Home Breaking News Le portaerei americane lasciano il Golfo, altro effetto dell’accordo con l’Iran
Le portaerei americane lasciano il Golfo, altro effetto dell’accordo con l’Iran

Le portaerei americane lasciano il Golfo, altro effetto dell’accordo con l’Iran

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L’Amm. John Richardson, ascoltato dal Senato degli Stati Uniti, che doveva confermare la sua nomina a Capo di Stato Maggiore della Marina ha annunciato che dalla fine del mese di settembre, o al più tardi dalla metà di ottobre, cesserà il servizio di pattuglia continua delle portaerei americane nel Golfo Persico. Non è prevista la presenta di una nuova portaerei americana nel Golfo fino alla fine del 2015 e l’Amm. non ha chiarito se e quando una portaerei americana ritornerà di pattugli a nel Golfo Persico.
Incalzato dai Senatori americani l’alto ufficiale statunitense, nominato al vertice della Navy dal Presidente Obama, ha dichiarato che questo fatto è legato ai tagli alla difesa americana e alla necessità di eseguire manutenzione alle grandi portaerei nucleari.
Tuttavia il nostro gruppo, e seppur non lo abbiano detto pubblicamente anche i Senatori Repubblicani, pensano che il ritiro delle portaerei americane sia da ascriversi ad un “protocollo segreto” dell’accordo sul nucleare iraniano. La Repubblica Islamica dell’Iran da sempre ritiene una minaccia la presenza di navi americane nel Golfo e potrebbe aver ottenuto da Obama la cessazione del servizio di pattuglia permanente nel Golfo Persico. Insieme alle Portaerei si allontanerà dal Golfo anche il Gruppo di attacco ad esse collegato determinando un fortissima riduzione della capacità bellica americana nella regione.

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Comment(5)

  1. Certo, tanto c’è Israele che sarà disposto ad attaccare l’Iran se necessario.

  2. vorrei sapere dalla redazione se potete confermare o meno questa news, grazie.

    All’ambasciatore turco: “Puoi dire a Erdogan di andare all’inferno con i suoi terroristi dell’Isis”

    da al manar

    Il presidente russo Vladimir Putin ha rotto i protocolli diplomatici ed ha personalmente convocato l’ambasciatore turco a Mosca, Ümit Yardim, e lo ha avvertito che la Federazione russa è intenzionata a rompere le relazioni diplomatiche, immediatamente, a meno che il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan fermi il supporto ai terroristi dell’Isis in Siria, dove la Russia mantiene la sua ultima base navale nel Mediterraneo. Lo ha riferito la FNA.

    Il sito web di notizie di AWD, citato da Moscow Times, ha segnalato che il presidente russo, presumibilmente, ha avuto una discussione con Yardim, criticando la politica estera turca e il suo ruolo malevolo in Siria, Iraq e Yemen sostenendo i terroristi di al-Qaeda. Il colloquio è poi degenerato con l’ambasciatore turco in una polemica feroce.

    Anche il sito web Repubblican ha riferito che, secondo le informazioni ottenute dal Moscow Times, l’incontro tra Putin e l’ambasciatore turco è stato pieno di risentimento reciproco con Yardim che ha respinto tutte le accuse russe, dando la colpa alla Russia per la guerra civile prolungata in Siria.

    «Puoi dire al tuo presidente dittatore che può andare al diavolo con i suoi terroristi dell’Isis e renderò la Siria un’altra grande Stalingrado per Erdogan e i suoi alleati sauditi che non sono meno crudeli di Adolf Hitler», ha risposto Vladimir Putin, dopo 2 ore discussione ed aver messo alla porta l’emissario turco.

    Putin ha continuato dicendo che il suo paese non abbandonerà il legittimo governo siriano e collaborerà con i suoi alleati, in particolare Iran e Cina, per trovare una soluzione politica alla guerra interminabile in Siria.

    Secondo noi non corrisponde alla realtà

    1. Non lo vedo proprio nello stile di Putin.

      Poi come potrebbero riportare tale dialogo se nessuno dovrebbe averlo sentito?

  3. Se questa mossa facesse parte davvero del c.d. “Protocollo segreto” fra Usa e Iran allora vorrebbe dire che Obama è veramente matto…Quaslcuno dice “in caso di guerra ci penserebbe Israele” Attenzione però…chi crede che l’Iran si possa piegare con qualche giorno di campagna aerea si sbaglia.
    Nonostante la sua indubbia potenza la El-a-Avir non potrebbe sostenere campagne prolungate su un territorio esteso come quello iraniano. Si dovrebbe per forza avere “stivali sul terreno”…..

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