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Un blocco russo per il Mar d’Azov?

Un blocco russo per il Mar d’Azov?

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Il Mar d’Azov è un bacino chiuso del Mar Nero, il cui limite meridionale è lo stretto di Kerch. Sul Mar d’Azov si affacciano le coste della penisola di Crimea della Russia e dell’Ucraina la cui città principale è Mariupol.
In questi giorni si è osservata una spiccata attività militare russa, in particolare la presenza di pattugliatori della flotta del Mar Nero, un aeromobile Tupolev TU-214 SR, dedicato ad attività di comando e controllo delle forze russe, con spiccate capacità di ricognizione e SIGIN (Signal Intelligence), nonché il dispiegamento di sistemi di difesa aerea a corto raggio di ultima generazione (Pantsir S1 – SA-22 Greyhound -).
Il dispositivo russo potrebbe essere funzionale a bloccare l’accesso delle unità ucraine al Mar d’Azov come ritorsione all’attentato che ieri è costato la vita al leader della Repubblica di Donetsk Zakharcenko. Le autorità russe hanno accusato direttamente l’Ucraina di essere responsabile della morte del leader indipendentista che ha perso la vita dopo che una bomba è stata fatta esplodere in un ristorante dove egli si recava spesso in compagnia dei suoi più fedeli collaboratori.
La portavoce del ministero degli esteri russo ha affermato che l’Ucraina ha scelto “la strada della guerra di sangue” mentre Putin ha ricordato che mai la popolazione filorussa del Donbass verrà abbandonata al suo destino.
Va inoltre ricordato che la Crimea sta soffrendo una gravissima crisi idrica dopo che le autorità ucraine hanno deciso di interrompere il flusso di acqua che dal fiume Dniepr riforniva la penisola, e che rappresentava la principale risorsa idrica per l’agricoltura e l’industria della regione.
La persistente carenza idrica sta distruggendo la produzione agricola e sta creando preoccupazioni nella popolazione.
Secondariamente non bisogna dimenticare che i destini del Donbass, dell’Ucraina Orientale e della Siria sono intimamente legati. Nella nostra visione se gli Stati Uniti decidessero di minare l’attuale relativa stabilità del paese mediorientale, a scapito della Russia e di Al Assad, Putin potrebbe ordinare di destabilizzare la parte orientale dell’Ucraina e creare quel ponte di terra che permetta anche il controllo del canale che dal Dniepr riforniva di acqua la penisola di Crimea.
In questa ottica predisporre un blocco dello stretto di Kerch sarebbe il primo passaggio di una più vasta offensiva che potrebbe vedere direttamente impegnate le forze russe con l’obiettivo di congiungere fisicamente la Crimea con la restante parte della madrepatria russa.
La situazione in Siria e nel Donbass va osservata simmetricamente. Vi terremo informati.

Comment(1)

  1. Il leader di una Repubblica indipendentista non riconosciuta come quella di Donetsk, si chiama terrorista. Evitate di farlo passare per ciò che non era.

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