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Il sovrano saudita : avremo armi atomiche un minuto dopo l’Iran

Il sovrano saudita : avremo armi atomiche un minuto dopo l’Iran

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Lo stallo riguardante il programma nucleare iraniano comincia ad evidenziare la concreta possibilità di una proliferazione di armi atomiche nella regione mediorientale. Da mesi si rincorrono voci di una notevole inquietudine in Arabia Saudita e nella monarchie sunnite del Golfo a causa del nuovo assetto geopolitico che un Iran potenza nucleare potrebbe determinare. Più i negoziati languono e più appare evidente la volontà del presidente Obama della pace, o per meglio dire della non guerra, ad ogni costo, più emerge evidente, palese al mondo intero la risposta rapida e simmetrica che il regno Saudita darà all’eventuale raggiungimento di capacita atomiche da parte di Tehran. Questa volta non parliamo di scenari ipotetici di analisti più o meno esperti, non ragioniamo sulle probabilità di una catena di eventi e neppure diamo spazio a voci di corridoio. Siamo qui a riportare il pensiero di uno degli uomini più potenti della regione del Golfo Persico, un uomo che può contare su un potere decisionale diretto e rapido, seppur nell’ambito di una corte complessa coma quella di Riad, parliamo del sovrano Wahabita Abdullah, Re dell’Arabia Saudita.

Abdullah ha sempre contato sull’appoggio indiscutibile degli Stati Uniti d’America per difendere il proprio stato dai nemici esterni e da quelli interni, così come era sicuro di avere una certa influenza nelle scelte che Washington effettuava nella regione. Negli ultimi tre anni molte certezze del sovrano non sono più così ferree, il nuovo corso del presidente Obama ha messo in dubbio lo storico ed incondizionato appoggio dell’America all’Arabia Saudita. Il capitolo Iran rappresenta il dossier più scottante ma non l’unico sul quale Washington e Riad sono in disaccordo sui mezzi utili a raggiungere i propri fini, in altri casi anche i fini delle due nazioni sono differenti..

In questo quadro di incertezza l’Arabia Saudita pensa come contrastare l’avanzata degli iraniani e il sovrano potrebbe essere giunto ad una decisione, che per quanto prevedibile, renderà una regione storicamente calda, lo scacchiere con la più alta densità di nazioni armate con armi atomiche. La decisione è quella di sviluppare un programma atomico parallelo a quello degli Iraniani, il che comporta anche lo sviluppo della tecnologia missilistica. Ma a questo punto il ritardo dei sauditi è rilevante e probabilmente l’unico mezzo per acquisire capacità nucleari e missilistiche in tempi rapidi sarà quello di rivolgersi al Pakistan subentrando agli americani nel ruolo di partner principale e ricevendo in cambio testate e vettori missilistici in attesa di recuperare lo svantaggio tecnologico accumulato in questi anni.

Ancora una volta si dimostra come una politica debole e senza chiari obiettivi da parte dell’amministrazione americana sta portando il medio oriente verso una corsa alle armi atomiche. L’Arabia Saudita infatti non sarà l’ultima tessera del domino nucleare, l’Egitto infatti che si ritiene, forse non più a ragione, la guida della regione , almeno in ambito mediterraneo, vedrebbe un’Arabia potenza nucleare come un concorrente nell’area e tornerebbe a sviluppare il programma nucleare che Sadat prima e Moubarak dopo avevano abbozzato e poi abbandonato dopo gli accordi di Camp David.

In questa ottica un giorno dopo la ripresa del programma nucleare egiziano un’altro paese della regione, che da sempre con l’Egitto si confronta per il mantenimento delle propria sfera di influenza, inizierebbe lo sviluppo di armi atomiche, sia per arginare l’influenza egiziana, sia per superare il complesso di inferiorità che sempre a causa delle armi atomiche vive quotidianamente con Israele. Parliamo della Turchia.

Un Iran dotato di armi atomiche sarebbe un evento destabilizzante per la più calda ed instabile regione del mondo, ed è per questo motivo che riteniamo un qualche tipo di intervento armato contro l’Iran come una possibilità concreta anche da parte degli Stati Uniti di Obama, il quale probabilmente dovrà scegliere tra due mali quello minore. Dovrà scegliere se iniziare il complicato conflitto oggi o rischiare una guerra nucleare regionale tra pochi anni.

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Comment(8)

  1. Vorrei fare i complimenti a chi ha scritto l’articolo e più in generale alla rivista stessa che ha colpito il succo delle tensioni attuali in Iran e che molti giornali non riescono mai a fare capire,detto questo il problema di una corsa all’arma atomica deve essere fermato a qualsiasi costo qualunque persona con un minimo di esperienza nel medioriente lo capirebbe ciò non toglie che il tempo del negoziato sia ancora aperto anche se io credo non ancora per molto.

  2. già si è permesso alla corea del nord il possesso dell’atomica si deve intervenire subito visto che la siria ha pure i suoi problemi e come nel 90 israele deve restarne ufficialmente fuori

    1. Esatto Giulio,ma in Iran il problema sarebbe amplificato con un medioriente in cambiamento l’alternativa non può essere una corsa all’arma nucleare e un iran atomico.E il problema non è tanto l fatto che l’Iran ha l’atomica ma come cambierebbero gli equilibri politici del medioriente e la sua stabilità che tutt’oggi è gia messa a dura prova.

  3. Mi associo ai complimenti per chi ha scritto l’articolo, per gli argomenti trattati e per tutto il sito, inappuntabile sotto ogni punto di vista.

  4. E’ un articolo che mi lascia sgomento, così come i commenti!
    Innanzitutto quest’analisi dà per scontato che l’Iran stia prendendo tutti per i fondelli e sta arricchendo uranio a scopi bellici, cosa che è palesemente falsa dato che Teheran sta arricchendo uranio ad una percentuale bassa non sufficiente per l’atomica, e questo non lo dico io e la Repubblica Islamica, bansì l’AIEA che è ormai in pianta stabile in Iran!!!

    In secondo luogo tutto questo finto buonismo (davvero molto ipocrita!) per bloccare la corsa alle testate atomiche è sterile…avete parlato di paesi, Arabia Saudita, Egitto, Turchia che potrebbero in futuro voler disporre di armamenti nucleari, ma avete volutamente omesso di parlare dell’unico paese della regione che GIA’ POSSIEDE tali armi e di certo non è un paese non belligerante…tutt’altro!!
    ISRAELE armato a più non posso dagli USA, con 300 (o forse più, dato che non le ammette) testate nucleari, che (a differenza dell’Iran) non ha MAI firmato i trattati di non proliferazione e, dulcis in dundo, ha sempre disatteeso le imposizioni delle numerose risoluzioni ONU di condanna per le sue infinite aggressioni ai palestinesi e non solo!!!
    Deluso e amareggiato per quest’articolo palesemente di parte!!

  5. Ringraziamo per i commetti ascoltiamo le critiche. GPC è un sito indipendente, ma le analisi conducono a riflessioni. Certo Israele è una potenza nucleare, l’unica della regione e in questo articolo non ne parliamo. Dedicheremo presto un articolo alla strategia difensiva di Israele, Stay Tuned.

  6. Nobody ognuno può avere la propria opinione però se tu paragoni la ledership iraniana a quella israeliana è fuori strada ,poi vorrei chiederle ma se non hanno nulla da nascondere gli iraniani perchè non danno la possibilità di ispezionare(TUTTI) i siti nucleari all’AIEA poi perchè costruire un sito nucleare sotto una montagna?forse lei non conosce il medioriente ma ha idea che rendere l’iran una potenza nucleare porterebbe il medioriente più vicino all’ala estremista del continente E forse ad una situazione di caos che a mio parere nessuno può permettersi

  7. inoltre dove c’è scritto che l’aiea è pianta stabile in Iran ?Ma ha idea di cosa succede in Iran ogni giorno ?(a cui si aggiungono tante cs che non sappiamo)lei sa che l’IRAN finanzia gruppi terroristici in Tutto il mondo compresi reggimi dittatoriali come Assad(e potrei andare avanti)questa volta paragonare ad una questione personale tra israele ed Iran ciò che succede in medioriente è sbagliato ma bensi tra l’onu e l’iran vedi risoluzioni che l’iran infrange da mesi(forse anni)poi sinceramente che serve arricchire l’uranio al 20 per cento ad un paese come l’iran quando potrebbe arricchirlo al 5% che gli eviterebbe lo scontro con gli usa guardì a mio modesto parere sotto cìè qualcosa di più grosso.

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