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	<title>5+1 | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
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		<title>Nucleare iraniano prorogato al 24 il termine per l&#8217;accordo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 07:30:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Segretario di Stato americano John Kerry, ha annunciato che domani non scadrà il termine per firmare un accordo definitivo tra gruppo del 5+1 ed Iran sulla questione nucleare iraniana. Il termine è stato prorogato al 24 novembre 2014 una data strategica, in quanto permette agli Stati Uniti eall&#8217;Iran di concludere le trattative, se tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Segretario di Stato americano John Kerry, ha annunciato che domani non scadrà il termine per firmare un accordo definitivo tra gruppo del 5+1 ed Iran sulla questione nucleare iraniana.<br />
Il termine è stato prorogato al 24 novembre 2014 una data strategica, in quanto permette agli Stati Uniti eall&#8217;Iran di concludere le trattative, se tutto andrà per il meglio, prima che le elezioni di medio termine americane cambino i rapporti di forza tra Campidoglio e Casa Bianca.<br />
In questi ulteriori sei mesi l&#8217;Iran riceverà dagli Stati Uniti altri 2,8 miliardi di dollari in asset finanziari ora bloccati in occidente.<br />
È fuor di dubbio che la trattativa tra Iran e 5+1 veda come protagonista principale gli Stati Uniti, così come è evidente che all&#8217;interno dell&#8217;accordo sul nucleare si siano inserite discussioni relative alla questione siriana ed irachena, nonché la presenza amenricana nel Golfo Persico.<br />
Una trattativa che forse si è estesa ad argomenti molto sentiti dagli iraniani ma che ora si presenta ancora più complessa rispetto a sei mesi fa.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/nucleare-iraniano-prorogato-al-24-il-termine-per-laccordo/">Nucleare iraniano prorogato al 24 il termine per l’accordo</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nucleare iraniano colloqui diretti tra Usa e Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2014 07:53:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono in corso a Ginevra colloqui diretti tra Stati Uniti ed Iran riguardanti il programma nucleare iraniano e la possibile soluzione diplomatica della questione. I colloqui precedono quelli del gruppo 5+1 che dovrà probabilmente solo ratificare l&#8217;eventuale accordo che dovesse derivare dai negoziati diretti tra Stati Uniti e Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. Anche sei mesi fa, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in corso a Ginevra colloqui diretti tra Stati Uniti ed Iran riguardanti il programma nucleare iraniano e la possibile soluzione diplomatica della questione. I colloqui precedono quelli del gruppo 5+1 che dovrà probabilmente solo ratificare l&#8217;eventuale accordo che dovesse derivare dai negoziati diretti tra Stati Uniti e Repubblica Islamica dell&#8217;Iran.<br />
Anche sei mesi fa, prima dell&#8217;accordo temporaneo ancora oggi in vigore Stati Uniti ed Iran, seppur non ufficialmente, si erano incontrati per discutere direttamente e senza intermediari dei dettagli dell&#8217;accordo temporaneo. Per facilitare tale accordo la Casa Bianca aveva sospeso tutte le esercitazioni aeronavali nel Golfo Persico e nei pressi dello Stretto di Hormuz.<br />
Questa volta il presidente americano ha sospeso per sei mesi le procedure atte a limitare le esportazioni di greggio iraniano, annullando nei fatti le sanzioni contro il cuore dell&#8217;economia iraniana.<br />
Come abbiamo scritto la settimana scorsa, la sospensione delle sanzioni era la condizione posta dal Leader iraniano Ayatollah Khamenei per tenere colloqui diretti ed ufficiali con gli americani, e così è stato. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/nucleare-iraniano-colloqui-diretti-tra-usa-iran/">Nucleare iraniano colloqui diretti tra Usa e Iran</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nucleare iraniano la Casa Bianca chiarisce i termini dell&#8217;accordo (e smentisce il Presidente)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2014 12:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[programma atomico iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo giorni caotici, durante i quali il presidente americano Obama aveva rilasciato dichiarazioni contraddittorie riguardanti l&#8217;accordo temporaneo con l&#8217;Iran sul programma atomico di Teheran, la Casa Bianca ha pubblicato un sunto degli accordi in questione tra il gruppo dei 5+1 e l&#8217;Iran. Il documento della Casa Bianca smentisce alcune dichiarazioni rilasciate da Obama che parlavano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_1664" aria-describedby="caption-attachment-1664" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/440px-Official_portrait_of_Barack_Obama.jpg" class="thickbox no_icon" title="Il Presidente Americano Barack Obama"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/440px-Official_portrait_of_Barack_Obama-220x300.jpg" alt="Il Presidente Americano Barack Obama" width="220" height="300" class="size-medium wp-image-1664" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/440px-Official_portrait_of_Barack_Obama-220x300.jpg 220w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/440px-Official_portrait_of_Barack_Obama.jpg 440w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1664" class="wp-caption-text">Il Presidente Americano Barack Obama</figcaption></figure>Dopo giorni caotici, durante i quali il presidente americano Obama aveva rilasciato dichiarazioni contraddittorie riguardanti l&#8217;accordo temporaneo con l&#8217;Iran sul programma atomico di Teheran, la Casa Bianca ha pubblicato un sunto degli accordi in questione tra il gruppo dei 5+1 e l&#8217;Iran.<br />
Il documento della Casa Bianca smentisce alcune dichiarazioni rilasciate da Obama che parlavano di neutralizzazione completa di tutto lo Stock iraniano di uranio arricchito al 20% e la contestuale demolizione di strutture indutriali iraniane dedicate all&#8217;arriccimento del minerale di uranio.<br />
Il documento della Casa Bianca conferma quanto scritto nei giorni scorsi su queste pagine ed in parte conferma le dichiarazioni del team iraniano incaricato di portare avanti le trattative con le potenze del 5+1.<br />
Ma cosa dice il documento della Casa Bianca riguardante il programma atomico iraniano?</p>
<p>Il documento afferma che a partire dal 20 gennaio 2014 entra in vigore il cosiddetto &#8220;Joint Plan of Action&#8221; il quale prevede un percorso di sei mesi durante il quale vengono forniti all&#8217;Iran una serie di benefici economici e commerciali in cambio di quanto segue:</p>
<ol>
<li>Fermare la produzione di uranio al 20% in purezza dell&#8217;isotopo 235 e disconnettere le cascate di centrifughe che permettono oggi in Iran questo tipo di processo</li>
<li>Iniziare a diluire la metà dell&#8217;uranio arricchito al 20% (come esafluoruro di uranio) ad un livello di purezza del 5% (ma sempre sotto forma di esafluoruro di uranio), il restante uranio al 20% dovrà invece essere trasformato in combustibile per i reattori di ricerca cioè nella forma di ossido di uranio (processo che a differenza della diluizione è molto più difficile da invertire)</li>
<li>Fermare i processi di arricchimento in circa la metà delle centrifughe di Natanz e nei tre quarti delle centrifughe di Fordow, incluse tutte le centrifughe di seconda generazione già installate e funzionanti</li>
<li>Limitare la produzione di centrifughe alla sola quota necessaria per rimpiazzare le centrifughe in avaria, non costruire nuovi siti per l&#8217;arricchimento e non procedere nella ricerca e sviluppo di oltre l&#8217;attuale livello di conoscenze iraniane. (Ecco perché nei giorni scorsi l&#8217;Iran ha dichiarato di sperimentare già da dicembre centrifughe di terza e quarta generazione)</li>
<li>Non attivare o caricare con combustibile il reattore ad acqua pesante di Arak (fatto che testimonia il forte avanzamento dei lavori già compiuti ad Arak)</li>
<li>Non costruire una struttura capace di riprocessare il combustibile esausto di Arak. Processo indispensabile per estrarre il Plutonio generato come sottoprodotto dal reattore stesso</li>
</ol>
<p>&nbsp;<br />
Come potete leggere non si trova nessuna indicazione alla demolizione di strutture industriali iraniane, e non esiste un limite alla quantità di Uranio al 5% che l&#8217;Iran possa accumulare.<br />
In effetti, il tetto alla quantità di uranio accumulabile dall&#8217;Iran, sembra essere l&#8217;unico obiettivo del futuro accordo definitivo sul nucleare iraniano. Nel documento della Casa Bianca si legge infatti che al termine dei sei mesi l&#8217;Iran si impegna a porre un limite alla quantità di uranio al 5% che la Repubblica Islamica potrà possedere.<br />
In cambio dl rispetto di questi termini l&#8217;Iran riceverà 7 miliardi di dollari provenienti dagli asseti finanziari iraniani in occidente  viene concesso il libero commercio dei metalli preziosi (oro in particolare) e viene consentito il commercio di pezzi di ricambio per l&#8217;aeronautica civile iraniana.<br />
Ecco questo è a grandi linee l&#8217;accordo tra 5+1 ed Iran sul programma nucleare. Diciamo a grandi linee perché i protocolli aggiuntivi e eventualmente quelli segreti non sono disponibili per le nostre analisi.  </p>
<p>Qui di seguito il comunicato della Casa Bianca </p>
<p>The White House<br />
Office of the Press Secretary</p>
<p>For Immediate Release January 16, 2014<br />
Summary of Technical Understandings Related to the Implementation of the Joint Plan of Action on the Islamic Republic of Iran’s Nuclear Program</p>
<p>On January 12, 2014, the P5+1 (the United States, United Kingdom, Germany, France, Russia, and China, coordinated by EU High Representative Catherine Ashton) and Iran arrived at technical understandings for the Joint Plan of Action, which will be implemented beginning on January 20, 2014.</p>
<p>The Joint Plan of Action marks the first time in nearly a decade that the Islamic Republic of Iran has agreed to specific actions that stop the advance of its nuclear program, roll back key aspects of the program, and include unprecedented access for international inspectors.  The technical understandings set forth how the provisions of the Joint Plan of Action will be implemented and verified, and the timing of implementation of its provisions.  Specifically, the technical understandings specify the actions that Iran will take to limit its enrichment capacity at Natanz and Fordow, as well as the limits on safeguarded research and development (R&#038;D); the actions Iran will take to implement its commitments not to fuel the Arak reactor or install remaining components at the reactor; and the actions Iran will take to facilitate International Atomic Energy Agency (IAEA) verification and confirmation that Iran is fully implementing these commitments.  The understandings also clarify the reciprocal actions that the P5+1 and the EU will take.</p>
<p>Between now and January 20th, Iran, the IAEA, the United States, and our international partners, will take the remaining required steps to begin implementing the Joint Plan of Action on that date. </p>
<p>What Iran Has Committed To Do</p>
<p>On January 20th, the IAEA will report on the current status of Iran’s nuclear program, and particularly on its uranium enrichment program and the Arak reactor.  The IAEA will also report on several specific steps that Iran has committed to take by or on the first day of implementation, including:</p>
<p>Halting production of near-20% enriched uranium and disabling the configuration of the centrifuge cascades Iran has been using to produce it.<br />
Starting to dilute half of the near-20% enriched uranium stockpile that is in hexafluoride form, and continuing to convert the rest to oxide form not suitable for further enrichment.<br />
In addition, over the course of the Joint Plan of Action, the IAEA will verify that Iran is:</p>
<p>Not enriching uranium in roughly half of installed centrifuges at Natanz and three-quarters of installed centrifuges at Fordow, including all next generation centrifuges.<br />
Limiting its centrifuge production to those needed to replace damaged machines, so Iran cannot use the six-month period to stockpile centrifuges.<br />
Not constructing additional enrichment facilities.<br />
Not going beyond its current enrichment R&#038;D practices.<br />
Not commissioning or fueling the Arak reactor.<br />
Halting the production and additional testing of fuel for the Arak reactor.<br />
Not installing any additional reactor components at Arak.<br />
Not transferring fuel and heavy water to the Arak reactor site.<br />
Not constructing a facility capable of reprocessing.  Without reprocessing, Iran cannot separate plutonium from spent fuel.<br />
Iran has also committed to a schedule for taking certain actions during the six-month period.  This includes:</p>
<p>Completion of dilution of half of its stockpile of near-20% uranium hexafluoride in three months, and completion of conversion of the rest of that material to oxide in six months.<br />
A cap on the permitted size of Iran’s up to 5% enriched uranium stockpile at the end of the six-month period.<br />
Verification Mechanisms</p>
<p>To ensure Iran is fulfilling its commitments, the IAEA will be solely responsible for verifying and confirming all nuclear-related measures, consistent with its ongoing inspection role in Iran.  In addition, the EU, P5+1 and Iran will establish a Joint Commission to work with the IAEA to monitor implementation of the Joint Plan of Action.  The Joint Commission will also work with the IAEA to facilitate resolution of past and present concerns with respect to Iran’s nuclear program. </p>
<p>The Joint Commission will be composed of experts of the EU, P5+1 and Iran, and it will convene at least monthly to consider the implementation of the Joint Plan of Action and any issues that may arise.  Any decisions that are required on the basis of these discussions will be referred to the Political Directors of the EU, the P5+1, and Iran.</p>
<p>Transparency and Monitoring</p>
<p>Iran committed in the Joint Plan of Action to provide increased and unprecedented transparency into its nuclear program, including through more frequent and intrusive inspections as well as expanded provision of information to the IAEA.</p>
<p>The Iranian enrichment facilities at Natanz and Fordow will now be subject to daily IAEA inspector access as set out in the Joint Plan of Action (as opposed to every few weeks).  The IAEA and Iran are working to update procedures, which will permit IAEA inspectors to review surveillance information on a daily basis to shorten detection time for any Iranian non-compliance.  In addition, these facilities will continue to be subjected to a variety of other physical inspections, including scheduled and unannounced inspections. </p>
<p>The Arak reactor and associated facilities will be subject to at least monthly IAEA inspections – an increase from the current inspection schedule permitting IAEA access approximately once every three months or longer. </p>
<p>Iran has also agreed to provide for the first time:</p>
<p>Long-sought design information on the Arak reactor;<br />
Figures to verify that centrifuge production will be dedicated to the replacement of damaged machines; and<br />
Information to enable managed access at centrifuge assembly workshops, centrifuge rotor production workshops and storage facilities, and uranium mines and mills.<br />
These enhanced monitoring measures will enable the IAEA to provide monthly updates to the Joint Commission on the status of Iran’s implementation of its commitments and enable the international community to more quickly detect breakout or the diversion of materials to a secret program.</p>
<p>What the P5+1 and EU Have Committed To Do</p>
<p>As part of this initial step, the P5+1 and EU will provide limited, temporary, and targeted relief to Iran.  The total value of the relief is between $6 and $7 billion – a small fraction of the $100 billion in Iranian foreign exchange holdings that will continue to be blocked or restricted.  Some relief will be provided from the first day; most will be provided in installments over the span of the entire six-month period.  The relief is structured so that the overwhelming majority of the sanctions regime, including the key oil, banking, and financial sanctions architecture, remains in place – and sanctions will continue to be vigorously implemented throughout the six-month period. </p>
<p>Once the IAEA has confirmed Iran is implementing its commitments, in return the P5+1 and EU have committed to do the following on the first day of implementation:</p>
<p>Suspend the implementation of sanctions on Iran’s petrochemical exports and Iran’s imports of goods and services for its automotive manufacturing sector.<br />
Suspend sanctions on Iran’s import and export of gold and other precious metals, with significant limitations that prevent Iran from using its restricted assets overseas to pay for these purchases.<br />
License expeditiously the supply of spare parts and services, including inspection services, for the safety of flight of Iran’s civil aviation sector.<br />
Pause efforts to further reduce purchases of crude oil from Iran by the six economies still purchasing oil from Iran.<br />
Facilitate the establishment of a financial channel intended to support humanitarian trade that is already permitted with Iran and facilitate payments for UN obligations and tuition payments for students studying abroad.<br />
Modify the thresholds for EU internal procedures for the authorization of financial transactions.<br />
The P5+1 and EU have also committed to take certain actions to facilitate Iran’s access to $4.2 billion in restricted Iranian funds on a set schedule at regular intervals throughout the six months.  Access to a small portion of these funds will be linked to Iran’s progress in completing the dilution process for near-20% enriched uranium.  Iran will not have access to the final installment of the $4.2 billion until the last day of the six-month period. </p>
<p>The installments will be released on the schedule below, contingent on the IAEA confirming that Iran is fulfilling its commitments.</p>
<p>February 1st &#8211; $550 million (installment #1)</p>
<p>March 1st &#8211; $450million (contingent on the IAEA confirming that Iran has completed dilution of half of the stockpile of near-20% enriched uranium it is required to dilute)</p>
<p>March 7th &#8211; $550 million (installment #2)</p>
<p>April 10th &#8211; $550 million (installment #3)</p>
<p>April 15th &#8211; $450 million (contingent on the IAEA confirming that Iran has completed dilution of its entire stockpile of near-20% enriched uranium it is required to dilute)</p>
<p>May 14th &#8211; $550 million (installment #4)</p>
<p>June 17th &#8211; $550 million (installment #5)</p>
<p>July 20th &#8211; $550million (installment #6 is on day 180) (contingent on the IAEA confirming that Iran has fulfilled all of its commitments)</p>
<p>A Comprehensive Solution</p>
<p>With this implementation plan, we have made concrete progress.  We will now focus on the critical work of pursuing a comprehensive resolution that addresses our concerns over Iran’s nuclear program.  Shortly after the Joint Plan of Action takes effect on January 20th, the United States will determine with our P5+1 partners our approach to the comprehensive solution.  Discussions with Iran will follow that coordination process.</p>
<p>With respect to the comprehensive solution, nothing is agreed to until everything is agreed to.  We have no illusions about how hard it will be to achieve this objective, but for the sake of our national security and the peace and security of the world, now is the time to give diplomacy a chance to succeed.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/nucleare-iraniano-la-casa-bianca-chiarisce-i-termini-dellaccordo-e-smentisce-il-presidente/">Nucleare iraniano la Casa Bianca chiarisce i termini dell’accordo (e smentisce il Presidente)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran e Usa due versioni diverse dell&#8217;accordo temporaneo sul nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 09:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[programma atomico iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualcosa non torna nelle dichiarazioni del Presidente americano Obama e del governo della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, e quello che non torna è qualcosa non di secondario, ma bensì l&#8217;essenza stessa dell&#8217;accordo temporaneo riguardante il programma atomico iraniano. Pressato dal Congresso e temendo che nel Senato venga raggiunta la maggioranza qualificata che impedisca il veto presidenziale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcosa non torna nelle dichiarazioni del Presidente americano Obama e del governo della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, e quello che non torna è qualcosa non di secondario, ma bensì l&#8217;essenza stessa dell&#8217;accordo temporaneo riguardante il programma atomico iraniano.<br />
Pressato dal Congresso e temendo che nel Senato venga raggiunta la maggioranza qualificata che impedisca il veto presidenziale alla legge che prevede sanzioni automatiche contro l&#8217;Iran in caso di fallimento dei negoziati, il presidente americano ha dichiarato che il l&#8217;Iran si prepara a neutralizzare tutto l&#8217;uranio arricchito al 20% in suo possesso (circa 270 Kg) e contestualmente a smantellare le infrastrutture che permettono questo tipo di arricchimento.<br />
A queste parole il nostro staff ha reagito con stupore e onestamente anche con una certa quota di smarrimento. In nessuno dei documenti ufficiali del vertice di Ginevra abbiamo mai trovato riferimento allo smantellamento, anche solo parziale, delle infrastrutture tecnologiche che permettono all&#8217;Iran di arricchire Uranio. È poi impossibile possedere centrifughe in grado di arricchire uranio al 5% e non al 20% o più, le medesime macchine possono fare entrambe le cose. Nell&#8217;accordo di Ginevra infine si puntualizza che viene fatto divieto all&#8217;Iran di installare nuovi equipaggiamenti nei siti dove si arricchisce uranio, e di proseguire la costruzione del reattore ad acqua pesante di Arak; nell&#8217;accordo non solo non vi è alcun accenno al dovere di smantellare infrastrutture, ma non esiste nemmeno la proibizione alle attività di ricerca riguardanti il programma atomico ed in particolare le centrifughe.<br />
Infatti l&#8217;Iran, tramite la propria agenzia atomica ed il suo capo Alì Akbar Salehi, ha dichiarato che sono già in atto i test su nuovi modelli di centrifughe di terza e quarta generazione, centrifughe in grado di aumentare di quattro/sei volte le capacità di arricchimento attuali dell&#8217;Iran. Salehi ha inoltre dichiarato che una volta ultimati i test si inizierà la produzione di massa. La produzione, non l&#8217;installazione. Ma una volta costruite le centrifughe si installano rapidamente, il vero problema è possedere i materiali (acciai speciali, magneti ad anello, ecc.) e le competenze ingegneristiche e siderurgiche per rendere i progetti realtà.<br />
Ed anche gli iraniani, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del Presidente Obama, hanno replicato alla Casa Bianca, ricordando che secondo loro gli accordi di Ginevra del novembre 2013 non prevedono lo smantellamento di infrastrutture industriali iraniane, ma addirittura che l&#8217;accordo riconosce il diritto inalienabile dell&#8217;Iran di arricchire uranio e di proseguire lo sviluppo di tecnologie nucleari più avanzate di quelle attualmente in possesso di Teheran.<br />
Ma le contrarie interpretazioni tra Stati Uniti ed Iran non si fermano alle centrifughe e al reattore di Arak.<br />
Iran e Stati Uniti hanno due idee differenti anche sulla sorte dei circa 270 Kg di uranio al 20% in possesso dell&#8217;agenzia atomica iraniana. Secondo Obama tutto l&#8217;uranio al 20% sarà trasformato in combustibile per i reattori sperimentali iraniani. Secondo Teheran solo la metà dell&#8217;uranio al 20% sarà reso non utilizzabile per scopi diversi da quelli medici e di ricerca, e la differenza non è piccola.<br />
Quindi le possibilità per spiegare questa differenza di vedute sono due. La prima è che questo accordo contiene, nella sua forma integrale, così tanti cavilli che ogni parte lo interpreta a suo favore stravolgendone il significato. La seconda è che qualcuno non sta dicendo la verità.<br />
Purtroppo il testo integrale dell&#8217;accordo di Ginevra non è disponibile su fonti Open Source ed è impossible al momento stabilire dove risieda la verità.<br />
Un fatto comunque è certo. Iran e Stati Uniti (più gli Stati Uniti in realtà) hanno voluto trovare un accordo a tutti i costi, un accordo nato nell&#8217;ambiguità e sotto il doppio ricatto della produzione di un&#8217;arma atomica e di un intervento militare in Iran. Con questi presupposti l&#8217;accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti (il 5+1 ormai e solamente una bella facciata per i colloqui e per trovare accordi commerciali) rischia concretamente di non vedere la luce e, nel caso alla fine un accordo fosse trovato, potrebbe essere un vero rebus interpretativo, un caos diplomatico che bloccherebbe ogni azione internazionale nei confronti dell&#8217;Iran e permetterebbe lo sviluppo della tecnologia nucleare iraniana in ogni campo, incluso quello militare. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iran-e-usa-due-versioni-diverse-dellaccordo-temporaneo-sul-nucleare/">Iran e Usa due versioni diverse dell’accordo temporaneo sul nucleare</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;Iran lavora a nuove centrifughe di ultima generazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2013 07:01:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[IR2/M]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Direttore dell&#8217;Agenzia Atomica iraniana Alì Akbar Salehi, ha dichiarato che l&#8217;Iran sta testando una nuova generazione di centrifughe per l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, le quali saranno prodotte in massa non appena i test saranno conclusi con esito positivo. Questa dichiarazione getta un&#8217;ombra sinistra sugli accordi temporanei riguardanti il programma nucleare iraniano firmati a Ginevra lo scorso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Direttore dell&#8217;Agenzia Atomica iraniana Alì Akbar Salehi, ha dichiarato che l&#8217;Iran sta testando una nuova generazione di centrifughe per l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, le quali saranno prodotte in massa non appena i test saranno conclusi con esito positivo.<br />
Questa dichiarazione getta un&#8217;ombra sinistra sugli accordi temporanei riguardanti il programma nucleare iraniano firmati a Ginevra lo scorso novembre.<br />
Negli accordi l&#8217;Iran ha accettato, in cambio dello sblocco di assetti finanziari in valuta pregiata in occidente, di sospendere per sei mesi la produzione di centrifughe di ultima generazione, sospendere la produzione di Uranio al 20%, e non far progredire la costruzione del reattore ad acqua pesante di Arak.<br />
Ieri il Direttore Salehi con la sua dichiarazione non ha violato gli accordi di Ginevra, ma ha comunicato al mondo che l&#8217;Iran sta utilizzando questi mesi di sospensione per far comunque avanzare, all&#8217;interno dei termini degli accordi, il proprio programma atomico.<br />
Disporre di diverse cascate di centrifughe di ultima generazione può consentire agli iraniani di arricchire uranio ad un ritmo mai visto a Teheran.<br />
Oggi, secondo i report dell&#8217;Agenzia delle Nazioni Unite per il controllo dell&#8217;Energia Atomica, l&#8217;Iran dispone di 19000 centrifughe funzionanti di cui 1000 IR2/M di nuova generazione. Una sostituzione delle centrifughe nemo efficienti con quelle di ultima concezione, a parità di numero, potrebbe aumentare di quattro volte le capacità di arricchimento dell&#8217;Iran e consentire di raggiungere il 90% di purezza in Isotopo 235, partendo dalla concentrazione del 5%, in un tempo estremamente breve.<br />
Perché Salehi ha rilasciato queste dichiarazioni che potrebbero minare gli accordi temporanei? Forse ha voluto alzare al posta in vista di colloqui diretti con gli Americani, forse ha voluto rassicurare i più intransigenti all&#8217;interno del governo dell&#8217;Iran o forse ha semplicemente voluto sottolineare che l&#8217;Iran non rinuncerà mai ad arricchire uranio così come non rinuncerà alla possibilità di arricchire grandi quantità di minerale in un tempo estremamente breve, scopo per il quale vengono progettate e costruite le efficienti centrifughe di ultima generazione.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/iran-lavora-a-nuove-centrifughe-di-ultima-generazione/">L’Iran lavora a nuove centrifughe di ultima generazione</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Si sbriciolano le sanzioni contro l&#8217;Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 15:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sanzioni contro l&#8217;Iran si stanno letteralmente disgregando. E questa volta a dirlo non sono gli autori di Geopoliticalcenter ma il primo ministro israeliano Netanyahu che si trova in visita ufficiale in Italia per il vertice bilaterale Israele-Italia. Le parole di Netanyahu arrivano dopo l&#8217;incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Enrico Letta, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le sanzioni contro l&#8217;Iran si stanno letteralmente disgregando. E questa volta a dirlo non sono gli autori di Geopoliticalcenter ma il primo ministro israeliano Netanyahu che si trova in visita ufficiale in Italia per il vertice bilaterale Israele-Italia.<br />
Le parole di Netanyahu arrivano dopo l&#8217;incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Enrico Letta, il quale potrebbe aver informato ufficialmente Israele che la compagnia petrolifera nazionale italiana ENI si appresta a riprendere la collaborazione con l&#8217;Iran in campo energetico.<br />
Alcuni segnali inequivocabili erano giunti due settimane fa quando il ministro degli Esteri Bonino aveva accolto calorosamente il ministro degli esteri iraniano Zarif. Al termine della conferenza stampa un giornalista aveva chiesto alla Bonino se l&#8217;Italia si stesse muovendo verso una ripresa completa dei rapporti commerciali con l&#8217;Iran.<br />
La Bonino aveva risposto :&#8221;non abbiamo mica scritto Giocondo sulla fronte&#8221; mentre tutti gli altri paesi occidentali stanno facendo passi per collaborare con l&#8217;Iran.<br />
L&#8217;accordo temporaneo che doveva solo determinare un quantificabile e certo allentamento delle sanzioni sta invece determinando il crollo completo delle sanzioni contro l&#8217;Iran.<br />
Inglesi, francesi, americani, italiani, cinesi se indiani stanno facendo a gara per ottenere contratti energetici con l&#8217;Iran e l&#8217;Iran sta puntando su contratti a lunghissima scadenza che possano garantire introiti certo per i prossimi 30 anni alla repubblica islamica.<br />
Gli ultimi dare un segnale inequivocabile al mondo sono gli indiani che hanno inviato una squadra tecnica di prim&#8217;ordine per accelerare la costruzione delle nuove infrastrutture portuali iraniane.<br />
Le sanzioni crollano e sarà praticamente impossibile ripristinarle se nel giro di un paio di settimane non si metteranno in atto azioni estremamente decise.<br />
I vertici diplomatici dell&#8217;Iran e tutti gli alleati della Repubblica Islamica hanno tutta la ragione di festeggiare, le sanzioni crollano e il programma nucleare avanza.<br />
Così come avanza in molta parte dell&#8217;occidente l&#8217;indifferenza verso Israele, una indifferenza che costringe lo stato ebraico a contare solo sulle proprie forze in caso di un confronto armato nella regione.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/si-sbriciolano-le-sanzioni-contro-liran/">Si sbriciolano le sanzioni contro l’Iran</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Netanyahu a Mosca per incontrare Putin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 12:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. L&#8217;incontro tra i due leader di Russia e Israele è stato programmato, contestualmente al primo giorno del vertice di Ginevra tra il gruppo del 5+1 e la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. Mosca è da sempre un partner dell&#8217;Iran nella regione del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/11/image4.jpg" class="thickbox no_icon" title="Cremlino "><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/11/image4-300x225.jpg" alt="Cremlino " width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-12961" /></a>Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. L&#8217;incontro tra i due leader di Russia e Israele è stato programmato, contestualmente al primo giorno del vertice di Ginevra tra il gruppo del 5+1 e la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran.<br />
Mosca è da sempre un partner dell&#8217;Iran nella regione del Golfo Persico, abbiamo usato la parola partner e non alleato perché a nostre avviso sul lungo periodo Iran e Federazione Russa non condividono i medesimi obiettivi strategici.<br />
Cosa si diranno realmente Putin e Netanyahu probabilmente non lo sapremo mai ma possiamo analizzare gli interessi nazionali di Russia ed Israele e cercare di capire se c&#8217;è spazio per una collaborazione tra queste due nazioni oppure se si andrà incontro ad un confronto sia sul piano diplomatico che su quello strategico.<br />
Il nostro punto di vista è che Israele e Federazione Russa possono condividere sul piano geopolitico, più elementi di quanti tendano a porre in contrapposizione le politiche di questi due stati.<br />
Oggi il dialogo di Putin e Netanyahu, con grande probabilità, sarà incentrato sull&#8217;Iran, ma non solo. La Russia ha scelto il Medio Oriente, il bacino del Mediterraneo, il Caucaso e la regione artica come zone di interesse strategico primario.<br />
I vecchi schemi riconducibili ai blocchi delle alleanze in atto durante la guerra fredda, o agli ultimi anni del novecento sono oggi completamente superati.<br />
Gli Stati Uniti hanno scelto di diventare produttori primari di greggio, questo fatto ha rivoluzionato tutti gli equilibri della regione mediorientale.<br />
Nazioni storicamente legate agli Stati Uniti, come le monarchie sunnite del Golfo, vedono oggi profilarsi all&#8217;orizzonte due eventi potenzialmente devastanti per la stabilità delle loro nazioni.<br />
Il primo è la ritirata americana dalla regione. Il secondo il sorgere di un Iran sciita e teocratico che presto potrebbe diventare una potenza regionale nucleare. In questo stesso contesto nazioni che avevano fatto della laicità e del legame all&#8217;Occidente un cardine del loro esistere, come ad esempio la Turchia, tendono sempre più a cercare un alleato strategico nella regione e spesso tale alleato viene identificato nell&#8217;Iran, e la stessa via era stata intrapresa dall&#8217;Egitto dei fratelli musulmani.<br />
L&#8217;Arabia Saudita vedendo espandersi l&#8217;influenza sciita ben oltre la classica mezza luna geografica identificabile da Iran Iraq Siria e Libano, ha sostenuto economicamente, diplomaticamente, e militarmente il colpo di Stato che ha deposto il presidente egiziano Morsi. La stessa Arabia Saudita ha favorito il riavvicinamento della federazione russa all&#8217;Egitto, garantendo probabilmente con capitali sauditi, il finanziamento per l&#8217;acquisto di armi russe per l&#8217;esercito del Cairo.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;Egitto, anche lo stato di Israele si è mosso in maniera parallela e simmetrica rispetto alla strategia saudita. Gli israeliani hanno consentito all&#8217;Egitto di prendere maggior controllo militare sulla penisola del Sinai, cuscinetto naturale demilitarizzato creato dopo l&#8217;ultima guerra tra Egitto ed Israele, una penisola che era diventata un santuario per gli islamisti e che consentiva imponenti traffici di armi verso la striscia di Gaza. Israele vede inoltre con favore la presenza in Mediterraneo della Flotta Russa, numerosi indicatori fanno pensare che una società controllata del colosso russo GAZPROM possa essere chiamata a gestire la commercializzazione del più grande campo di gas mai scoperto il Mediterraneo e che ricade nell&#8217;area economica esclusiva israeliana e probabilmente si estende alla parte di mare sotto la  giurisdizione della Cipro greca. L&#8217;alleanza tra Israele e Russia per la commercializzazione del metano nel Mediterraneo orientale garantirebbe anche che la flotta russa si faccia carico, almeno in parte, della sicurezza degli impianti metaniferi che sorgeranno offshore allargo di Israele, e che potrebbero essere oggetto di attacchi convenzionali e asimmetrici da parte di milizie sciite operanti nell&#8217;area.<br />
Per questo oggi a Mosca si parlerà sì dell&#8217;Iran e del suo programma nucleare in grado di minacciare la stessa Federazione Russa, ma si parlerà più probabilmente dell&#8217;assetto futuro di tutta la regione, della possibile futura influenza russa sul Mediterraneo orientale, del business del metano in mano agli israeliani, e del vuoto lasciato dagli americani in Europa.<br />
Oggi a Mosca l&#8217;incontro tra Putin e Netanyahu non può essere definito certo un incontro tra alleati, ma men che meno può essere definito un incontro da avversari. Diciamo che oggi a Mosca si incontrano due potenziali soci in affari, in grado di riscrivere la geopolitica del Medio Oriente, del Mediterraneo e di buona parte dell&#8217;Europa stessa.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/netanyahu-a-mosca-per-incontrare-putin/">Netanyahu a Mosca per incontrare Putin</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>5+1 a Ginevra i termini dell&#8217;accordo con l&#8217;Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 08:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;accordo con l&#8217;Iran è pronto, era già pronto da quasi un mese, ed è stato definito direttamente tra gli iraniani e gli americani. Probabilmente un rapporto diretto tra il presidente iraniano Rohani e il presidente americano Obama ha definito i particolari dell&#8217;accordo che verrà firmato domani a Ginevra. L&#8217;accordo in questione doveva essere, secondo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accordo con l&#8217;Iran è pronto, era già pronto da quasi un mese, ed è stato definito direttamente tra gli iraniani e gli americani. Probabilmente un rapporto diretto tra il presidente iraniano Rohani e il presidente americano Obama ha definito i particolari dell&#8217;accordo che verrà firmato domani a Ginevra.<br />
L&#8217;accordo in questione doveva essere, secondo le direttive del congresso americano, o basato sul principio del freeze for freeze oppure basato sul principio  della riduzione delle sanzioni simultaneo ad una riduzione delle capacità di arricchimento dell&#8217;uranio dell&#8217;Iran.<br />
Tuttavia questo accordo non rispetta nessuno dei due principi in oggetto. All&#8217;Iran non viene chiesto di ridurre la propria capacità di arricchimento dell&#8217;uranio, ma solamente di interrompere l&#8217;arricchimento del minerale di uranio oltre la soglia del 5%; non viene imposta nessuna limitazione alla produzione di uranio al 5%, tappa fondamentale per qualsiasi processo di arricchimento dell&#8217;uranio a percentuali più elevate. All&#8217;Iran non viene imposto un limite sul numero di centrifughe che possono essere installate nei vari siti atomici presenti nel paese. Le ispezioni della IAEA saranno più approfondite che in passato, tuttavia non sarebbero previste ispezioni nei siti militari come ad esempio quello di Parchin. Tehran fermerà la costruzione del sito nucleare di Arak, un reattore ad acqua pesante in grado di produrre rapidamente grandi quantità di plutonio. Anche in questo caso non verrà richiesto alla Repubblica Islamica lo smantellamento di alcuna parte del reattore di Arak attualmente in costruzione.<br />
In cambio di questa sospensione dell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio ad alte percentuali e della costruzione del reattore di Arak, Stati Uniti ed Europa sbloccheranno assetti finanziari iraniani in valuta pregiata per un valore stimabile tra 15 e i 20 miliardi di dollari. Assetti finanziari che daranno una vigorosa boccata d&#8217;ossigeno all&#8217;economia iraniana ormai profondamente in crisi.<br />
Il nostro centro ritiene che questo primo passo di allentamento delle sanzioni occidentali nei confronti dell&#8217;Iran potrà determinare nel giro di pochi mesi il collasso totale delle sanzioni economiche, Messe in piedi negli ultimi cinque anni contro la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. Già oggi le diplomazie occidentali e gli alti funzionari delle multinazionali energetiche sono in stretto contatto con i vertici iraniani al fine di ristabilire i rapporti commerciali così fortemente ridotti dalle sanzioni economiche.<br />
Questo accordo segna la vittoria diplomatica della strategia iraniana e consentirà alla Repubblica islamica dell&#8217;Iran di dotarsi, nel momento in cui lo deciderà, di armi atomiche nel giro di 3/4 settimane.<br />
Il medesimo accordo aumenta in maniera significativa le probabilità di un attacco israeliano ed arabo ai siti nucleari iraniani.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/51-a-ginevra-i-termini-dellaccordo-con-liran/">5+1 a Ginevra i termini dell’accordo con l’Iran</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Nucleare iraniano: le minacce dell&#8217;Hezbollah</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 10:11:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proprio lui, il numero 1 dell&#8217;Hezbollah libanese, Hassan Nasrallah è apparso in pubblico, già di per se un fatto estremamente raro, non per parlare delle questioni libanesi o siriane, oppure per attaccare lo stato di Israele, altro fatto inusuale, ma ieri Nasrallah ha preso la parola in pubblico per dare al mondo il punto di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/nucleare-iraniano-le-minacce-dellhezbollah/">Nucleare iraniano: le minacce dell’Hezbollah</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/labbaik_ya_nasrullah_hezbollah_hasannasrulah.jpg" class="thickbox no_icon" title="Labbaik ya Nasrullah #Hezbollah #Hasan_Nasrulah"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/labbaik_ya_nasrullah_hezbollah_hasannasrulah-300x300.jpg" alt="Labbaik ya Nasrullah #Hezbollah #Hasan_Nasrulah" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-10253" /></a>Proprio lui, il numero 1 dell&#8217;Hezbollah libanese, Hassan Nasrallah è apparso in pubblico, già di per se un fatto estremamente raro, non per parlare delle questioni libanesi o siriane, oppure per attaccare lo stato di Israele, altro fatto inusuale, ma ieri Nasrallah ha preso la parola in pubblico per dare al mondo il punto di vista di Hezbollah, e probabilmente dell&#8217;Iran, sui negoziati del gruppo 5+1 sul programma nucleare della Repubblica Islamica.<br />
Il leader della milizia sciita libanese ha affermato alcuni concetti semplici e allo stesso tempo chiarissimi.<br />
Primo fra tutti ha ricordato ai propri sostenitori che, in caso di successo dei negoziati di Ginevra, l&#8217;asse Iran-Siria-Hezbollah uscirà notevolmente rinforzato e tutti e tre gli alleati sciiti beneficeranno dell&#8217;accordo che fosse eventualmente raggiunto a Ginevra.<br />
Dopo aver ricordato al proprio uditorio che un eventuale accordo sarà raggiunto solo in caso esso sarà favorevole all&#8217;Iran, e che quindi andrà accettato come una cosa assolutamente positiva, lo Sceicco libanese ha formulato anche una chiara minaccia.<br />
Nasrallah ha ammonito che nel caso i negoziati falliscano tutta la regione mediorientale andrà incontro ad una guerra, e ha concluso dicendo che se dovesse scoppiare una guerra tutti dovrebbero preoccuparsi, ma che gli altri (e cioè i nemici dell&#8217;Hezbollah) dovrebbero preoccuparsi più che lo stesso Hezbollah.<br />
Ma come interpretare le parole di Nasrallah, perché il fallimento del vertice di Ginevra dovrebbe portare alla guerra?<br />
In caso di fallimento dei negoziati di Ginevra probabilmente il Congresso americano aumenterebbe la pressione nei confronti dell&#8217;Iran bloccando quasi integralmente le esportazioni di greggio di Tehran.<br />
Se ciò avvenisse l&#8217;Iran, ormai al tracollo economico, non farebbe altro che mettere in atto una promessa fatta all&#8217;America e ai vicini sauditi circa due anni fa. In quel periodo si faceva presente che nel momento in cui l&#8217;Iran non fosse stato più in grado di esportare il proprio petrolio a causa delle sanzioni, l&#8217;Iran si sarebbe riservato il diritto di bloccare lo Stretto di Hormuz, ritenuto dagli iraniani per gran parte competenza delle acque territoriali iraniane.<br />
Se ciò accadesse i sauditi e probabilmente gli americani interverrebbero per ripristinare il passaggio nella via d&#8217;acqua innescando una escalation alla quale parteciperebbe anche la milizia sciita, che allargherebbe il conflitto ad Israele.<br />
Questa è secondo il nostro centro la minaccia contenuta nel discorso di Hassan Nasrallah, una minaccia che prospetta una guerra in caso i negoziati falliscano, proprio l&#8217;opposto di quanto prospettato dal Primo Ministro israeliano il quale aveva fatto balenare, lo scorso venerdì, la possibilità di un attacco israeliano all&#8217;Iran nel caso in cui l&#8217;accordo di Ginevra avesse permesso all&#8217;Iran di proseguire la corsa del suo programma atomico.<br />
Con queste premesse i negoziati di Ginevra sul nucleare iraniano si trovano più che ad un punto morto. La politica ambigua di Obama e la continua volontà di mettere i propri alleati sempre al secondo posto rispetto agli avversari con i quali l&#8217;amministrazione americana sta trattando, ha portato ad una situazione di stallo che sarà difficilmente risolvibile nel breve tempo.<br />
Il 20 novembre si avvicina e con esso l&#8217;ennesimo round dei negoziati 5+1 con l&#8217;Iran a Ginevra, e nessuno può prevedere quali saranno i risultati di questa conferenza internazionale. Certo è che i segnali che giungono dalla galassia sciita non sono incoraggianti, così come non è stato incoraggiante il fatto che il Direttore dell&#8217;IAEA, Amano, sia tornato dalla sua missione in Iran senza nessun risultato concreto e senza aver incontrato il vertice della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran.<br />
Tutti in medio oriente in questi giorni stanno tornado ai toni minacciosi che solitamente precedono una escalation militare.</p>
<p><a href="Nucleare iraniano: le minacce dell'Hezbollah" title="Hezbollah Haarezt" target="_blank">Qui l&#8217;articolo di Haaretz</a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/nucleare-iraniano-le-minacce-dellhezbollah/">Nucleare iraniano: le minacce dell’Hezbollah</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nucleare iraniano: l&#8217;accordo esiste tra Usa e Iran, ma la Francia dice no</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 10:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare iraniano]]></category>
		<category><![CDATA[Strike on Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Ginevra nella notte tra giovedì e venerdì scorso i rappresentanti di Stati Uniti ed Iran avevano trovato un accordo funzionale alle strategie di entrambi i paesi. L&#8217;accordo, che aveva ricevuto il benestare del presidente Obama, avrebbe previsto la sospensione dell&#8217;arricchimento del minerale di uranio in terra iraniana oltre il 5% in purezza di isotopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_3265" aria-describedby="caption-attachment-3265" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/800px-Arak_heavy_water_reactor2.jpg" class="thickbox no_icon" title="Il reattore ad acqua pesante di Arak"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/800px-Arak_heavy_water_reactor2-300x223.jpg" alt="Il reattore ad acqua pesante di Arak" width="300" height="223" class="size-medium wp-image-3265" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/800px-Arak_heavy_water_reactor2-300x223.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/800px-Arak_heavy_water_reactor2.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3265" class="wp-caption-text">Il reattore ad acqua pesante di Arak</figcaption></figure>A Ginevra nella notte tra giovedì e venerdì scorso i rappresentanti di Stati Uniti ed Iran avevano trovato un accordo funzionale alle strategie di entrambi i paesi.<br />
L&#8217;accordo, che aveva ricevuto il benestare del presidente Obama, avrebbe previsto la sospensione dell&#8217;arricchimento del minerale di uranio in terra iraniana oltre il 5% in purezza di isotopo 235 e contestualmente svariati miliardi di dollari in valuta pregiata di assetti finanziari iraniani, congelati negli Stati Uniti ed in Europa sarebbero tornati nella disponibilità della banca centrale iraniana.<br />
Inoltre il medesimo accordo avrebbe previsto l&#8217;inizio di una collaborazione commerciale diretta tra Iran e stati uniti. Nell&#8217;ambito di questa collaborazione sarebbe stata prevista l&#8217;importazione in Iran di pezzi di ricambio per l&#8217;industria aeronautica che la Repubblica islamica non riesce a produrre, così come l&#8217;instaurarsi di collegamenti aerei diretti tra Teheran e gli Stati Uniti.<br />
Un accordo che potenzialmente apriva alle multinazionali petrolifere americane le strade che portano ai giacimenti petroliferi e di gas dell&#8217;Iran. Iran e Stati Uniti si sarebbero potenzialmente trasformati da acerrimi nemici a partner commerciali.<br />
In questa condizione chi sarebbe stato penalizzato in maniera significativa sarebbe stato lo Stato francese. La Francia mantiene importantissimi rapporti commerciali, sia nel campo militare che in quello energetico, con le monarchie sunnite del Golfo che potrebbero aver fatto importanti pressioni nei confronti di Parigi alla fine di bloccare un accordo estremamente dannoso sia per la Francia sia per le monarchie della penisola araba.<br />
Un accordo che così come è stato strutturato la scorsa settimana a Ginevra non impedisce all&#8217;Iran di espandere ulteriormente il proprio apparato militare, di espandere ulteriormente il proprio programma atomico, di assumere sempre maggior peso nella regione mediorientale. Al fianco dell&#8217;Iran avrebbero assunto sempre più importanza anche i paesi e le organizzazioni satelliti di Teheran come lo sono la Siria o l&#8217;Hezbollah libanese.<br />
Tale aumento dell&#8217;influenza della componente sciita in Medioriente avrebbe potuto mettere in discussione tutti i rapporti di forza e le alleanze nella regione, considerando inoltre che in pochissime settimane, avendo mantenuto inalterata o addirittura incrementata la capacità di arricchimento dell&#8217;uranio, la Repubblica islamica dell&#8217;Iran sarebbe potenzialmente in grado di ottenere materiale fissile per ordigni atomici.<br />
L&#8217;idea stessa di poter ricorrere all&#8217;ombrello nucleare iraniano per difendere le proprie strategie geopolitiche potrebbe spingere numerosi paesi ad entrare nell&#8217;area di influenza dell&#8217;Iran.<br />
Così nella giornata di venerdì quando tutti i giochi sembravano ormai fatti, i ministri degli esteri del gruppo del 5+1 si sono recati a Ginevra per firmare gli accordi.<br />
Lo stesso segretario di Stato americano John Kerry, era decollato poche ore prima dall&#8217;aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv diretto proprio verso Ginevra. Prima di decollare all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto aveva incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al quale aveva comunicato che l&#8217;accordo con l&#8217;Iran era stato trovato. La risposta di Netanyahu è stata durissima. Il primo ministro israeliano era già stato informato che a Ginevra iraniani si complimentavano tra loro e esprimevano la soddisfazione per l&#8217;accordo trovato, estremamente favorevole al loro paese. Lo scontro tra Netanyahu e che Kerry è stato talmente duro che il segretario di Stato americano ha annullato la conferenza stampa congiunta che era stata programmata prima del decollo del suo aereo per Ginevra. Nonostante questo il primo ministro israeliano ha tenuto la conferenza stampa da solo. Estremamente alterato e dimenticando in parte la diplomazia, ha definito l&#8217;accordo era stato trovato a Ginevra un pessimo accordo e aveva ribadito che Israele avrebbe difeso se stesso contro ogni pezzo da qualsiasi minaccia che avesse minacciato l&#8217;esistenza dello Stato d&#8217;Israele. Netanyahu ha inoltre esplicitamente affermato che Israele non è vincolato in nessun modo da nessun accordo che venga preso a Ginevra da Stati Uniti ed Iran.<br />
Mentre Kerry era in volo verso Ginevra il governo israeliano, così come con grande probabilità le monarchie del Golfo, potrebbero aver telefonato ai capi di Stato coinvolti nelle trattative chiedendo di fermare questo accordo.<br />
Hanno trovato il presidente francese Francois Hollande estremamente sensibile alle loro richieste, così quando il ministro degli esteri francese Fabius è entrato nella sala delle trattative a Ginevra subito egli ha messo in chiaro che la Francia era contraria questo accordo e quindi egli non avrebbe firmato.<br />
Lo schema dei negoziati del 5 + 1 prevede che tutti membri firmino gli accordi, così tutto si è fermato, tutto si è interrotto.<br />
La Francia non ha potuto accettare che non sia stato posto un limite al numero ti centrifughe installate in Iran, così come non ha potuto accettare che non venisse sospesa la realizzazione del reattore ad acqua pesante di Arak.<br />
Per gran parte di venerdì le diplomazie di Gran Bretagna e stati uniti hanno cercato di convincere i francesi a firmare ma Parigi ha mantenuto fermissimo il proprio punto di vista. Un&#8217;Iran con potenziali capacità nucleare mette in pericolo gli alleati sunniti della Francia nel Golfo Persico e minaccia concretamente le forniture greggio che arrivano a Parigi.<br />
Subito dopo lo stop ai negoziati imposto da Hollande il segretario di Stato americano ha criticato in modo diretto il comportamento del premier israeliano Benjamin Netanyahu, affermando che le critiche di Israele erano premature, in quanto nessun accordo era stato stipulato con l&#8217;Iran.<br />
Tuttavia con grande probabilità senza le pressioni di Israele e dei sauditi, e senza lo stop imposto dal governo francese oggi l&#8217;accordo tra il gruppo 5 + 1 e l&#8217;Iran sarebbe cosa fatta, e i piani per lo Strike israeliano contro l&#8217;Iran sarebbero entrati nella fase operativa.<br />
Il 20 novembre torneranno a riunirsi a Ginevra i protagonisti di questa trattativa. Se il negoziato dovesse fallire è probabile che il mondo assista ad un accordo bilaterale tra Stati Uniti ed Iran, accordo che chiuderebbe l&#8217;esperienza del gruppo 5+1, segnando anche la disgregazione delle alleanze storiche degli Stati Uniti d&#8217;America, ma a quel punto sarà il congresso a riprendere in mano le redini della politica estera americana, ampliando ulteriormente il solco tra il Congresso stesso ed il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Un congresso il cui stato d&#8217;animo può essere ben riassunto da una frase pronunciata dal senatore John McCain: &#8220;VIVE LA FRANCE&#8221;.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/nucleare-iraniano-laccordo-esiste-tra-usa-e-iran-ma-la-francia-dice-no/">Nucleare iraniano: l’accordo esiste tra Usa e Iran, ma la Francia dice no</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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