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Lituania, la forza di reazione rapida in stato di massima allerta

Lituania, la forza di reazione rapida in stato di massima allerta

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Il ministero della difesa della Lituania ha posto in stato di massima allerta la forza di reazione rapida della Repubblica Baltica. Il governo di Vilnius, valutato l’aumento della presenza militare russa ai confini della nazione e l’aumentata attività di forze di terra, aria e marina della Federazione Russa ha deciso, prima volta dalla nascita della Repubblica di ordinare, al di fuori di una esercitazione, la messa in allarme di un reparto delle forze di terra.
Non abbiamo informazioni precise riguardanti l’entità del dispositivo militare della Federazione Russa presente ai confini della Lituania, ma non abbiamo al momento motivo di ritenere che possa innescarsi un confronto militare tra Federazione Russa e Lituania.
In questo momento la forza di reazione rapida della Lituania non è comunque dispiegata sul terreno, ma staziona ancora all’interno delle caserme dove abitualmente i militari soggiornano. Sono però state revocate tutte le licenze e i soldati sono stati invitati a preparare il proprio equipaggiamento, sia a livello individuale che di reparto.
Siamo dell’opinione che questa mossa del governo lettone sia più “politica” che militare e sta a significare che la Repubblica Baltica è pronta a reagire con tutta la forza disponibile ad una qualsiasi ingerenza straniera sul proprio territorio.
Non si registrano prese di posizione da parte della Federazione Russa, così come non si registrano dichiarazioni dell’Alleanza Atlantica. La notizia della messa in stato di allarme della Forza di Reazione Rapida lituana è stata data per prima da un network lituano e poi rilanciato dell’agenzia TASS prima di essere poi ulteriormente rilanciato da numerosi account sui Social media.
Ricordiamo che la Lituania diventerà entro pochi mesi un importante Hub per la commercializzazione del Gas Naturale Liquefatto (LNG), che verrà importato nel paese grazie ad un nuovo terminal gasifero, e relativo rigassificatore, costruito sulla coste della Repubblica. Rigassificatore che a regime sarà in grado di soddisfare il 60% della richiesta di gas da parte delle repubbliche baltiche, elemento che ridurrà in maniera significativa la dipendenza di Lituania, Estonia e Lettonia dal gas importato dalla Federazione Russa.
La Forza di Reazione Rapida della Lituania conta 2500 effettivi.

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Comment(25)

  1. Io sono dell’idea che inserire nella NATO le repubbliche baltiche sia stato un errore colossale.
    A livello strategico, per i territori vicini alla Russia, è una buona mossa ma io le ritengo repubbliche isteriche e instabili mentalmente.

    E’ ovvio che la Russia non farà una mosso contro di loro in quanto facenti parte anche della NATO.

    Anzi, se la Russia muove le truppe nel suo territorio un po’ qua ed un po’ la lo fa apposta per stuzzicare gli isterismi di tali repubbliche.

    Una cosa non mi torna: la Lituania confina solo con il distretto di Kaliningrad.
    Lettonia ed Estonia confinano con la Russia vera e propria. I problemi al confine li hanno i lituani?

    1. Penso che a Kalingrad ci sia un concentrazione di truppe russe facilmente visibile. rispetto alla linea di confine delle altre repubbliche baltiche.
      Aldilà di questo, quando l’URSS è implosa, non capisco perchè la Russia abbia mantenuto il possesso su Kalingrad quando è nelle sue disponibilità San Pietroburgo.

      1. e chi avrebbe dovuto chiederne l’indipendenza?
        i konisberghiani sepolti in siberia?

        cmq non ho capito il nesso con san pietroburgo

        1. Come hai sotteso, Kaliningrad è stato strappato ai tedeschi durante la WW2 con annessa deportazione? E quando è implosa l’URSS, Kaliningrad apperteneva alla Lituania? Visto che il Putin si riempie sempre la bocca di giustizia storia per quanto riguarda la Crimea, se dovessimo adottare lo stesso principio allo Kaliningrad o meglio dire Konigsberg è territorio tedesco. Per quanto riguarda San Pietroburgo, poichè rappresenta comunque un porto Russo, se Kaliningrad fosse diventata tedesca o lituana, la Russia avrebbero comuque mantenuto lo sbocco sul mar Baltico

          1. a parte che quel territorio e la lituania centrano meno dei cavoli a merenda, se putin improvvisamente decidesse di renderlo alla germania sarebbe probabilmente la volta buona quelli che amano talmente la germania da volerne due, quelli che “we beat them twice”, ed ora pure gli antiausterity ci scatenano la terza guerra civile europea in un secolo

            per fortuna che san pietroburgo, come porto militare, conta quanto salò

  2. Chiara e lampante provcazione nei confronti della Russia…intelligenti questi baltici a usufruire dello shale gas americano….ce lo sapremo ridire fra qualche anno…..quando saranno in deficit le loro economie basate sul nulla…..

    1. Stiamo parlando di una forza di 2.500 uomini in totale. Come può definirsi “lampante provocazione” una tale forza, quando a pochi kilometri dal confine Lituano, la Russia ha piazzato i suoi Iskander?

  3. beh….un conto è avere disponibilità di missili tattici (quali che sono gli Iskander) e un altro è porre in stato di massima allerta unità militari per non si sa quale motivo…se non per provocare reazioni diciamo cosi “fuori dalle righe” di Mosca…..

    1. Sono mesi che la Russia ha le proprie truppe di qualsiasi versante in stato di prontezza e le utilizza per le esercitazioni più varie, come sono mesi che effettua esercitazioni di lanci di missili balistici nucleari e chiami provocazioni appena 2500 uomini? Inoltre attorno agli Iskander di Kalingrad ci sono migliaia di truppe russe. Per non parlare dei continui voli di aerei militari russi, con partenza anche da Kalingrad, con i trasponder spenti determinando un grave pericolo all’aviazione civile.

  4. Inserire nella NATO i paesi baltici è stato un grave errore. Sono nazioni che dovevano essere “finlandizzate”. Militarmente sono indifendibili, salvo scatenare una guerra atomica, al termine della quale anche loro sarebbero distrutte. Ne’ sono in grado di difendersi da sole! Tanto che non riescono neppure ad acquistare una dozzina di moderni caccia per controllare i propri cieli.

    1. Da quello che ho letto io (Creveld, Hart e Bing West su tutti), direi il contrario.
      Le Repubbliche Baltiche hanno, strategicamente parlando, una serie indiscutibile di vantaggi che compensano gli svantaggi.
      Senza entrare nei dettagli dell’armamentario militare e della logistica, dal punto di vista territoriale rappresentano un potenziale investimento.
      La striscia di mare più ampia che le bagna offre il versante a soli territori alleati – o, comunque, potenzialmente ostili a Mosca come la Finlandia e la Svezia, la cui neutralità è soltanto formale.
      La loro presenza a nord, ora che l’Ucraina sostiene ufficialmente una posizione antirussa, consente di contenere la Bielorussia, l’unico alleato rimasto alla Russia in tutta l’Europa orientale (la Transnistria neppure può essere presa in considerazione) entro ben tre confini ostili su quattro.
      Quindi, le Repubbliche Baltiche garantirebbero il vantaggio dell’accerchiamento e del contenimento.
      Poco importa che non siano economicamente in grado di sostenere uno sforzo bellico, perché la NATO non ha problemi di armamenti, quanto di posizionamento.

      L’opzione nucleare, come sosteneva Herman Khan, è al di là della follia. Il russo Piontkovsky sostiene che Putin potrebbe, eventualmente, decidere per un attacco nucleare tattico limitato al fine di scompaginare la NATO, colpendo le Repubbliche Baltiche per dimostrare come, a scapito dell’art. 5 (mai applicato, ricordiamolo), nessuno muoverò un dito per Vilnius, Riga o Tallin.

      Credo che neppure una persona tutt’altro che sotto controllo come Putin potrebbe mai ardire a tanto, per una semplice questione di imprevedibilità della reazione degli avversari: un attacco nucleare in Europa porrebbe contro la Russia non solo i paesi NATO, ma tutto il mondo a loro non ostile: quanti attacchi riuscirebbe a portare a compimento la Russia prima che i suoi unici centri di potere politico, economico e sociale, Mosca e San Pietroburgo, vengano spazzati via?

      1. Non capisco perchè Putin dovrebbe ricorrere all’arma nucleare contro eserciti che non riescono a vincere nessuna delle guerre che dal 1945 ad oggi hanno intrapreso.

  5. Infatti, Piontkovsky ritiene che, nell’eventualità peggiore, l’opzione nucleare del Cremlino verrebbe perseguita con armi tattiche, non strategiche.
    Lo scenario ipotizzato dallo stratega è che Mosca possa lanciare un attacco nucleare a sorpresa tramite le TNW, spazzando via le forze convenzionali e contamiando il campo di battaglia al solo scopo di dimostare come la NATO non accetterebbe di partecipare all’esclation, dimostrando de facto come l’art. 5 sia una farsa e frantumando la credibilità dell’alleanza in seno all’alleanza stessa.

    Dal punto di vista strettamente teorico, si tratterebbe del rivelare la presenza d’una falla nella teoria della “mutual assured destuction” di Herman Khan: se l’opzione nucleare non rappresentasse più la sconfitta reciproca in funzione dell’escalation che il suo uso provocherebbe (toccando il limite superiore della sacrificabilità), ma soltanto uno dei tanti mezzi con cui condurre una guerra e bilanciare costi e benefici, la Russia avrebbe soltanto da che guadagnarci da un uso uso a sopresa.
    Dico “in teoria” perché, come scrivevo poc’anzi, le reazioni possono essere del tutto impreviste, in funzione tanto dell’enorme quantità di variabili in gioco, che di quel livello di segretezza che circonda i massimi livelli di comando di cui il resto del mondo, come il medesimo analista russo di cui sopra, può solo speculare.

    1. Mi sembra una teoria che non sta nè in terra nè in cielo. Se ci fosse un utilizzo di armi tattiche nucleari da parte Russa, anche la Nato ne utilizzerebbe per il semplice presupposto che, senza un intervento immediato, puntuale e simmetrico, la Russia inizierebbe ad utilizzare tali armi un pò ovunque le farebbe comodo.
      Inoltre non dimetichiamoci le refluenze in termini deriva della nube nucleare che ne deriverebbe, andando ad influenzare tutti gli stati prossimi all’utilizzo dell’arma tattica. Pensate che la Germania, la Francia o l’Inghilterra starebbero lì a guardare? Quindi inizierebbe un effetto domino.

      1. La Germania non possiede armi nucleari proprie.
        Come l’Italia possiede B61 da utilizzarsi solo sotto ordine statunitense ed immagazzinate in basi NATO.

      2. Forse non sono stato capace di riportare le parole di Piontkovsky limpidamente… l’ipotesi di questo stratega, per sommi capi, si basa su tre principi:

        a) La teoria della “mutual…” di Herman Khan è fallace, perché l’escalation non è assicurata in caso di uso di armi tattiche limitate al campo di battaglia.

        b) La difesa reciproca sancita dll’art. 5 della carta dell’Alleanza non verrà messa in atto.

        c) Lo scopo della Russia nell’attaccare i paesi baltici con una guerra ibrida non sarà quello di conquistarle, ma solo di scompaginare la NATO.

  6. Putin forse è uno dei pochi ad avere ancora il senso della ragione ed a saper mantenere il controllo.
    Solo che noi oramai siamo accecati dai metodi subdoli e di finanza dei nostri nuovi governi e non comprendiamo o troviamo folle i metodi più tradizionali utilizzati da Putin per salvaguardare la sovranità del suo Paese.
    Da noi sembran santi e poi senti che sotto sotto, sfruttando la finanza, stanno facendo già la terza guerra mondiale.
    Putin è più tradizionalista nei metodi avendo un potente esercito mentre la Cina, avendo una mega economia, gioca nuovamente sul campo della finanza.

    Utilizzo di armi nucleari? Naaa. Non sarà la Russia ad utilizzarle a meno di non subire un invasione. Ma credo proprio che sarà l’ultima spiaggia per tutti in quanto nessuno garantisce che non possa succedere una escalation che porti al lancio di armi strategiche.

    Come scrissi anche su un’altro sito, nessuno ha interesse ad arrivare ad una guerra nucleare. C’è chi ha tirato in ballo anche i pazzoidi che comandano il mondo come Soros o Rothschild ma è ovvio che loro, ricchi come sono, hanno già paura di prendere un raffreddore e non potersi godere i propri soldi.
    Inoltre se avvenisse un olocausto nucleare sarebbero disposti a passare 20 anni della loro vita chiusi in un bunker sotterraneo? Inoltre, abituati al potere come sono, sarebbero felici di rimettere la testa fuori e non avere nessuno su cui comandare?

    Quindi credo proprio che nessuno sarebbe interessato ad un conflitto atomico fin tanto che sarà GARANTITA la mutua distruzione.
    Infatti il pericolo non è nell’arma atomica, che per quanto assurdo è ciò che ha evitato i conflitti mondiali dal ’45 in poi, ma è la ricerca continua di un sistema che rompa l’equilibrio. Solo a quel punto uno Stato si sentirà giustificato all’utilizzo dell’arma nucleare per i propri biechi interessi (che sia la Russia che siano gli USA).

    1. infatti sarebbe il caso di mettere da parte il pacifismo idiota e porsi la domanda:

      continuando sulla via del disarmo il pugno di atomiche che restano quale livello di mad sono in grado di garantire?

      1. Il disarmo è sempre stato ed è solo una scusa per farsi belli smantellando tecnologie obsolete.
        Nel pieno boom delle armi nucleari, USA e URSS avevano un tale numero di ordigni da non poterli nemmeno mantenere in piena efficienza.

        Diciamo che sterminare la vita dal mondo più di una volta diventa inutile… quindi il disarmo sarà giusto al limite per non perdere il potere di deterrenza totale.
        Piuttosto il problema sono i sistemi antimissile. Solo loro possono spostare l’ago della bilancia. Ecco perchè la Russia si sta’ muovendo nella direzione di un arsenale ICBM di ultima generazione, anche a costo di ridurre le unità (che comunque rimangono le più numerose al mondo).

        Ammesso poi che tutte le cifre che ci propinano siano reali. Io dubito che la Cina si sia fermata ad un numero di atomiche quanto quello dichiarato (mi sembra attorno alle 250 testate e non ricordo se solo strategiche o totali).

        1. grazie, ma la più obsoleta delle tecnologie, una lama, continua ad uccidere più delle più ipertecnologiche bombe nucleari su aerei stealth, e non serve neppure “mantenere in piena efficienza”, il bello delle bombe atomiche è che praticamente non serve neanche mirare, con la diffusione delle auto le città sono diventate talmente gigantesche che anche le v1 andrebbero bene per colpirle, altro che preoccuparsi di dieci metri più o meno di cet dell’ultimo modello di missile

          e da de gaulle, che si accontentava di atomiche per poter minacciare 80 milioni di sovietici, sfidandoli a trovarne 800 di francesi da colpire con le loro, alla manciata di oggi…poi certo che ci si preoccupa delle difese missilistiche, quando erano 100000 si potevano lasciarne intercettare anche il 90% e non sarebbe cambiato praticamente nulla, ora che sono centinaia anche riuscire a bloccarne solo la metà cambia tutto

          e cambia il peso del paesino sottosviluppato che però riesce a farne una dozzina, pensiamo alla differenza fra sudafrica e corea del nord, ma ancor di più dell’organizzazione, non necessariamente statale, che riesce a mettere le mani anche su una sola

  7. Non vedo come Putin debba temere eserciti, come si scriveva sopra, che le hanno sistematicamente prese, negli ultimi settant’anni. Inoltre, anche se non credo alla guerra nucleare, le repubbliche baltiche, instabili e isteriche, sono sfruttate dalla NATO e dai quasi falliti americani come si fa con gli utili idioti. Come si sta facendo con l’Ucraina. Altro che articolo 5, sarebbero abbandonate al loro destino…

  8. Secondo me ci dovremmo chiedere se questo clima di tensione serve a Mosca.

    A mio parere Mosca danneggia solo se stessa inducendo il mondo civile ad interrogarsi su quali prospettive possa avere uno stato che abbandona la concordia con le altre nazioni e la legalita’ internazionale.

    Gli accordi si stringono in base alla credibilita’ e alla fiducia.
    Ora, a parte una presunta paura e timore reverenziale di tutti (di tutti dico …) nei confronti di un singolo stato cosa rimane alla Russia?

    Io dico bene poco.

    Non e’ per caso che il gruppo dirigente russo cerca crisi esterne per nascondere la propria debolezza?

    Alessandro.

    1. Il “mondo civile” immagino si riduca a Washington con i suoi vassali europei e del Pacifico. Ma un nuovo secolo sta nascendo sulle ceneri di quello “americano”, ed è quello dei BRICS. E’ un passaggio doloroso, pieno di rischi, ma è l’unica speranza per l’umanità di sfuggire al “fascismo verde” e all’austerità delle elite angloamericane. Forse non vedrà mai la luce perchè la NATO avrà scatenato la guerra termonucleare, ma la Storia non si ferma e vai nella direzione delle moltitudini e non delle elite psicopatiche.

      1. In qualsiasi modo si voglia chiamare “mondo civile”, che sia USA, vassalli europei o del Pacifico, EU, AntiAssad, NATO, ONU, BRICS, Unione Euroasiatica, sono tutti accomunati dal potere e dai soldi.
        Quindi se si ritiene che un nuovo secolo stia nascendo con i BRICS, si commette un errore di valutazione. Nessuna dele entità da me citate sono nate senza che altri ne abbiano subito le conseguenze negative. Questi sono i sistemi che abbiamo e meglio li conosciamo e minori saranno le conseguenze.

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