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	<title>Al Assad | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 May 2013 09:22:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Al Assad : arrivati in Siria i primi S-300 PMU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 09:22:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/20130530-111842.jpg" class="thickbox no_icon" title="Ritratto ufficiale Al Assad"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/20130530-111842-241x300.jpg" alt="Ritratto ufficiale Al Assad" title="Al Assad.jpg" width="241" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-10607" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/20130530-111842-241x300.jpg 241w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/20130530-111842.jpg 496w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /></a>GeoPoliticalCenter due giorni fa aveva dato conto della spedizione di elementi delle batterie S300 verso la Siria. Poche ore fa, durante una intervista alla televisione libanese di Hezbollah, Al Manar, il Presidente siriano Al Assad ha dichiarato che la prima spedizione di S300 ha raggiunto la Siria. Questa dichiarazione non significa che il sistema S300 sia già operativo presso i reparti di difesa aerea fedeli al regime, ma evidenzia che, probabilmente per via aerea, i primi elementi delle batterie hanno raggiunto il territorio siriano.<br />
Il grosso della spedizione dovrebbe arrivare via mare, ma viste le caratteristiche del sistema S300, non è escluso che almeno una batteria completa possa essere trasportata in Siria nelle prossime 24/48 ore con un ponte aereo.<br />
La dichiarazione di Al Assad si pone in antitesi ad alcune fonti della Federazione Russa che, nella giornata di ieri, avevano smentito la partenza della prima batteria di S300 verso la Siria.<br />
Durante la sua intervista ad Al Manar, il presidente Assad ha confermato anche il fatto che la milizia sciita di Hezbollah combatte in Siria, ma egli ha negato che sia di Hezbollah il comando sul campo, anche lungo la frontiera con il Libano.<br />
Assad ha anche affermato che egli non si opporrà più, come invece aveva fatto in passato, a quei gruppi armati che vorranno attaccare lo stato di Israele usando come territorio di partenza il Golan siriano.<br />
Infine Al Assad ha confermato che nel caso lo stato di Israele compisse un raid aereo contro località, sistemi d&#8217;arma, o personale che si trova su suolo siriano, egli ha già dato ordine alle forze armate siriane di attuare una rappresaglia nei confronti di Israele proporzionale all&#8217;entità dell&#8217;attacco subito dalla Siria.<br />
Al momento nessuna fonte israeliana ha risposto, ufficialmente o ufficiosamente, alle parole del presidente siriano.<br />
In Israele potrebbe essere iniziata la consegna del silenzio, spesso prodromica a movimenti concreti sul campo.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/assad-arrivati-in-siria-i-primi-s-300-pmu/">Al Assad : arrivati in Siria i primi S-300 PMU</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Siria: le forze di Al Assad guadagnano terreno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 15:04:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/a_man_removes_debris_of_a_truck_damaged_after_a_mortar_shell_hit_a_street_killing_several_people_in_the_bustan_alqasr_district_of_aleppo_on_december_17_2012ap_photonarciso_contreras.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/a_man_removes_debris_of_a_truck_damaged_after_a_mortar_shell_hit_a_street_killing_several_people_in_the_bustan_alqasr_district_of_aleppo_on_december_17_2012ap_photonarciso_contreras-300x196.jpg" alt="" title="A man removes debris of a truck damaged after a mortar shell hit a street killing several people in the Bustan Al-Qasr district of Aleppo, on December 17, 2012.(AP Photo/Narciso Contreras)" width="300" height="196" class="alignleft size-medium wp-image-10286" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/a_man_removes_debris_of_a_truck_damaged_after_a_mortar_shell_hit_a_street_killing_several_people_in_the_bustan_alqasr_district_of_aleppo_on_december_17_2012ap_photonarciso_contreras-300x196.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/a_man_removes_debris_of_a_truck_damaged_after_a_mortar_shell_hit_a_street_killing_several_people_in_the_bustan_alqasr_district_of_aleppo_on_december_17_2012ap_photonarciso_contreras-217x143.jpg 217w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/a_man_removes_debris_of_a_truck_damaged_after_a_mortar_shell_hit_a_street_killing_several_people_in_the_bustan_alqasr_district_of_aleppo_on_december_17_2012ap_photonarciso_contreras.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
Le forze fedeli al presidente siriano Al Assad stanno guadagnando terreno in tutta la Siria, in particolare nella zona sud del paese e nei pressi della frontiera libanese. Il fondamentale supporto della milizia libanese di Hezbollah e il rifornimento di armi dall&#8217;Iran stanno favorendo in maniera determinante la controffensiva dei lealisti. I maggiori successi dei governativi si sono registrati ad est di Damasco lungo la direttrice che porta alla Giordania. Questa aerea di territorio era stato l&#8217;embrione della rivolta siriana e ora le forze dei ribelli sono costrette alla guerriglia al di fuori dei centri urbani. A nord e nei pressi del Libano si combatte violentemente ad Homs dove i ribelli hanno subito diverse sconfitte dopo aver registrato a metà del mese scorso importanti vittorie anche contro i miliziani libanesi. In queste settimane la mancanza di coordinamento tra i ribelli, il timore per la continua espansione delle forze estremiste in seno ai ribelli, in particolare parliamo del gruppo Qaedista di Jabhat Al Nusra, e la delusione per il mancato intervento americano a supporto delle formazioni dei ribelli ha ridotto le capacità belliche del Free Syrian Army e ha determinato la diminuzione del flusso di volontari che nella precedente fase del conflitto affluivano numerosi ai centri di reclutamento dei ribelli.<br />
La violenza, per quanto possibile, aumenta sempre di intensità. Numerosi indicatori e molteplici fonti riferiscono dell&#8217;uso di armi chimiche propriamente dette (agenti nervini e non solo composti del cloro come avvenne in una prima fase) con numerose vittime civili. Tuttavia non è possibile per il nostro centro oggi attribuire la responsabilità dell&#8217;utilizzo di tali armi ad una fazione piuttosto che all&#8217;altra. Agenti nervini sono comunque stati impiegati, seppur su piccola scala, in Siria; i risultati della analisi ematochimiche su campioni di profughi siriani lo provano in maniera inequivocabile. Altro aspetto non negabile è la cieca violenza contro i civili da ambo le parti. In Siria sono stati commessi crimini di guerra contro i civili e si è assistito ad episodi di pulizia etnica. Il più clamoroso ha coinvolto i sunniti residenti nelle regione costiera della Siria a maggioranza alawita. Gli abitanti di un piccolo villaggio di nome Banyas sono stati costretti alla fuga precipitosa, chi è rimasto è stato ucciso, non importa fosse uomo, donna o bambino. I morti sono stati oltre cento. Alla stessa brutalità si assiste quando un raid aereo delle forze fedeli al regime bombarda aree popolate da civili o quando un&#8217;autobomba dei ribelli esplode nel centro di Damasco, mietendo vittime tra civili innocenti, senza parlare poi dello scempio dei corpi dei nemici uccisi e le torture, di ambo le parti, ai prigionieri dell&#8217;opposta fazione.<br />
In questo inferno di violenza, che ha reclamato già 95000 vittime la guerra in Siria prosegue senza che se ne intraveda una fine gestita politicamente. Le ingerenze straniere, il settarismo, la voglia di vendetta avvolgono la Siria in una spirale senza fine.<br />
L&#8217;avanzata delle truppe di Al Assad darà più forza negoziale al Presidente siriano in vista della prossima conferenza di pace in programma per il prossimo giugno. Anche i ribelli vorranno arrivare alla conferenza da una posizione di forza, per questo motivo possiamo attenderci un ennesimo aumento degli scontri e delle violenze nella guerra di Siria da oggi alla conferenza di giugno.</p>

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		<title>Al Assad: se fossi assassinato colpite Israele e gli interessi americani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 10:20:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/01/20130120-122336.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/01/20130120-122336-241x300.jpg" alt="" title="20130120-122336.jpg" width="241" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7918" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/01/20130120-122336-241x300.jpg 241w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/01/20130120-122336.jpg 482w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /></a>Il sito in lingua inglese dell&#8217;agenzia iraniana Fars News riferisce che il Presidente siriano Al Assad avrebbe dato istruzioni ai propri comandanti militari di attaccare, anche se non si specifica con che modalità, Israele e gli interessi americani nella regione. Questa notizia della Fars News va interpretata anche come un messaggio diretto dell&#8217;Iran alle forze di opposizione sostenute dagli stati occidentali e dalle monarchie saudite del golfo. L&#8217;Iran non accetta di perdere la Siria, la Siria di Al Assad. Da giorni inoltre circolano nell&#8217;ambiente voci sempre più insistenti che consulenti militari iraniani possano assistere i siriani nell&#8217;impiego dei missili balistici di cui la Siria dispone. Andrebbe così letta in ottica di un utilizzo &#8220;addestrativo&#8221; l&#8217;impiego di queste ultime settimane di missili balistici a corto raggio contro presunte posizioni di ribelli nel nord della Siria. L&#8217;impiego di questi sistemi missilistici contro i ribelli non risulta infatti una opzione efficace dal punto di vista militare nel confronto con le formazioni che combattono l&#8217;attuale regime. I lanci di questi giorni potrebbero acer avuto il duplice scopo di dimostrare alla Nato che la Siria è in grado di lanciare missili balistici e verificare le capacità degli uomini addetti alla gestione degli Scud così come risultano utili per verificare lo stato dei sistemi missilistici nelle più realistiche delle esercitazioni possibili.<br />
È sono proprio queste le armi che la Siria appoggiata dall&#8217;Iran potrebbe impiegare in una rappresaglia contro il &#8220;nemico esterno&#8221; che dovesse attentare alla vita del Leader. Missili che potrebbero essere dotati di armi di distruzione di massa, nell&#8217;ultimo disperato gesto di un regime condannato.<br />
L&#8217;altro bersaglio sarebbero gli obiettivi americani nel mediterraneo, quindi le navi della flotta Usa, e in questo caso la Siria potrebbe impiegare una temibile arma antinave: il missile di fabbricazione Russo/Sovietica Yakhont, missili ammassati nella regione costiera di Latakia e Tartus.<br />
La Fars News parla inoltre del grande supporto dopo ai ribelli dalle monarchie sunnite del Golfo, vere rivali nella regione della Repubblica Islamica Iraniana.<br />
Questo corollario di notizie va inserito nella richiesta fatta dal Grande Ayatollah Ali Khamenei agli americani al fine di riprendere i colloqui sulla questione nucleare. Sembrerebbe infatti che la guida politica e spirituale dell&#8217;Iran volesse un accordo onnicomprensivo sulle problematiche della regione, incluso il capitolo siriano. Accordo che potrebbe avere come richiesta la sospensione degli aiuti ai ribelli e un&#8217;accettazione dell&#8217;attuale regime al potere.<br />
La Siria rimane il nodo gordiano della regione mediorientale, che prima o poi andrà sbrogliato oppure se non possibile ciò, tagliato.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/al-assad-se-assassinato-colpite-israele-eamericani/">Al Assad: se fossi assassinato colpite Israele e gli interessi americani</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Discorso di Al Assad alla nazione. L&#8217; analisi di GPC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 11:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 6 gennaio 2013 il Rais siriano Al Assad ha parlato alla nazione siriana e al mondo intero dopo due mesi di relativo silenzio e una sola apparizione pubblica. Durante il discorso pronunciato davanti ai propri fedelissimi, ritrasmesso in diretta tv, Al Assad ha ribadito la propria convinzione nel riuscire a contenere la rivolta degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/220px-Bashar_al-Assad_cropped.jpg" class="thickbox no_icon" title="da Wikipedia"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/220px-Bashar_al-Assad_cropped-180x300.jpg" alt="da Wikipedia" title="220px-Bashar_al-Assad_(cropped)" width="180" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-205" /></a>Domenica 6 gennaio 2013 il Rais siriano Al Assad ha parlato alla nazione siriana e al mondo intero dopo due mesi di relativo silenzio e una sola apparizione pubblica.<br />
Durante il discorso pronunciato davanti ai propri fedelissimi, ritrasmesso in diretta tv, <H8>Al Assad</H8> ha ribadito la propria convinzione nel riuscire a contenere la rivolta degli oppositori. Al Assad ha rifiutato qualsiasi proposta di mediazione con gli oppositori avanzata sia dal mediatore delle Nazioni Unite Brahimi, sia dagli altri stati implicati a vario titolo nella guerra civile siriana; il rifiuto di <H8>Al Assad</H8> a qualsiasi mediazione è dovuto al fatto che le proposte finora in campo prevedono sempre e comunque, non solo le sue dimissioni, ma l&#8217;estromissione dalla vita politica del partito Baath e della minoranza alawita della quale al Assad è il principale esponente.<br />
Tuttavia nel discorso del Rais siriano cogliamo numerosi elementi che evidenziano la precarietà del regime, non tanto come capacità di resistere nella roccaforte costiera, quanto nella possibilità di controllare la capitale della Siria. In particolare quando ha fugacemente ammesso che parte del paese e numerosi valichi di confine sono nelle mani dei ribelli.<br />
Un altro elemento è apparso evidente nel discorso di Al Assad: il Rais non è solo, non è stato abbandonato dall&#8217; alleato russo e men che meno è stato abbandonato dall&#8217;alleato iraniano, che continua a rifornire costantemente di armi, anche avanzate come i missili balistici a corto raggio Fateh/110 recentemente impiegati conto i ribelli. Ma Teheran non si limita a fornire armi, provvede anche a rifornire il regime siriano degli specialisti necessari al corretto funzionamento di questi sistemi.<br />
Il presidente siriano ha inoltre utilizzato in modo diverso la parola guerra. Negli ultimi discorsi era balenata, seppur fugacemente, la parola guerra civile, nell&#8217;ultimo discorso invece al Assad ha parlato di guerra, guerra vera e propria. Una guerra che secondo al Assad viene combattuta non contro un nemico interno, ma contro un nemico esterno. Questa è l&#8217;ultima analisi della situazione che il Rais siriano ha fornito al suo popolo e al mondo. La Siria è in guerra, è in guerra contro un aggressore straniero, anche se è difficile identificarlo. Per questo motivo il presidente della Siria chiama i propri fedelissimi alla mobilitazione generale.<br />
Ma la presenza di un aggressore esterno cambia anche le regole di utilizzo delle armi di distruzione di massa in possesso della Siria. Nei mesi scorsi importanti esponenti del governo di Damasco avevano ammesso il possesso di armi chimiche, avevano anche l&#8217;escluso l&#8217;utilizzo di tale armi sulla propria popolazione, riservando  solo nel caso di una aggressione esterna. Ed è proprio questo il punto focale del discorso di Al Assad. La Siria fronteggia oggi un aggressore esterno, la situazione è paragonata a quella della guerra totale, e durante una guerra totale quasi ogni cosa può essere concepita.<br />
La presenza di un aggressore esterno giustifica inoltre la presenza di personale e armi fornite dall&#8217;Iran sul suolo siriano, tra la Siria e l&#8217;Iran è in vigore un patto di mutuo soccorso, un accordo politico e militare stipulato alcuni anni fa, che considera l&#8217;aggressione ad uno dei due paesi come un&#8217;aggressione ad entrambi, autorizzando in maniera estremamente rapido la fornitura di tutto il supporto necessario, non solo in termini di uomini e materiali al paese aggredito. Quanto scriviamo tutto il supporto necessario ci riferiamo anche ad azioni militari dirette di entrambi i paesi contro il nemico comune. L&#8217;ipotesi quindi che la Repubblica islamica iraniana possa prendere parte direttamente al conflitto siriano, nel caso in cui esso dovesse degenerare, non è solamente un&#8217;ipotesi accademica, ma trova giustificazioni sia nei trattati internazionali vigenti tra due stati, sia nei comportamenti concreti che essi hanno messo in atto negli ultimi mesi della guerra civile siriana.<br />
Dopo il discorso di al Assad lo spettro di una guerra regionale che potrebbe vedere coinvolto l&#8217;Iran si sta sempre più materializzando in medio oriente.<br />
Se è vero infatti che la federazione russa ha molto da perdere dalla caduta del Rais siriano ancor di più avrebbe da perder la Repubblica Iraniana, in quanto senza più il forte alleato siriano le possibilità di rappresaglia nei confronti di Israele si riducono alle sole capacità di Hezbollah, che seppur imponenti per una milizia parastatale non possono essere paragonate alle capacità militari siriane; a meno che nel domino mediorientale cambi radicalmente la strategia egiziana. L&#8217;Egitto potrebbe nel giro di alcuni anni, una volta sostituita buona parte dell&#8217;attuale élite delle forze armate, diventare il maggior alleato dell&#8217;Iran nella regione, e il più grande problema per l&#8217;occidente e per lo Stato di Israele. Ma per ora l&#8217;Egitto è alle prese con il consolidamento del nuovo potere dei fratelli mussulmani e una guerra rischierebbe concretamente di determinare il crollo del nuovo regime.<br />
Per ora quindi, nonostante gli sforzi compiuti al Cairo, l&#8217;Iran deve concentrarsi sulla Siria e agire al fianco di Al Assad, valutando con molta attenzione rischi e possibilità di ogni possibile escalation che potrebbe coinvolgere la Turchia, la Giordania e lo stato di Israele.<br />
Le implicazioni sui rapporti che Usa e Federazione Russa verranno trattati in una successiva analisi di base.<br />
Qui trovate un link ad un interessante articolo della <a  href="http://www.reuters.com/article/2013/01/06/us-syria-crisis-assad-idUSBRE90503C20130106" title="Al Assad Reuters" target="_blank">Reuters</a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/medio-oriente/discorso-al-assad-alla-nazione/">Il Discorso di Al Assad alla nazione. L’ analisi di GPC</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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