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Taiwan e l’Occidente Europeo: intervista all’On. Marco Dreosto

Taiwan e l’Occidente Europeo: intervista all’On. Marco Dreosto

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Ospitiamo questa mattina una gradita intervista all’onorevole Marco Dreosto  che ringraziamo per la cortese disponibilità.


GPC: Onorevole innanzitutto come sono andati questi 3 giorni a Taiwan?

 

On. Dreosto: È stato un viaggio storico. Per la prima volta una delegazione ufficiale del Parlamento europeo ha visitato Taiwan. Un’importante occasione per testimoniare la vicinanza dell’Europa e dell’Occidente alla giovane democrazia taiwanese. Come unico italiano nella delegazione e membro della Lega, per noi è stato anche importante riaffermare la vicinanza ai nostri storici e più importanti alleati – gli Stati Uniti d’America – che sull’Indo-Pacifico hanno ora il proprio focus principale.

 

GOC:-

 

 

 

GPC: E’ stato curioso vedere, negli scorsi mesi, come un piccolo paese come la Lituania abbia incominciato a spostare l’attenzione su Taiwan. Com’è stato visto il comportamento coraggioso del governo dalla Commissione di cui fa parte?

 

On. Dreosto: Tutte le autorità di Taiwan ci hanno accolto sapendo che per le relazioni Ue-Taiwan si trattava di un’occasione unica per rafforzare i legami, economici e politici, e dare anche un segnale a Pechino: Taiwan non è sola.

 

-GPC: Proprio durante l’ultimo giorno della vostra visita, Pechino ha affermato che riterrà penalmente responsabili a vita i sostenitori dell’indipendenza di Taiwan. Prevede altre ritorsioni da parte di Pechino nel breve periodo?

 

On. Dreosto: Non è che con l’escalation delle tensioni, di ritorsioni o minacce si risolve il problema. È importante che Pechino comprenda l’importanza di una  diplomazia non aggressiva e che se volesse incrementare eventuali sanzioni, sarebbe controproducente per i rapporti con l’Europa e il mondo occidentale.

 

GPC: Joseph Wu, ministro degli Esteri di Taiwan, ha partecipato, seppur virtualmente, all’IPAC tenutosi a Roma nello stesso weekend del G20. La sua partecipazione è un segnale di una prossima visita di persona sul suolo Europeo?

 

On. Dreosto: È una delle possibilità. I rapporti tra Taiwan e alcuni Paesi europei stanno migliorando e il contesto geopolitico globale fa si che Taiwan ora abbia un ruolo strategico per le nuove sfide che dovremo affrontare nelle relazioni anche con la Cina.

 

GPC: A livello Europeo, il Parlamento ha approvato un testo che chiede in sostanza relazioni più strette con Taiwan. I prossimi passi quali saranno?

 

On. Dreosto: A livello europarlamentare abbiamo chiesto che ci si avvicini a un accordo commerciale con Taipei che, ricordiamolo, è leader mondiale nella produzione di semiconduttori e microchip. Sarà necessario rafforzare gli strumenti del Servizio di azione esterna dell’Ue per contrastare le interferenze, i cyber attacchi e le azioni di propaganda cinese in Europa.

 

GPC: A livello italiano invece arriviamo da alcuni anni un po’ ambigui. Nel 2019 vennero gettate le basi per una nuova Via della seta che, ad oggi, sembra arenata. Secondo le quale deve essere la posizione della politica italiana per sostenere una politica europea comune per contrastare le ingerenze di Pechino?

 

On. Dreosto:Atlantismo. Atlantismo e atlantismo. Dobbiamo capire che siamo più forti assieme. L’Italia e l’Europa devono essere ancorate saldamente alla Nato e al blocco occidentale senza se e senza ma.

 

GPC: Taiwan ma non solo. Pechino si è resa protagonista, negli ultimi due anni, una forte repressione della democrazia nell’ex colonia britannica, Hong Kong. Su questo fronte cosa può fare l’Ue?

 

On. Dreosto: Non guardare dall’altra parte. Vediamo come si discuta spesso in sede comunitaria dello Stati di diritto nei Paesi interni dell’Ue che, francamente, sono ben lontani dal essere delle dittature. Auspicherei che l’Ue possa fare la voce più grossa anche con le vere dittature come quella cinese, gestita dal più grande partito comunista al mondo.

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