moon deve essere pronto a tutto: Trump ha deciso di uccidere Kim Jong Un.
Uccidendo il vertice della Corea del Nord, gli Stati Uniti ritengono probabile che si innescherà una lotta per il potere, rendendo meno dura la rappresaglia nord-coreana contro Seoul.

Pyongyang ore 06:30

La televisione pubblica della Corea del Nord annuncia un grande successo della nazione. Un test atomico, molto potente, è stato eseguito poche ore fa.
Nessuna immagine di Kim Jong Un tra le musiche trionfanti e le fotografie delle parate militari degli scorsi mesi.

Casa Bianca ore 18:10

Il consiglio di sicurezza nazionale ha approvato la decisone di Trump riguardante un attacco a sorpresa contro il leader nord-coreano.
L’attacco sarà portato dai missili balistici a corto raggio MGM-168 A ATACMS con una portata di circa 300 chilometri e un tempo di volo, dal lancio al bersaglio, di circa 5 minuti e 30 secondi.

Corea del Sud: 45 chilometri a sud della zona demilitarizzata ore 12:07 locali

Le unità ATACMS dell’esercito degli Stati Uniti ricevono l’ordine di lanciare 6 missili contro un bersaglio a circa 230 km a nord-ovest della loro posizione. L’obiettivo è una sala sotterranea dove i servizi informativi hanno confermato essere presente Kim Jong Un.

Pechino ore 11:08

I satelliti cinesi che sorvegliano la penisola coreana rilevano l’emissione di calore dei missili balistici americani e simultaneamente giunge notizia che le sirene antiaeree stanno risuonando a Seoul, mentre tutto l’apparato militare sud-coreano si prepara a combattere.
Scatta un piano preordinato, che prevede di informare la leadership nord-coreana dell’imminente pericolo per Kim Jong Un, la contestuale messa in stato di pronti al combattimento per l’aeronautica, la difesa aerea e le forze strategiche di Pechino.

Pyongyang ore 11:40

Kim Jong Un si trova in una sala ipogea alla periferia di Pyongyang dove sta ricevendo un briefing dettagliato sull’esperimento atomico di poche ore prima, quando una telefonata di emergenza lo avvisa del possibile attacco contro la sua persona.
Kim tenta la fuga attraverso un cunicolo di emergenza guidato rapidamente dalla sua guardia personale.

Pyongyang ore 11:43

I missili americani colpiscono in sequenza il luogo della riunione presieduta da Kim, con le loro testate da 250 kg, più che sufficienti, vista la corazzatura della struttura e la loro testata a penetrazione, a distruggere l’obiettivo.
Ma il leader nord-coreano è già in salvo, l’attacco americano è fallito.
Ora la reazione della Corea del Nord è scontata, ma nessuno ancora conosce il primo bersaglio che Kim ordinerà di colpire.
Allo stesso tempo un aereo P-3 americano, che sorvola gli arcipelaghi di isole artificiali cinesi entro la nine-dash-line, viene inquadrato da un radar di tiro di una batteria antiaerea. Il velivolo americano lancia l’allarme e chiede immediata assistenza mentre vira rapidamente per allontanarsi dalla fonte radar che lo inquadra.

In un attimo è chiaro a tutto il mondo che Cina e Corea del Nord sono indissolubilmente legate e che, oggi così come negli anni 50, il confine cinese arriva al 38º parallelo…

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