Home War Room Analisi Ucraina Orientale la Russia risponde alle azioni di Kiev. Si materializza “l’Escalation Simmetrica”
Ucraina Orientale la Russia risponde alle azioni di Kiev. Si materializza “l’Escalation Simmetrica”

Ucraina Orientale la Russia risponde alle azioni di Kiev. Si materializza “l’Escalation Simmetrica”

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Mentre il presidente ucraino Poroschenko parla di cessate il fuoco e di piano di pace, le truppe di Kiev hanno lanciato la più grande offensiva contro gli indipendentisti del Donbass dall’inizio della crisi in Ucraina Orientale.
Non solo unità della guardia nazionale ma interi reparti dell’esercito di Kiev, con artiglieria pesante, carri armati, mezzi blindati per il trasporto truppe, e quei pochi elicotteri rimasti operativi, combattono con i filorussi (e secondo noi anche contro i russi propriamente detti) per assumere il controllo completo della frontiera tra Ucraina e Russia, che nei giorni scorsi per una larga parte era nel possesso degli indipendentisti.
La frontiera è il cordone ombelicale che tiene in vita i reparti combattenti del Donbass, il cordone ombelicale tra gli Oblast’ indipendentisti dell’Ucraina e la Russia che li rifornisce delle armi e della logistica indispensabile al combattimento. Gli ucraini dopo due giorni di aspri e cruenti combattimenti hanno ripreso il controllo di molti punti di valico della frontiera ma i filo russi ne controllano ancora un numero considerevole.
L’avanzata delle truppe ucraine si deve al fatto che sono stati impiegati contro gli indipendentisti tutte le risorse a disposizione delle forze armate di Kiev, ed è stat in questa fase che il presidente russo Putin ha convocato il consiglio di sicurezza della Federazione Russa, proprio questa mattina alle prime luci dell’alba.
La situazione in Ucraina Orientale volgeva al peggio per le truppe degli indipendentisti e necessitava una decisione rapida per andare eventualmente in loro soccorso, il non agire avrebbe messo fine nel giro di pochi giorni alla Repubblica filorussa del Donbass.
Per i documenti Open Source che abbiamo avuto il modo di visionare, per i resoconti di fonti dirette in loco per le immagini che sono giunte al mondo sulla rete, possiamo affermare che con grande probabilità questa mattina alle 0500 ora di Mosca il Consiglio di Sicurezza Russo ha deciso di inviare materiale bellico pesante agli indipendentisti del Donbass e contestualmente di rafforzare in maniera decisa, ma non ancora clamorosa la presenza militare russa nelle basi avanzate presenti ai confini ucraini, allestite durante le “esercitazioni” del mese scorso.
Il comando russo avrebbe anche ordinato la mobilitazione e il trasferimento di unità corazzate e della difesa aerea dalla Siberia alla regione confinante con l’Ucraina, l’allerta di tutto il distretto militare centrale della Federazione Russa, della Flotta del Mar Nero e della Difesa Aerea dei distretti Occidentale e Centrale.
Non ancora una vera e propria mobilitazione ma il tramutarsi in realtà di quella “Escalation Simmetrica” teorizzata alcuni mesi fa all’inizio di questa crisi e che alla luce dei fatti attuali sembra essere veramente l’opzione scelta dal Cremlino per supportare gli indipendentisti del Donbass.
Qui il filmato dei rinforzi corazzati agli indipendentisti filorussi nel Donbass.

[youtube width=”500″ height=”300″]vBT8eUM2LyA[/youtube]

[youtube width=”500″ height=”300″]bXxH1e5RLPY[/youtube]

Gli Ucraini però continuano ad alzare la posta in gioco e nel pomeriggio di oggi numerosi report, anche video indipendenti, indicano che il governo di Kiev ha dato ordine di dispiegare una della armi terresti più potenti a disposizione delle Forze Armate ucraine: i lanciarazzi multipli BM-30 Smerch in grado di lanciare proiettili di artiglieria, anche con submunizioni ad una distanza massima di circa 90 Km ed in grado potenzialmente di raggiungere il suolo della Federazione Russa, in Crimea o nell’Oblast’ di Rostov sul Don a seconda di dove essi verranno posizionati.
Qui il filmato relativo ai movimenti dei BM-30 Smerch

[youtube width=”500″ height=”300″]75IOh1Fpwr8[/youtube]

Se Kiev continuerà a rafforzare il dispositivo militare ad est è probabile che Mosca risponda con una mobilitazione massiccia alle frontiere ucraine e con un aumento al supporto alle truppe degli indipendentisti negli Oblast di Donetsk e Lugask. Tuttavia a nostro avviso risulta ormai essere giunto al massimo grado possibile il supporto non ufficiale agli indipendentisti e se Kiev dovesse aumentare ancora la pressione è possibile, secondo il nostro gruppo, che Mosca dopo aver rafforzato il dispositivo militare in Crimea e ai confini orientali dell’Ucraina lanci un formale ultimatum alle forze di Kiev e dei separatisti intimando la fine delle ostilità in un tempo breve, forse di sole 24 ore e facendo seguire una azione militare unilaterale nell’est dell’Ucraina. Uno scenario che darebbe il via ad un conflitto nel cuore dell’Europa dalla conseguenza oggi non chiaramente declinabili, ma che certamente costerebbe la vita a decine di migliaia di persone e che potrebbe innescare una vera e propria “Pulizia Etnica” nell’ovest dell’Ucraina nei confronti dei russofoni e negli Oblast’ indipendentisti nei confronti degli Ucraini nazionalisti. Uno scenario da incubo ai confini dell’unione Europea.

Addendum

Pochi minuti dopo la redazione di questo post il presidente Poroshenko ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale di una settimana. Vedremo se alle parole questa volta seguiranno i fatti o se ancora una volta la tregua non reggerà.

Aggiornamento del 21 giugno 2014 ore 10,30

Il presidente Putin ha respinto il piano di pace di Poroschenko, definendolo un ultimatum, ed ha posto le forze armate russe del distretto centrale in stato di “PRONTI AL COMBATTIMENTO”

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Comment(4)

  1. Il neo presidente si è cagato sotto, oserei dire.

    Vedremo se i “cessate il fuoco” saranno reali o solo di facciata (come l’ultimo) ma sicuramente mostrando i muscoli la Russia può influenzare la situazione. Sinceramente non ci vedrei nulla di male nel posizionare truppe vicino al confine. Del resto se il conflitto interno ad un Paese arriva vicino ai miei confini io di conseguenza piazzerei mezzi e uomini pronti ad ogni eventualità.

    Del resto se gli USA si sentono autorizzati ad intervenire dove pare a loro per “esportare la democrazia” non vedo perchè i russi non possano fare altrettanto. O forse si può fare solo quello che piace agli USA?

    Peccato per la EU, a cui cambierei volentieri il nome in EUSUSA, ovvero, European Union of Slaves od United States of America.

    1. Bel modo di pensare, siccome gli USA esportano la democrazia la Russia può fare altrettanto. Ancora leggo di questa convinzione che il mondo si muove per esportazione di democrazia. Tutte fesserie, quello che interessa non è l’apparenza che fanno vedere, ma la sostanza che vogliono raggiungere ovvero business. E’ tutta una questione di soldi. Tutto mascherato da intervento per i russofili oppure da appoggio a Kiev.
      Su una cosa però hai ragione l’UE non era pensata per sottostrare alle regole degli altri ma bensì per dettare anche le sue di regole. Purtoppo è il tappetino sia di USA che della Russia, a seconda del business trattato.

      1. Ovviamente lo so che quella di “esportare la democrazia” è una scusa da ambo le parti.
        Ma se una parte lo può fare non vedo perchè l’altra è brutta e cattiva se lo fa.

        Visione asimmetrica?

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