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Seoul cerca il dialogo con la Corea del nord

Seoul cerca il dialogo con la Corea del nord

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A nord in rosso il confine tra Cina e Corea del Nord
L’agenzia di stampa sud coreana Yonhap News riferisce che il governo di Seoul, tramite il proprio ministro per la riunificazione Kin Hyung Suk, ha offerto alla Corea del nord di intavolare trattative ufficiali per ridurre la tensione nella penisola di Corea.
Questo breve lancio di agenzia, se confermato, lascia intendere alcuni elementi interessanti. Per prima cosa esistono canali di comunicazione attivi tra la Corea del Nord e la Corea del Sud; la Corea del Sud ritiene credibili le minacce di Pyongyang; il governo di Seoul sta rafforzando la convinzione dei leader nord coreani che la forza delle armi è la migliore arma diplomatica che la Corea del Nord possiede.
L’atteggiamento di Seoul, volto a cercare il dialogo con il Nord, è una modalità diplomatica estremamente pericolosa; in particolare visto il tempismo delle dichiarazioni di Seoul. Offrire il dialogo alla Corea del Nord è un fatto normale nello schema comportamentale dei sud coreani ma, in questa occasione, offrire una trattativa, senza precondizioni, dopo settimane di retorica belligerante, minacce di utilizzo di armi atomiche e dispiegamento di oltre dieci vettori balistici in condizione di lancio, potrebbe avere un effetto distensivo nel breve termine ma determinare ancora maggiore durezza, da parte della Corea del Nord, nel caso in cui assistessimo ad una ulteriore crisi nel prossimo futuro.
Offrire il dialogo in questi momenti, e farlo pubblicamente, significa rafforzare la convinzione nei generali di Kim Jong Un che la politica del “Songun” (l’esercito prima di tutto) consente alla Corea del Nord di potersi confrontare, almeno sul piano diplomatico, allo stesso livello degli Stati Uniti. Offrire il dialogo in questo momento significa spingere la Corea del Nord ad effettuare ulteriori test di missili balistici, sempre più avanzati, e allo stesso tempo motivare tutto l’apparato politico militare di Pyongyang a sviluppare armi atomiche ancora più efficaci, armi atomiche ancora più leggere e compatte in grado di proiettare il deterrente nucleare nord coreano fino agli Stati Uniti continentali.
Questa politica di espansione del deterrente nucleare potrebbe essere vista dagli strateghi della Corea del Nord come il mezzo più efficace per ottenere condizioni ancora migliori nella partita geopolitica in atto con gli Stati Uniti. Offrire il dialogo ad una nazione che viola le risoluzioni delle nazioni unite ed ha sviluppato armi atomiche è la maniera migliore per rafforzare la convinzione di altre nazioni impegnate alla corsa verso la bomba atomica che le armi nucleari sono la via per ottenere concessioni dalla comunità internazionale. Offrire ora il dialogo alla Corea del Nord significa far si che il principale alleato degli Stati Uniti in estremo oriente, il Giappone, dubiti ancor di più della risolutezza americana, gli stessi dubbi che da oltre quattro anni attanagliano la leadership del governo di Israele e delle monarchie del Golfo, nei confronti della questione iraniana.
Ecco perché offrire ora il dialogo ai nord coreani potrebbe essere il più grave errore strategico a lungo termine dell’amministrazione Obama in estremo oriente.

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Comment(1)

  1. Mi dispiace ma non sono della vostra opinione. Magari offrire un’alternativa diplomatica alla guerra atomica è si una strategia pericolosa ma forse l’ultima risorsa da esseri umani che possono utilizzare.
    Da un punto di vista militare è si una mossa pericolosa, dal punto di vista umano però è la migliore mossa sul mercato….

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