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La politica estera odierna italiana? Solo la gestione passiva dell’immigrazione

La politica estera odierna italiana? Solo la gestione passiva dell’immigrazione

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Qual’è il fulcro della Politica Estera italiana? O meglio, quale dovrebbe essere il fulcro della Politica Estera del nostro paese? In teoria i nostri sforzi nella gestione della politica internazionale dovrebbero essere rivolti a garantire al nostro paese le migliori possibilità per raggiungere gli obiettivi strategici primari: alleanze internazionali vantaggiose, forniture energetiche, esportazione proficua dei prodotti dalla nostra nazione, aumento del prestigio nazionale, miglioramento dei rapporti con i paesi confinanti e con le potenze sovraregionali mondiali, gestione attiva dell’immigrazione, protezione per i profughi, cooperazione internazionale.
Purtroppo negli ultimi anni, dai tempi del governo Monti, passando per il dramma (in tema di politica intenzionale del governo Letta), e finendo con l’appiattimento del governo Renzi sulle posizioni dell’amministrazione Obama, che per il nostro paese ha indicato il ruolo di nazione guida nella “gestione” dell’immigrazione internazionale.
Di “gestione” però in questa politica estera italiana non ne abbiamo osservata alcuna. L’immigrazione attraverso la disgregata Libia è, sì, gestita, ma dai trafficanti di uomini e dalle tribù libiche, non certo dal Governo Italiano.
Nonostante l’evidente fallimento di questa politica nei confronti dell’immigrazione, il Governo uscente ha fatto dell’accoglienza italiana una vera e propria bandiera da mostrare in ogni occasione di confronto a livello internazionale, un vessillo da esibire con orgoglio, senza accorgersi che l’Italia odierna parla moltissimo di profughi ed immigrati perché non ha niente altro di cui parlare.
L’Italia ha fallito nella gestione delle sanzioni contro la Russia costate miliardi al nostro paese e nulla agli Stai Uniti, ha fallito nell’assicurare energia al nostro paese (perdendo il controllo della Libiae subendo l’annullamento di South Stream), ha fallito nell’individuare contropartite chiare da parte degli Stati Uniti a fronte della nostra partecipazione alle missioni in Afghanistan e Libano, ha fallito nell’essere stata costretta a spartire il seggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
L’Italia oggi non ha un quadro chiaro di alleanze, non ha migliorato il proprio prestigio con i vicini e nel mondo, non ha energia sicura per la nostre industrie e i nostri cittadini. L’unica nazione con la quale i nostri rapporti sono vistosamente migliorati è la Repubblica Islamica dell’Iran, che presto potrebbe essere oggetto delle “attenzioni” della nuova amministrazione Obama.
Oggi il fallimento della nostra politica riguardante l’immigrazione irregolare ha portato ad un anno di arrivi record dal nord africa, nemmeno l’inverno è in grado di fermare i gommoni (i barconi ormai sono un ricordo del passato), in quanto le unità incaricate di recuperare gli immigrati in mare operano al limite delle acque territoriali libiche, in aree costanti e dove i trafficanti sanno bene che è automatico trovare imbarcazioni in grado di accogliere a bordo gli immigrati. Questo grave errore decisionale potrebbe determinare la convinzione, in milioni di persone dell’africa sub sahariana e orientale, che l’Europa non ha più confini e che chiunque voglia può essere accolto nell’Unione Europea.
L’Italia inoltre ha deciso di identificare il 100% degli immigrati che arrivano sulle nostre coste (in ottemperanza alle direttive europee), scommettendo come al Casinò, che l’Europa avrebbe superato il regolamento di Dublino (che prevede l’invio degli immigrati irregolari fermati in Europa verso il paese di primo ingresso ed identificazione), e sul fatto che l’Unione Europea avrebbe messo in atto un piano di redistribuzione dei profughi (dei profughi non degli irregolari che oggi scendono la Commissione Europea rappresentano l80% delle persone che raggiungono l’Italia) secondo criteri di superficie e popolazione tra tutti gli Stati Europei.
Questa scommessa potrebbe costare molto cara al nostro paese che potrebbe vedere nel prossimo futuro rientrare sul nostro territorio gli immigrati indesiderati dagli altri paesi europei, perché non qualificati, oppure perché protagonisti di atti contrari alla legge, senza poter “riaccompagnare” queste persone il Libia, così come avverrà per la Grecia a partire dal prossimo 15 marzo quando Germania e paesi del nord europa potranno inviare in Grecia gli irregolari e i profughi registrati ad Atene se non graditi a Berlino e soci.
Tornando alla Libia è lì che la politica estera italiana vive oggi il suo fallimento peggiore. L’Italia , seguendo Obama, ha deciso di sostenere il governo Serraj, un governo che non è mai riuscito a prendere il controllo del paese, e nemmeno della stessa capitale, un governo che non possiede forze armate a lui fedeli, che non può nulla per fermare l’immigrazione e che ha già subito due tentativi di colpo di stato (nel silenzio generale). Il Libia abbiamo scommesso tutto sul cavallo sbagliato, così come abbiamo scommesso tutto sulla redistribuzione europea dei profughi e sulla rielezione del presidente Obama.
Ora le fiches da giocare alla Roulette sono finite, e l’Italia si trova letteralmente in mutande; è ora di lavorare e smettere di giocare d’azzardo, almeno in politica estera.

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