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Forconi e voglia di rivolta. L’Italia si ferma?

Forconi e voglia di rivolta. L’Italia si ferma?

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Ormai mancano poche ore, dopodiché l’Italia si fermerà. O almeno questo è nelle intenzioni degli organizzatori dello sciopero generale di domani, 9 dicembre, ribattezzato “sciopero dei forconi”. Nella realtà dei fatti pare che già da questa sera, verso le 22, alcuni presidi entreranno in funzione in alcune città italiane. Cosa sappiamo di questo sciopero? Ne conosciamo le reali motivazioni e la reale portata?

A vedere la copertura mediatica fornita in questi giorni all’evento, non sembrerebbe preoccupare nessuno: ma proprio per questo, invece, la cosa sembra ancor più preoccupante. Cento le città italiane coinvolte, da Nord a Sud, con una tempistica che parla anche di una settimana intera di blocco totale (fino al 15 dicembre). C’è da crederci? Si vedrà, intanto lo Stato minaccia sospensioni, divieti ecc. ma gli organizzatori hanno risposto con un laconico, quanto esplicativo: “[…] siamo pronti a farci arrestare […]”.

Se il mainstream tace, non altrettanto il passaparola tra le persone: si stanno diffondendo notizie più o meno allarmanti che consigliano ai negozianti di chiudere i battenti domani, e alla popolazione di fare provviste alimentari e il pieno di benzina. Psicosi, guerra psicologica o reale possibilità di blocco totale?

Ma come si è giunti a tutto questo? Vale la pena ricordare che la mobilitazione del 9 dicembre era nata inizialmente come sciopero della categoria degli autotrasportatori. Tuttavia dopo un tavolo interfunzionale tra associazioni di categoria e il ministero dei trasporti la rottura è stata ricucita e gli autotrasportatori hanno ottenuto la proroga delle agevolazioni sulle accise per i carburanti.

La crisi sembrava fosse rientrata e invece, ad un certo punto, vi si è innestato un secondo ramo di proteste, quelle dei cosiddetti “forconi”. Annullato lo sciopero degli autotrasportatori, i “forconi” hanno sfruttato la medesima giornata per indire uno sciopero generale contro la situazione economica e sociale del nostro paese. Nelle intenzioni degli organizzatori questo sciopero, questa mobilitazione, deve partire dal basso ed infatti vi partecipano tutta una serie di movimenti più o meno legati al movimento dei “forconi”, più o meno “apartitici e apolitici”. Nella realtà dei fatti emerge una certa connotazione politica, ma di questo ne riparleremo a sciopero iniziato.

Se avete accesso a Facebook, non potrete non notare come in queste ore stiano circolando decine di volantini e locandine che incitano allo sciopero, alla serrata dei negozi, indicando anche le motivazioni. Allora il movimento e lo sciopero si scagliano contro: l’Europa, la mancanza di lavoro, la sovranità monetaria, la corruzione.

Seguiremo attentamente l’evoluzione di questo sciopero nei prossimi giorni. Concludiamo riportando che ci è giunta notizia di vere e proprie intimidazioni da parte di ignoti ai commercianti, affinché domani non aprano i negozi. Il clima sembrerebbe molto teso, dalla Sicilia a Torino.
Tuttavia in questi ultimi minuti il leader dei Forconi Siciliani, Ferro, ha dichiarato che in Sicilia non ci saranno blocchi della circolazione ma solo volantinaggi e manifestazioni autorizzate, vedremo.

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Econ1 Analista economico, si occupa principalmente di temi macroeconomici, Europa, Cina, Cinafrica. Economia dello sviluppo e temi di economia ambientale. Contattabile via mail (in calce).