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Obama pensa di riaprire l’ambasciata Usa in Iran

Obama pensa di riaprire l’ambasciata Usa in Iran

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Il presidente americano Obama, pensa di riaprire l’ambasciata americana in Iran. Che Obama spingesse per un accordo con l’Iran era ed è chiaro ai più, ma che il presidente americano pensi all’Iran come ad un alleato vero e proprio non è così evidente a tutti.
Su queste pagine da circa 18 mesi parliamo frequentemente del desiderio del Presidente americano di cambiare le alleanze americane in medio oriente e l’apertura di una ambasciata in Iran ne è il segno più eloquente.
Aprire una ambasciata a Teheran implica automaticamente che gli Stati Uniti tolgono definitivamente dal “tavolo”, così lo chiamava Obama, la possibilità di un intervento americano di tipo militare contro le strutture del programma atomico iraniano, nel caso in cui Teheran prosegua la sua ricerca indirizzata ad un piano di armamento di tipo nucleare.
Sì, l’ambasciata americana in Iran, mette fuori gioco proprio l’ipotesi militare. Pensate cosa accadrebbe alla sede diplomatica nel caso in cui caccia Usa, o missili da crociera americani, colpissero l’Iran. La crisi degli ostaggi dei tempi di Carter a confronto sembrerebbe uno scherzo da liceali. Aprire un’ambasciata americana in Iran, equivale a lasciata a garanzia del patto tra Washington e Teheran un piccolo gruppo di potenziali ostaggi a disposizione del governo di Teheran.
Ma il nostro ragionamento vuole andare oltre.
Cosa accadrebbe al medesimo gruppo diplomatico se Israele attaccasse l’Iran? Gli americani potrebbero essere comunque oggetto di una ritorsione iraniana? Potrebbe la presenza di personale diplomatico in Iran essere anche un argomento nelle conversazioni tra Usa ed Israele nel caso in cui lo stato ebraico decida di colpire i siti nucleari iraniani? Ed infine, potrebbe il rischio di ritorsioni contro propri cittadini spingere l’amministrazione Obama ad informare gli iraniani di un imminente raid israeliano al fine di evitare dette rappresaglie.
La risposta a tutte le domande precedenti secondo noi è sì, almeno fino a quando sarà Obama ad avere in mano le redini della nazione americana.
Obama pensa ad alleanze non compatibili con l’attuale assetto di politica estera americana. Obama pensa a rapporti preferenziali con l’Iran, con Cuba, con l’Indonesia, a scapito di partner storici come l’Arabia Saudita, Israele, e la stessa Australia.
Una política estera che ha fatto perdere fisica a moti alleati e non ne ha creato nuove alleanze basate su principi fondamentali, ma solo unioni di interesse con paesi che hanno al loro interno comunque un forte sentimento di rivalsa nei confronti dell’America.

Foto : Wikipedia (Bertilvidet)

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Comment(1)

  1. roba vecchia come il mondo
    “se il nemico è troppo forte fattelo amico”

    e in un mondo occidentale (tranne gli usa) in cui ad ogni occasione si tagliano soldi e personale alla difesa non siamo certo noi i milgiori amici possibili

    diciamo che obama non vuole che l’america faccia la fine dell’impero ottomano…per il prossimo paio d’anni

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