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Obama Putin oltre le parole il linguaggio del corpo

Obama Putin oltre le parole il linguaggio del corpo

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GeopoliticalCenter oggi avrebbe voluto raccontarvi, anzi analizzare, le dichiarazioni dei Presidenti Obama e Putin, dopo l’incontro bilaterale durante il vertice del G8 che si sta tenendo nel Regno Unito, in funzione della sempre più complessa situazione in Siria.
I due leader però non hanno fornito al pubblico niente altro che frasi di circostanza e generici impegni per la pace.
Così GPC ha deciso di affidare al proprio analista medico una valutazione del linguaggio non verbale dei due protagonisti, ecco cosa ha scritto per noi.
Putin e Obama si sono incontrati a quattr’occhi si sono parlati, probabilmente si sono scontrati e poi sono apparsi davanti ai giornalisti. Per prima cosa è apparso evidente l’imbarazzo di entrambi i presidenti. La sensazione di una grande distanza tra i due traspariva in primo luogo dagli sguardi. I due non si cercavano, non osservavano l’interlocutore mentre rispondevano alle domande. Colui che ha trasmesso maggiormente in modo non verbale le proprie emozioni, e se ce lo concedere anche il proprio pensiero, è stato il Presidente russo Putin, invece il presidente Obama ha mascherato molto di più il proprio stato d’animo tuttavia anch’egli ha, in alcuni momenti, evidenziato la propria frustrazione.
Iniziamo descrivendo il Presidente Putin. Egli si presenta coma Obama senza cravatta in camicia e con il colletto sbottonato (come deciso dal cerimoniale), appena si siede per la conferenza Putin non guarda Obama, incrocia le mani e inizia a muovere nervosamente entrambe i piedi. Poi mentre ascolta le domande dei giornalisti e i primi commenti del Presidente americano si mordicchia le labbra.
Tutti questi sono segni di un estremo nervosismo, segni che il presidente americano non ha risposto alle domande della Federazione Russa. I gesti involontari di Putin testimoniano il fatto che il presidente russo possa essersi sentito ingannato o quantomeno che le parole dette da Obama in privato non rispecchino la visione della situazione siriana che hanno i russi.
Ancor più eclatante è l’atteggiamento di Vladimir Putin mentre risponde ai giornalisti. Egli gesticola improvvisamente e in modo quasi violento slanciando le braccia in avanti, in segno di grande aggressività.
Veniamo ora al presidente Obama. Egli all’inizio non cerca il contatto con Putin, quasi non lo ascolta, prende alcuni opuscoli dal tavolo vicino alla sua sedia li sfoglia, forse li legge, mentre Putin nervosamente risponde ai giornalisti. Poi prima di prendere la parola fissa il presidente russo che non ricambia lo sguardo. Ad un certo punto Obama inizia ad annuire, in modo continuo, automatico, come per sottolineare la non totale divergenza tra lui è Putin, ma il presidente russo lo ignora. Poi mente parla il collega americano, Putin guarda altrove è nervoso continua ad eseguire movimenti involontari spesso ripetitivi.
Da questo comportamento possiamo supporre che i due leader non solo si siano trovati in disaccordo ma che la fiducia tra i due sia crollata. Evidentemente le informazioni o le rassicurazioni che si sono scambiati non coincidono con la realtà sul campo, le promesse non sono coerenti con i fatti delle ultime ore.
Visto il grande nervosismo di Putin Obama potrebbe aver comunicato ufficialmente al collega russo che gli Stati Uniti hanno iniziato la fornitura di armi pesanti ai ribelli e che sebbene la No Fly Zone sia per ora esclusa, nel caso in cui i confini della Giordania fossero minacciati i militari americani non esiterebbero ad effettuare operazioni in terra siriana a difesa dell’alleato.
Ma queste sono solo congetture, i fatti sono che i due leader hanno avuto un incontro teso che li ha allontanati ancora di più e che ha eroso profondamente la fiducia reciproca.

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