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Test Missilistico Iraniano – Aggiornamento 2

Test Missilistico Iraniano – Aggiornamento 2

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Questa mossa del regime Iraniano farà sicuramente alzare la tensione, già incredibilmente alta, nell’area, e rafforza la visione di molti analisti che vedono in questi gesti la dimostrazione al mondo della determinazione dell’Iran a non rinunciare ai proprio programmi strategici di difesa, accettando di fatto la possibilità di un confronto armato. Il test missilistico, è inoltre un altro messaggio alle monarchie sunnite del Golfo a Israele, e nell’ottica delle sanzioni petrolifere, anche un messaggio all’Europa, che le supporta fortemente, Europa che potrebbe trovarsi nel raggio d’azione dei nuovi missili balistici Iraniani.

Il test missilistico si svolgerà domani mattina, sabato 31 dicembre 2001, la dichiarazione viene direttamente dal comandante in capo dell’esercitazione Velayat 90 Mahmoud Moussavi, saranno testati numeri vettori, il tipo non è stato specificato dall’alto ufficiale  Iraniano.

Il test giunge relativamente inaspettato, dopo che una terribile esplosione il mese scorso aveva distrutto una base missilistica a nord ovest di Tehran, fulcro del programma missilistico dell’Iran; nell’esplosione aveva perso la vita il responsabile del programma missilistico, che assisteva forse al test di uno Shahab 4.

Sarebbe interessante se, come dimostrazione di forza, un’unità AEGIS della quinta flotta americana abbattesse uno di questi missili durante il loro volo, sarebbe forse un modo per fare capire ai politici di Teheran che, anche l’occidente è pronto al confronto.

Aggiornamento

Prorpio questa mattina gli stessi responsabili militari che ieri avevano annunciato alla televisione Press TV i test missilistici programmati per questa mattina di sabato 31 dicembre 2011, hanno dichiarato che tali test si volgeranno nei prossimi due giorni e non necessariamente nella gioranta di oggi. Questa mattina unità leggere della marina hanno testato sistemi lanciamissili multipli, tipo Grad, quindi non guidati, in mare aperto.

Aggiornamento 2 (2 gennaio 2012)

È di questa mattina l’annuncio da parte delle forze armate iraniane di un imminente test di multipli missili balistici che, a quanto dichiarato, interesserà un tratto di mare molto vicino alla stretto di Hormuz. Per ora il comando Iraniano ha confermato solo il lancio di due missili da crociera sviluppati come arma antinave a medio e lungo raggio.

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Comment(1)

  1. “Sarebbe interessante se, come dimostrazione di forza, un’unità AEGIS della quinta flotta americana abbattesse uno di questi missili durante il loro volo, sarebbe forse un modo per fare capire ai politici di Teheran che, anche l’occidente è pronto al confronto.”

    Bisognerà vedere quale sarà la rotta di volo per il missile, un abbattimento in acque iraniane o in prossimità di queste potrebbe avere cattive ripercussioni dal punto di vista delle pubbliche opinioni arabe che leggerebbero queste come manovre offensive.
    Se ne uscisse questa lettura anche per leadership più filo-americane diventerebbe difficile supportare gli USA in caso di un aggravio della crisi.

    Al contrario se il missile rasentasse le acque di qualche altro stato allora un abbattimento potrebbe essere visto squisitamente in maniera difensiva dalle pubbliche opinioni e permetterebbe alle leadership arabe sunnite di avere più libertà contro l’Iran persiano sciita e questo si troverebbe ancor più isolato.

    Comunque mi permetto di segnalare che proprio gli emirati sunniti non stanno a guardare, notizia proprio di ieri è che l’Arabia Saudita dopo il già cospicuo acquisto di Typhoon europei in fase di consegna ora ha ordinato un cospicuo numero di F-15 Eagle (http://www.aviationweek.com/aw/generic/story_channel.jsp?channel=defense&id=news/awx/2011/12/29/awx_12_29_2011_p0-410195.xml&headline=Saudi,%20U.S.%20Finalize%20F-15SA%20Sale in una versione similare a quella koreana), 84; l’aggiornamento di parte della flotta degli Eagle già in linea nonchè numerosi nuovi elicotteri Apache e Black Hawk.
    Flotta imponente che si va a sommare a quella già di tutto rispetto attuale.

    Insomma situazione caldissima che entro un anno massimo due (magari quando si capiranno un po’ i riassetti dovuti alla primavera Araba) è destinata ad esplodere fosse solo per l’accumulo di potenza militare offensiva da ambo le parti oramai ben oltre la soglia di guardia.

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