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Scacchi Cinesi

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Sono finiti i tempi in cui la Cina si isolava dal mondo esterno  ora la Cina, vera protagonista della politica internazionale di questi ultimi anni, sta emergendo sempre più come potenza mondiale non solo economica. In ogni problema o contenzioso internazionale la nazione cinese risulta in qualche modo coinvolta. E questo avviene in maniera sistematica in tutti i continenti, in Asia, in Africa, in Oceania, nelle Americhe e in Europa.

Nelle ultime settimane la Cina è stata coinvolta in dispute territoriali con tutti i suoi vicini asiatici, Giappone e Filippine compresi, ha bloccato insieme alla Russia ogni iniziativa concreta per la soluzione del problema siriano, ha acquistato buona parte del petrolio iraniano bloccato dalle sanzioni occidentali, rendendole di fatto inutili, sta svolgendo un ruolo primario in tutte le situazioni di conflitto nel continente africano, riuscendo ad accaparrarsi concessioni minerarie e petrolifere, fornisce supporto diplomatico economico e militare alla Corea del Nord sia per lo sviluppo delle capacità balistiche sia della difesa aerea.

Iniziamo dalla Corea del Nord : pochi giorni fa la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico, esploso in volo 70 secondi dopo il decollo. Pochi giorni dopo in una parata solenne a Pyongyang, in chiusura della parata stessa, è stato mostrato un missile balistico e gittata intermedia in grado di viaggiare per oltre 3000 chilometri, montato su un mezzo semovente a 16 ruote motrici, il mezzo riferiscono fonti americane, è di produzione cinese e il fatto che sia stato messo nelle disponibilità della Corea del Nord ha profondamente colpito gli analisti americani.

Nelle stesse ore del lancio nord coreano si è sfiorato lo scontro armato tra alcune unità di superficie della marina delle Filippine e della marina della Repubblica Popolare Cinese. Vediamo i fatti. Due pescherecci cinesi stavano operando in una baia di un piccolo gruppo di isolotti contesi tre i cinesi e i filippini, una unità della marina filippina li ha bloccati all’interno di tale baia, nel giro di due ore tre unità combattenti della marina cinese hanno a loro volta bloccato l’unità della marina filippina, una situazione mai vista nell’area. Episodi simili possono ripetersi senza preavviso ogni giorno, non solo con le Filippine ma anche con il Vietnam e il Giappone, che condividono coni cinesi numerose dispute territoriali marine. Dispute che rappresentano futuri diritti di sfruttamento per le risorse naturali sottostanti i fondali in oggetto.

Senza precedenti sono anche le manovre navali in corso da ieri e per sei giorni nel mar Giallo. Manovre aeronavali che vedono per la prima volta impegnati insieme e su larga scala sedici vascelli, numerosi aerei cinesi e sette navi russe in quello che appare un fronte comune contro l’espansione delle operazioni americane nell’area pacifica. Gli stati Uniti sotto la direzione del presidente Obama hanno individuato l’aera pacifica come il centro degli interessi americani al di fuori dei confini nazionali e stanno di conseguenza aumentando la loro presenza nell’area, anche con accordi di cooperazione militare con il Giappone, l’Australia, le Filippine e il Vietnam.

La Cina sta nei fatti usando, in modo elegante, due pesi e due misure. Difende gli alleati sfruttando il diritto internazionale in sede di Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, contemporaneamente fornisce assistenza incondizionata e a volte minaccia i vicini con un proprio intervento armato come nel caso della crisi con i filippini. Una nazione è uscita dal proprio isolamento e sta cercando di aumentare la sua influenza su tutto il globo, a spese degli Stat iUniti d’ America e della vecchia Europa.

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  1. Il pragmatismo cinese è stata piú volte dimostrato nel fornire un esplicito appoggio sia ad Assad, grazie al potere di veto di cui dispone la Cina nel CdS, permettendo la prosecuzione dei massacri civili, sia al dittatore iraniano, che rappresenta una non remota minaccia agli equilibri del Medio-Oriente, in totale disprezzo di quelli che sono i principi fondamentali del diritto internazionale. Tuttavia, a mio avviso, il machiavellismo cinese potrebbe dimostrarsi utile nel creare una piú solida convivenza tra gli Stati africani e garantire un benessere maggiore delle popolazioni locali: se prendiamo in considerazione il tragico conflitto che sta imperversando sul confine del Sudan settentrionale e meridionale, la Cina, che possiede grandi interessi per lo sfruttamento delle risorse petrolifere locali, potrebbe svolgere un ruolo di mediazione tra i due Paesi, convincendoli a deporre le armi. Inoltre poichè diverse aziende cinesi agro-alimentari e produttrici di altri indispensabili beni di consumo sono state costituite su buona parte del continente, la Cina avrà a cuore che i governi locali garantiscano una buona amministrazione del territorio, pena la delocalizzazione delle aziende con conseguenti difficoltà socio-economiche di quei Paesi.

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