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L’Iran minaccia esplicitamente le portaerei americane nel Golfo

L’Iran minaccia esplicitamente le portaerei americane nel Golfo

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Si alza ancora il livello dello scontro tra Iran e Usa. Il capo di stato maggiore dell’esercito Iraniano ha minacciato di non consentire alle portaerei americane di attraversare nuovamente lo Stretto di Hormuz. Questo tipo di minaccia non era mai stata effettuata dall’Iran negli ultimi venti anni, nemmeno nei tempi più burrascosi tra i due paesi quando, ad esempio, un cacciatorpediniere americano abbattè un aereo civile iraniano o dopo la crisi dell’ambasciata americana. Attualmente la portaerei Stennis è nell’area e forse è supportata da poco lontano dalla portaerei Lincoln. La portaerei Stennis aveva lasciato il Golfo persico quattro giorni fa per il Golfo di Aden, ora forse si appresta a tornare nel Golfo.

Quando la C. Stennis aveva attraversato lo stretto di Hormuz il 28 dicembre lo aveva fatto in modo apparentemente spavaldo, scortata da un solo incrociatore lanciamissili, prima o poi una portaerei americana attraverserà il canale che collega l’Oceano Indiano con il Golfo  Persico e lo farà come sempre, spavalda all’apparenza e con tutto l’apparato di protezione aereo e navale pronto a reagire come se fosse già in guerra; lo farà tenendosi al limite meridionale del canale preposto alla navigazione il più lontano possibile dalle acque territoriali iraniane, che comunque disteranno solo poche miglia nautiche, per non concedere nessun pretesto alla marina Iraniana e alle sue batterie missilistiche antinave che vigilano sullo Stretto.

Il generale Ataollah Salehi, capo di stato maggiore dell’esercito, ha aggiunto che l’avviso alla portaerei americana non verrà ripetuto.

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  1. La domanda è: può l’Iran azzardarsi realmente ad attaccare una portaerei americana? non parlo in termini pratici, quanto in termini politico-ideologici. L’ultima cosa di cui il regime Sciita degli Ayatollah ha bisogno è di dare un casus belli laico e di dubbia natura nel cuore del dar al’Islam. In altre parole: se Ahmadinejad è tanto pazzo da sparare anche solo un petardo addosso alla CVN americana, il rischio serio è di mandare in fibrillazione tutte le monarchie del golfo – sunnite, che a loro volta non vedono l’ora di far fuori gli eretici persiani da qualcosa come cinquecento anni. L’attacco alla Stennis o ad un’altra CVN sarebbe infatti visto come una rivendicazione territoriale sullo stretto di Hormuz, ciò che ovviamente minerebbe gli interessi occidentali (di lì passa tanto petrolio) ma soprattutto arabi, ossia sunniti, in quanto lo stesso petrolio sarebbe molto più difficile da vendere (soprattutto per gli sceicchi di Oman e Qatar, grandissimi finanziatori della primavera araba e dei movimenti integralisti sorti alla sua ombra).

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