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	<title>Russia | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Sun, 01 Jan 2017 20:16:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>2016 l&#8217;Anno di Putin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2017 19:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
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		<category><![CDATA[2016 Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il titolo è breve, e in effetti sintetizza il nostro pensiero riguardo all&#8217;anno che è appena trascorso. Il 2016 è indubbiamente, sulla scena della politica internazionale, l&#8217;anno di Vladimir Putin, un presidente che ha disputato la partita della difesa dell&#8217;interesse nazionale russo su più fronti, come quegli scacchisti che giocano simultaneamente più partite con giocatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo è breve, e in effetti sintetizza il nostro pensiero riguardo all&#8217;anno che è appena trascorso. Il 2016 è indubbiamente, sulla scena della politica internazionale, l&#8217;anno di Vladimir Putin, un presidente che ha disputato la partita della difesa dell&#8217;interesse nazionale russo su più fronti, come quegli scacchisti che giocano simultaneamente più partite con giocatori diversi. Putin ha impegnato le proprie forze, e quelle della Federazione Russa, in Medio Oriente, in Europa, sul Mar Nero, in Estremo Oriente, in America Latina e alla fine ha visto la sconfitta, alle elezioni presidenziali americane, di Hillary Clinton.</p>
<p>Putin ha osato molto in questi mesi, ha rischiato di trovarsi invischiato in una palude mortale nel nord della Siria, ha rischiato incidenti militari con la Turchia, ha mantenuto aperto il dialogo con Israele, mentre Gerusalemme attaccava in Siria gli alleati libanesi della Russia (Hezbollah) che cercavano di trasferire nelle loro basi nel paese dei Cedri armi sofisticate prelevate dai depositi di Al Assad, come contropartita per l&#8217;impegno del Partito di Dio Libanese nella guerra a Damasco; ha proseguito, incurante delle critiche americane, con i veti multipli al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non interrompendo mai le azioni aree sulla Siria, ha tenuto saldamente la Crimea e supportato le milizie filorusse nel Donbass, ha posto le basi per un trattato di pace con il Giappone, mentre Tokyo vedeva vacillare il supporto incondizionato offerto un tempo dall&#8217;alleato americano nel contenimento dell&#8217;espansionismo cinese.</p>
<p>Putin ha vinto su tutti i fronti. E non dite che siamo Filorussi se affermiamo questo. E&#8217; solo la realtà dei fatti ed ignorarla non cambia la situazione sul campo.<br />
Putin ha determinato la caduta di Aleppo, e la chiusura di una battaglia che sarà risolutiva per la guerra di Siria, Putin ha fatto approvare al Consiglio di Sicurezza solo le risoluzioni che lui riteneva utili per la Russia, costringendo anche gli Usa ad accodarsi. Putin ha ottenuto la resa di numerose formazioni ribelli in Siria. A Luglio, in piena notte, con un colpo di teatro ha avvisto il presidente turco dell&#8217;imminente colpo di stato, salvando probabilmente la vita di Erdogan prima ancora che la sua carica di Presidente.</p>
<p>Putin ha migliorato i rapporti con Israele al punto che, durante la visita a Gerusalemme del primo ministro russo nello scorso autunno, gli esponenti del governo israeliano hanno esplicitamente dichiarato che i rapporti russo-israeliani sono ai livelli più alti dalla nascita dello stato ebraico.<br />
Dopo la vittoria di Trump Putin ha disinnescato l&#8217;escalation diplomatica relativa alle presunte attività di Hacker russi nel furto delle email del partito democratico, non replicando all&#8217;espulsione dei 35 diplomatici russi, dichiarate persone indesiderate da parte dell&#8217;amministrazione Obama, quando molti credevano inevitabile una ritorsione simmetrica, in piano stile da Guerra Fredda.<br />
Il presidente russo ha mantenuto una calma glaciale dopo l&#8217;uccisione dell&#8217;ambasciatore russo in Turchia.<br />
Ma Putin è anche il presidente che nei giorni dell&#8217;annessione militare della Crimea, ordinò l&#8217;allerta delle forze nucleari strategiche della Federazione Russa, mandando un segnale inequivocabile, e allo stesso tempo terribile, ai nemici di Mosca.</p>
<p>Sono questi gesti imprevedibili, associati ad una fine pianificazione a medio termine, ad aver concesso a Putin il successo nello scacchiere delle relazioni internazionali, associati però ad un atteggiamento miope e remissivo del presidente Obama.<br />
Ma è questa stessa imprevedibilità di Vladimir Putin, associata alla capacità di assumersi rischi considerevoli, ad essere una minaccia per il domani, quando alla Casa Bianca sarà al vertice del potere americano Donald Trump. Tanto quanto era prevedibile il presidente Obama, alla stessa maniera sarà invece imprevedibile il Presidente Trump, e con questa nuova variabile in campo, pregi e difetti del presidente russo vanno riconsiderati.</p>
<p>Se i due uomini (Trump dal 20 gennaio p.v.) che dispongono del più potente arsenale atomico del mondo troveranno un equilibrio, si accorderanno per un mondo non diviso in blocchi, ma caratterizzato da chiare aree di influenza, riuscendo a imbastire reali ed effettivi canali commerciali tra i loro paesi, il mondo potrà procedere verso una stagione di stabilità, con chiare regole di interazione, caratterizzata dal reciproco rispetto. Questi due uomini però potrebbero vedere degenerare rapidamente il loro rapporto di amicizia, e di fiducia, a causa delle loro stesse intrinseche caratteristiche personali e delle sempre fluide relazioni tra reciproci alleati e avversari nelle varie aree calde del mondo.</p>
<p>Se il 2016 è stato l&#8217;anno di Putin il 2017 potrebbe essere l&#8217;anno della grande distensione tra Mosca e Washington, almeno è quello in cui noi tutti oggi speriamo; tuttavia potrebbe essere anche un anno di tensioni e di nuove paure, se Trump e Putin giocheranno a chi sarà il più imprevedibile tra loro.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/2016-anno-putin/">2016 l’Anno di Putin</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le Sanzioni? Italia e Russia più vicine che mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Voce dei Lettori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 07:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come dicevamo pochi giorni fa GPC è una comunità, e in questa comunità alcuni lettori ed amici ci inviano il loto punto di vista sulla situazione internazionale, oggi ospitiamo un post sulle relazioni Russia Italia di Antonio Gattulli, buona lettura. Ciò che Roma e Mosca uniscono, Bruxelles non divida. Nonostante da oramai due anni i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come dicevamo pochi giorni fa GPC è una comunità, e in questa comunità alcuni lettori ed amici ci inviano il loto punto di vista sulla situazione internazionale, oggi ospitiamo un post sulle relazioni Russia Italia di Antonio Gattulli, buona lettura.</em><br />
Ciò che Roma e Mosca uniscono, Bruxelles non divida. Nonostante da oramai due anni i rapporti tra Unione Europea e Russia siano sempre più freddi a causa delle sanzioni europee e delle conseguenti restrizioni economiche emanate dal governo russo, Italia e Russia sembrano più vicine che mai. Cultura ed economia, grazie all’abilità politica di entrambi i Paesi, costituiscono il tessuto di queste relazioni sempre più fitte, e lo dimostrano i numerosi eventi che da tempo ormai sanciscono questo legame sempre più forte tra due nazioni così lontane eppure così vicine.<br />
Proprio in questi giorni si svolge nel centralissimo Manege Central Exhibition Hall di Mosca la manifestazione “Здравствуй, Италия” (Buongiorno, Italia), promossa dalla Fucina degli Esponenti della Cultura presso la Duma di Mosca, con il sostegno della Duma e del Governo cittadino La mostra permette ai visitatori di conoscere e avvicinarsi alla cultura italiana, partendo dalla scienza sino alla moda, attraverso un percorso che coinvolge anche il turismo, la cucina e il cinema del nostro Paese. L’evento segue di pochi giorni un’altra grande iniziativa che ha visto la pittura e la musica italiana protagoniste a Mosca: “Autunno Italiano”. L’Ambasciata italiana a Mosca, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura, ha realizzato presso il Museo Pushkin di Mosca due grandi esposizioni, che hanno avuto come protagonisti capolavori di Raffaello e Piranesi provenienti da musei italiani. Ma “Итальянская осень” (Autunno Italiano, appunto) ha portato anche le note del Maestro Giuseppe Verdi sul prestigiosissimo palcoscenico del Bolshoi di Mosca: il Teatro La Scala, infatti, lo scorso mese ha messo in scena l’opera “Simon Boccanegra” ed ha eseguito la “Messa da Requiem” e un concerto sinfonico, a conferma del fortissimo legame che da anni lega i due grandi teatri.<br />
Ma anche sul fronte economico Italia e Russia si dimostrano sempre più vicine: lo dimostrano le numerose missioni economiche, tra cui quella nella Regione di Rostov sul Don e Krasnodar, che Ambasciata, Consolato ed Istituto per il Commercio Estero realizzano per portare le aziende italiane a conoscere le grandi potenzialità e possibilità d’investimento che il territorio russo propone.<br />
Le stesse aziende italiane, per nulla scoraggiate dalla crisi economica e dalle restrizioni, non rinunciano ad essere presenti alle fiere di settore russe, ma anzi vi partecipano con sempre più interesse, grazie anche al prezioso lavoro dell’Istituto per il Commercio Estero di Mosca. Grande successo ha riscosso il cibo italiano nel corso dell’ultima edizione del “World Food” di Mosca, dove tra pasta, olio, vino, conserve, ma anche cioccolato, caffè e gelato l’eccellenza italiana ha monopolizzato l’attenzione degli ospiti e dei giornalisti intervenuti. Ma l’Italia, per non cadere nel più classico dei clichè, non è solo pasta e pizza: il nostro Paese infatti è stato protagonista anche della Fiera “Innoprom” di Ekaterinburg, dove ha messo in mostra il meglio dell’automazione industriale, delle tecnologie per il settore energetico e dei macchinari per la lavorazione dei metalli.<br />
È evidente che Italia e Russia sono fortemente attratte l’una dall’altra, e non sarà certo la miopia politica dell’Unione Europea a spezzare un legame che ha da sempre unito due Paesi (e due popoli) “così lontani eppure così vicini”.</p>
<p>Antonio Gattulli</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/le-sanzioni-italia-e-russia-piu-vicine-che-mai/">Le Sanzioni? Italia e Russia più vicine che mai</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Fonti Estoni: missili Iskander M Russi trasferiti a Kaliningrad</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 19:30:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fonti Governative estoni hanno trasmesso la notizia del trasferimento dei missili balistici a corto raggio Iskander-M dalla regione di San Pietroburgo all&#8217;enclave russa di Kaliningrad, utilizzando una nave Ro-Ro dual use (civile e militare in caso di necessità) battente bandiera russa: la Ambal. Grazie al sito Marinetraffic.com abbiamo potuto monitorare gli spostamenti della nave cargo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fonti Governative estoni hanno trasmesso la notizia del trasferimento dei missili balistici a corto raggio Iskander-M dalla regione di San Pietroburgo all&#8217;enclave russa di Kaliningrad, utilizzando una nave Ro-Ro dual use (civile e militare in caso di necessità) battente bandiera russa: la Ambal.<br />
Grazie al sito Marinetraffic.com abbiamo potuto monitorare gli spostamenti della nave cargo russa e abbiamo osservato che la Ambal ha già svolto altre due volte negli ultimi dieci giorni la tratta tra l&#8217;Oblast&#8217; di San Pietroburgo e Kaliningrad (suo porto di origine). La Ambal è una nave con una capacità di carico di 10000 tonnellate e la totalità del carico imbarcato non è visibile dall&#8217;esterno durante la navigazione.<br />
Gli Iskander M sono missili balistici con una gittata nominale di 500 Km e posseggono la caratteristica di essere &#8220;ipermanovrabili&#8221;, di essere &#8220;guidati&#8221; fino alla fase di impatto sul bersaglio, posseggono una accuratezza (CEP) compresa tra i 5 e i 7 metri, possono trasportare una testata nucleare e di hanno la capacità di mettere in atto manovre evasive in ogni fase del volo rendendo quasi impossible l&#8217;intercetto da parte dei sistemi antimissile di tipo cinetico.<br />
Le fonti estoni, per poter dare la notizia del dispiegamento dei missili Iskander M a Kaliningrad devono aver ottenuto informazioni da fonti militari e quindi da noi non verificabili. Il dispiegamento degli Iskander M a Kaliningrad era comunque un evento atteso e già annunciato da fonti del Cremlino già mesi fa come risposta all&#8217;attivazione del sistema di difesa antimissile americano in Polonia, sicuramente però la tempistica del dispiegamento, avvenuta in concomitanza con tre violazioni dello spazio aereo finlandese ed estone ad opera di tre SU-27 Russi in pattugli armata, ha determinato un ulteriore aumento della tensione tra Federazione Russa e Stati Uniti d&#8217;America. Il nord Europa è infatti teatro da diversi giorni di esercitazioni Russe e Americane che vedono impiegati bombardieri strategici nucleari che hanno simulato corse di attacco contro i bersagli del nemico. Queste esercitazioni sono state svolte da ambedue le parti e in nessuna occasione i bombardieri strategici hanno violato spazi aerei nazionali.<br />
Attendiamo conferme fotografiche o video, o direttamente un annuncio del Cremlino per poter confermare il dispiegamento dei missili Iskander M a Kaliningrad.</p>
<p>Photo Cretid: www.marinetraffic.com </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/fonti-estoni-missili-iskander-m-russi-trasferiti-a-kaliningrad/">Fonti Estoni: missili Iskander M Russi trasferiti a Kaliningrad</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Mar Nero, collisione sfiorata tra SU-27 russo e P-8 Americano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 19:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Fantasma]]></category>
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		<category><![CDATA[Tensione Usa Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata ad altissima tensione sul Mar Nero dove oggi si è vissuta una giornata caratterizzata da incontri (troppo) ravvicinati tra aerei russi ed americani. Oggi sul Mar Nero operavano simultaneamente aeri da ricognizione americani (un RC-135 e un P-8 Poseidon) decollato da Sigonella e al margine dello Spazio aereo Rumeno probabilmente (in questo caso il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata ad altissima tensione sul Mar Nero dove oggi si è vissuta una giornata caratterizzata da incontri (troppo) ravvicinati tra aerei russi ed americani.<br />
Oggi sul Mar Nero operavano simultaneamente aeri da ricognizione americani (un RC-135 e un P-8 Poseidon) decollato da Sigonella e al margine dello Spazio aereo Rumeno probabilmente (in questo caso il condizionale è d’obbligo, mentre per i due aerei prima citati siamo certi della loro presenza) erano presente un bombardiere strategico nucleare americano ed una coppia caccia di stanza in Germania. Contestualmente agli aerei americani operavano sul Mar Nero diverse coppie di SU-27 e Su-24 e Su-35 della Federazione Russa, mentre negli stessi minuti corvette russe e forse un sottomarino, si sarebbero avvicinati ai campi di gas naturale ucraini al largo di Odessa.<br />
In questa situazione di cieli e mari affollati, in un’area come quella di Odessa ritenuta strategica dagli Stati Uniti, un aereo da ricognizione P-8 Poseidon (che può anche svolgere compiti di attacco nei confronti di navi o sottomarini nemici) si è avvicinato, sempre in acque internazionali, alle unità russe che operavano nei pressi delle piattaforme gasifere ucraine. L’aereo americano è quindi stato intercettato in una maniera estremamente aggressiva da un caccia russo SU-27 che si è avvicinato a circa 3 metri dall’aereo americano, posizione pericolosa per l’incolumità di entrambi gli aeromobili, l&#8217;azione del SU-27 è durata circa 10 minuti. Gli aerei americani sono comunque rimasti in zona per circa 8 ore, subendo diversi intercettamenti, tuttavia questo è l’unico episodio non sicuro tra i velivoli russi ed americani che è avvenuto in queste 8 ore.<br />
La tensione tre Russi ed Americani continua a crescere e i report di incontri ravvicinati tendono a moltiplicarsi. Domattina sul sito uscirà un nostro editoriale che cercherà di valutare l’attuale propensione del presidente americano Obama all’utilizzo dello strumento militare, non perdetelo.</p>
<p><em>Aggiornamento</em></p>
<p>Il Pentagono e il ministero della difesa di Mosca confermano l&#8217;evento ma mentre gli americani parlano di mossa &#8220;non professionale&#8221; i russi descrivono quanto accaduto &#8220;aderente alle regole internazionali&#8221;.<br />
Capitolo chiuso, se ne riparla alla prossima occasione, che siamo sicuri non tarderà a presentarsi.</p>
<p>Photo Credit b373.org.uk</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/mar-nero-collisione-sfiorata-tra-su-27-russo-e-p-8-americano/">Mar Nero, collisione sfiorata tra SU-27 russo e P-8 Americano</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il default della Grecia preludio al crollo della Nato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 07:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pensate che questo titolo sia provocatorio? No, non è così, questo titolo non è provocatorio ma è una possibile conseguenza diretta dell&#8217;eventuale default della Grecia. Pensate che questo titolo derivi da pregiudiziali ideologiche nei confronti dell&#8217;Alleanza Atlantica. Non è nemmeno così: chi vi scrive apprezza il ruolo insostituibile che questa struttura politico militare ha avuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pensate che questo titolo sia provocatorio? No, non è così, questo titolo non è provocatorio ma è una possibile conseguenza diretta dell&#8217;eventuale default della Grecia. Pensate che questo titolo derivi da pregiudiziali ideologiche nei confronti dell&#8217;Alleanza Atlantica. Non è nemmeno così: chi vi scrive apprezza il ruolo insostituibile che questa struttura politico militare ha avuto nella difesa della libertà e della democrazia nella storia dell&#8217;Europa. Vi chiedete perché il default greco possa ingenerare il crollo della NATO (per come la conosciamo oggi)? Le parole chiave da evidenziare sono due: solidarietà e fiducia.<br />
Sono solidarietà e fiducia il pilastro fondante dell&#8217;Alleanza Atlantica, così come di ogni altra alleanza militare e politica. Sono la solidarietà nel momento del bisogno, prescindendo dagli errori dell&#8217;alleato nel passato, e la fiducia nell&#8217;intervento di tutto il gruppo di difesa, che rende forte un&#8217;alleanza miliare.<br />
La Grecia non è solo un paese che fa parte della NATO, ma è un paese che fa parte dell&#8217;Unione Europea e della Moneta Unica. Oggi la Grecia è in forte difficoltà per le note problematiche economiche. Oggi alla Grecia servirebbe, da parte degli alleati, solidarietà indiscussa e la Grecia dovrebbe avere altrettanta indiscussa fiducia negli alleati.<br />
Ma oggi non è così. La Grecia non ha alcuna fiducia nei suoi quasi ex alleati, che il governo e il popolo greco accusano di voler spogliare la Grecia della propria sovranità, e delle residue ricchezze nazionali, con politiche di privatizzazioni dei settori strategici e cessione di aree di territorio cruciali per lo sviluppo del paese, come porti e aeroporti. E gli alleati della Grecia non mostrano alcuna solidarietà per il popolo greco, al quale vogliono far pagare ogni debito fino all&#8217;ultimo centesimo, rinfacciando errori del passato, e questa non è certo solidarietà.<br />
La Grecia quindi, dopo il default e l&#8217;uscita dall&#8217;Euro, potrebbe spostare il suo baricentro geopolitico verso la Russia, nell&#8217;estremo tentativo di non cedere le proprie residue risorse all&#8217;Europa.<br />
Questa catena di eventi potrebbe essere devastate per l&#8217;Alleanza Atlantica, per diversi fattori. In primo luogo perché per la prima volta l&#8217;Alleanza Occidentale (non parliamo della Nato ma dell&#8217;unione politica di Europa e America) si trova dinnanzi ad un momento nel quale un gruppo di paesi deve rinunciare a qualcosa di proprio per aiutare un alleato in difficoltà e, in caso di default di Atene, fallirà nella sua missione di sostegno ed aiuto reciproco.<br />
Questo precedente potrebbe ripetersi? Secondo il nostro punto di vista sì, ad esempio nel caso di incidenti nell&#8217;area del Baltico. Perché un paese come la Germania, che ha rifiutato di concedere pochi miliardi di Euro alla Grecia, dovrebbe domani esporsi con costi e rischi ben maggiori per difendere i territori baltici, non certo il centro focale di interesse per Berlino?<br />
Il secondo fattore è invece più &#8220;tecnico&#8221;. La NATO è suddivisa in diversi comandi. Quello che interessa la Grecia è il comando sud. Il Comando Sud ha competenza su reparti di Italia, Grecia, Turchia e della Gran Bretagna a Gibilterra. Ora cerchiamo di osservare la situazione del Comando Sud.<br />
La Turchia si trova ai margini delle operazioni NATO, e negli ultimi anni non ha mai preso parte attivamente nelle azioni dell&#8217;Alleanza. La Turchia percorre una strada parallela alla NATO, tuttavia senza mai far coincidere la proprie decisioni con quelle dell&#8217;Alleanza, in Libia ad esempio, la Turchia non ha agito organicamente alla NATO ma ha consegnato &#8220;aiuti&#8221; alle fazioni a lei vicine, nella guerra in Siria e nelle azioni contro ISIS non ha concesso l&#8217;uso delle basi aeree per Raid contro gli islamisti, e da circa un anno valuta acquisizioni di sistemi di difesa della Cina invece che da alleati NATO. La Turchia è formalmente nella NATO ma agisce primariamente per il proprio interesse nazionale.<br />
Il secondo paese del Comando Sud è la Grecia e in caso di default, come già scritto, potrebbe avvicinarsi alla Russia.<br />
Il terzo paese è l&#8217;Italia, forte alleato della NATO, ma la NATO oggi non ascolta le richieste italiane, la NATO ha agito in Libia nel 2011 contro l&#8217;interesse dell&#8217;Italia e ora preserva nel non appoggiare le richieste italiane di intervento, seppur troppo limitato a nostro avviso, per contrastare i trafficanti di uomini che operano indisturbati in nord Africa espandendo la potenza delle organizzazioni estremiste e terroriste. La stessa NATO non agisce nelle opportune sedi internazionali per richiedere il giusto processo per i nostri Marò, nelle mani degli indiani. Anche in Italia quindi cresce l&#8217;antipatia dell&#8217;opinione pubblica nei confronti delle attuali politiche della NATO, una NATO irriconoscibile rispetto all&#8217;Alleanza che difese la nostra Libertà negli anni della Guerra Fredda.<br />
Oggi il Comando Sud NATO si mantiene attivo per la presenza della Grecia, senza Grecia e con la situazione poco prima enunciata in Turchia e Italia, il Comando Sud potrebbe essere presto, in caso di avvicinamento della Grecia alla Russia, una scatola vuota.<br />
Ecco perché secondo noi gli effetti del possibile default greco riverbererebbero fino a scuotere dalle fondamenta la stessa NATO, ed è per questo che la questione Grecia va osservata con la massima attenzione e senza limitarsi ai soli effetti economici immediati.<br />
L&#8217;assenza della solidarietà degli alleati della Grecia (che sono in gran parte i medesimi componenti della NATO), e la completa sfiducia del popolo greco nei suoi teorici alleati, fatto che oggi osserviamo nella realtà, potrebbe essere il copione che osserveremo domani nel caso in cui un paese periferico della NATO chieda aiuto all&#8217;alleanza in caso di minaccia reale (come oggi fa l&#8217;Italia per la questione libica).<br />
Il default greco potrebbe essere la fine della fiducia tra gli occidentali e la fine dell&#8217;Alleanza Atlantica per come la conosciamo oggi, una Alleanza che potrebbe divenire un&#8217;unione Tra Usa, Gran Bretagna e i paesi dell&#8217;ex Patto di Varsavia, nelle prossime settimane parleremo anche di questo.</p>
<p><i>Addendum</i></p>
<p><i>Dimenticavamo una cosa : &#8220;Chiudere le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato&#8221; questo si trova scritto nel programma elettorale della lista di Syriza.</i></p>

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                    </div><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-default-della-grecia-preludio-al-crollo-della-nato/">Il default della Grecia preludio al crollo della Nato?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Putin 40 ICBM in più entro il 2015 &#8211; Gli Usa F22 forse in Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 19:37:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sale sempre più la tensione tra Russia e Stati Uniti e non solo nelle dichiarazioni ufficiali ma nei fatti concreti, cosa che il nostro gruppo considera molto, molto più dei discorsi dei politici, che comunque spesso sono la base per analizzare la situazione. A questo proposito vi riferiamo delle dichiarazioni, riguardanti però fatti concreti che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sale sempre più la tensione tra Russia e Stati Uniti e non solo nelle dichiarazioni ufficiali ma nei fatti concreti, cosa che il nostro gruppo considera molto, molto più dei discorsi dei politici, che comunque spesso sono la base per analizzare la situazione. A questo proposito vi riferiamo delle dichiarazioni, riguardanti però fatti concreti che sono giunte in questi giorni da Mosca e Washington.<br />
Per la parte Russa il presidente Putin ha dichiarato pubblicamente che la Russia aumenterà il proprio potenziale di missili balistici intercontinentali a testata nucleare di 40 unità. Tale risultato verrà raggiunto con la messa in servizio di nuovi vettori, soprattuto mobili, senza che avvenga la messa in disarmo di vettori oggi in servizio. Questo aumento della potenzialità nucleare russa è a nostro avviso da tenere in massima considerazione in quanto segnala il timore russo di doversi impegnare in uno scontro nucleare di tipo strategico con gli Stati Uniti.<br />
Al fianco di queste dichiarazioni vanno registrate le indiscrezioni arrivate dal Pentagono che paventano la possibilità di dispiegare gli aerei F22 in Europa centrale. F22 è la punta di diamante dell&#8217;aviazione americana e la sua presenza in un teatro operativo rappresenta concretamente il timore americano di un conflitto convenzionale dove gli Usa devo ottenere direttamente la supremazia aerea. Mai F22 è stato dispiegato operativamente in Europa. Il suo eventuale arrivo nel vecchio continente, genererà nella Russia la convinzione che gli Usa sono pronti alla guerra e potrebbe determinare una escalation ulteriore della tensione.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-40-icbm-in-piu-entro-il-2015-gli-usa-f22-forse-in-europa/">Putin 40 ICBM in più entro il 2015 – Gli Usa F22 forse in Europa</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il trattato INF sul punto di collassare. I missili nucleari a raggio intermedio tornano in Europa.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2015 07:19:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3.jpg" class="thickbox no_icon" title="INF"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-300x199.jpg" alt="INF" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-17296" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-300x199.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-1024x681.jpg 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-480x320.jpg 480w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-242x161.jpg 242w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-217x143.jpg 217w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-469x313.jpg 469w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3-900x598.jpg 900w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image3.jpg 1599w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><em>Questo post è uscito su GeopoliticalCenter il 16 dicembre 2014, molto in anticipo sulle notizie della stampa ufficiale, ve lo riproponiamo oggi alla luce delle notizie giunte da Stoccarda, dove ad una riunione della NATO, ai massimi vertici politici e militari, si è concretizzata la possibilità di dispiegare in Europa le armi atomiche che noi riteniamo le più pericolose mai costruite dal genere umano, non per la loro potenza bensì per il poco tempo che lasciano al &#8220;nemico&#8221; per reagire prima di essere annientato, fatto che potrebbe innescare anche per errore una guerra nucleare in Europa.</em><br />
Il nostro gruppo da sempre identifica la fine della guerra fredda con un preciso momento storico, questo momento storico è la firma del trattato INF (intermediate nuclear force). Quella storica firma eliminava dal teatro europeo, unico luogo in cui Stati Uniti e Unione sovietica si confrontavano fisicamente sul terreno, le armi con la maggior potenzialità di innescare una guerra nucleare in Europa e nel mondo intero: i missili nucleari (balistici e da crociera) a gittata intermedia. Fu quello il momento decisivo, nel quale iniziò il processo di distensione e disarmo che allontanava lo spettro di una fulminea e devastante guerra nucleare in Europa, combattuta con armi atomiche lanciate direttamente dal territorio europeo, e, più precisamente, dai territori dei paesi satellite delle due superpotenze nucleari dell&#8217;epoca (Stati Uniti e Unione Sovietica), una &#8220;Limited Nuclear War&#8221; sulla quale molto si teorizzò in passato, e della quale il nostro gruppo parlerà presto in chiave contemporanea.<br />
<figure id="attachment_17297" aria-describedby="caption-attachment-17297" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image4.jpg" class="thickbox no_icon" title="Rappresentazione plastica dei rifugi per i missili Cruise basati sulla Terraferma "><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image4-300x243.jpg" alt="Rappresentazione plastica dei rifugi per i missili Cruise basati sulla Terraferma " width="300" height="243" class="size-medium wp-image-17297" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image4-300x243.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2014/12/image4.jpg 545w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-17297" class="wp-caption-text">Rappresentazione plastica dei rifugi per i missili Cruise basati sulla Terraferma</figcaption></figure>I missili da crociera nucleari basati a terra rappresentavano una minaccia concreta e dalla quale era complesso difendersi in quanto difficilmente identificabili al momento del lancio, volano a bassa quota e hanno ridotta sezione radar, quindi il tempo di allerta che tali armi concedono all&#8217;avversario può essere estremamente breve. Secondariamente molti di questi sistemi missilistici sono basati su mezzi ruotati e sono estremamente mobili, risulta quindi difficoltoso eliminarli attraverso attacchi (anche nucleari) mirati. I missili da crociera americani (il nervo del sistema missilistico a raggio intermedio era il BGM-109G) avevano un raggio operativo massimo di 2500 Km e potevano colpire in profondità i territori del patto di Varsavia.<br />
Oggi gli stessi vettori potrebbero essere piazzati molto più ad est, in Polonia ed in Romania ad esempio e dai quei luoghi colpire gran parte del territorio della Russia europea.<br />
Il pentagono giustifica il possibile dispiegamento di nuove armi nucleari in Europa con la possibile comparsa in linea operativa di missili nucleari russi (sia balistici, sia da crociera) che violerebbero il trattato sulla forze nucleari a gittata intermedia, tali armi potrebbero essere una evoluzione del missile balistico Iskander e il nuovo ICBM RS-26 e un non meglio precisato missile da crociera.<br />
L&#8217;Unione Sovietica aveva dispiegato, negli anni 80, una pletora di missili nucleari a gittata intermedia. Tra i missili da crociera nucleari vogliamo ricordare l&#8217; RK-55 (SSC-X-4 &#8216;Slingshot) missile subsonico dalla gittata di oltre 3000 chilometri. Tuttavia in Unione Sovietica era in avanzato stato di sviluppo un missile da crociera della medesima gittata ma supersonico, in grado di raggiungere Mach 3, il KH-90 (As-19 Koala). In questi ultimi anni la Russia di Putin ha rispolverato molti progetti avanzati dell&#8217;Ex Unione Sovietica, inclusi alcuni satelliti sperimentali dei quali vi parleremo, e non è escluso che Putin abbia ordinato la sperimentazione di tali sistemi d&#8217;arma, sebbene un vero e proprio test non sia stato condotto in quanto violerebbe apertamente il trattato INF.<br />
Riteniamo possibile che tale test possa aver luogo se continuerà lo sviluppo del sistema antimissile americano in Europa. Così come gli Stati Uniti hanno denunciato il trattato ABM (che limitava gli studi e le applicazioni dei sistemi antimissile) simmetricamente la Russia potrebbe uscire del trattato INF, e dando il via ad una nuova fase del confronto con gli Stati Uniti, una fase dove il terreno di scontro sarà l&#8217;Europa e dove la teoria della Limited Nuclear War potrebbe nuovamente (purtroppo e disgraziatamente) trovare spazio.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-trattato-inf-sul-punto-di-collassare-i-missili-nucleari-a-raggio-intermedio-tornano-in-europa/">Il trattato INF sul punto di collassare. I missili nucleari a raggio intermedio tornano in Europa.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Russia è Putin, Putin è la Russia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2015 10:40:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro gruppo ha partecipato ad una interessante conferenza a porte chiuse organizzata in ambito NATO sotto la Regola di Chatham House. Non possiamo quindi rivelare né il nome dei partecipanti, né ancor meno chi abbia detto cosa. Possiamo però dirvi che erano presenti i massimi esperti dei Think Thank occidentali..e russi. La conferenza aveva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro gruppo ha partecipato ad una interessante conferenza a porte chiuse organizzata in ambito NATO sotto la <a  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chatham_House_Rule" title="Regola Chatham House" target="_blank">Regola di Chatham House</a>. Non possiamo quindi rivelare né il nome dei partecipanti, né ancor meno chi abbia detto cosa. Possiamo però dirvi che erano presenti i massimi esperti dei Think Thank occidentali..e russi. La conferenza aveva come argomento i rapporti tra NATO e Russia e l&#8217;evoluzione degli equilibri in Europa<br />
Sono emerse diverse visioni della situazione attuale ma alcune considerazioni ci hanno colpito in maniera particolare. In prima istanza è emerso in maniera chiara un concetto che allarma la comunità degli analisti. Questo elemento deriva da una analisi semplice, ma non banale.<br />
Il concetto riguarda l&#8217;organizzazione del potere ai tempi dell&#8217;Unione Sovietica, il suo paragone con l&#8217;attuale sistema di potere in Russia, e come queste differenze possano impattare sullo sviluppo della crisi in atto tra NATO Russia.<br />
Nella Guerra Fredda l&#8217;Unione Sovietica era diretta dal Poliburo, un organismo politico espressione di una base popolare che aveva in suo carico le decisioni strategiche dell&#8217;Unione Sovietica. Al Politburo spettavano le decisioni delle azioni di guerra delle politiche economiche e delle iniziative diplomatiche. Certo il Segretario del Partito aveva aveva una parte di potere esecutivo ed in caso di emergenza era in grado di prendere decisioni fondamentali per la sopravvivenza del paese.<br />
Oggi invece la Russia è retta da un solo uomo, il Presidente Putin, e se questo fatto rende la Russia più rapida e pronta nelle decisioni, tuttavia la medesima condizione rende la Russia dipendente integralmente da Putin per quanto riguarda le scelte strategiche e geopolitiche. Ora la Russia per entrare in Guerra non ha più la necessità di lunghe riunioni o di discussioni complesse tra in membri del Politbüro, ma è sufficiente la decisione di un uomo solo che oggi incarna l&#8217;intera Russia.<br />
Oggi perchè la Russia decida di entrare in guerra, di prendere una iniziativa militare o di attuare scelte economiche basta la decisione e la parola di Vladimir Putin.<br />
Per questi motivi un opinion leader del mondo geopolitico ha affermato che &#8220;Putin è la Russia e la Russia è Putin&#8221;, ricordando la famosa frase di Hitler, &#8220;Io sono la Germania e la Germania sono io&#8221;.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-russia-e-putin-putin-e-la-russia/">La Russia è Putin, Putin è la Russia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Putin firma trattato di integrazione tra Russia e Ossezia del Sud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Voce dei Lettori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 07:44:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il trattato fra Russia e Abkhazia stipulato a Sochi il 24 novembre 2014, il presidente Putin ha firmato al Cremlino un analogo accordo con il presidente dell&#8217;Ossezia del Sud Leonid Tibilov, il 18 marzo 2015. L&#8217;Ossezia del Sud è un paese di 50mila abitanti che dichiarò l&#8217;indipendenza dalla Georgia nel 1991 e fu riconosciuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il trattato fra Russia e Abkhazia stipulato a Sochi il 24 novembre 2014, il presidente Putin ha firmato al Cremlino un analogo accordo con il presidente dell&#8217;Ossezia del Sud Leonid Tibilov, il 18 marzo 2015. L&#8217;Ossezia del Sud è un paese di 50mila abitanti che dichiarò l&#8217;indipendenza dalla Georgia nel 1991 e fu riconosciuto da Mosca nel 2008. Il trattato prevede l&#8217;integrazione tra le forze di sicurezza russe e quelle sud-ossete. Non contiene, invece, la previsione di un referendum per aderire alla Federazione di Russia, come aveva chiesto il presidente del parlamento osseto Anatoly Bibilov. La Georgia, la Nato e l&#8217;Unione Europea hanno protestato definendo il trattato in violazione del diritto internazionale e dei principi dell&#8217;Osce. In Ossezia si assiste ad una lotta di potere tra esecutivo e parlamento, che non si esclude possa risolversi in una crisi politica come quella vissuta dall&#8217;Abkhazia nel maggio 2014.</p>
<p><em>di Matteo Pugliese</em></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-firma-trattato-di-integrazione-tra-russia-e-ossezia-del-sud/">Putin firma trattato di integrazione tra Russia e Ossezia del Sud</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Russia esce dal trattato sulla riduzione delle forze convenzionali in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 08:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato armi convenzionali in Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri il Ministero degli Esteri della Federazione Russa ha annunciato che Mosca si ritira dal &#8220;trattato sulla riduzione delle forze convenzionali in Europa&#8221;. Questa notizia, passata inosservata dai media tradizionali italiani, è invece di fondamentale importanza. Il trattato in questione regola, o per meglio dire regolava, il numero massimo di carri armati, mezzi per il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il Ministero degli Esteri della Federazione Russa ha annunciato che Mosca si ritira dal &#8220;trattato sulla riduzione delle forze convenzionali in Europa&#8221;. Questa notizia, passata inosservata dai media tradizionali italiani, è invece di fondamentale importanza. Il trattato in questione regola, o per meglio dire regolava, il numero massimo di carri armati, mezzi per il trasporto truppe, artiglierie, sistemi antiaerei, aerei da combattimento ed elicotteri d&#8217;attacco che potevano essere schierati in Europa (dalla costa Atlantica ai monti Urali) dai circa trenta paesi firmatari del documento, inclusi oltre agli stati europei il Canada e gli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Questo trattato è alla base della riduzione delle spese militari del continente europeo, e ha consentito agli stati firmatari di destinare risorse allo sviluppo della società, invece che alle ormai sterili spese militari.<br />
La Russia, anche dopo la forma del trattato avrebbe potuto comunque mantenere una notevole capacità convenzionale ad ovest degli Urali. La denuncia del trattato (cioè uscire dal trattato) indica che la Federazione Russa ha intenzione di superare i numeri indicati nel 1999, numeri che ora vi forniamo. </p>
<p>Carri Armati 6350<br />
Veicoli  trasporto truppe 11280<br />
Artiglieria 6300<br />
Aeromobili da combattimento 3415<br />
Elicotteri d&#8217;attacco 850</p>
<p>Dobbiamo ricordavi che ora la Federazione Russa dispone in totale di circa 2500 carri armati in servizio effettivo, 7000 veicoli per il trasporto truppe, 6500 pezzi di artiglieria e 2200 aeromobili da combattimento, tutti numeri inferiori alle quote complessive assegnate. Tuttavia il trattato stabilisce quote secondarie per specifici sistemi d&#8217;arma (artiglierie a lungo raggio, modelli di mezzi corazzati per la fanteria ecc.) e la Russia potrebbe avere la necessità di superare tali quote secondarie.<br />
L&#8217;uscita della Russia dal Trattato implica, in prima istanza, il fatto che l&#8217;Europa Occidentale dovrà probabilmente tornare a spendere nel campo della difesa convenzionale, dopo che per anni non ha più investito inaudito settore, e trovandosi oggi con una minima capacità produttiva bellica, nonché con progetti di ricerca e sviluppo congelati da oltre 15 anni.<br />
Secondariamente va considerata la seria possibilità che la Federazione Russa guidata dal presidente Putin, non utilizzerà la forza convenzionale come puro spauracchio ma che, vista l&#8217;attuale situazione geopolitica e gli alti costi necessari al mantenimento di tali forze, la loro espansione numerica ad ovest degli Urali trova giustificazione solo in un caso: la Russia intende compiere una campagna militare di vaste dimensioni nell&#8217;Ucraina orientale e se ciò accadrà entro pochi mesi le forze convenzionali NATO presenti in Europa dovranno scegliere se garantire la sicurezza degli Stati aderenti al patto Atlantico oppure cercare di fornire supporto militare all&#8217;Ucraina; a nostro avviso infatti in questi mesi la NATO non possiede le capacità (e soprattuto i numeri nonchè la coesione politica) necessarie a compiere ambedue queste missioni.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-russia-esce-dal-trattato-sulla-riduzione-delle-forze-convenzionali-in-europa/">La Russia esce dal trattato sulla riduzione delle forze convenzionali in Europa</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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