Home Prima pagina Il Discorso alla Nazione
Il Discorso alla Nazione

Il Discorso alla Nazione

24
0

Quando un paese va in guerra, prima di tutto prepara il proprio popolo e il proprio esercito, e li prepara con l’addestramento e con i discorsi.

Ieri abbiamo assistito a un discorso alla nazione da parte del vertice politico e militare delle forze armate statunitensi. Il segretario alla difesa Leon E. Panetta e il capo di stato maggiore gen. Martin Dempsey, hanno parlato, insieme, alla nazione americana in un programma di punta del network americano CBS. Nella trasmissione intitolata Face the Nation i due hanno illustrato al popolo americano la situazione di estrema tensione che regna tra Iran da una parte e gli Stati Uniti e i loro alleati, sia Arabi che Occidentali, dall’altra.

Nei giorni scorsi sia Dempsey che Panetta avevano rivolto non proprio un discorso alla nazione ma rilasciato alcune interviste, la più interessante della quale era stata quella del segretario alla difesa, che aveva confermato l’esistenza di alcune “red lines” che, se superate da parte dell’Iran, avrebbero dato il via all’attacco degli alleati. Panetta però non aveva specificato quali fossero queste linee rosse.

Il settore di analisi mediorientale di GPC, prima delle interviste del segretario Panetta, aveva cercato di individuare la linea rossa che divideva Israele dall’attacco all’Iran.

Oggi Panetta spiega agli americani, e anche agli iraniani, quali sono le due linee rosse che l’amministrazione americana non lascerà superare all’Iran.

La prima è che l’America non tollererà la chiusura dello Stretto di Hormuz, e il Segretario ha detto chiusura in generale, non chiusura ai traffici commerciali, ribadendo la volontà dell’America di far transitare le proprie navi militari nel canale navigabile.

La seconda che l’America non accetterà un Iran dotato di armi nucleari, e per quanto riguarda questo aspetto Panetta, nel suo discorso, ha detto che per ora l’Iran non sta assemblando armi atomiche.

Alcuni commentatori hanno considerato di secondo piano l’intervento del gen. Dempsey e del segretario Panetta, sostenendo che la voce più importante di tutta l’amministrazione, e cioè il Presidente, non ha parlato alla nazione. GPC non condivide questa affermazione, anzi pensa che il Presidente Americano ha già parlato molte volte in pubblico sulla questione iraniana; vorremmo ricordare a voi tutti che Obama ha cominciato a parlare di Iran già nel suo discorso di insediamento, offrendo un dialogo senza precedenti, poi ha proseguito con le offerte diplomatiche nei discorsi sia in patria che all’estero durante visite in medio oriente e nord africa, senza purtroppo ottenere nulla di concreto.

GPC pensa che se il Presidente Obama terrà un altro discorso alla nazione sull’Iran, lo farà solo per annunciare l’inizio delle operazioni militari di una vasta coalizione contro il regime di Teheran.

24