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Un’altra guerra di Sarkozy & Juppè

Un’altra guerra di Sarkozy & Juppè

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Nel pomeriggio di oggi 25 aprile 2012 il ministro degli esteri francese Alain Juppè al termine di un incontro con i rappresentanti dell’opposizione siriana ha evocato in conferenza stampa il ricorso in sede di Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite da parte della Francia agli articoli del Capitolo VII della carta delle Nazioni Unite. Il capitolo sette, al quale presto dedicheremo un articolo, disciplina la “risoluzione pacifica delle controversie” ma al suo interno elenca anche modi e tempi con i quali il Consiglio di Sicurezza può imporre la propria volontà con le armi.

La mossa del governo francese non ci coglie impreparati, molti attendevano una mossa di Parigi dopo il primo turno delle elezioni presidenziali, e così è avvenuto. Una mossa fragorosa che ricorda molto nella forma la preparazione all’intervento in Libia con il ministro degli esteri francese che alla fine di un incontro con gli oppositori libici chiede un rapido intervento delle Nazioni Unite. Questo potrebbe essere il preludio ad un’altra guerra del duo Sarkozy-Juppè. Ma La Siria non è la Libia ed in sedi di Consiglio di Sicurezza il veto della Russia non è solo probabile, è certo.

Juppe è ben conscio della situazione politica al palazzo di vetro ma ad ogni modo ha invocato l’intervento armato autorizzato dalle Nazioni Unite. Difficile dire con certezza quanto questa richiesta serva a fini interni nella campagna elettorale francese. Certo è che a questo punto Hollande dovrà pronunciarsi sulla crisi siriana e dichiarare ai francesi e al mondo le sue intenzioni in merito. Che farà Hollande? Seguirà la strada percorsa in questi anni da Sarkozy oppure emergerà un’amina meno interventista? Qualunque dichiarazione facce in merito Hollande richia di perdere consensi da parte di un elettorato socialista estremamente diviso tra tentazioni pacifiste e la consapevolezza che non intervenire equivale ad assistere ad una strage di civili in stile Sarajevo.

Questa guerra di parole di Sarkozy e Juppè potrebbe essere quindi non solo un ammonimento ad Assad ed al suo regime, ma una mossa elettorale che danneggerà sicuramente il candidato socialista alla Presidenza francese François Hollande.

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