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La Svezia pronta ad espellere 50000 richiedenti asilo 

La Svezia pronta ad espellere 50000 richiedenti asilo 

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Fonti prossime al governo svedese hanno fatto intendere che il paese scandinavo è pronto ad espellere almeno 50000 (cinquantamila) richiedenti asilo che non hanno dimostrato di possedere i requisiti necessari per essere inclusi nel programma relativo alla protezione internazionale per i rifugiati di guerra. 
La notizia giunge pochi giorni dopo che un richiedente asilo minorenne ha accoltellato, uccidendola, una educatrice che era incaricata di assistere, in una struttura di accoglienza, i profughi. 

Non é però chiaro verso quale destinazione, o meglio verso quale nazione, saranno espulsi i richiedenti asilo non aventi diritto a rimanere in Svezia. Sebbene il governo svedese abbia il dovere di espellerli verso il paese di origine, se non fosse identificabile la loro nazionalità, oppure se il paese di origine si rifiutasse di accoglierli in assenza di una sicura identità, queste persone potrebbero essere espulse verso il paese dal quale sono entrati in Svezia o direttamente verso il paese di primo ingresso nell’Unione Europea. 

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Comment(1)

  1. E se il paese EU da cui provengono non intendesse a sua volta accoglierli, verso quale terra di nessuno li rimandiamo?
    Oggettivamente se non potevano essere accolti, perché li abbiamo fatti entrare?
    Sono domande che alla fine impongono necessariamente l’istituzione di centri di smistamento non ai confini della EU (Italia, Grecia etc.) ma direttamente nei punti da cui originano i flussi, quindi Siria e Libia. Ma è chiaro che così gli innumerevoli sciacalli a tutti i livelli (ONLUS, Religiosi vari, Cooperative, Mafie e trafficanti) non avrebbero più vita facile determinando inevitabilmente ritorsioni nei confronti degli stessi operatori e le relative forza di sicurezza che svolgerebbero l’attività in Siria e Libia.
    Per me ci vuole la immediata chiusura delle frontiere perché tra un po l’aiutato e l’aiutante si ritroveranno entrambi a dovere a loro volta emigrare nuovamente verso altri Stati visto che non c’è lavoro, non ci sono ammortizzatori sociali, la tassazione è in crescita esponenziale e ci sono due generazioni che non percepiranno alcuna pensione.

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