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Putin e gli amici europei

Putin e gli amici europei

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Per la rubrica “Voce dei Lettori” ospitiamo un post di T.F. sul rapporto tra Putin e forze politiche dell’Europa

Negli ultimi anni, in particolare dalla guerra in Georgia del 2008 e durante la guerra in Ucraina dell’ultimo anno, abbiamo assistito al risveglio dell’Orso Russo, ormai insofferente del rango minore cui era stato ridotto dopo la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Il presidente Putin sa che il suo è un grande paese, pieno di risorse, e che può contare sul vasto consenso di una popolazione quantomai patriottica e desiderosa di riscattare quelle che vede come umiliazioni subite nell’ultimo quarto di secolo: la fine del blocco europeo orientale, la sconfitta economica e tecnologica, e soprattutto la fine dell’impero russo-sovietico con l’Occidente mai così vicino alla Madre Russia dai tempi delle occupazioni tedesche del 1917-’18 e del 1941-’44. Ci si permetta questa licenza, impero russo-sovietico, considerando un’ideale continuità di obiettivi geopolitici che parte da Pietro il Grande ed arriva a Stalin ed ai suoi successori; e che sostanzialmente viene ora ripresa da Putin. Sintetizzando, vengono considerati vitali per la Russia l’accesso al Mediterraneo (nel quale da tre secoli cerca basi permanenti), il controllo del Baltico e del Caucaso, ed una frontiera occidentale quanto più lontana possibile da Mosca (o almeno protetta da stati amici/satellite).
Gli strateghi russi hanno però sempre anteposto i fattori militari a quelli economici, lasciando il fianco scoperto ad una profonda debolezza economica che può condurre al collasso politico: la Russia è un paese troppo grande per essere occupato, come ben dimostrano i fallimenti di Napoleone e Hitler; ma gli eventi del 1917 e del 1991 dimostrano anche che, in caso di crollo dell’autorità centrale, diviene assai facile perdere quei territori occidentali e caucasici che oggi Putin deve “riconquistare” al suo popolo (nel 1918, il crollo tedesco permise comunque ai Bolscevichi di riconquistarne la gran parte, mentre il resto fu ripreso da Stalin nel 1945). La Russia rimane dunque un grosso esportatore di materie prime non lavorate, armi ed alcune tecnologie “pesanti” (es. nel campo nucleare) ed un grande importatore di prodotti finiti, ed ha dunque un estremo bisogno dei mercati europei per garantire alla propria economia una minima prosperità senza operare una profonda trasformazione che prioritizzi i consumi privati e la libera impresa sull’industria pesante ed il complesso militar-industriale controllati (direttamente o indirettamente) dallo stato e dalla nuova aristocrazia post-sovietica. L’impennata del prezzo del petrolio nel nuovo millennio, ed in particolare tra 2007 e 2014 (con solo una breve pausa dovuta alla crisi globale), ha permesso alle finanze di Mosca di aumentare grandemente sia il sostegno economico e sociale interno, che le spese militari, mettendo in cantiere un ambizioso programma di riorganizzazione ed ammodernamento delle proprie forze armate, ancora in gran parte fornite di vetusti e mal tenuti equipaggiamenti sovietici.
Il crollo del prezzo del petrolio negli ultimi mesi e le sanzioni economiche del blocco occidentale hanno evidenziato tutta la fragilità dell’economia russa, e si conferma dunque con urgenza per Putin la necessità di amici occidentali che vogliano mantenere buoni rapporti politici e commerciali. Il presidente russo non è però un visionario ideologico, e dunque non sceglie i propri amici in base all’ideologia, non avendo nessun interesse per argomenti come l’antisemitismo o la lotta di classe; piuttosto è nel suo interesse un certo grado di nazionalismo, per ostacolare l’integrazione europea ed eliminare dunque un “nemico” ai suoi obiettivi di influenza geopolitica nell’Europa Orientale. Divide et impera: ma non troppo, dato che il suo obiettivo non è nemmeno quello di disgregare gli stati nazionali europei, e non cerca dunque sponde finora nei movimenti indipendentisti (Scozia, Catalogna, Veneto ecc.) A Mosca servono paesi economicamente con un minimo di solidità, oltre che amichevoli, per garantire l’interscambio commerciale necessario all’economia russa. Nemmeno Putin è un nemico dell’Islam ed un campione della cristianità, come alcuni europei vorrebbero presentarlo: un ottavo della popolazione russa appartiene ad etnie musulmane, sebbene molto probabilmente metà di questi non siano per nulla praticanti, ma sono comunque più di 16 milioni (più che in tutta l’Europa Occidentale) di cui oltre 2 nella sola Mosca; il resto della popolazione è in massima parte diviso tra ortodossi russi ed atei/agnostici, più o meno equivalenti nei numeri, più alcune minoranze più piccole (altri ortodossi, buddisti ecc.) La religione, come da sempre, è uno strumento del potere del Cremlino, e non viceversa, come ben dimostrato dall’anomalo sincretismo tra le tradizioni zarista-ortodossa e sovietica, cui si rifà la Russia attuale nei propri simboli. Infine, il carisma di Vladimir Putin presso molti ambienti europei è grandemente aiutato dalla gravissima assenza di leadership e strategia dei leader europei e nord-americani, incapaci di essere veri statisti invece che semplici amministratori o capi di partito.
Il problema, semmai, è che come l’Occidente ha fallito nel leggere le mosse russe del 2013-’14 in Ucraina, così Mosca sembra incapace di capire che il blocco euro-atlantico si sente in dovere di garantire qualunque paese chieda di aderire ai suoi ideali, anche se fuori da legami storici e geografici: la disastrosa escalation che ne potrebbe derivare non è però l’oggetto di questo articolo.
Passiamo invece ad esaminare in breve quali sarebbero i principali referenti di Putin nei paesi europei, secondo la lista rilanciata da diverse testate britanniche negli ultimi mesi:
Atakha (Bulgaria)
Alba Dorata*, Syriza (Grecia)
Jobbik (Ungheria)
FPÖ (Austria)
Front National (Francia)
BNP, UKIP (UK)
Podemos (Spagna)
Lega Nord, Forza Italia (Italia)
NPD, AfD (Germania)
Vlaams Belang (Belgio).

*nome tradotto per la sua fama
In grassetto, i partiti che sarebbero direttamente legati alla Russia, in alcuni casi per finanziamenti dimostrati (come al FN francese), in altri per la semplice, stretta vicinanza dei leader alle politiche di Putin od alla sua persona. Gli altri (UKIP, Podemos, AfD) sono invece partiti che hanno espresso una posizione non ostile alle scelte di politica interna ed estera del leader russo. Vediamo bene come, al contrario dell’ideale di una crociata antifascista in Ucraina, gran parte di questi partiti siano di destra, fino a sfociare in posizioni ultranazionaliste ed antisemite nei casi più estremi (es. Jobbik). Esistono tuttavia anche partiti di sinistra che dimostrano una forte vicinanza alla Russia, come Podemos in Spagna e Syriza in Grecia: che infatti, già dalle prime settimane del suo governo, ha fortemente riavvicinato Atene e Mosca.
In altri casi, abbiamo invece leader politici che per semplice opportunismo politico ed economico (intercettare le posizioni elettorali più nostalgiche e critiche dell’Occidente, ed evitare ripercussioni nelle forniture di gas e nell’interscambio commerciale) sono stati negli ultimi mesi accusati di eccessiva condiscendenza verso Putin: parliamo dei premier Orban in Ungheria e Fico in Slovacchia, e del presidente Zeman nella Repubblica Ceca. Nessuno di loro ha impedito l’applicazione delle sanzioni alla Russia, anzi nel caso slovacco si è persino permesso di pompare gas verso l’Ucraina. Tuttavia, essi hanno più volte espresso parere contrario alle sanzioni e ad un sostegno diretto al nuovo corso ucraino, e nel caso ungherese la recente visita di Putin in terra magiara ha cementato gli accordi per i nuovi reattori nucleari di Paks con tecnologia e finanziamenti russi, e le forniture di gas; sono inoltre considerati, nei casi ceco e slovacco, vicini a certe posizioni “revisioniste” sul passato regime comunista, anche se la loro militanza nel partito fu breve. Le proteste dell’autunno 2014 a Budapest e Praga, principalmente contro la corruzione ed alcune specifiche leggi, li hanno comunque preso di mira anche per le posizioni filo-russe: che a nostro avviso, sono appunto dettate da opportunismo, nella ricerca di un equilibrio tra est ed ovest ben esemplificato da un colloquio privato dove Orban definisce di prioritaria importanza la Russia per il gas e la Germania per il lavoro, al di là di ogni ideale.
Concludendo, al momento Putin gode di numerosi amici in Europa, pochi di questi sono al governo o hanno speranza di arrivarci, ma alcuni di essi potrebbero arrivare a posizioni in grado di cambiare importanti carte in tavola sullo scenario euro-mediterraneo (soprattutto ad Atene, Budapest, Parigi e Londra). La posizione putiniana, post-ideologica ed assolutamente funzionale al proprio potere ed alla supremazia russa, è pragmatica e studiata, per cercare una sponda in un’Europa della quale teme l’unità politica, l’amicizia americana, e le tendenze anti-russe di alcuni settori, ma della quale ha anche bisogno come partner politico e commerciale prioritario per sostenere la crescita e la prosperità economiche della Russia.

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Comment(90)

  1. ” La religione, come da sempre, è uno strumento del potere del Cremlino”: perché c’è un posto dove non lo è? Ci scordiamo del in god we trust, o del dio benedica l’America vedo…

    1. in G.O.D we trust, ossia in Gold, Oil, Diamonds…

      religione, eh…? dipende dai punti di vista…

      per alcuni, in effetti, l’ allmighty dollar è dio onnipotente

      io però la chiamerei finanza

  2. Mosca sembra incapace di capire che il blocco euro-atlantico si sente in dovere di garantire qualunque paese chieda di aderire ai suoi ideali: quali ideali è meglio non specificarlo, giusto? Ops, che sciocco, La Democrazia a suon di bombe ovviamente…

    1. C’è chi esporta democrazia e chi esporta nazionalismo finanziando principalmente partiti di destra europei per poi lamentarsi di uno spedo nazismo a Kiev. La coerenza non fa parte del vocabolario russo

      1. E chi sarebbe ad esportare democrazia?
        A me risulta che non la esporti proprio nessuno. Tutti esportano solo i propri interessi.

  3. Mi pare ovvio che Putin abbia i suoi alleati in occidente, e per fortuna, o vorreste che ci fossero solo due bei blocchi stile guerra fredda? Magari con i missili puntati l’uno contro l’altro, così alla prima svista parte un bel missile nucleare, e l’espansione della nato va a farsi friggere, letteralmente.

  4. Andrea, ma davvero l’occidente esporta democrazia?

    La russia esporta nazionalismo… Bah, fino a prova contraria sono stati gli usa a finanziare con le loro banche il nazi fascismo, altroché.
    Qui si collega albadorata alla Russia, senza portarne le prove, mentre ci sono legami ben provati tra gli usa e azov ed altre organizzazioni, come la guardia nazionale ucraina, che guarda caso questa settimana comincerà ad essere addestrata dalle truppe usa, e che ha chiaramente rifiutato il cessate il fuoco di misk… Democrazia, bah.

  5. L’occidente esporta democrazia: come nei paesi africani, con dittatori come Gheddafi al quale baciavamo la mano? (un esempio tra mille).
    Veramente esilarante.

    1. Il problema è che era meglio non toccare tali dittatori in quanto almeno garantivano una certa stabilità.

  6. La coerenza: come quella di un certo nobel per la pace, un certo Obama, che per poco non ci trascinava in guerra mondiale con la Russia per il controllo del medio oriente?
    Oppure, per citare Luca, l’uccisione di Gheddafi, dopo aver firmato un accordo con lui in cui ci impegnavamo a rispettare la sua integrità territoriale?
    Oppure il patto non scritto con il quale la nato si impegnava a non espandersi a est? Il mondo è stato testimone della nostra ” coerenza ”.
    Valori, democrazia, coerenza, etc sono belle parole certo, ma la realtà è molto diversa.

  7. Continuate sempre e comunque a guardare solo un lato del problema. Qui nessuno ha detto che non sia stata esportata la democrazia. Ma per un lato che esporta democrazia ce n’è un altro che esporta nazionalismo. i problemi vanno guardati a 360° e non solo il lato di propria convenienza o convincimento. Nell’articolo di GPC è scritto chiaro chi sono gli amici di Putin quindi non venite a chiedere a me fonti, chiedete a chi ha scritto il pezzo.

  8. Guardate come il the guardian, noto giornale di propaganda russa, descrive la situazione :
    Britain is sending 75 military advisers of its own. As 20th-century history shows, the dispatch of military advisers is often how disastrous escalations start. They are also a direct violation of last month’s Minsk agreement, negotiated with France and Germany, that has at least achieved a temporary ceasefire and some pull-back of heavy weapons. Article 10 requires the withdrawal of all foreign forces from Ukraine.
    authoritarian conservatism may offer little for Russia’s future, but this anti-Russian incitement is dangerous folly. There certainly has been military expansionism. But it has overwhelmingly come from Nato, not Moscow. For 20 years, despite the commitments at the end of the cold war, Nato has marched relentlessly eastwards, taking in first former east European Warsaw Pact states, then republics of the former Soviet Union itself. As the academic Richard Sakwa puts it in his book Frontline Ukraine, Nato now “exists to manage the risks created by its existence”.

    Instead of creating a common European security system including Russia, the US-dominated alliance has expanded up to the Russian border – insisting that is merely the sovereign choice of the states concerned. It clearly isn’t. It’s also the product of an alliance system designed to entrench American “leadership” on the European continent – laid out inPentagon planning drawn up after the collapse of the Soviet Union to “prevent the re-emergence of a new rival”.

    Russian covert military support for the rebels, on the other hand, is denounced as aggression and “hybrid warfare” – by the same governments that have waged covert wars from Nicaragua to Syria, quite apart from outright aggressions and illegal campaigns in Kosovo, Libya and Iraq.  American pressure to arm Kiev. But when the latest Minsk ceasefire breaks down, as it surely will, there is a real risk that Ukraine’s proxy conflict could turn into full-scale international war.

    The alternative is a negotiated settlement which guarantees Ukraine’s neutrality, pluralism and regional autonomy. It may well be too late for that. But there is certainly no military solution. Instead of escalating the war and fuelling nationalist extremism, western powers should be using their leverage to wind it down. If they don’t, the consequences could be disastrous – far beyond Ukraine.

  9. Caspita, se sono così diretti anche i giornali occidentali, allora siamo proprio messi male…

  10. L’accordo di Minsk relativamente al ritiro di forze straniere al punto 10 prevede:
    “Pullout of all foreign armed formations, military equipment, and also mercenaries from the territory of Ukraine under OSCE supervision”
    Non tutta l’Ucraina e sotto supervisione OSCE quindi non c’è nessun accordo violato. Quanto dobbiamo ancora continuare con la disinformazione?

  11. Si ripassi l’inglese : il processo di ritiro delle armi deve avvenire sotto supervisione dell osce… Non, come lei ha inteso, nei territori sotto supervisione dell osce…

    1. Prima di leggere in inglese bisognerebbe conoscere bene l’italiano. Il soggetto è il territorio sotto supervisione OSCE e non come lo intende lei perchè se fosse cosi dovrebbero ritirare tutti, ogni armamento indistintamente ubitato su tutto il territorio ucraino. E si siamo proprio nella disinformazione alla grande

  12. Anche perché non credo che un giornale inglese sbagli a tradurre l’inglese, onestamente parlando…

  13. Allora il testo è questo: Withdrawal of all foreign armed formations, military equipment, as well as mercenaries from the territory of Ukraine under monitoring of the OSCE.

    Tutta l’azione deve essere condotta sotto supervisione dell osce…

    1. “Withdrawal ….military equipment…. from the territory of Ukraine”, ma le pare mai possibile che siano questi gli accordi?
      Perchè se fossero secondo la sua interpretazione ogni singolo AK-47 sino ai carri armati, artigleria, antiaerea anche di tutta quella marmaglia sotto la falsa bandiera novorussa dovrebbe uscire dall’Ucraina. Ce li vedo proprio a ritirare tutte le armi da tutto il territorio ucraino. La mia interpretazione è più verosimile, perchè l’accordo nasce per interropere i combattimenti nel Donbass, non certo per demilitarizzare l’intera ucraina.

  14. Ecco altre traduzioni : 10. Ritiro di tutte le formazioni armate, i dispositivi militari e i mercenari di provenienza estera dal territorio dell’Ucraina, sotto il controllo dell’Osce. 
    E ancora : Ritiro delle unità militari di altri Paesi, tecnologie e mercenari dal territorio dell’Ucraina, sotto la supervisione dell’OSCE.
    Io conosco sia l’inglese che l’italiano.
    Ma forse lei conosce l’inglese meglio di quelli del guardian, e di traduttori officiali.

    E sono solo due siti… Devo continuare?

  15. La mia è la traduzione del punto degli accordi di Minsk, non la sua interpretazione.

  16. Esatto Luca, si tratta di tradurre, e quelli del guardian non sono degli idioti.

  17. Ma lasciamolo alla sua ceca ignoranza:certa gente è contenta così, e le persone che li governano sono ancora più contenti, questo è sicuro.

  18. Article 10 requires the withdrawal of all foreign forces from Ukraine.: e gli addestratori usa arrivati oggi cosa sono? Non sono soldati? Non sono forze straniere n ucraina? Non violano gli accordi di minsk?
    Ma quale disinformazione, ma si faccia un esame di coscienza, che è per colpa di gente così che rischiamo la guerra con la Russia.

    1. La colpa invece è della gentaglia che putroppo ha iniziato a postare in questo blog che continua, per cieco odio verso l’occidente e quanto da esso rappresentato, a negare le schifezze che i politici russi stanno perpetuando. Pur di non ammettere che la Russia ha sbagliato, invadendo uno stato sovrano, occupando la Crimea, stracciando il memorandum di Budapest, mandanto armi, uomini e munizioni nel Donbass si continua a blaterare e proferire lettere e vocali che neanche sapete dove stanno di casa. In tutto ciò avete pure modificato a vostro puro piacimento, pur di attaccare l’invio di addestratori in Ucraina, gli scritti degli accordi di Minsk. L’Ucraina è uno stato sovrano ed è libera di decidere quando, dove e come avere truppe straniere sul suo territorio nell’ottica del miglioramento della propria difesa. La colpa di una escalation è della Russia e di quelli che credono alla sua disinforamzione.
      Faccio un appello ai moderatori perchè veramente si sta rasentando il ridicolo. Non c’è nessun filtro a tutto quello che viene postato, nè in termini di contenuti nè in termini di forma.

  19. Ah ma gli usa vogliono la de escalation, infatti addestrano gli ucraini alla guerra nel donbass, per fare il tiro al bersaglio con i russi che difendono casa propria, o tuttal più i loro parenti che abitano li.
    Ma dico io ma gli americani ma starsene a casa loro no? O vogliono proprio l’escalation, o sono talmente abituati a intervenire che ormai si sentono in dovere di farlo… Russian covert military support for the rebels, on the other hand, is denounced as aggression and “hybrid warfare” – by the same governments that have waged covert wars from Nicaragua to Syria, quite apart from outright aggressions and illegal campaigns in Kosovo, Libya and Iraq.  American pressure to arm Kiev. But when the latest Minsk ceasefire breaks down, as it surely will, there is a real risk that Ukraine’s proxy conflict could turn into full-scale international war.
    As 20th-century history shows, the dispatch of military advisers is often how disastrous escalations start… Vedasi Vietnam. Ma forse ho sbagliato a tradurre, sarò deficiente, dopotutto io l’inglese non lo conosco, noo, l’ho studiato solo per 18 anni e passa.

  20. Bell’articolo.
    Purtroppo conferma le mie convizioni, ovvero che Russia vuole la supremazia sull’Europa e non l’amicizia vera.

    Vuole una Europa divisa .. retta da regimi brutali come il suo ..

    Per me possono andare con i BRICS .. stanno e staranno sicuramente meglio.

    Per i sostenitori del mondo ex sovietico una domanda.
    Ma perchè l’occidente per voi è così negativo? Quale è il modello alternativo che proponete? In quale stato lo vedete realizzato? La Russia? L’India? La Cina?
    A me sembra che l’occidente abbia molto da insegnare a tutti questi signori. Forse vi sarà sfuggito ma noi siamo un modello da abbattere proprio perchè rappresentiamo un confronto scomodo …. da noi esistono i diritti civili .. da noi esiste un benessere diffuso …..

    E soprattuto più o meno pacificamente …. ma anche pacificamente .. siamo in crescita …. e quindi ancora più scomodi.

    Alessandro.

    1. Ciao carissimo omonimo, il tuo commento è ottimo, l’unico errore è quando dici alla fine che come Occidente siamo in crescitaguastato

      1. piccola proposta per distinguervi
        che ne direste di scegliere una lettera, non la prima, e farla maiuscola?

        …così capiamo anche noi chi siete…

    2. sono tutto meno che nostalgico dell’urss, ma anche per quello non posso accettare “l’insegnamento” come lo intendi tu

      se domani ti arriva qualcuno a casa per insegnarti il cinese, o la tecnica di macellazione del pesce palla, o le tecniche per l’adescamento per le vie di calcutta con una pistola puntata nella pancia?

      molto più senso avrebbe andare ad insegnare ai greci come si gestisce un bilancio pubblico (non certo “noi” italia ovviamente), ma andare ad insegnare ai crimeani e donbassiani quanto è bella la ue e la nato etc è esattamente come andare in giro per il mondo ad insegnare ai selvaggi ad accoppiarsi distesi faccia a faccia con lui sopra e lei sotto a gambe aperte

      …dopodichè brasile, india, cina etc tutti crescono di più e meglio della gloriosa europa 😉

  21. Nulla vieta pensare però che il modello occidentale sia perfezionabile.Non esistono punti d arrivo ma solo approssimazioni.Se la gente si lamenta probabilmente il capitalismo ha raggiunto il suo limite è va superato…

  22. Noi siamo in crescita?

    La Russia non vuole la supremazia sull europa, anche perché se avesse voluto avrebbe già invaso i paesi ex urss subito dopo il crollo della stessa. Invece si è fidata di noi, e la nato si è espansa sempre di più verso mosca: con i russi fino a ieri scambiavamo prodotti, noi come tutta Europa, per la quale la Russia rappresentava un mercato importante.

    La cosa che contesto personalmente è l’aver fatto la ”bella vita” alle spalle del resto del mondo, solo questo.
    Se al posto di bombardare i civili per il petrolio lo avessimo semplicemente comprato, amen, ma così facendo ci siamo inimicati il resto del mondo, e ragionando come fai te alessandro, consideriamo gli altri inferiori… E questi ultimi, che poi inferiori non sono ( ma forse è solo un punto di vista), si stanno ribellando, tutto qui.
    Come disse Kennedy, o si costruirà un mondo in cui la pace sarà per tutti, oppure un mondo della pax americana garantirà un conflitto perpetuo. Proprio questo io contesto, il sangue in cambio del petrolio e dello sfruttamento, la guerra che viene sistematicamente ricercata da alcuni guerrafondai. Per il resto anch’io sono consapevole di vivere in un paese che, nonostante i suoi difetti, come tutti, ha dato ai suoi cittadini i diritti, anche se c’è da dire che se li sta riprendendo, soprattutto per le nuove generazioni, ma questa è un’altra storia.

  23. Esatto Luca, sono d’accordo con te.

    Ultima news signori:

    Lord Jacob Rothschild has warned investors that the world is mired in the most dangerous geopolitical situation since World War II.

    The 78-year-old chairman of RIT Capital Partners, a £2.3bn trust, used the organization’s annual report to caution savers that the focus of the firm would be the preservation of shareholders’ capital and not short term gains.

    Rothschild said that “a geopolitical situation perhaps as dangerous as any we have faced since World War II” has created a “difficult economic background” of which investors should be wary.
    Rothschild, whose business associates include Warren Buffett and Henry Kissinger, blamed the fraught climate on, “chaos and extremism in the Middle East, Russian aggression and expansion, and a weakened Europe threatened by horrendous unemployment…

    Esatto hu ti, bisognerebbe ascoltare tutti.

  24. Beh che il contesto geopolitico attuale sia quello che preceda le guerre credo sia anche piuttosto scontato, il problema però secondo me è che ci troviamo per la prima volta nella situazione in cui ci sarebbe bisogno di una guerra per evitare la stagnazione del contesto sociale e geopolitico e al tempo stesso farsi guerra è impossibile per via delle armi e dei mutamenti socioculturali nati a partire dal secondo dopoguerra Ad oggi.La beat generation e il benessere diffuso sono riuscite per fortuna a rendere la guerra un tabù più delle armi nucleari

    1. Bè, hai ragione, per noi la guerra è un tabù condiviso, ma non è detto che lo sia tra i potenti

      1. è bello vedere che non sappiamo neppure più cosa sia la guerra

        certamente le guerre totali, come quelle del xx secolo per intenderci, sono tabù, ma se prendessimo pari pari una qualsiasi manifestazione notav, di ultras del calcio e simili, e la portassimo indietro di qualche secolo, quella sarebbe una compagnia di ventura impegnata in guerra

        i gggiovani d’oggi (quelli sotto i 60 anni, per capirsi) non hanno proprio nessuna remora a FARE la guerra, le tengono tutte per quando sono GLI ALTRI (specie se sono più forti) a fare la guerra a loro

  25. Sì ma se le persone vanno a protestare sotto i palazzi di potere i potenti smettono di essere potenti, non so se mi spiego

  26. I moderatori non intervengono perché sanno che è stata colpa della nato, che si è espansa ad est e che cerca di piazzare i missili alle porte di mosca per far perdere lo status di potenza nucleare alla Russia… Comunque, voglio ricordare ai lettori che a questo mondo esiste anche il concetto di guerra preventiva, non si sa mai che ce lo siamo dimenticato. Se io mi sento minaccciato, perché il paese a fianco al mio nel giro di un anno è diventato una portaerei nato in grado di minacciarmi, ho il DIRITTO di intervenire per difendermi. Questo è un diritto che vale per tutti, anche per noi con isis ad esempio, perché non dovrebbe valere per la Russia?

    1. Il gen Martin Dempsey sostiene l’invio di armi letali all’Ucraina.
      Questa è una bruttissima notizia.
      Dempsey è Chairman of the Joint Chiefs of Staff, capo dello stato maggiore congiunto, e finora aveva in qualche modo bloccato le spinte belliciste americane contro la Russia.
      Nel frattempo il il portavoce del ministero degli Esteri russo, Aleksander Lukashevich, sostiene che 300 paracadutisti americani stanno per essere trasferiti nella regione di Leopoli e questo, dice, costituirebbe una minaccia alla sicurezza del suo paese.

    2. Dal 1990 ad oggi la NATO ha notevolmente ridimensionato la propria presenza in Europa, visto il crollo dell’URSS e la fine del blocco est. Romania, Bulgaria, le Repubbliche Ceca e Slovacca, la Polonia, l’Ungheria non sono state obbligate a diventare membri NATO ma visto il modo in cui sono state trattate dall’URSS hanno scelto di farne parte e mandare a quel paese il comunismo e il popolo maggiormente rappresentante di questa forma totalitaria di governo. Oggi e soltano oggi la NATO è costretta a creare una forza di intervento rapido che non era minimamente nei loro programmi, come risposta all’aggressività russa in tutto l’est Europa. Ora visto che parla di missili, sarebbe così gentile da dirci modello, gittata e ubicazione di tali armi? Poi però mi dovrebbe anche dire come si chiamano quelle supposte che la Russia ha piazzato sia in Crimea che a Kaliningrad da cui, in quest’ultimo caso, distano appena 270 km da Varsavia. Le do un piccolo aiuto Is…….er
      Nel frattempo;
      http://nationalinterest.org/feature/nato-unleashed-stopping-russia-its-tracks-12363
      Meno male che esiste ancora la NATO, altrimenti i Gulag sarebbero già stati riaperti

      1. Comunismo, gulag…ma di cosa parla?
        Questa guerra che si sta combattendo e che lei non riesce a vedere è tra unipolarismo e multipolarismo, cioè tra asse imperialista atlantico e blocco delle potenze emergenti Brics.
        E’ geopolitica. Lasci stare il resto.

  27. Per Luca,

    Guarda che i paesi che fanno parte della UE stanno rivedendo la politica di vicinato per evitare frizioni.

    Io ci credo alla voglia di pace dell’Europa …. perche’ loro non ci vogliono credre?

    Alessandro

  28. Putin è palesemente nazionalista.
    I partiti che lottano contro l’immigrazione indiscriminata, per il mantenimento delle tradizioni tipiche di un popolo-nazione e che combattono l’autorità “aristocratica” della UE sono solo quelli di destra.

    Mai visto fare dalle nostre sinistre una lotta a difesa del proprio popolo o della propria nazione.

    Quindi ovvio che siano le destre ad avvicinarsi alla filosofia di Putin anzichè le sinistre. E non venitemi a dire che la politica berlusconiana è di destra. Quello è solo un enorme centro assieme al PD(b), ovvero il Partito Delle banche.

    1. Aggiungerei la simpatia di Forza Nuova.
      Ciò detto, apprezzo Putin in molte delle sue posizioni di politica estera e interna.
      Benchè ateo e di sinistra.

  29. Piuttosto mi fa ridere Renzi da Putin.
    Mi fa ridere in quanto parla di partnership, di collaborazione tra i due Paesi quando anche noi abbiamo approvato le varie sanzioni danneggiando pure la nostra economia.

    Fossi stato Putin non lo avrei nemmeno ricevuto.

  30. Salvo ha ragione, qui si parla di libertà condivise per tutti i popoli del mondo, di multipolarismo, macché comunismo, le ideologie sono per gli sciocchi, per tenere divise le persone, mentre quelli più ricchi sono sempre più ricchi, qui come in Russia.
    Forse certe persone odiano la Russia perché la identificano ancora con il comunismo, ignorandone la storia recente. Ma uno con 40 mld di patrimonio personale vi sembra un comunista?

    Lei pone lo scontro tra comunismo e capitalismo, e questo è deleterio per la discussione, dato che la prima ideologia è morta.

    Comunque mi riferivo allo scudo antimissile che la nato vorrebbe farci credere sia contro i ben noti missili balistici iraniani, mentre mosca e cina sospettano siano contro di loro.
    Ha mai visto una cartina geografica con la disposizione delle basi nato nel mondo? Basterebbe vedere quella per capire che il blocco atlantico ha circondato russia e cina, come si è più volte lamentato Lavrov e non solo.

  31. Salve,
    Sono un appassionato lettore di GPC praticamente da quando è nato questo sito.
    Ho 64 anni e ho lavorato per anni alla farnesina, anche se non posso dirvi a che titolo.
    Ho deciso di scrivere per la prima volta poiché constato con rammarico che le idee riguardanti la situazione di grande tensione che stiamo vivendo in europa e nel mondo non sono chiare a sufficienza.
    Tutto è cominciato con la dissoluzione dell urss: questo avvenimento come sappiamo ha favorito l’espansione della nato, e diciamo pure che i russi si sono fidati di noi, quando promettemmo loro che la nato non si sarebbe espansa ad est. Tutti noi, io in primis, eravamo convinti che questo accordo (non scritto) sarebbe stato rispettato, e che avrebbe garantito la pace nell’area eurasiatica. E così è stato, ma non appena la nato ha cominciato la sua espansione attraverso anche l ue, subito in Russia scattarono i primi campanelli d’allarme tra gli addetti ai lavori. Ma la classe dirigente russa non era forte a sufficienza per reagire, e soprattutto con certi personaggi, non voleva reagire, nemmeno diplomaticamente. Erano stati comprati, dissero alcuni, ma personalmente non lo so con certezza.

    La storia è cambiata quando è salito al potere Putin ,che gode del supporto popolare non perché gioca a fare il macho, ma per i miglioramenti che ha apportato all’economia russa, alla vita delle persone, anche attraverso l’apertura al libero mercato( è completamente sbagliato pensare che in Russia ci sia il comunismo: per fare un esempio tra tanti, alcuni figli dei miei amici sono a mosca e lavorano come dirigenti in aziende sia russe sia occidentali, guadagnando tra l’altro molto di più di un dirigente italiano e persino tedesco).

    Da quel momento fu chiaro a noi del mestiere che prima o poi i nodi sarebbero venuti al pettine, soprattutto vista la continua espansione della nato, che lo voglio ricordare ,resta una alleanza militare nata per combattere l’ormai caduta urss.
    La questione ucraina infatti non è stata una completa sorpresa, però non mi aspettavo che la situazione prendesse questa bruttissima piega. Non mi aspettavo di risentire toni da guerra fredda, soprattutto perché le due parti, come accennavo sopra, sono molto più simili ora che in passato.
    Per questo credo che non sia in atto uno scontro tra ideologie comunista e capitalista, ma uno scontro per aree di influenza, per la ricerca di equilibri.

    E qui veniamo agli stati uniti : hanno fatto il bello e il cattivo tempo in tutto il mondo, per circa 70 anni, e probabilmente continueranno a farlo per i prossimi 5/6 anni, ma prima o poi la resa dei conti verrà anche per loro, e l’alleanza BRICS costituisce l’embrione di una rivolta generalizzata contro l’ordine postbellico.
    I BRICS infatti non solo costituiscono una alleanza economica, ma stanno diventando una potenza bellica quasi insormontabile oramai.
    Questo noi occidentali lo abbiamo capito bene, e abbiamo deciso di ” circondare ” tali paesi con basi militari, e di renderli dipendenti dal punto di vista economico attraverso istituzioni come l fmi.
    Ora questo sistema ha funzionato fin’ora, ma non è detto che continui a funzionare per molto ancora, anzi. I toni sempre più accesi a livello internazionale non fanno presagire nulla di buono, ed è impensabile rinchiudere i brics in gabbie e sfere di influenza stile guerra fredda: magari a noi andrebbe bene, ma a loro certo no.
    Sarebbe sufficiente cercare di rendere il mondo multipolare, come ha detto giustamente qui qualcuno, sedendosi al tavolo delle trattative, senza voler imporre al resto del mondo la nostra visione, ma ricercando la pace per tutti, un accordo che dia a ciascuno i propri diritti, di cui ogni uomo dovrebbe godere. Per fare ciò, sarebbe necessario non solo un cambio di leadership in Russia, ma anche tra i warmongers di Washington. Solo così il mondo potrà trovare la pace,altrimenti solo un disastro ci attende.
    Saluti.

  32. Salve,
    Sono un appassionato lettore di GPC praticamente da quando è nato questo sito.
    Ho 64 anni e ho lavorato per anni alla farnesina, anche se non posso dirvi a che titolo.
    Ho deciso di scrivere per la prima volta poiché constato con rammarico che le idee riguardanti la situazione di grande tensione che stiamo vivendo in europa e nel mondo non sono chiare a sufficienza.
    Tutto è cominciato con la dissoluzione dell urss: questo avvenimento come sappiamo ha favorito l’espansione della nato, e diciamo pure che i russi si sono fidati di noi, quando promettemmo loro che la nato non si sarebbe espansa ad est. Tutti noi, io in primis, eravamo convinti che questo accordo (non scritto) sarebbe stato rispettato, e che avrebbe garantito la pace nell’area eurasiatica. E così è stato, ma non appena la nato ha cominciato la sua espansione attraverso anche l ue, subito in Russia scattarono i primi campanelli d’allarme tra gli addetti ai lavori. Ma la classe dirigente russa non era forte a sufficienza per reagire, e soprattutto con certi personaggi, non voleva reagire, nemmeno diplomaticamente. Erano stati comprati, dissero alcuni, ma personalmente non lo so con certezza.

    La storia è cambiata quando è salito al potere Putin ,che gode del supporto popolare non perché gioca a fare il macho, ma per i miglioramenti che ha apportato all’economia russa, alla vita delle persone, anche attraverso l’apertura al libero mercato( è completamente sbagliato pensare che in Russia ci sia il comunismo: per fare un esempio tra tanti, alcuni figli dei miei amici sono a mosca e lavorano come dirigenti in aziende sia russe sia occidentali, guadagnando tra l’altro molto di più di un dirigente italiano e persino tedesco).

    Da quel momento fu chiaro a noi del mestiere che prima o poi i nodi sarebbero venuti al pettine, soprattutto vista la continua espansione della nato, che lo voglio ricordare ,resta una alleanza militare nata per combattere l’ormai caduta urss.
    La questione ucraina infatti non è stata una completa sorpresa, però non mi aspettavo che la situazione prendesse questa bruttissima piega. Non mi aspettavo di risentire toni da guerra fredda, soprattutto perché le due parti, come accennavo sopra, sono molto più simili ora che in passato.
    Per questo credo che non sia in atto uno scontro tra ideologie comunista e capitalista, ma uno scontro per aree di influenza, per la ricerca di equilibri.

    E qui veniamo agli stati uniti : hanno fatto il bello e il cattivo tempo in tutto il mondo, per circa 70 anni, e probabilmente continueranno a farlo per i prossimi 5/6 anni, ma prima o poi la resa dei conti verrà anche per loro, e l’alleanza BRICS costituisce l’embrione di una rivolta generalizzata contro l’ordine postbellico.
    I BRICS infatti non solo costituiscono una alleanza economica, ma stanno diventando una potenza bellica quasi insormontabile oramai.
    Questo noi occidentali lo abbiamo capito bene, e abbiamo deciso di ” circondare ” tali paesi con basi militari, e di renderli dipendenti dal punto di vista economico attraverso istituzioni come l fmi.
    Ora questo sistema ha funzionato fin’ora, ma non è detto che continui a funzionare per molto ancora, anzi. I toni sempre più accesi a livello internazionale non fanno presagire nulla di buono, ed è impensabile rinchiudere i brics in gabbie e sfere di influenza stile guerra fredda: magari a noi andrebbe bene, ma a loro certo no.
    Sarebbe sufficiente cercare di rendere il mondo multipolare, come ha detto giustamente qui qualcuno, sedendosi al tavolo delle trattative, senza voler imporre al resto del mondo la nostra visione, ma ricercando la pace per tutti, un accordo che dia a ciascuno i propri diritti, di cui ogni uomo dovrebbe godere. Per fare ciò, sarebbe necessario non solo un cambio di leadership in Russia, ma anche tra i warmongers di Washington. Solo così il mondo potrà trovare la pace,altrimenti solo un disastro ci attende.
    Saluti.

    1. L’ordine mondiale nasce dagli esiti della WW2. Uno di quegli attori, l’URSS è venuto meno a causa della sua forma di governo. L’URSS non esiste più proprio perchè il comunismo ne ha determinanto, consumandola lentamente, la sua fine. Le nazioni dell’est che erano sotto stretto controllo dell’URSS sono diventate libere di scegliere cosa essere e cosa non essere mai più. Da qui nasce la loro necessità di aderire alla NATO, per difesa verso quello che era stato il periodo sovietico. La sua espansione è conseguenza della disfatta del comunismo. Quindi accusare la NATO di espansionismo non è esatto. Ora la Russia, ma potrebbe essere chiunque altro, non può pretendere di recuperare ed equilibrare questo spazio perso con la violenza. Le sue minacce non ci devono spaventare perchè nella paura hanno già vinto. Questa azione mediatica di lavaggio del cervello del popolo russo perpetuata da Putin ha il solo scopo di nascondere la propria polvere sotto il tappeto. Sono mesi che va avanti con il concetto nazionalistico di grande Russia, nessuno ci può mettere all’angolo, nessuno provi a minacciarci etc… L’unica possibilità lecita che la Russia ha per giocare il suo futuro geopolitico è quella dei BRICS dove potrà nuovamente soggiogare le nazioni facenti parte. Se si vuole veramente cominciare a cambiare il mondo in meglio, il primo passo è quella di una revisione del consiglio di sicurezza dell’ONU dove le azioni dei membri permanenti non devono più decidere per il mondo.

      1. Quindi la Russia è ancora comunista grazie a Putin, nonostante gli sforzi del nostro uomo a Mosca Boris Eltsin, non ce l’abbiamo fatta.

      2. Aderire alla NATO è una necessità?
        Per difendersi da chi? Dal nemico del momento creato ad oc dalla NATO stessa?

        Ieri l’URSS, oggi il terrorismo e poi di nuovo la Russia?

        1. Per difendersi dalla Russia, ovvio. Com’è che non riesci a vederlo? Stiamo parlando di nazioni che ne hanno subito enormemente l’egemonia ed alla prima occasione che la storia chi ha prospettato, ne hanno approfittato. Sapeva che prima o poi l’Orso sarebbe risorto. Pensa per un istante se, nazioni come le Repubbliche baltiche, fuori dalla NATO come l’Ucrina, avessero scelto di aderire all’UE. Avrebbero subito la stessa identica nuova occupazione a cui stiamo assistento oggi.

          1. Complimenti perla tua visione.

            Fammi l’elenco dei conflitti dalla ww2 in poi, soprattutto i recenti, e vediamo qual’è stato il Paese più coinvolto del pianeta. Se viene ‘Russia, ti darò ragione.

      3. Andrea, ma dove vivi?

        La Russia soggiogare i BRICS?

        Lo sai chi soggiogherà il mondo da qui a breve BRICS compresi?
        LA CINA!!!!

        Mi sembra che il lavaggio del cervello non lo faccia solo Putin al suo popolo ma anche il Congresso USA a molti in Italia.

    2. Finalmente un parere da chi è dentro il sistema.

      Il problema, come sempre nella storia, è la ricerca dei propri interessi economici: Vi è anche ambizione di potere ma alla fine, soprattutto per il nostro mondo occidentale, questa va a braccetto con l’interesse economico e del profitto.

      Gli USA, con la caduta dell’URSS, hanno fatto il buono ed il cattivo tempo. Non hanno mai trovato qualcuno che gli dicesse “NO” e questo ne ha permesso l’espansione a livello di influenza ma anche a livello economico.
      Ora il mondo sta’ cambiando e troviamo una nuova Russia non più comunista e che sta’ tornando ad essere potenza militare ed economica (risorse energetiche). Ma, soprattutto, abbiamo la Cina che si appresta a divenire prima economia mondiale ed a espandere la sua influenza economica in maniera molto meno rumorosa di come facciano altri.
      Gli occidentali, accecati dal profitto, non si sono resi conto che hanno dato loro le armi alla Cina per divenire il mostro economico che è adesso. Dalla nostra supponenza di “razza superiore” e dalla stupida visione a breve periodo dei super ricchi occidentali è evidente che i cinesi siano stati visti come “gli stupidi musi gialli che costruiscono a basso costo ma non impareranno mai a fare un cavolo”.
      Così non è stato e ben ci sta’.

      Arrivo alla domanda cardine: si può accettare un mondo multipolare?
      La mia risposta è SI.
      Ma gli USA possono accettare un mondo multipolare?
      La mia risposta è NO.

      La dimostrazione l’abbiamo avuta e l’abbiamo tutt’ora con il rapporto con l’Europa. La UE è diventata uno dei poli mondiali. Poteva diventare il polo maggiore in assoluto eppure gli USA si sono sempre opposti interferendo nelle decisioni dei singoli Paesi e di Bruxelles. Ecco che siamo rimasti vassalli degli USA.

      Gli USA non sono nella posizione di accettare un mondo multipolare in quanto la loro economia, soprattutto dalla caduta della sfera di influenza sovietica, è esplosa a livelli spaventosi.
      Quantitative easing sfrenati e manovre di espansioni economiche interne senza ritegno hanno portato uno Stato di 300 milioni di persone ad avere un PIL di 16 milamiliardi di dollari. Ma tutto questo si sta’ dimostrando un castello di carte che tiene solo ed esclusivamente con l’influenza a livello internazionale che gli USA hanno sul pianeta.
      Il commercio del petrolio in dollari, lo scambio di risorse in dollari. Tutto il mondo deve basarsi sul dollaro per far si che il quantitative easing sfrenato non porti ad inflazione o svalutazione della valuta nazionale.
      Come si ottiene ciò? Con il controllo politico e militare.

      E’ un sistema che permette la multipolarità del pianeta? NO. Ecco perchè ci sarà da avere paura in futuro.

      E questo semplificando molto quanto c’è dietro a questi concetti.

  33. Infatti Flaminio, la crisi del sistema unipolare americano, sempre più evidente, in mancanza di compromessi economici e militari con le potenze emergenti può davvero portarci al disastro.
    I neocon pensano, credo, di poter usare la forza per imporre il loro dominio.
    Ma ciò, in un’epoca di armi apocalittiche, è impensabile.
    Come detto pochi giorni fa dal Generale Burbin, capo del Comando Centrale delle Forze Strategiche Missilistiche della Russia, qualsiasi attacco globale al suo paese, anche convenzionale tipo Prompt Global Strike, scatenerà con certezza assoluta gli ICBM nucleari.

  34. Mi spiace ma oggi in europa la guerra la porta la Russia … per come si comporta e come argomenta la classe dirigente russa…. allucinante … loro trasformano la libera scelta di altri in minaccia verso di loro … l’occidente ha fatto solo politica (come fa’ la russia finanziando i vari demagoghi europei). Per questo sono convinto che gli ex paesi del blocco dell’est hanno fatto la scelta giusta con la NATO. Che dovevano fare? Aspettare di finire di nuovo sotto i russi? Inproponibile.
    Ora stanno con noi .. se poi si pentono troveranno il modo di tornare dai russi.
    I russi sono forti? I BRICS sono forti … vediamo se riescono ad esserlo senza armi … ma non mi girate tutto sempre contro l’occidente. Almeno non quello che accade oggi in europa. Oggi la guerra con le armi .. i morti .. il sangue lo porta la russia. L’Ucraina voleva e vuole l’occidente e questo i russi se ne devono convincere.

    Una provocazione (termine caro ai russi) ma chi lo ha detto che l’Ucraina era nella sfera di influenza russa? Forse l’Ucraina era ed è nella sfera di influenza della UE?

    Alessandro.

    1. Io la ritengo una buona notizia. L’Europa deve essere Europa in ogni settore. E’ un tassello che può contribuire alla sua indipendenza

  35. Finalmente si riconosce gli Alessandro.

    Io vedo solo che in quasi tutti i conflitti dal dopo guerra, soprattutto quelli recenti, vi sono coinvolti direttamente gli USA.

    Che sia la Russia a portare il confronto militare la vedo una tesi dura da sostenere.

  36. È incredibile continuare a constatare che neppure davanti all’espansione della nato, fatto storico, alcuni fanno finta di nulla.
    Badate, io non sono mai stato ne comunista ne capitalista, perché ritengo che entrambe queste ideologie siano contrarie ai diritti umani per quello che hanno causato, e che l’ultima continua a causare, nella storia.
    Però quelli da me riportati sono fatti storici, e considerate la mia esperienza come il racconto da un ” insider” in pensione.
    Mi pare strano che alcuni neghino o addirittura portino come giustificazione all’espansione dell’alleanza MILITARE la paura per l’invasione russa…o magari per il terrorismo, o per i missili iraniani, etc etc etc. E con queste paure si vorrebbe creare persino un esercito europeo? Ma allora l’occidente deve proprio darsi una regolata, poiché NON SI PUÒ VINCERE CONTRO UNA POTENZA NUCLEARE COME LA RUSSIA, LO VOGLIAMO CAPIRE? nel giro di 15 minuti l’Europa sparirebbe dalla cartina geografica per i prossimi 2000 anni, se basta. E poi, in 45 min, l’emisfero nord salterebbe letteralmente in aria. E considerate le mie tempistiche basate su simulazioni vecchie di 25 anni o giù per li.
    Con i moderni missili, altro che 45 min …
    Quindi cerchiamo di farci un bel l’esame di coscienza, di vivere in pace, in modo tale che io possa godermi la pensione e che i giovani non muoiano di cancro da radiazioni, grazie.

    1. Se non si può vincere contro la Russia, pensa che la Russia possa vincere contro l’Occidente? si continua ad affermare che la Russia è minacciata, ma l’unica minaccia verso l’Europa viene dalla Russia. Oppure ci dobbiamo girare la faccia dall’altro lato quando veniamo a sapere degli Iskander a Kaliningrad capaci di colpire in pochi minuti Varsavia. Dagli anni 90 in poi la presenza della NATO in Europa si è fortemente ridimensionata e la spesa militare dei suoi membri altrettanto, proprio perchè non si più ritenuta una minaccia l’ex URSS, pur mantenendo questa le 5000 testate nucleari e le 15.000 di riserva. E’ stata data grande fiducia verso il nuovo corso russo ma è stata tradita con il mancato rispetto del Memorandum di Budapest, l’illegittima annesione della Crimea e le innumerevoli armi, uomini e mezzi nel Donbass. Mi spiace che persona che abbia avuto un passato “interno” legga i fatti in tutt’altro modo.

  37. Esatto Flaminio, il tuo parere mi ha fatto molto piacere. Era ora che qualcuno del mestiere prendesse una posizione.
    Comunque concordo sul fatto dell’esercito europeo, e delle esercitazioni nucleari russe: non si può vincere, basta. Meglio, non ci sarebbe nessun vincitore.
    Forse lo scoppio di una atomica tattica ricorderebbe a certi guerra fondai di cosa queste terribili armi sono capaci, e dei danni che lasciano per moltissime generazioni. Forse l’occidente aspetta solo di essere risvegliato dal suo torpore da un secondo sole mattutino…

  38. Andrea, non so a che titolo lei parli, ma io so per esperienza diretta ciò che dico.
    Per quanto riguarda le testate nucleari, anche gli usa ne hanno, solo che non se le sono tenute in patria, bensì le hanno dislocate in europa, e non le hanno ritirate dopo il crollo dell urss. Gli iskander sono una logica risposta a questa pressione e tensione bellica onnipresente ai confini della Russia, anzi, sempre più vicina. Guardi alla crisi dei missili di cuba: ma lei lo sa che la Russia andò a Cuba solo IN RISPOSTA ai missili nato e usa nell’area turca?
    Se facciamo qualcosa, dobbiamo attenderci una risposta,ieri come ora.
    Ieri a Cuba, oggi con la rivolta in Ucraina finanziata dagli usa per ammissione dei loro ufficiali, la Russia che avrebbe dovuto fare? Lasciare la base in Crimea agli usa, dopo che aveva perso quella libica, etc?no ovviamente, ha risposto annettendo la Crimea e la parte est del paese, cosicché non venga in mente a nessuno di piazzarci dei missili. Chiaro e semplice, solo una mente ottusa continuerebbe a negare ammissioni del dipartimento di stato usa e delle cancellerie di mezza Europa.

    È la nato che minaccia la Russia e non viceversa : basta vedere il numero impressionante di conflitti in cui sono stati coinvolti i nostri paesi rispetto alla Russia.
    L’occidente si illude di spezzare l’equilibrio nucleare che ha garantito la pace per 70 anni, ma non credo che questo sia possibile.
    La Russia se n’è accorta, e sta rispondendo, ora come in passato.

    1. Preferisco essere una mente ottusa e leggere i fatti in un altra ottica. Non sono nè il numero di conflitti, nè il numero di stati, nè i governi rovesciati che autorizzano la Russia ad agire come ha agito. In Libia, come in Egitto, in Siria, in Iraq, Iran etc….ogni stato ha fatto le sue schifezze prima, durante e dopo. Le armi russe a questi governi chi le vendeva, la Repubblica di San Marino? Sono ormai mesi che lo vado scrivendo praticamente in ogni post, nessuno è santo e tutti hanno le loro colpe. Però far passare le proprie azioni come risposta ad una falsa convinzione di allargamento NATO è improponibile. Affermare che la NATO voleva piazzare missili in Crimea senza portare uno straccio di fonte, è una chiara provocazione. Ritengo che l’argomento possa ritenersi concluso, perchè un conto è scambiare vedute d’insime un altro è manipolare eventi per sostenere la propra tesi. Game over.

  39. Stia tranquillo Flaminio, il suo parere è apprezzato.
    È Andrea che continua a credere al pericolo comunista, ma non capisce che esso non esiste più: si parla solo di potere.

    Detto questo, certe persone o sono ritardate o fanno finta di non capire.
    E vai a dare la colpa alla propaganda, ahahahah

  40. Ma certe persone non leggono neppure i commenti, guardano al nome di chi li scrive, e se non è allineato con i loro pensieri, lo saltano a pie pari.

    Che maturità intellettuale spaventosa.

  41. Putin nel suo discorso ha tirato in ballo le prove dell’invasione Russa verso gli altri Paesi.
    Infatti la Russia ha un paio di basi su territorio straniero…. Gli USA ne hanno almeno 2 mila.

    Tutto hanno la coscienza sporca ma questo non significa dover vivere passivamente le decisioni degli altri Stati. La Russia in questi ultimi anni ha reagito a provocazioni. Loro ci hanno tradito? Ti ricordo che la Russia di Putin fece pure un esercitazione navale con gli USA in vista proprio di un riappacificamento. Loro sono poi stati traditi ritrovando i vecchi alleati attaccati dagli americani con i peggiori pretesti.
    Ci sarebbe da scrivere libri a riguardo. Difficile liquidare tutto in due parole.

    1. Le basi USA sparse nel mondo stanno lì perchè gli stati che le ospitano lo hanno permesso in cambio di protezione. Guarda com’è finita all’Ucraina per avere consentito alla Russia di stare sul SUO territorio in cambio delle proprie armi nucleari e della promessa dell’inviolabilità della sovranità Ucraina.

      1. certo

        avianesi e ramsteinian, keflavikiani e guantanamensi e tutti gli altri hanno attraversato il mondo in pellegrinaggio fino a washington per pregare il Dio della pennsylvania avenue e i santi del campidoglio di difenderli dal Male

    1. Infatti non è provocazione ma esercitazione. La Russia sul suo territorio le può fare e la NATO con i suoi alleati no? Ognuno ha le sue

      1. Ah ok. Allora va bene.
        Però non ti lamentare se poi la Russia si fa un’altra esercitazione in casa.

        Speriamo che poi, finita l’esercitazione, non restino li a fare da “deterrente”.

  42. Noi non avevamo bisogno di protezione! Siamo stati OCCUPATI, come gli africani, con tutto il rispetto per questi ultimi, che non avrebbero dovuto essere occupati.

    Andrea e che discorsi sono? Secondo te mosse strategiche del genere si decidono la mattina al bar? Persino gli usa si mettono li a tavolino a decidere tutto, non siamo ridicoli.

  43. Lux quelle non sono provocazioni! Ma che scherzi? Sono mosse di difesa contro i rossi, che arriveranno a frotte di qui a qualche giorno. Non mi postare certe notizie, che la gente si spaventa poi…e bada a non farti indottrinare da RT…quella notizia non mi pare affatto attendibile… Ahahah

    1. Da noi assistiamo all’invasione nera più che rossa.

      Li prendiamo pure noi con le nostre navi militari….

  44. Presto ci sarà la caduta dell’Impero anglosassone (1763-2015?).
    Sempre più paesi infatti abbandonano la nave che affonda e passano al sistema emergente economico-finanziario dei BRICS.
    Il prossimo potrebbe essere la Grecia.

    1. Sempre pià paesi passano ai BRICS? Ma se sono sempre in cinque: India, Russia, Cina, Sud Africa, e Brasile

      1. Solo per citarne una: la Asian Infrastructure Investment Bank
        nata ad ottobre a Pechino e alla quale hanno aderito India, Thailandia, Malaysia, Singapore, Filippine, Pakistan, Bangladesh, Brunei, Cambogia, Kazakhstan, Kuwait, Laos, Myanmar, Mongolia, Nepal, Oman, Qatar, Sri Lanka, Uzbekistan e Vietnam.

        1. Credo che ci sia un pò di confusione se si citano i BRICS e poi si parla di una Banca fondata anche da altri

          1. La Cina è ovviamente l’azionista di maggioranza della banca.
            Fra l’altro le marionette asiatiche di Washington, cioè Giappone, Korea del sud e Australia non hanno aderito per pressioni dei loro padroni d’oltreoceano.
            Questa è la seconda banca che apertamente sfida il potere di World Bank e Asian Development Bank, dopo la BRICS Development Bank con sede a Shanghai nata dagli accordi di Fortaleza dell’estate scorsa.

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