Home Attualità La malattia di Erdogan
La malattia di Erdogan

La malattia di Erdogan

160
0

Da alcuni mesi, registriamo una notevole diminuzione nelle attività ufficiali del premier Turco Recep Tayyip Erdogan. Allo stesso tempo il ministro degli Esteri Turco Ahmet Davutoglu e il presidente Abdullah Gul hanno sempre più fatto sentire la loro voce in ambito nazionale ed internazionale. Il fatto appare quanto mai strano, in quanto il Premier Erdogan, ha sempre mostrato una certa tendenza se non al protagonismo, quantomeno a fare sentire spesso la propria voce. Negli ultimi tempi invece si è un p0′ eclissato. Sono emersi dubbi sul suo reale stato di salute in relazione ad una sospetta patologia che potrebbe aver interessato l’apparato gastroenterico di Erdogan. Senza dati clinici a nostra disposizione e nello stile della nostra a agenzia non vogliamo fare inutili congetture o peggio inutile gossip. Dobbiamo però evidenziare che un confronto tra le immagini diffuse recentemente e quelle di archivio riguardanti Erdogan, osserviamo che il Premier appare dimagrito con un volto maggiormente provato e forse mostra un maggiore pallore, anche se il make-up, al quale quasi tutto i Leader politici si sottopongono, potrebbe trarci in inganno.

Rispettando i problemi personali del Premier Turco e augurandogli tutto il bene possibile, non possiamo non prendere in considerazione che Erdogan potrebbe essere affetto da una malattia più grave di una semplice poliposi del colon. Questo fatto potrebbe cambiare gli equilibri interni al governo di Ankara dando più spazio al ministro degli esteri.

Ma chi è quindi Ahmet Devutoglu? L’attuale ministro degli Esteri Turco è un accademico nel campo economico, delle scienze politiche e delle relazioni internazionali, ha insegnato in diverse università sul suolo Turco, ma è stato anche Preside del corso di scienze politiche dell’università internazionale islamica della Malesia, dove ha insegnato stabilmente per tre anni, sviluppando una particolare sensibilità per i rapporti con i paesi asiatici, e successivamente con i paesi sud americani, rispetto ai paesi europei, che non rappresentano per il ministro Turco i partner principali della Turchia, che Devutoglu vede come potenza regionale in competizione con il vecchio continente. Devutoglu inoltre ha insegnato per diversi anni alla fine degli anni 90 presso l’accademia militare e conosce quindi molti ufficiali ora nel pieno della loro carriera molto utili nel clima di diffidenza che esiste tra l’attuale governo turco e l’apparato militare.

In questi giorni il ministro degli Esteri Turco è a Teheran, forse per l’ultimo tentativo di mediazione sulla questione nucleare, senza dimenticare la Siria e gli interessi contrapposti dei due paesi.

L’attivismo del ministro degli Esteri sta mettendo in ombra il Primo Ministro, forse il delfino di Erdogan si sta preparando ad una successione in Turchia anche se non nel breve periodo. Come cambierà questo possibile cambio al vertice per gli equilibri nazionali ed internazionali? Che differenze tra i due?

La differenza maggiore è che in fondo Erdogan è un Europeista, forse deluso ed arrabbiato con l’Europa a causa del rifiuto espresso dell’Unione Europea all’ingresso della Turchia nella famiglia europea, ma rimane comunque più propenso a collaborare con l’Europa piuttosto che con altre zone economiche o singoli paesi. Il ministro degli Esteri invece pare più proiettato ad oriente. Erdogan è un islamico laico con pochissimi legami con i militari. Anche il ministro degli esteri è laico ma apparentemente più legato alla religione, più legato all’esercito ed al nazionalismo Turco, ma non è ne un fanatico ne un guerrafondaio.

Con il cambio al vertice in Turchia possiamo immaginare un maggior allontanamento della Turchia dell’Europa e dalla NATO, una ripresa maggiore aggressività dell’esercito Turco nelle dispute territoriali ad esempio con Cipro. Speriamo che le voci su Erdogan non siano concrete e che il primo ministro rimanga in salute, e se dovrà essere sostituito che la causa siamo libere elezioni e non una malattia.

160

tags: