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Putin annuncia lo sviluppo di devastanti armi atomiche

Putin annuncia lo sviluppo di devastanti armi atomiche

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Sono armi devastanti quelle presentate oggi dal presidente russo Putin durante la tradizionale presentazione che fa il punto sullo stato della Federazione Russa.
Sono armi che segnano un cambio di passo nella dottrina nucleare russa e che ci fanno piombare nuovamente nel periodo più fosco della guerra fredda, quando sembrava che scienziati pazzi avessero preso il controllo dei centri di ricerca militari, ideando ogni giorno una nuova e più devastante arma.
In questo post non analizzeremo le cause che hanno portato Mosca a prendere la non facile decisione di sviluppare le armi che ora vi andremo ad illustrare, lo faremo in un post specifico perché comprendere le dinamiche che hanno portato Putin a prendere questa decisione ci aiuterà a capire i prossimi passi di questa nuova corsa agli armamenti (nucleari).
Putin ha presentato due nuovi concetti di sistema di attacco.
Il primo è a nostro avviso ben oltre la fase concettuale, si tratta del drone subacqueo Status-6, il secondo invece è un sistema missilistico “da crociera” supersonico e (a quanto detto dal presidente russo) non intercettabile.
Il missile da crociera e il drone condividono due elementi cruciali: sono ambedue dotati di testata (o testate) atomica e il loro apparato propulsivo è basato su un reattore nucleare.
Capite bene che queste armi sono state progettate come estrema forma di deterrenza, o se volete una frase ad effetto, come armi del Giorno del Giudizio.
Il drone subacqueo (nome in codice STATUS-6) è una nostra vecchia conoscenza. GeopoliticalCenter ve ne parlò tra i primi al mondo nel 2015 quando la televisione russa trasmise le immagini di una riunione del gabinetto di sicurezza russo. Tra le mani del ministro della difesa campeggiava un disegno con il nome STATUS-6. Questo drone subacqueo, completamente autonomo, viene rilasciato da un sottomarino-madre, è alimentato come dicevamo da un reattore nucleare che gli conferisce autonomia illimitata. Il drone è lungo circa 60 metri, e nella sua testata trasporta un ordigno nucleare a fusione che si è appreso sarà di una potenza compresa tra i 50 e i 100 megatoni (la bomba di Hiroshima era di 13 kilotoni).
Il suo scopo è raggiungere la costa degli Stati Uniti d’America e detonare a breve distanza causando danni diretti per l’esplosione della potentissima testata, danni indiretti per la contaminazione dell’acqua e dell’atmosfera e del terreno a causa dell’aerosol dell’acqua contaminata e altri danni indiretti per la possibilità di generare locali tsnunami.
Qui il nostro post del 2015 su STATUS-6
La seconda arma definitiva presentata dal presidente Putin è ancora più pericolosa. Si tratterebbe, usiamo il condizionale perché non abbiamo idea del livello di avanzamento di tale progetto, di un missile da crociera a propulsione nucleare. Un’arma che è in grado di eludere tutte le attuali difese antimissile progettate e dispiegate dagli Stati Uniti. Un missile in grado di volare per decine di ore ad una velocità di 3,5 volte quella del suono e che trasporta una o più testate atomiche ad alto potenziale.
Chi vi scrive conosce bene questo tipo di armi, perché anche l’Occidente in piena guerra fredda aveva pensato ad un sistema missilistico simile a quello annunciato oggi dal presidente Putin.
Il missile è spinto all’inizio da un booster che lo porta oltre la velocità del suono, quindi il reattore nucleare riscalda l’aria ad una temperatura di circa 1250 gradi centigradi determinando una espansione dei gas massima ed in grado di generare la spinta necessaria a sostenere la velocità di 3,5 Mach.
Il missile è in grado di viaggiare ad una quota di 500/1000 piedi e possiede una traccia radar ridotta, fatto che gli consente di eludere per lungo tempo i radar di scoperta a lungo raggio. Il fatto di essere un missile da crociera permette al vettore cambi di rotta radicali ed imprevedibili, fatto che rende estremamente complesso tentare un’intercettazione con gli attuali sistemi antimissile.
Questo tipo di vettore sarebbe in grado di distribuire lungo il suo percorso diverse testate nucleari in modo da poter colpire più obiettivi con un solo vettore.
La Russia ha già testato nella regione centrale del paese questo vettore a propulsione nucleare qualche mese fa, raggiungendo la regione artica in una occasione. Il risultato del test non è stato comunicato, fonti americane parlano di esplosione del vettore, ma il nostro gruppo non è in grado di accertare questo fatto, sebbene in quel periodo sia stata registrata la presenza in Europa Orientale, arrivata fino a Trieste, di Iodio-131 e Rutenio-106 elementi compatibili con il funzionamento di un reattore non schermato come quello del missile in oggetto. La loro origine era rimasta fino ad oggi un mistero.
Continueremo a scrivere della nuova corsa agli armamenti in atto tra Stati Uniti e Russia nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

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Comment(5)

  1. Certo, ormai la guerra è vicina e si iniziano a scoprire alcune carte.
    E noi pecoroni diamo ancora il voto ai venduti ai padroni americani, entrambi ci trascineranno in guerra senza esitazione

    1. Se ti rivolgi a Est, cambia il nome ma sempre padrone è.
      Una comunità internazionale seria dovrebbe boicottare tutte le superpotenze nucleari a prescindere la localizzazione e la simpatia perché quando pochi hanno il nucleare, tutti quelli che non lo hanno sono resi schiavi.

  2. Io continuo a vedere tutto ciò come mosse propagandistiche in vista delle elezioni. Missile da crocera a propulsione nucleare? e dove siamo tornati…? nei ruggenti anni 50??:) ma dai….non può essere intercettato dicono? e le decine di satelliti a rilevazione infrarossa cosa ci stanno a fare??ma su via…..:-)

  3. Quello che dice Putin è sempre estremamente serio e preoccupante, ma bisogna fare molta più attenzione a quello che non dice.
    A dispetto del suo fair play che non lo vede minacciare direttamente nessuno, riesce però a far muovere le meningi all’avversario in modo da farlo sentire come possibile ed imminente bersaglio.
    Un missile che vola a macht 20 senza una rotta balistica di avvicinamento rimane un pochino indigesto ai vari sistemi di intercettazione. E se lo ha detto è bene crederci.

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