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L’attacco (im)Possibile all’Iran

L’attacco (im)Possibile all’Iran

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L’attacco militare nei confronti dell’Iran è stato definito in questi ultimi giorni da parte di organi di stampa, prevalentemente, americani, un attacco impossibile, ciò in base a diversi elementi che andremo ad analizzare.

Per prima cosa l’apparato bellico iraniamo sembra una ben organizzata macchina da guerra, capace di infliggere perdite considerevoli alle forze che intendessero attaccare l’Iran. Ha molto contribuito ad aumentare questa aura di potenza l’abbattimento, o quantomeno la cattura, del drone americano RQ-170 nella parte orientale della repubblica Islamica. Anche le recenti manovre navali denominate “Velayat 90” hanno diffuso nei media occidentali, facilmente impressionabili aggiungiamo noi, la sensazione che anche le forze navali dell’Iran siano un osso veramente duro.

Dopodichè sono giunte le dichiarazioni del capo di stato maggiore delle forze armate americane Gen. Martin Dempsey che più volte ha definito il possibile scontro con l’Iran un evento profondamente destabilizzante facendo passare il messaggio che gli Stati Uniti non sono così certi di avere la meglio su Tehran. Poi sono arrivate le dichiarazioni di alcune fonti del pentagono che hanno annunciato al mondo che nell’arsenale convenzionale degli Usa non esiste una bomba in grado di eliminare le installazioni fortificate del programma nucleare iraniano, neppure le ultime bunker buster da 15 tonnellate che andrebbero ulteriormente migliorate con una spesa di circa 87 milioni di dollari per 20 ordigni.

Infine i timori riguardanti la possibiltà di rappresaglie iraniane di diversa specie, dalla chiusura dello Stretto di Hormuz al bombardamento missilistico di Israele, dai possibili attentati delle forze Al-Quds in occidente alle rivolte delle popolazioni sciite in vari paesi del Golfo Persico.

Esistono invece elementi concreti per pensare che tutta questa serie di considerazioni comparse sui media occidentali sia un tentativo coordinato di “abbassare la temperatura” con l’Iran in vista di una sessione negoziale. Infatti se pur alcuni punti precedentemente riportati non si possano negare altri appaiono evidentemente sovrastimati se non addirittura ingigantiti oltre le loro reali proporzioni. Prendiamoli in esame uno per uno.

L’abbattimento, o la cattura, del famoso drone americano è stato un sicuro successo per l’Iran ma questo non puó permettere di affermare che la contraerea di Tehran sia in grado di contrastare efficacemente le forze aeree americane.

Le manovre militari della marina “Velayat 90” hanno messo in luce alcuni punti di forza come la componente subacquea e il naviglio leggero, tuttavia recenti analisi delle immagini presenti “Open Source” hanno messo in evidenza il fallimento di diversi missili superficie-superficie che erano apparsi essere la migliore arma nelle mani degli ammiragli di Tehran.

L’affermazione riguardante la scarsa efficacia,in teatro Iraniano, delle recenti Bunker Buster, sembra una notizia di scarso significato, utile a raccogliere qualche fondo extra per il dimagrito bilancio dell’aeronautica statunitense, piuttosto che una reale esigenza operativa; infatti vista la grande precisione di tali ordigni ( il CEP stimato è nell’ordine dei 2 metri, forse meno ) per aumentarne l’efficacia è sufficiente lanciarle in sequenza, prima la grande bomba da 15 tonnellate, poi alcune bunker Buster standard, come la GBU-28 da oltre due tonnellate, che dovrebbero confrontarsi con un bersaglio molto più “morbido”.

I timori riguardanti  le possibili rappresaglie sono fondati e non tutte le rappresaglie che l’Iran può mettere in campo sono evitabili, è difficilmente evitabile una chiusura per alcuni giorni dello Stretto di Hormuz, e sono difficilmente evitabili gli attentati contro interessi americani nel mondo. Anche i bombardamenti del suolo israeliano e arabo non sono evitabili completamente, molta della loro entità dipenderà dalle capacità e dalla risolutezza delle aviazioni impegnate nei primi giorni di raid.

Quindi alla fine di questo nostro articolo possiamo cambiare il titolo di questo pezzo:

L’attacco (im)Possibile all’Iran

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