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La teoria della “Limited Nuclear War” nella geopolitica odierna

La teoria della “Limited Nuclear War” nella geopolitica odierna

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La parola “Guerra Nucleare” fa subito pensare al giorno del giudizio, alla fine della civiltà per come la conosciamo e all’ultima possibile follia dei guerrafondai sparsi in molti dei paesi del mondo. Tuttavia oggi esiste un tipo di scenario riguardante il possibile impiego delle armi nucleari che concepisce il loro impiego in maniera “limitata”, in maniera tale da non innescare una guerra nucleare globale: è la teoria della “Limited Nuclear War”.
Tale scenario potrebbe essere valutato da potenze mondiali, come gli Stati Uniti, associando ad esso il programma Prompt Global Strike, al fine di garantirsi l’attuale predominio militare mondiale con una sensibile riduzione dei costi per il mantenimento di uno strumento militare convenzionale. La teoria della “Limited Nuclear War” nasce ala fine negli anni ’50 con la costruzione delle prime armi atomiche tattiche, e cioè armi da impiegare sul campo di battaglia in risposta all’evoluzione dei combattimenti, ma trova la sua piena maturità negli anni ’70 quando la tecnologia permise la piena operatività di testate a “bassa potenza” veicolate con vettori ad alta velocità e precisione, come i missili da crociera Tomahawk ed una pletora di vettori russi e gli IRBM (missili balistici a gittata intermedia) Pershing II E SS-21.
L’utilizzo delle armi atomiche avrebbe dovuto essere “limitato” sia come numero assoluto, sia come potenza, sia come collocazione geografica delle esplosioni che sarebbero dovute avvenire sul suolo europeo ma al di fuori dei territori di Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia, così come era escluso dallo scambio atomico il territorio americano.
Alla fine degli anni 70 si teorizzò in maniera completa la possibilità di utilizzo delle armi atomiche, non solo come deterrente quindi, ma anche come armi utilizzabili in conflitto. La teoria si scontrò, all’epoca, con un problema non del tutto pianificato, anzi due problemi.
Il primo fu la proliferazione di armi tattiche e vettori di ogni genere, dal missile balistico al missile da crociera, dal proiettile di artiglieria alla bomba da aereo, che divennero operativi in Europa. L’elevatissimo numero di testate schierate di per sè pregiudicava fortemente il concetto stesso di guerra nucleare limitata, ma un secondo fattore affossò questa teoria e cioè la relativamente discrezionalità dei comandanti sul campo nell’utilizzo di tali armi. In caso di attacco con missili a gittata intermedia il tempo di volo per i bersagli variava tra i 7 e gli 11 minuti lasciando, in caso di emergenza, solo due-tre minuti ai comandanti per ordinare il lancio di rappresaglia.
Per questo le regole per autorizzare l’uso di armi atomiche per le batterie IRBM erano non prive di possibili errori o incomprensioni. Questi elementi portarono ad un trattato per l’eliminazione delle armi nucleari a gittata intermedia. Nell’evoluzione moderna della Limited Nuclear War dobbiamo innanzitutto evidenziare un grande cambiamento, non tanto della dottrina di fondo, ma delle condizioni nella quale la moderna “Limited Nuclear War” potrebbe svilupparsi. In primo luogo la variabile geografica e geostrategica.
Oggi la Russia non dispone di “stati cuscinetto”, e quindi un’eventuale guerra nucleare limitata impatterebbe aree prossime, se non interne alla Federazione Russa. Come potrebbe quindi iniziare una guerra nucleare limitata oggi? E quale sarebbe a nostro avviso la sua evoluzione? Una Limited Nuclear War potrebbe deflagrare, a nostro avviso (in Europa, perché esiste anche uno scenario di Limited Nuclear War in estremo oriente), in due casi principali. Il primo, ed il più probabile, è lo scenario Ucraina/Crimea.
Se la guerra di Ucraina dovesse espandersi, e vedere il coinvolgimento diretto e palese delle truppe della Federazione Russa è ragionevole pensare che alcuni paesi appartenenti alla NATO decidano di intervenire direttamente in difesa di Kiev. Parliamo di Stati Uniti, Gran Bretagna e soprattuto Polonia. Se truppe polacche dovessero intervenire in Ucraina, le truppe nell’enclave russa di Kaliningrad sarebbero costantemente in stato di “Pronti al Combattimento”, e le forze navali ed aeree di NATO e Russia potrebbero dar luogo ad incidenti estremamente pericolosi. Va inoltre considerato che se caccia polacchi dovessero intervenire in Ucraina decollando dal territorio della Polonia, è ragionevole pensare che le forze aeree e/o missiliste russe colpiscano gli aeroporti polacchi da dove sono decollati i caccia che hanno agito in Ucraina.
Se a questo punto dovessero intervenire Stati Uniti e Gran Bretagna in supporto alla Polonia, anche se la NATO negasse l’intervento di difesa collettiva in base all’art. 5, in quanto la Polonia sarebbe formalmente paese aggressore, le forze aeree britanniche e americane potrebbero colpire in maniera molto dura le forze russe e determinare perdite consistenti nell’aviazione di Mosca. Se in tale condizione, le forze di Kiev e dei suoi alleati NATO passassero all’offensiva, in particolare contro la Crimea, esiste la reale e concreta possibilità che la dottrina russa, in caso di perdita della supremazia aerea e rischio di sconfitta delle forze di terra rimaste senza protezione aerea, preveda il ricorso ad armi nucleari tattiche da impiegare contro i principali aeroporti utilizzati dagli alleati e contro le maggiori concentrazioni di forze corazzate presenti in Ucraina.
Se ciò dovesse avvenire le forze aeree Nato risponderebbero con l’impiego di armi tattiche da parte dei bombardieri alleati. Tuttavia nel caso di risposta Nato le limitate capacità russe di “Allarme Precoce”, dovute alla carenza di satelliti specificamente progettati, andati fuori servizio negli ultimi anni e non rimpiazzati in maniera adeguata, nonché la moderna dottrina di guerra elettronica e cibernetica, non consentirebbero al Presidente Russo ed allo Stato Maggiore della Federazione di poter valutare in maniera compiuta ed affidabile l’entità della rappresaglia americana e britannica. In questa condizione di limitazione delle capacità di giudizio e con la concreta possibilità che un attacco di sorpresa portato con bombardieri B/2 e missili balistici lanciati da sottomarini, porti il Cremlino ad ordinare un attacco massiccio contro centri di comando e controllo NATO, nonché contro tutti i principali target militari inglesi e americani, su scala globale. È quindi la scarsa capacità di “allarme precoce” russa, unita alle nuove dottrine di guerra elettronica e cibernetica, sommata all’assenza di stati cuscinetto a difesa della Federazione Russa, che ci porta a valutare il fatto che in caso di utilizzo limitato di armi nucleari si possa presto passare, in caso di rappresaglia Nato, ad una guerra nucleare globale indirizzata contro bersagli militari e non contro i grandi centri urbani.
Il secondo scenario prevede invece l’utilizzo di armi nucleari tattiche da parte della Nato. Questo potrebbe accadere se le forze di terra russe, passassero contemporaneamente all’offensiva, non solo in Ucraina, ma anche nella regione baltica, invadendo le tre Repubbliche di Estonia, Lituania e Lettonia. In questo caso l’avanzata delle truppe russe sarebbe non arrestabile dalle minime forze NATO presenti nell’area e il comando supremo alleato in Europa potrebbe richiedere al Presidente l’autorizzazione all’uso di armi tattiche non solo contro le colonne russe in avanzamento in Lettonia, Estonia e Lituania, ma anche contro i centri di comando e gli aeroporti russi impegnati nell’offensiva. Riteniamo che nel caso in cui venga colpita con armi nucleari una porzione di suolo russo, la dottrina del Cremlino preveda una risposta non simmetrica e mirata all’eliminazione, mediante armi nucleari strategiche, dei centri di comando NATO e di tutti i maggiori target militari delle forze impegnate in difesa delle Repubbliche Baltiche.
Riteniamo quindi che l’ipotesi, spesso ventilata da alcuni teorici di strategia americani, della possibilità di una guerra con impiego limitato di armi nucleari, possa essere valida per l’estremo oriente, ed in particolare per gli scenari riguardanti la Corea del Nord (cui dedicheremo un post specifico) ma tale teoria, per i fatti esposti non potrà essere adottata in Europa, se non a rischio di una guerra nucleare mondiale.

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Comment(25)

  1. Soluzione: lasciamo gli stati cuscinetto alla Russia, e il gioco è fatto.

    Dopotutto, è partito tutto dal fatto che l’ucraina ha detto da subito di voler entrare nella nato.

    Basta non lasciarla entrare, chiudere la porta.
    Vedrete che l’aggressione russa cesserà immediatamente, e l’ucraina non sarà più luogo di scontro, ma ponte tra est e ovest, come prima della rivoluzione.

    1. Soluzione, lasciamo decidere agli ex stati cuscinetto se continuare a stare nell’orbita russa oppure in quella occidentale.
      Queste minaccie di guerra nucleare a destra e a manca non devono spaventare, perchè chi ha paura muore ogni giorno e chi non ha paura muore una volta sola (cit. giudice Borsellino).
      Senza la paura la Russia cessa di essere una minaccia.

      1. La paura…massì, perchè avere paura di morire inceneriti…

        è per gente senza paura che la MAD non vale più, e rischiamo quello che stiamo rischiando.

        La paura certe volte fa bene.

  2. Non si può ragionare ancora come se gli equilibri stabiliti a Yalta fossero sempre attuali…Questo continuo flettere i muscoli da entrambe le parti è un esercizio che alla lunga può risultare pericoloso (incidenti), cosi come è sterile e inutile lo sbandierare
    in maniera esasperata i vari nazionalismi. Non si può dire al governo ucraino “te fai lo stato cuscinetto e nella NATO non entri”. Il ragionamento di GPC è limpido…una eventuale escalation del conflitto ucraino nuocerebbe a tutti i contendenti perchè avrebbe costi inaccettabili per chiunque. Li avrebbe per la Russia, colpita direttamente sul suo territorio, li avrebbe per l’Ucraina che cesserebbe di esistere, cosi come li avrebbero il resto dell’Europa e degli Stati Uniti.

  3. Certo che dover pensare a scenari del genere quando siamo pieni di problemi ….

    E questo perchè la russia ha deciso di fare politica con i fucili …..

    E questo è innegabile ….

    Non si può accusare gli USa di avere politiche molli .. indecise e al tempo stesso di avere politiche agressive … o si sbaglia prima o dopo ..

    E’ la russia che crede che il fucile sia un mezzo … ma sbagliano .. e sbagliano per tutti.

    Alessandro.

  4. Riporto un mio commento dal sito di Controinformazione.Info.

    A proposito di armi nucleari, ho saputo di una notizia non confermata secondo cui un capitano della US Navy è stato radiato per aver rifiutato di lanciare un attacco nucleare a sorpresa contro la Russia.
    A parte questo preambolo, comincio a pensare che tutti i trattati sulla riduzione di armi nucleari sono un vero e proprio pericolo. Dalla Guerra Fredda fino agli ultimi START le armi nucleari sono state sensibilmente ridotte sia in potenza che in esemplari. L’arma nucleare più potente degli Stati Uniti è la B83 con una potenza da 1,2 MT, è certamente un enorme potere esplosivo, ma pure irrisorio se confrontato, per esempio, a quello di una vecchia B53 (9 MT). Da parte russa, gli attuali SS-25 e 27 dovrebbero avere una potenza fino a 1 MT con 550-800 KT di potere esplosivo standard, una zanzara in confronto ai potentissimi SS-18 Satan sovietici, peraltro in servizio ancora oggi, con una potenza fino a 20 MT e più nella Guerra Fredda (dubito che oggi siano predisposti a trasportare testate tanto potenti con i vari ammodernamenti).
    Oggi le armi nucleari, in seguito ai Trattati, sono solo poche migliaia, durante la guerra Fredda erano presenti decine e decine di migliaia di esemplari, forse si superò anche il centinaio di migliaio.
    Ebbene, questa politica di riduzione di potenza e numero di armi nucleari pressoché dell’80% (percentuale mia) rende, paradossalmente, il pericolo di guerra nucleare maggiore che in passato. Un effetto diametralmente opposto a quello voluto dai vari SALT e START. Difatti si potrebbe avere l’errata convinzione che a questo punto una guerra nucleare non comporterebbe più elevati rischi di estinzione del genere umano, in definitiva, si sarebbe così disposti a pigiare il bottone nucleare con mano più facile. Credo che quella notizia riportata all’inizio del mio commento, se vera, potrebbe inserirsi in questo contesto di falsa percezione dell’entità del pericolo.
    Ecco perché tutti i Trattati sulla riduzione delle armi nucleari sono un GIGANTESCO INGANNO! Le armi nucleari non vanno ridotte, vanno SMANTELLATE tutte quante, altrimenti potrà sempre verificarsi una guerra nucleare, oggi più che mai

    1. Alessandro,
      io sono dell’opinione che i trattati li hanno sempre fatti perchè gli faceva comodo.

      Smantellare gli Jupiter? Semplice, si sa che dopo un certo numero di anni l’arma nucleare va smantellata e quindi era ovvio farlo sui vettori più vecchi.

      Le testate sono “minori” rispetto alle potenze raggiunte in piena guerra fredda? Non è “bontà” ma semplicemente gli studi hanno riportato che un unico ordigno di 5 megaton concentrato in un area fa molto meno danno di 10 ordigni separati da 500 kt.
      In pratica raddoppiando la potenza non si raddoppia il raggio di azione. Per questo è stato definito da l’ideale sono testate attorno ai 500 kiloton di potenza.
      Scusate se non ricordo la fonte. Se sbaglio potete correggermi.

      1. Ciao Lux, grazie per aver risposto. Mi chiedo quali città italiane, nell’eventualità di una guerra nucleare strategica, siano obiettivi di una potenza nemica, e se la potenza degli ordigni da sganciare (bombardieri) o dei missili da lanciare (SLBM, ICBM) sia regolata sulla base dell’estensione/importanza industriale della città in considerazione (esempio: Bologna 550 KT, Milano 800 KT-1 MT)

        1. tutte e nessuna, dipende dal tipo di guerra

          se lo scopo è il genocidio del nemico roma è molto più importante di brescia o taranto e nodi come tortona non contano niente, se lo scopo è invece la distruzione delle capacità militarindustriali diventa il contrario

      2. Scusatemi, ma oggigiorno quali sono le armi nucleari tattiche presenti negli arsenali russi e americani?

      3. bhe, intanto se raddoppi il raggio di distruzione vuol dire che distruggi un’area quadrupla, poi distruggi anche “di più” all’interno di quell’area

        (puoi passare la vita a tirare miccette contro un corazzata delle guerre mondiali, e non le farai mai niente, neanche dopo migliaia di tonnellate di esplosivo, viceversa la puoi far fuori con pochi chili, se concentrati nel punto giusto)

        poi non è che il costo di una bomba atomica sia proporzionale alla potenza, anzi, specie per le piccole è piuttosto il contrario

        se è diminuita la potenza delle singole testate è perchè si sono prodottti missili sempre più precisi, per cui diventavano inutili o addirittura controproducenti testate troppo potenti, ed infatti si sono sviluppati sistemi per portare più testate con un unico vettore

        (non solo atomiche, anche le famigerate bombe a grappolo giù giù fino ai pallini delle cartucce da caccia)

  5. Io penso che uno strike limitato alle bombe tattiche sia possibile solo tra due piccolissime forze nucleari o tra una forza nucleare verso una forza NON nucleare.

    Farlo tra superpotenze significa perdere il controllo della situazione. Io non so come ragionino i politici e gli strateghi militari ma per me, arrivasse una bomba atomica in casa, significherebbe l’autorizzazione a scaricare tutto quello che ho in arsenale addosso al mio nemico. Ma si sa che io sono dell’opinione “vivi e lascia vivere… ma se mi danneggi io sono autorizzato a sterminarti”.

    Quindi rimango dell’idea che una cosa del genere è possibile solo in una situazione asimmetrica in cui non si corre il rischio di rappresaglia nucleare.

  6. Scusatemi, ma oggigiorno quali sono le armi nucleari tattiche presenti negli arsenali russi e americani?

  7. Col nucleare si parla sempre di danno materiale. Ma le popolazioni come reagirebbero? Cioè per usarla quale motivazione sarà accettabile? E quale può essere la ricaduta psicologica su alleati e affini.Ho letto diversi trattati su armi e guerre, ma il lato più drammatico è sempre come l’essere umano riesca ad assimilare il fatto che il suo più grande nemico si lui stesso.

    1. Infatti l’impatto anche solo psicologico di vaporizzare un piccolo villaggio od un aeroporto militare intero, sarebbe devastante.

    2. esattamente come hanno reagito all’arco, alla balestra, alle armi batteriologiche, alla polvere da sparo, alla mitragliatrice, all’aereo e alle armi chimiche

      l’unica differenza è che l’atomica è stata usata in un’unica occasione alla fine di una guerra, e che la propaganda ha poi fatto passare nelle menti della gente che quella guerra sia stata vinta quasi solo grazie all’atomica

  8. E su con la citazione di Borsellino, che qui è assolutamente fuori luogo: povero Borsellino, lasciamolo riposare in pace.

  9. ” Queste minaccie di guerra nucleare a destra e a manca non devono spaventare, perchè chi ha paura muore ogni giorno e chi non ha paura muore una volta sola (cit. giudice Borsellino).”

    Cosa vorrebbe dire, che è meglio morire tutti perché non si ha paura delle bombe nucleari, piuttosto che non usarle per paura che l’avversario ci uccida?

    Lei vuole la guerra atomica.

  10. Massi, perché aver paura, dai ragazzi, tutti alla guerra contro la Russia e non se ne parli più, è deciso.

  11. US plans to deploy missile defense in Romania in 2015
    The US is planning to deploy its ground-based IGIS missile systems in Romania by the end of 2015.
    In his speech at the International Munich Conference in February, Russian Foreign Minister Sergei Lavrov said that the US plans on European air defense (EuroABM project) contradicted the 1987 Russian-US Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (INF).
    Lavrov noted that the deployment of launchers for interceptor missiles in Romania and Poland will be direct violation of the INF Treaty because those systems could be used for launching medium-range cruise missiles.
    tass.

    E non si fermano neppure davanti alle minacce nucleari…

    1. Anche la mancata tutela da parte russa dei confini ucraini prevista dal Memorandum di Budapest rappresenta una violazione dei trattati firmati.
      Inoltre il posizionamento degli Iskander a Kaliningrad e il prossimo posizionamento in Crimea, come si giustificano con il trattato INF?
      Tale dispiegamento trova giustificazione nella evoluzione degli Iskander
      http://www.globalsecurity.org/wmd/world/russia/iskander-k.htm
      Si citano solo le violazioni che convengono, le altre si cerca di farle scivolare nel dimenticatoio.

  12. (ANSA) – MOSCA, 1 APR – Gli Usa dovrebbero essere coinvolti nel processo di pace per il sud-est ucraino perché senza di loro “non è possibile la stabilità” nella repubblica ex sovietica: cosi’ il capo di Stato bielorusso Alexandr Lukashenko in un’intervista a Bloomberg ripresa dal sito ufficiale della presidenza. “Non so – ha detto Lukashenko – cosa gli americani vogliono qui, in Europa orientale, e in particolar modo in Ucraina, ma se vogliono pace e stabilità devono immediatamente partecipare al processo” di pace.

  13. Mi pare giusto…

    Latin American countries should discuss removing all US military bases from their soil, a top official of integration organization UNASUR suggested. The issue may be discussed next month at the upcoming Summit of the Americas in Panama.

    The Summit of the Americas on April 10 and 11 is to be attended by regional leaders, with 31 nations already confirming attendance. UNASUR Secretary-General Ernesto Samper suggested that the summit would be a good place to “reassess relations between the US and South America.”

    “A good point on the new agenda of relations [in Latin America] would be the elimination of US military bases,” the former Columbian president told the news agency EFE.

    He added that the bases were “a leftover from the days of the Cold War and other clashes.”

  14. Vorrei chiedere alla redazione se possono smentire o confermare questa notizia, nel limite del possibile:

    Il giornale serbo ‘webtribune.rs’ ha divulgato la notizia secondo la quale la Russia si sta preparando alla guerra nucleare.Il presidente Vladimir Putin avrebbe ordinato a tutte le imprese di fornire a tutti i lavoratori maschere antigas e speciali tute di protezione dalle radiazioni. Il ministro della difesa e il ministro delle emergenze hanno allertato tutte le aziende del paese a prepararsi alla guerra nucleare.

    Questo provvedimento è stato adottato dal presidente Vladimir Putin dopo che la Gran Bretagna si è dichiarata pronta (qui, traduzione in italiano) ad un attacco nucleare della Russia.

    I servizi segreti russi in collaborazione con la Kaspersky lab hanno intercettato un tentativo di cyber spionaggio da parte del National Security Service (NSA). Si tratterebbe di un aiuto statunitense alla Gran Bretagna per facilitare il bombardamento nucleare della Russia. Non ci sono dubbi che gli Usa sono i registi di questo vile progetto.

    Siccome le probabilità di un conflitto nucleare sono molto alte Valdimi Putin ha attuato sette ordinanze strategiche:

    Apertura immediata di 5.000 nuovi rifugi antiatomici a Mosca la cui costruzione fu ordinata dal presidente Putin nel 2010 e che sono stati completati nel 2012.Evacuazione immediata di attrezzature chiave e del personale in questi rifugi.L’attivazione immediata di sistemi di missili balistici nucleari nella regione più occidentale della Russia, Kalinjingradu.L’attivazione immediata di bombardieri nucleari strategici in Crimea.L’attivazione immediata di bombardieri nucleari strategici nel nord-ovest.L’attivazione immediata di decine di migliaia di soldati appartenenti alla Flotta militare del Nord e del distretto Occidentale.L’attivazione immediata di tutte le forze contraeree siberiane.

    Decine di sommergibili russi, non intercettabili dai radar, armati di testate nucleari, sono già appostati in punti sconosciuti del pianeta.

    Da informare per resistere

    Grazie

    Per le informazioni in nostro possesso: smentiamo la distribuzione di DPI (dispositivi di protezione individuale) in Russia, l’apertura dei rifugi, è la pattuglia di dieci sottomarini atomici russi.
    Tuttavia è indubbio che la Russia e Putin si stiano assicurando la massima efficienza dell’apparato nucleare strategico così come si susseguono esercitazioni, a tutti i livelli, in vista di un possibile scenario nucleare

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