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2013 un anno di problemi insoluti

2013 un anno di problemi insoluti

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Tra poche ore si chiuderà il 2013 un anno che si è caratterizzato per la simultaneità di crisi in varie aree del pianeta, crisi diplomatiche, economiche, valutarie, militari, energetiche, in una parole geopolitiche.
Crisi integrate nelle quali gli aspetti economici, geografici, strategici, finanziari e politici si sono fusi tra loro come mai in passato dalla fine della seconda guerra mondiale. Il pianeta vive una instabilità diffusa. Il pianeta e non solo una parte di esso, mai in passato si è assistito ad uno scenario simile.
wikiIn Medio Oriente i problemi storici sono e rimangono insoluti. Le divisioni settarie tra sciiti e sunniti originano dalla regione del Golfo Persico dove Iran e Arabia Saudita sono impegnati in un confronto per il controllo non del solo Golfo ma per l’egemonia in tutto il medio oriente, dall’Oceano Indiano al Mar Mediterraneo. Entrambe le nazioni, seppur si richiamino all’unità dei mussulmani, continuano ad armarsi in una gara che comprende le forze aeree, quelle missilistiche e il sogno, o l’incubo, di possedere armi atomiche impiegabili in caso di conflitto.
Questa rivalità ha trovato nuovi campi di confronto in nord africa, dopo le primavere arabe, dove Iran e Arabia Saudita hanno cercato di diventare il paese di riferimento per i nuovi regimi che stavano sorgendo nella regione. Il paese chiave del nord Africa e di buona parte del mondo arabo che si affaccia sul mediterraneo è l’Egitto e in Egitto ha prevalso la linea dell’Arabia Saudita che, saldamente al fianco della giunta militare, oggi garantisce gli aiuti economici negati dopo la cacciata di Morsi dall’America di Obama. Un’America che in Egitto si è schierata dalla stessa parte dell’Iran dopo quasi 40 anni di ostilità assoluta.
Il fuoco della rivolta e dello scontro settario ha continuato a bruciare in Siria, un paese ormai completamente devastato dalla guerra, che già da un anno noi non definiamo più civile. Quella di Siria è una guerra non solo interna ma internazionale, una guerra che vede la presenza di battaglioni di combattenti internazionali presenti su entrambi i fronti e che determinano le sorti del conflitto, ma che sono anche i responsabili dei crimini più efferati contro i civili siriani. Civili che a turno vengono uccisi nei raid aerei del Governo oppure dalle vendette dei ribelli. In Siria, dopo la fuga dell’America sta avendo la meglio il blocco sciita guidato dall’Iran
Israel Defense Forces Lebanon Katyusha Rocket LaunchersDopo la Siria anche il Libano si avvia ad essere destabilizzato e anche qui la lotta è ancora una volta tra Riad e Teheran, una lotta dove l’Iran finanzia addestra ed arma la milizia sciita dell’Hezbollah che da oltre 15 anni tiene letteralmente in pugno il paese dei cedri, se qualcosa in Libano va contro la volontà dell’Hezbollah la milizia sciita blocca il paese ed elimina gli oppositori più pericolosi. Ora l’Arabia Saudita ha convinto il presidente sunnita Suleiman ad accettare di diventare il contrappeso allo strapotere dell’Hezbollah. PEr fare ciò l’esercito regolare libanese riceverà nei prossimi mesi equipaggiamenti finanziati dai sauditi per 3 miliardi di dollari, armi individuali, veicoli corazzati, artiglieria leggere, tutto Made in France, niente di americano dopo che gli Usa hanno tradito ad abbandonato troppe volte Riad.
L’unico vero problema che potrebbe avviarsi a soluzione è il conflitto tra Israele e la Palestina. Un conflitto che ognuna delle due parti ha interesse a terminare, almeno per ora, con un trattato di Stato che permetta la nascita formale dello Stato di Palestina.
Guardia Costiera CinesePoi l’estremo oriente dove la Cina diventa sempre più aggressiva, rivendica il possesso di una smisurata piattaforma continentale marittima ignorando le richieste di Giappone Taiwan e Corea del Sud. Una Cina che espande le proprie aree di difesa aerea, mette in servizio la sua prima portaerei e supporta continuamente la Corea del Nord. La Corea del Nord uno stato comunista e totalitario, che dispone di dispositivi atomici e che presto potrebbe ergersi al rango di potenza nucleare, non appena riuscirà nell’opera di miniaturizzazione delle teste nucleari in suo possesso. Un paese guidato da un trentenne senza scrupoli, abituato dalla famiglia ad ordinare la morte di chiunque osi mettere in dubbio un pericolo del suo potere.

Guardia Presidenziale del Sud Sudan  Autore Steve Evans
Guardia Presidenziale del Sud Sudan
Autore Steve Evans
Poi l’Africa dove le guerre civili sconvolgono il Sud Sudan, il Congo, la Nigeria e dove la Cina cerca di ottenere lo status di partner privilegiato sfruttano la corruzione dei regimi totalitari nel totale ad assoluto rifiuto del riconoscimento dei diritti umani fondamentali, nella totale indifferenza delle ex potenze coloniali e delle Nazioni Unite.
Poi l’aspetto economico che in Europa determina il tramonto di intere nazioni, la scomparsa di identità millenarie, e che vede l’egemonia di una tecnocrazia europea che non guarda al bene dei popoli ma al rafforzamento del potere di una entità non definita, quale quella europea. Una entità controllata nei fatti dalla Germania in simbiosi che i paesi nordici che determinano le politiche monetarie e gli indirizzi di politica economica di ogni singolo paese, sottraendo sempre più sovranità ai vecchi stati nazionali del vecchio continenti, ormai obbligati a rispondere maggiormente a Berlino rispetto che ai propri cittadini.
In complesso il 2013 ha regalato molte illusioni ma nessuna soluzione. L’illusione della fine della crisi, una illusione che si è scontrata con il mancato recupero di posti di lavoro in tutta Europa, l’illusione di aver fermato il programma atomico iraniano con gli accordi di Ginevra del novembre scorso, accordi che assomigliano ogni giorno che passa agli accordi di Monaco del 38 tra Hitler e Chamberlain, l’illusione della buona fede cinese nei rapporti con i vicini asiatici, la stessa mancanza di buona fede che è emersa negli accordi ambientali firmati da pechino ed accettati dagli occidentali, accordi che permettono ai cinesi di continuare ad inquinare senza nessuna penale, mentre gli istessi accordi strangolano i nostri paesi e le nostre industrie.
Ora inizia il 2014 ma per la geopolitica, purtroppo, non sarà il cambio di data a cambiare l’andamento delle crisi e delle guerre presenti oggi nel pianeta. Così come non sarà il cambio di data a modificare le prospettive di tensione tra Stati Uniti e Federazione Russa, sempre più distanti tra loro sia negli obiettivi sia nei mezzi necessari per raggiungerli.
Il nostro sito sarà qui anche nel 2014 per aprire una finestra sul mondo, una visione a 360° della politica internazionale e degli scenari economici e strategici delle aree calde del pianeta.
Una visione libera, non viziata dal potere dei centri di potere, non viziata dai finanziamenti o dalle donazioni di qualche “filantropo”, un punto di vista libero e indipendente che non potrà accontentare tutti ma che cerca di raccontare la storia, e a volte il futuro, senza i filtri uniformati dei media di massa. Questo è GeopoliticalCenter e grazie a voi cari amici e lettori cercheremo di crescere sempre di più e migliorare i nostri servizi, ancora oggi sviluppati da un piccolo gruppo di amici e appassionati che spendono gratuitamente il loro tempo per alimentare il sito. Ma per crescere servono altre firme, quindi se qualcuno tra voi, animato dalla stessa passione e competenza, libero da pregiudizi e rispettoso di tutti gli uomini che abitano il nostro mondo vorrà unirsi a noi dovrà solo scriverci a info@geopoliticalcenter.com e il suo curriculum sarà valutato dal nostro gruppo per entrare a far parte del sito.
Buon Anno amici.

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Comment(3)

  1. Un altro anno di falsa pace è passato. Buon due zero uno quattro a voi di GPC e a tutti. Buon anno anche a tutte le persone ingrate.

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