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Strage a Tunisi la Lunga Mano del Califfato

Strage a Tunisi la Lunga Mano del Califfato

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Ieri a Tunisi si è consumata una strage, le cui proporzioni avrebbero potuto essere anche peggiori se le forze speciali tunisine, supportate dalla Guardia Presidenziale, fatta entrare in azione dal Capo di Stato tunisino, non fossero intervenute in maniera decisa contro il piccolo commando di terroristi.
Il bilancio è di diciotto turisti stranieri morti, un membro della Guardia Presidenziale, due guardie del Museo, un poliziotto e due attentatori.
Ma non è il bilancio che interessa al nostro gruppo, bensì il fatto che la lunga mano del Califfato ha colpito in Tunisia, ed ha colpito perché ora la Libia è in parte diventata una zona sicura per i terroristi.
La Libia che, se cadesse nelle mani degli estremisti, e per cadere nelle loro mani non dovete immaginare una battaglia sanguinaria tra due fazioni contrapposte, diventerà l’Hub mondiale del terrorismo. La Libia diventerà un centro in grado di catalizzare, addestrare, ed esportare terroristi prima in tutto il nord africa e poi nel cuore stesso dell’Europa.
Questo atto terroristico di Tunisi è solo un piccolo, minuto antipasto, di quello che aspetta il nord africa e l’Europa se in Libia il Califfato convertirà (convertirà è la parola giusta, non conquisterà) l’intero territorio del paese.
L’atto di Tunisi pare essere stato organizzato, a nostro avviso, da una cellula motivata e relativamente poco addestrata, nonché carente dell’infrastruttura logistica necessaria a scatanre una stagione di terrore.
L’atto di Tunisi, nella nostra analisi è stato attuato da elementi di scarso peso all’interno del Califfato per inasprire la tensione in Tunisia, determinare un irrigidimento delle procedure di sicurezza, tentare di ridurre i flussi turistici nel paese e conseguentemente indebolire la fragile economia tunisina, precondizione necessaria, ma non sufficiente, per il dilagare del malcontento.
La nostra risposta all’assalto contro l’identità laica e tollerante della Tunisia dovrebbe, anzi deve, essere rapida e decisa. Rapida e decisa come se fosse stato il nostro stesso suolo, e non quello tunisino, a subire i colpi del terrorismo.
Parafrasando Roosevelt, dobbiamo prestare ai nostri amici in nord africa il tubo per spegnere l’incendio che divampa, prima che le fiamme raggiungano anche casa nostra, perché a quel punto il nostro bellissimo tubo per l’acqua si rivelerà un inutile soprammobile non più in grado di arrestare un rogo grande come tutto il Mediterraneo.
La battaglia per l’Europa si combatte in nord Africa, la si combatte oggi, anche se avremmo già dovuto combatterla nei mesi scorsi, non con le armi della diplomazia da sole sul campo, ma con la politica e la diplomazia supportate e sostenute da uno strumento militare dispiegato ed operativo nei punti caldi della Libia.
Perché l’unico elemento di diplomazia che viene percepito in alcune regioni del mondo, ed oggi parte della Libia è una di queste regioni, è la legge del più forte.

Comment(9)

  1. Gheddafi lo aveva detto: se mi caccerete, vi ritroverete con i terroristi alle porte di casa… E noi? Lo abbiamo cacciato.
    E ora suo cugino ci rammenta che il rischio è più che reale:

    LONDRA, 2 MAR – L’Isis in Libia avrebbe messo le mani su 6.000 barili di uranio che erano dell’esercito di Gheddafi, dice il cugino del rais Ahmed Gheddafi, secondo cui i jihadisti, visto il valore di 400 milioni di dollari, lo venderanno per finanziare la loro guerra. Ahmed Gheddafi ha anche predetto l’arrivo in Europa quest’anno di 500.000 immigrati”, per ogni mille dei quali “tra 10 e 50 terroristi si sparpaglieranno per l’Europa. Tra un anno, 2 al massimo, ci sarà un nuovo 11 settembre”.

    Ma di chi è la colpa?

      1. e quindi se hanno occupato un’oasi chi compra datteri va finanzia l’isis…a quando le fucilazioni di massa davanti ai supermercati?

  2. L’Isis è sostenuto da certi paesi arabi, nonché dall occidente: lo afferma anche il ministro turco:
    Mevlüt Çavuşoğlu, the Foreign Minister of Turkey, told the Daily Sabah last week Canadian intelligence helped three British girls join ISIS.

    The story went unreported by the corporate media in Canada and the United States. It was covered by the alternative media and several mainstream newspapers in Britain.

    “We were informed by Britain about three girls who left to join ISIS a few days after they departed for Turkey. It turned out someone helped them and [that person] was captured. This person was working for the intelligence service of a country participating in the coalition against ISIS. This country is not the United States or a member of the European Union,” Çavuşoğlu told Turkey’s A Haber channel.

    It was later revealed the suspect is Mohammad Al Rashed, aka Dr. Mehmet Resit. He was filmed helping teenagers Shamima Begum, Amira Abase and Kadiza Sultana travel to Syria.

  3. siamo agli sgoccioli..la penetrazione in Tunisia degli estremisti era prevedibilmente solo una questione di tempo!
    l’europa e’ in ritardo ! non abbiamo un esercito Europeo!
    sino a che non saremo uniti ne pagheremo le conseguenze!

  4. Mi ci scapperebbe una fragorosa risata se non fossero cose tragiche.

    Abbiamo voluto togliere Gheddafi? Ed ecco il risultato. Ora che fosse prevedibile non ci credo minimamente. Quindi è voluto.

    Dobbiamo agire contro il terrorismo? Dobbiamo evitare che si infiltrino in Europa?
    Allora che caxxo gli andiamo a prendere con le nostre navi. NESSUNO deve entrare più in Italia se non con canali ufficiali, cioè con i propri documenti validi ed un bell’aereo di linea e dopo aver superato i controlli.

    Io mi sento pesantemente preso in giro. Si parla di sicurezza e la prima cosa che facciamo sparpagliamo gli immigrati su tutto il territorio senza averne il benché minimo controllo.
    VERGOGNA!!!!!

    Se veramente i nostri governi volevano la sicurezza allora dovevano lasciare al loro posto Hussein e Gheddafi. Inoltre devono lasciare dove è Assad.
    E poi chiudere Mare Nostrum (frontex o come cavolo si chiama adesso) e fare partire l’operazione Mare Bloccato!!!!

    Invece si deve pure leggere che in Germania hanno i tribunali consentono alle donne musulmane a scuola di insegnare con il velo, di togliere i simboli religiosi cristiani dai luoghi pubblici ed obbligano a non vendere carne suina alle macellerie di cristiani che si trovano però in quartieri a maggioranza musulmana.

    Noi diamo il sedere… loro ci taglieranno la testa. La giusta punizione.

    Cosa disse Putin? Ah già, disse che l’occidente si autodistruggerà per perseguire i suoi pseudo-moralismi.

    E meno male che è lui il pazzo.

  5. Lux non facciamo di tutta l’erba un fascio, però concordo con Putin. Vogliamo fare come i nostri amici yankee , OK no problem ….ma bisogna ricordarsi che il mondo rimane in equilibrio anche con gente come Gheddafi, Saddam e per ogni di loro che toglieremo di torno c’è sempre un prezzo da pagare.Allora li lasciamo stare? No, ma ci devono essere strategie “disinteressate” atte a creare vero cambiamento che nel caso della Libia non ci sono state.

    1. Ci dovremmo rendere conto che in alcuni Paesi è giusto ci siano determinati leader.
      Infatti Libia ed Iraq erano più vivibili e liberi prima con i loro dittatori che adesso. Assurdo? No, realtà.

      Meglio fare di tutta l’erba un fascio piuttosto che rischiare che tra i tanti arrivino anche le mele marce (e comunque la maggior parte poi vivono come parassiti a spese nostre…. con le nostre tasse che dovrebbero servire a pagare i servizi e le infrastrutture che invece sono sempre più scadenti).

  6. Voglio riportare questo link:

    RRR.analisidifesa.it/2015/03/perche-i-politici-fanno-credere-che-lislam-e-estraneo-alla-violenza/

    (NOTA: sostituire WWW a RRR)

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