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Strage chimica a Duma: un casus belli per la Siria

Strage chimica a Duma: un casus belli per la Siria

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Ieri sera abbiamo assistito ad una nuova strage di persone in Siria, uccise, per soffocamento, da un agente chimico: su questo non esiste alcun dubbio.
La sostanza in questione, per le immagini da noi visionate, non dovrebbe essere un agente nervino ma un gas “soffocante” come ad esempio il fosgene. Un tipo di arma chimica mai usata prima d’ora in Siria.
Un’altra certezza è che i morti purtroppo sono reali, e tra essi si contano numerosi bambini.
Quello che invece non possiamo stabilire con i nostri mezzi è chi sia il responsabile di un tale ignobile atto. I ribelli accusano il governo siriano, il governo siriano respinge ogni accusa e imputano ai ribelli la responsabilità di quello che è accaduto. Gli Stati Uniti, se i fatti saranno confermati, imputa alla Federazione Russa la responsabilità di questi fatti (anche se perpetrati eventualmente da gruppi fedeli al governo di Damasco), la Russia nega ogni addebito e parla di attacco “fabbricato”.
Come abbiamo già affermato non possiamo indicare, con i nostri mezzi, chi sia il responsabile delle morti di ieri, possiamo però affermare una cosa, indipendentemente da chi sia il primo autore di tali fatti: ora gli Stati Uniti hanno a disposizione un casus belli per attaccare la Siria.
Sì perché da settimane il numero uno del Pentagono Jim Mattis afferma che l’uso di armi chimiche in Siria determinerà una dura risposta americana, ed anche il presidente americano Trump aveva espresso pubblicamente la propria volontà di attaccare i vertici del regime siriano nel caso in cui avessimo assistito ad un nuovo utilizzo di armi chimiche.
Non è escluso che tale casus belli possa essere utilizzato anche dai francesi, e dai britannici, per agire di concerto con gli Stati Uniti per colpire assetti vitali del governo di Damasco.
Non è importate di chi sia la responsabilità di questo attacco chimico, solo la storia potrà aiutarci a comprendere cosa sia accaduto. Cruciali saranno le decisione assunte dai capi di stato occidentali che hanno ora una forte motivazione per giustificare un attacco su vasta scala in Siria.
Restano da capire quali potrebbero essere gli eventuali bersagli dei missili americani, francesi e britannici. Verranno colpite solo le basi militari sospettate di essere l’origine degli attacchi chimici? Verrà preso di mira il governo siriano e il suo presidente Al Assad? Verranno colpiti i sistemi di difesa aerea della Siria, e i missili colpiranno anche le batterie operate dai russi?
Potremo rispondere a queste domande soltanto nei prossimi giorni osservando la risposta, diplomatica, politica o militare dell’occidente, ricordando che dalla mezzanotte di oggi (ora di Washington) ci sarà un nuovo Consigliere per la Sicurezza Nazionale alla Casa Bianca: John Bolton.

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Comment(1)

  1. altra domanda: se gli Usa attaccano e la Russia, come ha promesso, distruggerà le navi da cui partono i missili..che succederà dopo?
    Davvero credete che Assad ( che ha già praticamente vinto in Siria) abbia pianificato un attacco chimico?
    Chi ci ha guadagnato da questo attacco?

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