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Economia quattro punti di tensione

Economia quattro punti di tensione

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Le festività natalizie sono alle spalle e le borse oggi sono operative. Nonostante siamo ormai alla fine del 2014, i temi che interessano i mercati finanziari sono molti. Proveremo a sintetizzarli qui di seguito. Il paragrafo sulla Grecia è stato scritto prima del lancio di Agenzia sulle elezioni anticipate.
1) Elezioni presidenziali in Grecia: vi è ancora grande incertezza sull’esito dell’elezione del nuovo presidente greco. Il primo ministro Samaras ha un’ultima possibilità, insieme al parlamento: dopodiché sarà necessario andare ad elezioni anticipate. Sulla scorta di questa incertezza, le borse europee sono oggi molto caute. C’è da scommettere che se il candidato di Samaras, Stavros Dimas, non riceverà il sufficiente supporto, vedremo schizzare alle stelle gli spread di numerosi paesi (Italia in primis). La percezione del rischio delle economie periferiche sarà il principale driver delle prossime settimane.
2) Petrolio: come avrete notato, leggendo GPC, la situazione del prezzo del petrolio è totalmente fluida. Innanzitutto partiamo dai dati economici: il prezzo è calato del 45% e al momento gli analisti faticano a disegnare uno scenario. Vi è poi la situazione libica, nuovamente assurta alla ribalta, che costituisce un freno alla caduta del prezzo. In meno di 48 ore sono andati distrutti quasi un milione di barili di petrolio.
3) Giappone: guai grossi in vista per la Abenomics. Il Giappone non riesce ancora a venire fuori dal gorgo della stagnazione della propria economia. Questo ha influssi negativi innanzitutto sui flussi finanziari tra USA – Asia e Giappone.
4) I tre amigos: USA – UE – Cina. Al momento sembra che solo il primo tra i tre ce la farà nel 2015. La domanda è se la ripresa negli USA sarà sufficientemente solida da compensare la minor velocità cinese e soprattutto europea (alle prese con un finto piano di investimenti da 300 miliardi di euro).

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Econ1 Analista economico, si occupa principalmente di temi macroeconomici, Europa, Cina, Cinafrica. Economia dello sviluppo e temi di economia ambientale. Contattabile via mail (in calce).

Comment(1)

  1. Più che altro mi chiederei se la crescita americana sia vera.

    Uno Stato con un tale debito privato ed una popolazione sempre meno occupata e con redditi più bassi (al contrario di come vogliono far credere) mi chiedo come faccia a crescere addirittura del 5%.
    Ma siccome a ritoccare i bilanci non ci vuole la scienza….

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