<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Analisi macroeconomica | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
	<atom:link href="https://www.geopoliticalcenter.com/category/macroeconomia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.geopoliticalcenter.com</link>
	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Feb 2025 08:07:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.4</generator>
	<item>
		<title>Evo 2: Una Rivoluzione nell&#8217;Intelligenza Artificiale per la Biologia Sintetica</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/evo-2-una-rivoluzione-nellintelligenza-artificiale-per-la-biologia-sintetica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=evo-2-una-rivoluzione-nellintelligenza-artificiale-per-la-biologia-sintetica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 08:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi macroeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.geopoliticalcenter.com/?p=48105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un nuovo capitolo nella biologia computazionale si è aperto con l&#8217;annuncio di Evo 2, un modello di intelligenza artificiale sviluppato congiuntamente dall&#8217;Arc Institute e da NVIDIA. Presentato il 19 febbraio 2025, Evo 2 rappresenta un balzo avanti nella comprensione e nella manipolazione del codice genetico, con potenzialità transformative per la medicina, l&#8217;agricoltura e la bioingegneria. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/evo-2-una-rivoluzione-nellintelligenza-artificiale-per-la-biologia-sintetica/">Evo 2: Una Rivoluzione nell’Intelligenza Artificiale per la Biologia Sintetica</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: revert;">Un nuovo capitolo nella biologia computazionale si è aperto con l&#8217;annuncio di Evo 2, un modello di intelligenza artificiale sviluppato congiuntamente dall&#8217;Arc Institute e da NVIDIA. Presentato il 19 febbraio 2025, Evo 2 rappresenta un balzo avanti nella comprensione e nella manipolazione del codice genetico, con potenzialità transformative per la medicina, l&#8217;agricoltura e la bioingegneria.</span></p>
<p>Il modello è stato addestrato su un&#8217;enorme quantità di dati: 9,3 trilioni di coppie di basi di DNA, raccolte da oltre 128.000 specie che coprono tutti i domini della vita, dai batteri agli esseri umani. Questa vastità di informazioni consente a Evo 2 non solo di analizzare i genomi esistenti, ma anche di progettare sequenze di DNA sintetiche da zero, come cromosomi di lievito o genomi batterici minimi. Un aspetto particolarmente impressionante è la sua capacità di predire mutazioni responsabili di malattie, anche in regioni non codificanti del DNA, aprendo la strada a progressi nella medicina di precisione.</p>
<p>Un elemento chiave di questa innovazione è la sua natura open-source. Evo 2 è stato rilasciato con i parametri del modello, il codice di addestramento, il codice di inferenza e l&#8217;ampio dataset OpenGenome2, rendendo accessibili a ricercatori di tutto il mondo gli strumenti per progettare genomi. Questo approccio potrebbe abbattere barriere nell&#8217;innovazione biotecnologica, favorendo lo sviluppo di nuove terapie geniche, organismi ottimizzati per l&#8217;agricoltura o persino forme di vita sintetiche.</p>
<p>Il progetto si inserisce nel contesto di una rapida evoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale applicata alla biologia, seguendo le orme di modelli come AlphaFold, ma spingendosi oltre verso la progettazione generativa. Tuttavia, questa potenza porta con sé interrogativi etici e di sicurezza: la possibilità di &#8220;ricrivere il codice della vita&#8221; solleva preoccupazioni su potenziali abusi, come la creazione di organismi pericolosi o l&#8217;impatto ecologico non previsto.</p>
<p>In sintesi, Evo 2 segna l&#8217;inizio di un&#8217;era in cui la biologia diventa sempre più una disciplina computazionale, con implicazioni profonde per la salute umana e l&#8217;ambiente. Sebbene le sue potenzialità siano enormi, il suo sviluppo responsabile sarà cruciale per massimizzarne i benefici e minimizzarne i rischi.</p>
<p>Approfondimenti<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>1- https://x.com/nvidiahealth/status/1892269481642090928?s=46</p>
<p>2- https://x.com/kimmonismus/status/1892324279091450094?s=46</p>
<p>3- https://x.com/stanfordhai/status/1892365090411991165?s=46</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/evo-2-una-rivoluzione-nellintelligenza-artificiale-per-la-biologia-sintetica/">Evo 2: Una Rivoluzione nell’Intelligenza Artificiale per la Biologia Sintetica</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disoccupazione austera</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/disoccupazione-austera/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=disoccupazione-austera</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 07:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi macroeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Austerity]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.geopoliticalcenter.com/?p=8682</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra i tanti indicatori macro economici che per motivi professionali teniamo costantemente sotto controllo, ce n&#8217;è uno particolarmente importante: la disoccupazione giovanile. Da un punto di vista economico ha una serie di implicazioni che il lettore già conosce. Ci permettiamo, a latere, di connotare questo parametro come particolarmente fastidioso perchè, al di là dei meri [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/disoccupazione-austera/">Disoccupazione austera</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i tanti indicatori macro economici che per motivi professionali teniamo costantemente sotto controllo, ce n&#8217;è uno particolarmente importante: la disoccupazione giovanile. Da un punto di vista economico ha una serie di implicazioni che il lettore già conosce. Ci permettiamo, a latere, di connotare questo parametro come particolarmente fastidioso perchè, al di là dei meri ragionamenti tecnici, stiamo parlando del futuro dei vostri e nostri figli e più in generale del futuro della Nazione stessa. La disoccupazione giovanile è un macigno mortale che soffoca le nuove generazioni e questo accade, in linea di massima, per rigidità ed errori che ereditano dal passato.</p>
<p>E allora fanno impressione i dati relativi alla disoccupazione giovanile che ovunque era in calo e, in ogni caso, molto vicina al 20% fino al 2008 anno in cui avvenne l&#8217;ormai tristemente noto tracollo di Lehman. Da quel momento in poi, in ogni angolo d&#8217;Europa (Germania esclusa), la disoccupazione giovanile si è impennata in modo catastrofico, più che raddoppiando in alcuni casi. I casi emblematici sono quelli di Grecia (<strong>59,4%</strong>) e Spagna (<strong>55,5%</strong>) (sì avete letto bene, in Grecia ci stiamo avviando ad avere 2 ragazzi su 3 senza lavoro, ndr). In questo contesto nemmeno l&#8217;Italia si salva: certo, siamo diverse lunghezze dietro le catastrofiche situazioni greche e spagnole, ma nel mese di gennaio 2013 è avvenuto un fatto singolare. La disoccupazione giovanile italiana ha superato (di un soffio) quella portoghese. I nostri giovani disoccupati sono giunti al <strong>38,7%</strong> mentre i vicini portoghesi sono al <strong>38,6%</strong>. Inezie, in quadro fosco.</p>
<p><figure id="attachment_8684" aria-describedby="caption-attachment-8684" style="width: 687px" class="wp-caption aligncenter"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/grafico_1-3.png" class="thickbox no_icon" title="Disoccupazione giovanile in Italia"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8684" title="Disoccupazione giovanile in Italia" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/grafico_1-3.png" alt="Disoccupazione giovanile in Italia" width="687" height="373" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/grafico_1-3.png 687w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/grafico_1-3-300x162.png 300w" sizes="(max-width: 687px) 100vw, 687px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8684" class="wp-caption-text">Disoccupazione giovanile in Italia &#8211; Elaborazione a cura di GeoPoliticalCenter, fonte dei dati Eurostat</figcaption></figure></p>
<p>Tuttavia alcuni analisti stanno alzando il livello di allarme per due motivi:</p>
<ol>
<li>Il livello odierno di disoccupazione giovanile italiana è pari a quello greco di due anni fa</li>
<li>L&#8217;outlook sull&#8217;Italia permane negativo</li>
</ol>
<p>Gli analisti di GeoPoliticalCenter, tuttavia, esprimono cautela. Innanzitutto permane l&#8217;errato confronto diretto tra Italia e Grecia: i paesi sono estremamente diversi, a maggior ragione se si confronta il mercato del lavoro. Bisogna aggiungere a questo, che l&#8217;outlook sull&#8217;Italia è ad oggi negativo ma è principalmente basato su prospettive politiche che possano garantire o meno la stabilità di governo. Non siamo di certo noi a dire che la stabilità non sia importante, tutt&#8217;altro. Quello che però ci sembra essere (volutamente) messo in secondo piano è l&#8217;austerity.</p>
<p>Un anno fa, quando per vari motivi sicuramente politici ed economici, si diffuse la vulgata dell&#8217;austerity come mezzo salvifico, venne inseguita e (quasi) raggiunta. Allora, sulla carta sembrava tutto molto funzionale e funzionante. Ma già nel corso del 2012, in tutta Europa e in particolar modo in Italia, si cominciavano a intravvedere i primi riflessi negativi. Oggi possiamo dire, senza tema di smentita, che l&#8217;effetto collaterale più pesante lo si sta registrando proprio a livello di disoccupazione e di disoccupazione giovanile in particolare. Le soluzioni cercate sono quantomeno fantasiose (e ampiamente criticate da molti economisti). Non è in questo articolo che si vuole fare un approfondimento in merito, tuttavia si cerca di fluidificare l&#8217;accesso al mondo del lavoro con un mix di misure che colpiscono da un lato diritti dell&#8217;entrante e di chi è già entrato, ma non si intacca in alcun modo la fiscalità sul lavoro, vero freno allo sviluppo.</p>
<p>Per quanto la nostra voce sia una piccola voce, ci uniamo al coro di chi sostiene che l&#8217;austerity sia una strada di responsabilità e di buona conduzione dell&#8217;economia nazionale. Tuttavia questo approccio funziona ed esprime le proprie potenzialità durante cicli economici espansivi o moderatamente in contrazione. Durante cicli economici di depressione o stagnazione, applicare l&#8217;austerity in modo automatico, non fa altro che moltiplicare i problemi: li stiamo semplicemente spostando in modo poco controllabile dal comparto finanziario a quello economico reale.</p>
<p>Non è un caso se l&#8217;unica nazione a trarre nuovamente e ulteriormente vantaggio da questa situazione sia proprio la Germania che è stata virtuosa già al di fuori di questo ciclo economico congiunturale. La stessa austerity applicata adesso in itinere alle altre nazioni ha avuto risultati diametralmente opposti.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/disoccupazione-austera/">Disoccupazione austera</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno sguardo a Oriente</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/uno-sguardo-a-oriente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uno-sguardo-a-oriente</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 19:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi macroeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Macroeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.geopoliticalcenter.com/?p=5937</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questi roventi giorni a cavallo tra luglio e agosto sono state pubblicate numerose statistiche sui principali indicatori macroeconomici di mezzo mondo. Mentre l’Europa annaspa senza requie nella palude dell’incapacità decisionale, cosa succede agli altri player mondiali? Oggi guardiamo a Oriente e per l’esattezza analizziamo alcuni indicatori dell’economia cinese. Il 2012 ha segnato una discesa [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/uno-sguardo-a-oriente/">Uno sguardo a Oriente</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi roventi giorni a cavallo tra luglio e agosto sono state pubblicate numerose statistiche sui principali indicatori macroeconomici di mezzo mondo. Mentre l’Europa annaspa senza requie nella palude dell’incapacità decisionale, cosa succede agli altri player mondiali? Oggi guardiamo a Oriente e per l’esattezza analizziamo alcuni indicatori dell’economia cinese.</p>
<p>Il 2012 ha segnato una discesa continua dell’indicatore PMI, attualmente l’indice ufficiale si è attestato inaspettatamente a 50,1. E questo non è un segnale positivo, innanzitutto perchè gli analisti si aspettavano un incremento, non un calo, e in secondo luogo perchè l’indice manifatturiero ha toccato il suo minimo negli ultimi 8 mesi. Ricordiamo che un indice PMI inferiore a 50 è generalmente considerato indicatore di un ciclo recessivo. Chiaramente non è saggio testare la consistenza di una economia basandosi su un solo indicatore ma, come i nostri lettori sanno, da mesi ormai andiamo a sondare in modo analitico una molteplicità di indicatori: e tutti parlano la stessa lingua e ci raccontano la medesima storia, l’economia cinese sta rallentando.</p>
<p>Vi è tuttavia un aspetto piuttosto interessante circa l’indice manifatturiero. Come abbiamo appena detto, l’indice PMI ufficiale si attesta a 50,1, tuttavia l’indice PMI elaborato da HSBC<sup><a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/uno-sguardo-a-oriente/#footnote_0_5937" id="identifier_0_5937" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="http://www.hsbc.com/1/PA_esf-ca-app-content/content/assets/emi/2012/cn_manufacturing_eng_120724_pr_flash.pdf">1</a></sup> si attesta a 49,5 quindi sicuramente in territorio recessivo. Tuttavia l’indice PMI di HSBC è al suo massimo negli ultimi 5 mesi (a giugno era a 48,2). Lungi dall’essere un segnale di crescita economica, come possiamo interpretare la differenza tra questi due indici (che in realtà dovrebbero misurare lo stesso fenomeno)?</p>
<p>In realtà l’indice ufficiale e l’HSBC non misurano esattamente la stessa grandezza, il primo coglie le dinamiche legate principalmente alle grandi aziende (comprese quelle di proprietà governativa). L’indice HSBC è più sensibile alle imprese medio-piccole. In un ciclo economico negativo, sono proprio le piccole e medie imprese a soffrire maggiormente a causa della congiuntura mondiale (le esportazioni verso il resto del mondo calano), senza dimenticare la maggiore difficoltà di accesso al credito.</p>
<p>Vi è comunque un’ulteriore spiegazione, sicuramente meno ortodossa, ma non meno supportata da molti analisti, ovvero la qualità e affidabilità dei dati ufficiali del governo cinese.</p>
<p>Non volendosi fermare al solo indice PMI, vogliamo sottoporre alla vostra attenzione un altro indicatore indiretto, ma non meno importante: il volume di merci trasportate su rotaia. Per la prima volta dal 2009, l’indice su base YoY è scivolato in territorio negativo. A giugno il totale di merci trasportate ha fatto registrare un valore pari a -3,1%. Nel 2009, anno in cui la crisi imperversava nel mondo, le merci trasportate calarono del 10% sempre YoY.</p>
<p>Le proiezioni effettuate da alcuni centri di ricerca, basandosi proprio sul volume delle merci trasportate, prospettano un ulteriore calo dell’indice PMI ancora per qualche mese, fino a raggiungere il proprio minimo assoluto.</p>
<p>Infine, come dei bravi topografi che debbano calcolare l’altezza di una montagna, possiamo triangolare i dati cinesi con altre due grandezze molto significative: l’indice PMI australiano, da un lato, e le esportazioni sud coreane dall’altro.</p>
<p>Per quanto concerne l’indice PMI australiano, ha fatto registrare un vero e proprio collasso: dal valore di giugno pari a 47,2 è precipitato al livello di luglio a quota 40,3. E’ importante guardare all’Australia per meglio mettere a fuoco il futuro prossimo cinese, dal momento che questa è uno dei principali partner commerciali della Cina, nell’area pacifica. Per inciso l’indice PMI di tutti gli altri paesi del Far East che commerciano con la Cina è scivolato sotto quota 50.</p>
<p>Non ci resta che dare uno sguardo alle esportazioni sud coreane, precipitate dell’8,8% a luglio (3,7% atteso dagli analisti).</p>
<p>Il quadro è ora completo e purtroppo non è roseo. Rimandiamo ad una futura analisi per conoscere l’andamento delle commodities.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_5937" class="footnote"><a  href="http://www.hsbc.com/1/PA_esf-ca-app-content/content/assets/emi/2012/cn_manufacturing_eng_120724_pr_flash.pdf">http://www.hsbc.com/1/PA_esf-ca-app-content/content/assets/emi/2012/cn_manufacturing_eng_120724_pr_flash.pdf</a></li></ol><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/uno-sguardo-a-oriente/">Uno sguardo a Oriente</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mercati internazionali ed economia</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/mercati-internazionali-ed-economia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mercati-internazionali-ed-economia</link>
					<comments>https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/mercati-internazionali-ed-economia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 May 2012 09:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi macroeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Macroeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati Finanziari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.geopoliticalcenter.com/?p=5008</guid>

					<description><![CDATA[<p>La settimana appena conclusasi è stata piuttosto contrastata per quanto riguarda le borse. Nel complesso non è andata così male per i mercati finanziari, anche se di certo non hanno brillato gli scambi. In realtà sembrava una normale settimana interlocutoria (ovviamente in un contesto di crisi mondiale) fino a che non è scoppiata l’ennesima “bomba” [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/mercati-internazionali-ed-economia/">Mercati internazionali ed economia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana appena conclusasi è stata piuttosto contrastata per quanto riguarda le borse. Nel complesso non è andata così male per i mercati finanziari, anche se di certo non hanno brillato gli scambi. In realtà sembrava una normale settimana interlocutoria (ovviamente in un contesto di crisi mondiale) fino a che non è scoppiata l’ennesima “bomba” finanziaria. Standard &amp; Poor ha declassato la banca spagnola Bankia a livello junk. Questa notizia ha innescato una reazione a catena che ha spinto alla richiesta di un nuovo bailout. E infatti la banca spagnola Bankia ha annunciato di voler chiedere un (nuovo) aiuto da quasi 20 miliardi di euro, per poter consolidare la propria liquidità, solvibilità e solidità. A ciò si aggiunga l’ulteriore pessima notizia circa il bilancio 2011, comunicata nella tarda serata del 25 maggio: è stata rivista la perdita di bilancio, giunta a 3 miliardi di euro. La preoccupazione intorno alle banche spagnole è grande, infatti Bankia è solo il caso più eclatante, ma tante altre sono le banche declassate a livello junk. In questo momento i timori si concentrano proprio sul sistema bancario spagnolo in quanto è rimasto esposto enormemente alla bolla immobiliare spagnola. Per quanto riguarda i titoli di stato, di certo non aiutano le notizie prima confermate, poi smentite, della fuoriuscita della Grecia dall’Euro. Ciò ha contribuito a mettere sotto tensione gli spread italiani e spagnoli. Lo spread BTP &#8211; Bund è ormai stabilmente sopra quota 400. Nel corso della giornata di venerdì, quindi, queste notizie si sono fatte sentire negativamente sulle borse che, però, hanno complessivamente recuperato e ampiamente scontato la pessima notizia proveniente dalla Spagna. E in realtà bisogna sottolineare come la chiusura di venerdì veda segni positivi un po’ ovunque.</p>
<p>La settimana, però, è stata veramente densa di importanti incontri e summit. Rimanendo in ambito economico, non possiamo non citare l’ennesimo summit europeo e, per l’ennesima volta, dobbiamo sottolineare l’ennesimo nulla di fatto. Certo, dopo il G8 di Camp David è emersa chiaramente la nuova corrente dominante a favore della crescita. Per un (breve) momento si è pensato che tale marea montante potesse finalmente cambiare l’atteggiamento irremovibile tedesco. Così non è stato. Francia, Italia e tanti altri ormai costituiscono un fronte comune a favore di rigore e crescita. La Germania mantiene il proprio presidio a baluardo dell’austerità. Ma i fatti ormai confermano che la visione composta da sola austerità è estremamente sterile e decisamente controproducente. In settimana si è parlato più volte e sempre più esplicitamente di Eurobonds, ma evidentemente è ancora un tabù.</p>
<p>A tenere il fiato sospeso ai mercati ha contribuito anche il summit per il nucleare iraniano. GPC ha seguito attentamente e in tempo reale le notizie provenienti dal summit di Baghdad (si legga <a  title="Nessun accordo previsto a Baghdad" href="http://www.geopoliticalcenter.com/2012/05/nessun-accordo-previsto-a-baghdad/">qui</a> ad esempio). Ad un certo punto i mercati hanno fiutato una certa distensione nei rapporti tra Occidente e Iran. Ma si sbagliavano. E mentre il petrolio riusciva a toccare il minimo da mesi, non appena si è diffusa la notizia del “nulla di fatto” negoziale, è tornato a crescere attestandosi a 90,72$ a barile. E mentre la questione nucleare iraniana tende a infiammare il prezzo del greggio, i mille malanni europei unitamente alla crescita sempre più deludente della Cina lo deprimono. Ma questo è ormai il leit motiv da inizio 2012. In merito, ecco cosa afferma un analista della Commerzbank di Francoforte:</p>
<blockquote><p>Now that these hopes have not been fulfilled, part of the risk premium may return, which would argue against any further fall in the price of oil</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda le altre commodities si registra un generalizzato aumento (oro, argento, granoturco e soia). Il frumento invece è in controtendenza perchè da qualche settimana ormai si sono addensate preoccupazioni circa il tempo troppo asciutto che potrebbe compromettere i raccolti.</p>
<p>Come sempre, questo articolo non costituisce un invito a investire o disinvestire nei titoli / quotazioni / valute eventualmente citati nel testo.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/mercati-internazionali-ed-economia/">Mercati internazionali ed economia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/mercati-internazionali-ed-economia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La settimana macroeconomica</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/la-settimana-macroeconomica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-settimana-macroeconomica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 May 2012 08:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi macroeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Macroeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati Finanziari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.geopoliticalcenter.com/?p=4919</guid>

					<description><![CDATA[<p>Diciamolo subito: quella che si avvia alla chiusura è stata l’ennesima settimana difficile (ma non sarebbe esagerato dire, difficilissima) sui mercati internazionali e monetari. Passiamo ora all&#8217;analisi macroeconomica e dei mercati finanziari. Le due notizie che stanno dominando la scena sono due: a inizio settimana (ne abbiamo parlato anche noi qui), la Grecia ha deciso [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/la-settimana-macroeconomica/">La settimana macroeconomica</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamolo subito: quella che si avvia alla chiusura è stata l’ennesima settimana difficile (ma non sarebbe esagerato dire, difficilissima) sui mercati internazionali e monetari. Passiamo ora all&#8217;analisi macroeconomica e dei mercati finanziari. Le due notizie che stanno dominando la scena sono due: a inizio settimana (ne abbiamo parlato anche noi <a  title="Crollano i mercati europei sul timore della Grecia" href="http://www.geopoliticalcenter.com/2012/05/crollano-i-mercati-europei-sul-timore-della-grecia/">qui</a>), la Grecia ha deciso di tornare alle urne nel mese di giugno prossimo venturo. Questa decisione ha determinato un vero e proprio terremoto su tutti i mercati mondiali. A risentirne maggiormente sono state le banche ma, in realtà, è praticamente impossibile trovare titoli che non siano stati travolti dall’onda ribassista successivamente all’annuncio greco.</p>
<p>Per completare il quadro europeo non possiamo non citare il downgrade multiplo di numerosi istituti bancari italiani e spagnoli. Si aggiunga che Fitch ha rivisto al ribasso l’outlook sulla Grecia, assegnandole il rating più basso disponibile, prima del default.</p>
<p>Per quanto riguarda le questioni nostrane, il nostro spread ha iniziato a crescere durante la settimana, toccando la preoccupante quota 500, rispetto ai bund tedeschi. Attualmente viaggia intorno ai 430 punti base.</p>
<p>La seconda notizia che domina lo scenario attuale è l’incontro dei G8 a Camp David. Questo G8 è particolarmente importante in quanto, in seno al consesso, verranno affrontati una serie di argomenti. Uno di questi è ufficiale, ovvero come dare propulsione alla crescita europea: tutto il mondo è preoccupato a causa della politica estremamente rigorista europea (tedesca). Adesso anche l’Europa sembra esserne preoccupata. Ma questo G8 porterà anche a colloqui collaterali in via ufficiosa e riservata. Sul tavolo esistono diversi argomenti, primo fra tutti il nucleare iraniano. Non escludiamo che si discuterà di scenari concreti per l’uscita della Grecia dall’Euro. Se emergeranno aspetti interessanti, ve ne daremo informazione su queste pagine.</p>
<p>Tornando all’economia. Gli USA mostrano una debole crescita che, con difficoltà, sta riuscendo a districarsi mese dopo mese. Il dato del tasso di disoccupazione è moderatamente positivo, in quanto la media nazionale è pari all’8,1%, tuttavia nei due terzi degli stati il trend è in calo e soprattutto in ben 22 stati il tasso è sceso al di sotto del 7%.</p>
<p>E adesso uno sguardo alle commodities. I futures su mais e frumento sono in rialzo per via di preoccupazioni sul clima troppo caldo. Il frumento ha addirittura consolidato un aumento di circa il 6%.</p>
<p>E mentre l’oro torna a crescere, il petrolio continua la sua corsa al ribasso. Stanno calando sensibilimente sia il WTI Crude Oil sia il Brent. Attualmente il WTI quota meno di 92$ al barile. Sulla quotazione del petrolio continuano a pesare le globali incertezze sull’economia ma, in questo caso, la preoccupazione maggiore arriva dalla Cina (ne abbiamo parlato nelle scorse settimane).</p>
<p>Prima di concludere, uno sguardo alle borse. Come ormai avrete immaginato, non è stata una bella settimana di contrattazioni. Venerdì hanno chiuso tutte in rosso. Spicca la débâcle giapponese, con il Nikkei a -2,99%. L’Euro invece corre al ribasso contro il dollaro, molti analisti lo danno ormai proiettato verso quota 1,25. Non ci resta che attendere.</p>
<p>Come sempre, questo articolo non costituisce un invito a investire o disinvestire nei titoli / quotazioni / valute eventualmente citati nel testo.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/la-settimana-macroeconomica/">La settimana macroeconomica</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sintesi macroeconomica della settimana</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/sintesi-macroeconomica-della-settimana-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sintesi-macroeconomica-della-settimana-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:11:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi macroeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Materie Prime]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.geopoliticalcenter.com/?p=4781</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prima di iniziare con la sintesi vera e propria, vogliamo ringraziare coloro i quali ci hanno spinto a trasformare questa rubrica da semplice post su Facebook a vero e proprio momento di analisi e riflessione, con cadenza settimanale. Un sentito ringraziamento ai lettori. Veniamo quindi alla sintesi macroeconomica dei principali fatti e dati che hanno [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/sintesi-macroeconomica-della-settimana-2/">Sintesi macroeconomica della settimana</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di iniziare con la sintesi vera e propria, vogliamo ringraziare coloro i quali ci hanno spinto a trasformare questa rubrica da semplice post su Facebook a vero e proprio momento di analisi e riflessione, con cadenza settimanale. Un sentito ringraziamento ai lettori.</p>
<p>Veniamo quindi alla sintesi macroeconomica dei principali fatti e dati che hanno segnato la settimana che ormai volge al termine.</p>
<p>Continuano i segnali di un indebolimento dell’economia cinese: la produzione industriale ad aprile è cresciuta del 9,3% rispetto all’anno precedente (comunque meno del previsto), tuttavia è in forte calo rispetto al 12% del mese di marzo 2012. L’attuale debolezza dell’economia, tuttavia, tiene l’inflazione cinese su livelli molto bassi e questo potrebbe diventare a breve un fattore importante per rilanciare la crescita. Anche l’altro gigante asiatico sta soffrendo. Stiamo parlando dell’India, la cui produzione industriale è in netto calo, sia anno su anno che mese su mese.</p>
<p>La debolezza asiatica, unita alla crisi dei debiti sovrani in Europa, riacutizzatasi negli ultimi giorni, ha fatto sì che il mercato delle commodities si sia depresso molto questa settimana. Il petrolio prosegue la sua “corsa” verso il basso, attualmente quota 95$ al barile (e finalmente si fanno sentire i primi riflessi anche sui prezzi alla pompa). Se il prezzo del barile di petrolio scende, non altrettanto le scorte dei paesi avanzati. Questa settimana è stato diffuso il dato sulle scorte che stanno aumentando sensibilmente. Nel solo mese di marzo sono stati accantonati ben 13 milioni di barili, spingendo le scorte, per la prima volta quest’anno, al di sopra della media quinquennale.</p>
<p>I metalli stanno generalmente segnando un calo nel prezzo, per via di una domanda più debole.</p>
<p>L’Euro continua il suo deprezzamento nei confronti del dollaro e qui le cause sono tutte da cercare nel caos politico greco e nella situazione davvero pericolosa dell’economia spagnola.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/sintesi-macroeconomica-della-settimana-2/">Sintesi macroeconomica della settimana</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sintesi macroeconomica della settimana</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/macroeconomia/sintesi-macroeconomica-della-settimana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sintesi-macroeconomica-della-settimana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 09:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi macroeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Materie Prime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.geopoliticalcenter.com/?p=4637</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sintesi macroeconomica di questa settimana è particolarmente importante perchè arriva a ridosso di un evento probabilmente decisivo per l&#8217;Europa tutta e che GPC ha seguito molto attentamente: le elezioni presidenziali francesi. Come i nostri lettori sanno, la probabile vittoria di Hollande porterà in primo piano una politica economica fatta di elevati livelli di spesa [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/macroeconomia/sintesi-macroeconomica-della-settimana/">Sintesi macroeconomica della settimana</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sintesi macroeconomica di questa settimana è particolarmente importante perchè arriva a ridosso di un evento probabilmente decisivo per l&#8217;Europa tutta e che GPC ha seguito molto attentamente: le elezioni presidenziali francesi. Come i nostri lettori sanno, la probabile vittoria di Hollande porterà in primo piano una politica economica fatta di elevati livelli di spesa statale per dare una spinta alla crescita. Nell&#8217;ambito delle politiche economiche europee, ben sappiamo il peso preponderante della visione tedesca, opposta a quella francese di Hollande. Lo scontro è garantito.</p>
<p>Passando invece ai mercati finanziari, possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che quella appena passata è stata una settimana di &#8220;passione&#8221; per le borse. Le chiusure del venerdì sono state tutte negative in Europa, addirittura profondo rosso per gli USA (deboli segni positivi si registrano in Oriente). Complessivamente però la settimana è stata marcatamente negativa. La causa principale è stata, questa volta, la salute dell&#8217;economia americana. Il tasso di creazione di nuovi posti di lavoro, ottimo proxy per stabilire lo stato dell&#8217;economia nazionale, ha ridotto molto la propria velocità ed è stato anzi ben al di sotto delle aspettative.</p>
<p>Questo ha generato un crollo su parecchi fronti. Di quello finanziario ne abbiamo parlato, ma ci sono stati riflessi notevoli anche sulle materie prime. Il timore di un crollo della domanda ha fatto sì che il petrolio tornasse, per la prima volta dagli inizi di febbraio 2012, sotto i 100$ a barile: attualmente quota intorno ai 98$. Il prezzo del grano è crollato, perchè le previsioni parlano di raccolti abbondanti e di scorte altrettanto abbondanti.</p>
<p>Come sempre, quando parliamo di titoli e strumenti finanziari, ricordiamo ai nostri gentili lettori che l&#8217;articolo non vuole essere un suggerimento ad investire / disinvestire in alcuno degli strumenti o titoli citati nel testo.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/macroeconomia/sintesi-macroeconomica-della-settimana/">Sintesi macroeconomica della settimana</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
