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Pazzi o terroristi? Proviamo a fare chiarezza

Pazzi o terroristi? Proviamo a fare chiarezza

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Tutti pazzi e squilibrati questi terroristi? Tutte persone che agiscono perché depresse, divorziate, disoccupate, con il mutuo da pagare? Ormai ad ogni attentato sentiamo la stessa frase :”l’attentatore soffriva di disturbi psichiatrici…”. Il nostro gruppo ha analizzato gli attentati che da dieci giorni caratterizzano la cronaca europea, e ora ve ne diamo un breve resoconto.
L’attentatore di Nizza, non era a nostro avviso un pazzo psicopatico, egli infatti poco più di un anno fa ha ottenuto la patente per mezzi pesanti, superando senza problemi le visite mediche e gli esami previsti dalla legge francese. Egli ha organizzato con attenzione e meticolosità il suo piano con sopralluoghi e una adeguata rete di appoggi. Poco prima della strage ha inviato alla famigli in nord africa oltre 100000 Euro ed è stato molto lucido anche nel superare i controlli della polizia municipale di Nizza e portare a compimento il suo progetto.
L’attentare di Ansbach, che si è fatto esplodere all’ingresso di un evento musicale, ha avuto contatti con almeno un complice, ha preparato l’ordigno esplosivo e prima del suo gesto ha inviato una comunicazione allo Stato Islamico dichiarando la propria affiliazione al progetto del Califfo. Con lucidità si è presentato all’ingresso e davanti ai controlli di sicurezza che intimavano di controllare lo zaino si è fatto esplodere.
L’attentatore di Wurzburg, che con un’arma bianca ha seminato il panico su un convoglio regionale delle ferrovie tedesche viveva in una famiglia tedesca che lo ospitava in quanto minorenne (o almeno così si è dichiarato il soggetto al suo arrivo in Germania), prima di compiere il suo gesto terroristico ha inviato un video allo Stato Islamico dichiarandosi un soldato del Califfo, poi ha colpito cercando di massimizzare gli effetti del suo gesto per poi assalire gli agenti che volevano fermalo.
L’unico vero malato psichiatrico è a nostro avviso l’attentatore di Monaco, il quale ha agito in maniera disordinata, sebbene causando numerose vittime, intavolando ad un certo punto un dialogo surreale con le persone che abitavano nei pressi del centro commerciale. Egli non si è mai dichiarato soldato del Califfato né il Califfato ha rivendicato l’azione di Monaco. L’attentatore di Monaco era in cura presso i servizi di psichiatria della Germania e lui è, nostro avviso un reale malato psichiatrico, l’unico vero “pazzo psicopatico” che ha agito in queste giornate di attacchi quotidiani.
E’agevole affibbiare ad una persona, che va scientemente in contro alla morte, il bollino di “malato di mente”, così come è relativamente facile trovare nella vita di una persona momenti di difficoltà ai quali imputare atti sconsiderati. Tuttavia dimentichiamo che tutti questi attentati e questi attentatori, hanno un filo che li lega gli uni agli altri, il filo non è la pazzia, ma la convinzione di agire per una causa nobile, una causa degna di chiedere a loro di essere “martiri” e di morire per questa causa.
Queste persone vedono la nostra società e la nostra cultura come un nemico, che va abbattuto in nome di una società, una cultura e una religione, che non solo, secondo loro, è superiore alla nostra, ma che è l’unica possibile.
Se questo schema operativo dei terroristi vorrete continuare a chiamarlo “pazzia” fate pure, ma ricordate che un problema lo si può cercare di risolvere solo quanto lo si è identificato, ed identificare nella pazzia il problema che affligge oggi l’Europa è un errore madornale.