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Presto l’ Irak potrà difendere il proprio spazio aereo

Presto l’ Irak potrà difendere il proprio spazio aereo

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Da sempre l’ Irak è un paese strategico per gli equilibri in medio oriente e lo è anche oggi dopo aver subito una decade di guerra dopo la caduta del Rais locale Saddam Hussein.
L’irak in passato ha rivestito diversi ruoli, a volte alleato degli occidentali e dell emonarchie sunnite in chiave anti iraniana poi nemico pubblico n.1 degli Stati Uniti e dell’occidente in generale. Oggi l’ Irak ed in particolare il cielo al di sopra del paese tra i due fiumi e strategicamente fondamentale. Lo è perche oggi i cieli dell’ Irak sono una vera e propria autostrada senza regole per qualunque forza aerea straniera abbia intenzione di usarli per i propri scopi contingenti. Dalla caduta del regime di Saddam l’ Irak non dispone più ne di una forza aerea ne di sistemi di difesa aerea terresti. Stante così le cose se, per puro esercizio accademico, immaginassimo un attacco israeliano all’ Iran, i cieli dell’ Irak vedrebbero un gran traffico di aerei con la stella di Davide senza che, anche avendole la volontà, gli iracheni possano fare alcunchè per fermarli.
Ma la situazione non rimmarrà così ancora a lungo. L’aeronautica dell’ Irak riceverà entro la fine del 2013 il primo squadrone di F 16 di origine americana ricostituendo il nucleo, seppur ancora largamente insufficiente per le esigenze operative di un così vasto paese, della rinata forza aerea dell’ Irak. Ma esiste una scadenza ancora più prossima che riguarda la ricostituzione del sistema di difesa aereo terrestre dell’ Irak. E in questa vicenda saranno protagonisti i Russi che fornirano a Baghdad attrezzature radar sistemi missilistici ed assistenza tecnica già a partire dalla tarda primavere del 2013 con un contratto che supererà i due miliardi di dollari.
Alla luce di questi fatti possiamo affermare che l’autostrada irachena che conduce da Tehran a Tel Aviv presto non sarà più percorribile liberamente e in tutta sicurezza dalle decine di aerei che potrebbero partire da Israele per fermare le mire nucleari degli Ayatollah iraniani.

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